Visualizzazione post con etichetta manifestazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manifestazione. Mostra tutti i post

giovedì, giugno 23, 2011

TERZO SETTORE: ACLI, BASTA TAGLI ALLE POLITICHE SOCIALI


Roma, 23 giu - Il Governo deve capire che ''non e' piu' tollerabile proseguire nella logica dei tagli alle politiche sociali'', perche' ''la situazione sta diventando insostenibile'' e ''le ricadute sociali ed economiche di queste scelte saranno pesantissime e alla fine controproducenti anche in termini di spesa pubblica''. E' quanto afferma Stefano Tassinari, incaricato Terzo settore per le Acli, che questa mattina hanno partecipato alla mobilitazione davanti Montecitorio - ma anche in altre citta' italiane - per protestare contro i tagli al welfare, anche in vista della prossima manovra finanziaria.

Con il Forum del Terzo Settore e la campagna ''I diritti alzano la voce'', le Acli erano in piazza per chiedere di ''rinnovare e rilanciare le politiche sociali'', ''per un nuovo patto sociale per il futuro del Paese''. ''Noi siamo per un welfare moderno - spiega Tassinari - che concorre a ridurre disuguaglianze ed esclusione, ma questo e' possibile solo se si riconosce nelle politiche sociali un investimento e non un costo. E invece si sono drasticamente ridotti, se non cancellati, tutti i fondi sociali, che riguardavano la non autosufficienza, i servizi sociali, le politiche per la famiglia e per i giovani, per l'integrazione degli immigrati, il servizio civile, i servizi per l'infanzia.... Questo significa avviare alla liquidazione il welfare italiano e cancellare anche tutti gli sforzi fatti per costruire sussidiarieta'''.

lunedì, giugno 20, 2011

23/06/2011 MANIFESTAZIONE NAZIONALE BASTA TAGLI, ORA DIRITTI! SUSSIDIARIETÀ, NON SCARICABARILE!



Basta tagli, ora diritti!
Sussidiarietà, non scaricabarile!

Il nostro Paese sta attraversando una grave crisi, che ha portato via posti di lavoro e risparmi, in molti casi spingendo persone e famiglie verso la povertà e l’insicurezza.

Nonostante le difficoltà molti hanno continuato a lavorare per mantenere la coesione sociale e per garantire che i problemi comuni non producessero lacerazioni sociali né condannassero molte persone ad essere marginalizzate. A fronte di questo il Governo ha continuato ad operare tagli massicci alla spesa, riducendo e talvolta azzerando le risorse per il sociale.

Nel 2008 i fondi nazionali per le politiche sociali erano oltre i 2,5 miliardi, nell’anno 2011 ammontano a soli 538 milioni di euro: un taglio dell’80%. Ciò significa riduzioni e chiusure di servizi, diritti negati ai cittadini, rischio di disoccupazione per molti lavoratori e per tante persone svantaggiate, e problemi che tornano a scaricarsi per intero sulle famiglie.

Ora è venuto il momento di dire basta. Sosteniamo la centralità della persona e crediamo nella possibilità di dare voce a ciascuno dando opportunità e garantendo diritti.

Affrontare la crisi solo “tenendo a posto i conti”, senza affrontare riforme e investire in ciò che garantisce un autentico sviluppo è suicida e condanna l’Italia al declino.

Il Terzo Settore non chiede per sé, ma per tutti i cittadini, a partire da quelli più in difficoltà esclusi dalla comunità oppure a rischio di esclusione. E, prima di chiedere, offre il suo contributo di azione volontaria, di professionalità sociale, di innovazione a fianco delle persone.

Le politiche sociali sono un investimento nel futuro del Paese, tanto più preziose quanto più esso è in difficoltà. Eppure l’Italia investe in esse meno di quanto si investa nel resto d’Europa. Anzi le considera un costo e le taglia senza criterio.

La nostra capacità di tirare la cinghia e di trovare soluzioni dignitose per assicurare diritti alle persone si sta esaurendo: senza un cambiamento si avvia la liquidazione del welfare italiano e si cancellano i tanti sforzi fatti per costruire sussidiarietà.

Governo, Regioni ed Enti Locali debbono fare ciascuno la propria parte e decidere quale futuro vogliono per il nostro Paese. Noi abbiamo fatto e faremo la nostra parte, ma non vogliamo essere presi in giro.

RINNOVARE E RILANCIARE LE POLITICHE SOCIALI

PER UN NUOVO PATTO SOCIALE
PER IL FUTURO DEL PAESE
CHIEDIAMO
  • La definizione dei” livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali”, come previsto dalla nostra Costituzione (art. 117).
  • Un forte investimento nelle politiche sociali, attraverso un congruo aumento delle risorse destinate al sociale, all’educazione e alla scuola, da connettere alla reale esigibilità dei livelli essenziali.
  • Una reale e concreta applicazione del principio di sussidiarietà previsto dalla Costituzione (art. 118) e dalla legge 328/00 sul sistema dei servizi sociali, che dia un effettivo riconoscimento di pari dignità alle organizzazioni della società civile.
  • Una misura universalistica di sostegno al reddito contro la povertà e un concreto aiuto a ridurre i rischi di vulnerabilità sociale.
  • Il ripristino del fondo per le non autosufficienze e il suo potenziamento.
  • Adeguato finanziamento del Piano Nazionale Infanzia e Adolescenza e un adeguato ripensamento delle Politiche Giovanili.
  • La definizione del Piano Nazionale per la Famiglia e il suo adeguato finanziamento.
  • Il rilancio del Servizio Civile Nazionale, quale esemplare esperienza di cittadinanza attiva dei giovani, con investimenti coerenti.

E OCCORRE

  • Scegliere le priorità nel gestire le risorse piuttosto che i tagli lineari, intervenendo sia sul fronte delle entrate (in particolare con la leva fiscale e la lotta all’evasione) sia sul fronte delle uscite (riduzione degli sprechi, riduzione delle spese militari…).
  • Declinare al meglio il percorso federalista, responsabilizzando tutti per ridurre le disparità nel Paese e per riqualificare la spesa pubblica.
  • Potenziare e innovare le politiche sociali orientandole al benessere e alla ricerca della felicità, dando protagonismo alle persone, alle famiglie, ai corpi sociali.
  • Ridefinire ruoli e compiti degli Enti Pubblici e il loro rapporto con i cittadini attivi e gli attori sociali secondo il principio di sussidiarietà.
IL TERZO SETTORE È PRONTO A FARE LA SUA PARTE,

CON I TAGLI AL SOCIALE NON C’È VITA BUONA NÉ SOCIETÀ ATTIVA

I DIRITTI SOCIALI NON SONO PRIVILEGI

SVILUPPO E COESIONE NON SI FANNO CON L’ELEMOSINA

MOBILITAZIONE NAZIONALE
ROMA, PIAZZA MONTECITORIO
23 GIUGNO 2011 ORE 11.00
Promotori:

- Forum nazionale del Terzo Settore

- Campagna I diritti alzano la voce

Le adesioni nel documento allegato


Per comunicare la propria adesione:

Invia mail a forum@forumterzosettore.it o a segreteria@idirittialzanolavoce.org specificando il nome, cognome e/o l’organizzazione se l’adesione è titolo collettivo.


In allegato le informazioni logistiche.

mercoledì, aprile 20, 2011

Portate le mutande vecchie...Il welfare non è un lusso! Manifestazione nazionale a Napoli

Il welfare non è un lusso!

Manifestazione nazionale

Napoli

Mercoledì 27 aprile 2011

ore 9.30 Concentramento a Piazza Dante

Cari amici,

come sapete, sono mesi che con il comitato Il welfare non è un lusso denunciamo lo stato di crisi nel quale sta definitivamente sprofondando il welfare pubblico. Vi sono state numerose manifestazioni nelle quali abbiamo proposto il rilancio dell’intero sistema di servizi sociali, sanitari ed educativi, chiedendo maggiori investimenti da parte del Governo nazionale e delle istituzioni locali, oltre alla valorizzazione del lavoro sociale e del ruolo del terzo settore.

La situazione è diventata ormai insostenibile, soprattutto alla luce dell’incredibile riduzione delle risorse dei fondi nazionali per le politiche sociali: i finanziamenti sono passati dai 2 miliardi 527 milioni del 2008 ai poco più di 545 milioni previsti per il 2011. Una riduzione di quasi l’80%! Siamo al collasso e, come sempre, saranno le persone più a rischio di emarginazione a pagare queste sciagurate scelte politiche.

In questi ultimi mesi il nostro movimento è diventato nazionale, coinvolgendo altre realtà sociali in tutta Italia. Con le reti “Roma Social Pride” e “I diritti alzano la voce”, abbiamo organizzato per mercoledì 27 aprile 2011 una manifestazione nazionale in contemporanea a Napoli, Roma e Genova.

L’obiettivo comune è chiedere al Governo di tornare a investire sul welfare, ripristinando i fondi nazionali per le politiche sociali, di definire i Livelli Essenziali di Assistenza che devono essere garantiti a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione in cui abitano, e di introdurre misure di contrasto alla povertà.

Voi capirete che, ora più che mai, è importante l’impegno di tutti noi. È per questo che vi chiediamo un altro sforzo straordinario per garantire la vostra presenza alla mobilitazione del 27 aprile.

Il corteo partirà da Piazza Dante alle ore 9.30, attraverserà via Toledo per arrivare a piazza del Plebiscito dove costruiremo una montagna di mutande da consegnare al ministro Tremonti e al presidente Berlusconi, ovvero a chi ha lasciato in mutande non solo gli operatori sociali, ma anche migliaia di anziani, disabili, bambini, immigrati, rimasti privi di assistenza.

Confidando nella vostra partecipazione, vi chiedo anche di coinvolgere nella manifestazione quante più persone potete e di contribuire alla realizzazione della montagna simbolica, portando in piazza tutte le mutande vecchie che avete a disposizione. Vi aspetto mercoledì in piazza.


Mercoledì 27 aprile 2011

ore 9.30 Concentramento a Piazza Dante

La crisi economica mette in ginocchio i cittadini,

le istituzioni, gli enti locali e lo Stato battono in ritirata,

lasciando completamente sole le persone e le famiglie,

con l'incredibile riduzione delle risorse dei fondi nazionali per le politiche sociali.

Una riduzione di quasi l'80%!

Siamo al collasso.

Saranno le persone più a rischio di emarginazione a pagare tali sciagurate scelte politiche.

Per garantire la qualità dei servizi, la dignità degli operatori sociali e i diritti di cittadinanza!

PARTECIPIAMO IN MASSA ALLA MOBILITAZIONE

Vi invitiamo a portare le vostre mutande vecchie in piazza per consegnarle al ministro Tremonti e al presidente Berlusconi, ovvero a chi ha lasciato in mutande non solo gli operatori sociali, ma anche migliaia di anziani, disabili, bambini, immigrati, rimasti privi di assistenza.



venerdì, febbraio 11, 2011

«Se non ora quando?» Domenica le donne in piazza.dal mondo cattolico numerose sono le adesioni.


Domenica, prenderà il via alle ore 14 la manifestazione «Se non ora quando» a piazza del Popolo a Roma. La mobilitazione si replicherà in almeno 117 piazze italiane. Donne e uomini "amici delle donne" si mobilitano con l'intento dichiarato di chiedere rispetto e dignità nei confronti dell'universo femminile.

L'iniziativa travalica i confini nazionali; si annunciano infatti cortei in una ventina di città straniere, la maggior parte in Europa ma anche in Usa e perfino in Giappone, a Tokyo. Anche la lista delle adesioni si arricchisce di ora in ora.

A Londra, in particolare, il corteo partirà da Downing Street, la strada dove al numero 10 c’è la residenza del primo ministro britannico, per arrivare fino all’ambasciata italiana. Fuori dall’Europa, le donne si mobiliteranno a Boston (a Copley Square), New York (Times Square), Toronto (davanti al Consolato italiano) e Tokyo (davanti all’Istituto Italiano di Cultura). Intanto cresce il numero di città italiane coinvolte, diventate quasi 200, mentre il blog dell’evento conta ad oggi 320mila visite. A creare le mobilitazioni sul territorio, sottolinea il Comitato promotore, sono i movimenti spontanei di aggregazione, a conferma della natura «autonoma e trasversale», più volte evidenziata, dell’iniziativa. L’appuntamento più importante è comunque a Roma, dove ci sarà prima un flash mob (alle 14) a piazza del Pincio e poi, dalle 15, a piazza del Popolo, dove sul palco si alterneranno gli interventi.

La mobilitazione seguita all’appello «Se non ora, quando?» continua intanto a raccogliere nuove adesioni: dal Coordinamento delle comunità d’accoglienza all’Arci, dalle Coop all’Usigrai, dalle organizzazioni studentesche alle associazioni giovanili.

Anche dal mondo cattolico numerose sono le adesioni.

Adesione del Cif (Centro italiano femminile)

Il Centro Italiano Femminile, sin dal suo nascere (anno 1945), è impegnato per la difesa della dignità della donna, per il superamento di ogni forma di discriminazione nei suoi confronti e per il riconoscimento del suo imprescindibile ruolo nella famiglia, nella società, nella politica per una autentica democrazia che vuole costruire e promuovere insieme agli uomini. La società è fatta di uomini e di donne.
Le aderenti del CIF in ogni parte d'Italia, con il proprio nome e cognome, hanno unito e uniscono la loro voce alle voci di chi tutela l'immagine della donna e la sua stessa storia di crescita nella espressione e nell'esercizio dei diritti di cittadinanza.
Questi nostri giorni ci dicono che c'è ancora molto lavoro da fare e l'essere donne cristiane, come noi siamo, dà ulteriori fondamentali ragioni al nostro impegno. C'è un lungo percorso di degrado culturale ed educativo che dobbiamo risalire e certo non aiuta anche il diffuso silenzio dei mezzi di informazione sul nostro Paese vero, che uomini e donne rendono grande con la propria dignità, onestà, lavoro, sacrificio.
Le donne del Cif non smetteranno di svolgere la loro azione consapevole e responsabile per contrastare tutto ciò che minaccia la convivenza civile e i fondamentali principi etici su cui si fonda privilegiando, come sempre, il dialogo, la denuncia, la proposta, per arginare le conseguenze negative di una realtà politica e sociale, che oggi appare priva di regole.

Acli Colf

Come ACLI Colf, in virtù della categoria di lavoratori e lavoratrici che tuteliamo, aderiamo all’azione “Se non ora, quando?” promossa a favore della dignità delle donne, nonché di corresponsabilità con gli uomini.
I perché di tale adesione si fondano su varie ragioni che ci devono far prendere una posizione rispetto allo stato di disorientamento che stiamo vivendo di fronte alla discutibilità dei comportamenti che ci vengono “serviti” quasi quotidianamente come normali, tollerabili, giustificabili.
Aderiamo perché ogni giorno ci battiamo per dare dignità al lavoro e al significato edificante che questa parola porta con sé.
Aderiamo per rispetto ai lavoratori della categoria che difendiamo, in particolare colf e assistenti famigliari. Aderiamo per rispetto ai loro sacrifici quotidiani, al loro essere determinanti seppur invisibili, al loro duro lavoro anche se non riconosciuto socialmente e non valorizzato come meriterebbe.
Aderiamo per rispetto della fatica quotidiana di assistere persone anziane o occuparsi dei figli di altre donne, mentre la propria famiglia, i propri figli sono a centina di chilometri di distanza.
Aderiamo per l’impegno costante di donne e uomini che si muovono, lavorano e si battono per promuovere la dignità del lavoro, la diffusione della conoscenza, il rispetto dei diritti.
Per queste ragioni come ACLI Colf aderiamo, perché l’impegno per il lavoro non è semplice sacrificio, non è solo denaro a fronte di una prestazione, ma il lavoro ci riporta ad un senso di dignità dell’operare umano, del nostro agire per creare insieme un progetto, costruire un edificio, elaborare un’azione.
Sicuramente è il momento che uomini e donne insieme chiedano di consegnare ancora alla storia modelli edificanti di comportamento e non bassi livelli di lassismo scomposto.
A nessuno viene chiesto di fare il martire o rasentare la provvisoria perfezione, ma di dare un senso ed un valore alla Repubblica democratica fondata sul lavoro.

venerdì, ottobre 24, 2008

Scuola: Da Napoli a Torino, di nuovo tutti in piazza



Nonostante la linea dura del governo, gli studenti non hanno alcuna intenzione di indietreggiare e da Nord a Sud continuano a protestare contro il decreto 133. A Roma venerdì mattina sono riprese la lezioni in piazza: i docenti di scienze politiche e di fisica dell’Università La Sapienza terranno le loro lezioni davanti alla Camera dei Deputati. Nella Capitale molti studenti stanno anche sfilando in corteo per protestare contro l’Adisu, l'agenzia per il diritto allo studio, accusata di aver aumentato le rette delle residenze universitarie. A protestare sono anche gli studenti delle scuole superiori che a Roma si sono ritrovati al Circo Massimo dove hanno dato vita ad un sit-in. Gli studenti provengono da numerose scuole della Capitale. Al termine del sit-in gli studenti si sono mossi in corteo verso Montecitorio: «Sono più di 15.000 mila gli studenti medi che stanno raggiungendo Montecitorio per chiedere il ritiro immediato del decreto 137 e della legge 133», comunica l'Unione degli Studenti.Lezioni universitarie all’aperto anche a Milano: circa 200 studenti stanno prendendo appunti nelle lezioni organizzate in piazza Duomo. Ai piedi della statua di piazza Duomo gli universitari hanno messo un grande striscione-slogan: «La vostra crisi non la pagheremo». Un altro striscione si riferisce al premier: «Polizia negli atenei, mai detto. Lui indietreggia...noi avanziamo!». Tra i ragazzi si discute dell’opportunità di sfilare per le strade del centro paralizzando la viabilità del capoluogo lombardo. A Napoli si susseguono in vari punti della città cortei sia di studenti delle scuole superiori che di universitari. Il corteo più nutrito è quello che dalla centrale piazza del Gesù, si sta dirigendo verso piazza Municipio. Il traffico nel centro del capoluogo partenopeo è già andato in tilt ma il corteo è destinato a diventare sempre più grande: altri studenti stanno arrivando in centro da corso Umberto, da diverse zone della provincia e da Fuorigrotta, quartiere del polo tecnico universitario. Nella città del Vesuvio sono poi molte le scuole in stato di agitazione o occupazione. Venerdì sera, ad esempio, partirà un'iniziativa degli alunni dei licei Pansini e Vittorini del quartiere Vomero che proseguirà per tutta la notte. Appuntamento in piazza IV Giornate.Il fronte della protesta vede uniti studenti e professori. Per il prorettore dell’università di Torino, Sergio Roda, si tratta di «una protesta assolutamente pacifica, forse proprio perché è trasversale. Non c'è contrapposizione tra docenti e studenti, che in passato è stata qualche volta motivo di tensione». Entrando nel merito il prorettore non esita a criticare la riforma, soprattutto il taglio delle risorse per il comparto università: «A Torino abbiamo in programma 500 pensionamenti. Potremo sostituirli solo con 100 docenti. Non solo abbiamo un taglio netto di 400 insegnanti, ma in questo modo viene impedito anche il ringiovanimento dell'università». Infine Roda sottolinea che «la preoccupazione è comune a molti colleghi, anche di schieramenti politici diversi».

venerdì, ottobre 10, 2008

Maxi corteo contro la Gelmini Gli studenti "Non è che l'inizio"

Anche Napoli in piazza per contestare la riforma Gelmini. Il corteo di protesta, organizzato dall'Unione degli Studenti di Napoli e dall'Unione universitari Napoli, è da poco partito da piazza Garibaldi. Migliaia, secondo gli organizzatori hanno aderito alla manifestazione. "La prima di una lunga serie - dice Roberta dell'Unione degli Universitari - la nostra lotta durerà tutto l'autunno". Non è, infatti, un caso se lo slogan scelto per il corteo è 'Non e' che l'iniziò: "la battaglia continua", promettono gli studenti. "Ostacoleremo in tutti i modi i provvedimenti della Gelmini - preannunciano - ci mobiliteremo per scuole e università che siano pubbliche, dove sia garantito un reale accesso alle conoscenze, soprattutto attraverso gli investimenti economici. Lotteremo per un'idea di scuola completamente opposta agli attacchi del nuovo ministro"

martedì, gennaio 15, 2008

“Voler bene alla Campania” Legambiente: “in piazza per uscire dall’emergenza”

Rifiuti, manifestazione nazionale a Napoli sabato 19 gennaio. Legambiente: “in piazza per uscire dall’emergenza”

“Voler bene alla Campania” è il titolo che Legambiente ha scelto per la manifestazione nazionale indetta per sabato prossimo a Napoli dall’associazione. Legambiente invita cittadini, comuni virtuosi, aziende, associazioni e organizzazioni di categoria a scendere in piazza per dimostrare che si può e si deve uscire dall’emergenza rifiuti. Le ACLI napoletane hanno aderito prontamente alla importante manifestazione sottolineandone l'aspetto propositivo teso a legare la risoluzione dell'emergenza alla prospettiva di una campania pulita e sostenibile.

“Dobbiamo dire con forza dei no e promuovere i sì: no all’emergenza permanente, no alla camorra che ci avvelena la vita, no ai demagoghi che soffiano su ogni protesta. Sì a una politica che sa decidere, sì ai sindaci che fanno la raccolta differenziata, sì agli impianti di riciclaggio e compostaggio”, sottolineano il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonuomo.

Nell’appello che promuove la manifestazione Legambiente ricorda come esista già un’altra Campania che non deve fare i conti con la spazzatura, con l’incapacità degli enti locali, con i disordini e con gli allarmi. Questa Campania è fatta di 145 Comuni che raccolgono in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti urbani, con picchi fino al 90%, e li avviano al riciclaggio al pari delle migliori esperienze del Nord Italia. Ma anche di numerose aziende, capaci di costruire e gestire impianti di riciclaggio, tecnologicamente avanzati, che sono costrette, paradossalmente, ad importare materie prime-seconde (contenitori in plastica, vetro, carta e cartone) da fuori regione per far funzionare a regime i loro impianti”. C’è insomma una Campania che si muove al passo col resto del Paese e che valorizza al meglio il suo territorio, le sue produzioni, l’ambiente. “È questa la Campania – continuano i due dirigenti dell’associazione ambientalista – che chiamiamo a manifestare sabato pomeriggio. È questa la Campania da cui ripartire”.

lunedì, novembre 26, 2007

MANIFESTAZIONE NAZIONALE RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA, DIFENDERE I BENI COMUNI!



Il Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano ( Na ) aderisce, sostiene e partecipa con una sua delegazione alla Manifestazione Nazionale del 1° Dicembre a Roma.

Appello per la manifestazione
1 DICEMBRE 2007 ROMA con ritrovo ore 14.30 Piazza della Repubblica

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA, DIFENDERE I BENI COMUNI!
MORATORIA SUBITO CONTRO TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI!
IMMEDIATA APPROVAZIONE DELLA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE!
UNA GRANDE OPERA PUBBLICA : RISTRUTTURARE LE RETI IDRICHE!
GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DAI LAVORATORI E DALLE COMUNITÀ LOCALI!

Siamo donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche.
Insieme abbiamo costituito il Forum Italiano dei Movimenti per l’ Acqua.
Insieme abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.
La nostra esperienza collettiva, plurale e partecipativa e’ il segno più evidente di una realtà vasta e diffusa, di un movimento vero e radicato nei territori, che vuole fermare i processi di privatizzazione portati avanti in questi anni dalle politiche liberiste, che reclama il riconoscimento dell’acqua come bene comune e diritti umano universale da sottrarre alle logiche del mercato e del profitto, che lotta per ottenere la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione democratica e partecipativa.

Chiamiamo tutte e tutti ad una manifestazione nazionale l’1 dicembre per rendere ancora più visibile questa volontà e per mettere al centro gli obiettivi che intendiamo sostenere in questa fase della nostra iniziativa.

Chiediamo a tutte le realtà impegnate nelle lotte e nei territori per la difesa dei beni comuni e dei diritti sociali di considerare l’appuntamento del 1 dicembre uno spazio aperto dentro il quale intrecciare le rispettive esperienze nel filo comune della costruzione dell’altro “mondo possibile”.

CHIEDIAMO CHE LA DISCUSSIONE SULLA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE PROCEDA SPEDITAMENTE FINO ALLA SUA DEFINITIVA APPROVAZIONE

La discussione in Parlamento deve procedere senza indugi, essere aperta e partecipata dalle esperienze e dalle vertenze in corso e finalizzata ad approvare i punti di fondo della nostra proposta: tutela e pianificazione della risorsa idrica, ripubblicizzazione del servizio idrico e suo governo partecipato, intervento della fiscalità generale per garantire a tutti il quantitativo minimo vitale e per finanziare una parte degli investimenti, provvedimenti di solidarietà internazionale.

CHIEDIAMO UN PROVVEDIMENTO URGENTE DI MORATORIA SUGLI AFFIDAMENTI DEL SERVIZIO IDRICO E CHE LA LEGGE FINANZIARIA CONTENGA PROVVEDIMENTI PER IL RISPARMIO IDRICO E LA RISTRUTTURAZIONE DELLE RETII

Nei giorni scorsi il Senato, sulla base della nostra iniziativa, ha approvato nel decreto fiscale collegato alla Finanziaria il provvedimento di moratoria dell’affidamento dei servizi idrici per un anno. Ora esso passa all’esame della Camera , che deve, secondo noi, votare rapidamente allo stesso modo, approvando così definitivamente la moratoria.
La legge Finanziaria deve inoltre intervenire con provvedimenti che pongano al centro l’acqua come bene comune e siano finalizzati al risparmio della risorsa attraverso:
a) l’incentivazione del risparmio idrico in agricoltura (passaggio a sistemi di irrigazione a minor consumo di acqua) nell’industria e negli usi domestici (obbligatorietà di reti duali e sistemi di recupero dell’acqua piovana);
b) l’istituzione di un Fondo nazionale per la ristrutturazione delle reti idriche, dotato di adeguate risorse, in grado di intervenire sulla situazione non più sopportabile delle perdite e degli sprechi.

LOTTARE PER L’ACQUA PUBBLICA SIGNIFICA ANCHE BATTERSI PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI E CONTRO LA LORO MERCIFICAZIONE

Siamo impegnati per ottenere che l’acqua sia considerata bene comune e sottratta alle logiche del mercato.
Vogliamo nello stesso tempo affermare con forza che la nostra battaglia per l’acqua è anche battaglia per tutti i beni comuni - dall’energia ai rifiuti, dal territorio all’abitare, dalla salute all’istruzione, dalla conoscenza alla sicurezza sociale- e parla e sostiene tutte le lotte che in questi anni si sono sviluppate in loro difesa.
La nostra manifestazione vive e vuole dare forza a tutte quelle vertenze territoriali che si sono battute per sottrarre i beni comuni naturali e sociali al predominio della logica del mercato e per affermare un nuovo protagonismo e volontà di contare da parte delle comunità locali.

FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
www.acquabenecomune.org


sabato, marzo 24, 2007

Il problema della sicurezza a Milano non è riducibile solo alla dimensione dell’ordine pubblico

Il Forum del terzo settore della provincia di Milano è intervenuto sui temi legati alla manifestazione per la sicurezza e l'ordine pubblico proposta dal Sindaco Moratti. Il rapporto tra sicurezza e integrazione sociale che ne discende assume un carattere nazionale perciò ne parliamo anche in questo piccolo blog dedicato maggiormente al Mezzogiorno. (po)


«Il problema della sicurezza a Milano non è riducibile solo alla dimensione dell’ordine pubblico, ma si iscrive nella dimensione più ampia della dimensione dell’integrazione sociale»

Giovedì 22 marzo 2007 - Il Forum Terzo Settore della provincia di Milano ritiene che il problema della sicurezza non sia riducibile solo alla dimensione dell’ordine pubblico da tutelare mediante una più massiccia presenza delle forze dell’ordine sul territorio, ma si inscriva nella più ampia dimensione dell’integrazione sociale.
Non diciamo questo per un malinteso buonismo, ma perché riteniamo in tutta sincerità che la società civile e le istituzioni abbiano un compito che va oltre la pura e semplice invocazione di misure repressive (pur necessarie in presenza di crimini accertati), ma piuttosto debbano tendere, ciascuna per la sua specifica responsabilità, a rinnovare il patto sociale fra tutti i soggetti presenti sul territorio, ivi compresi evidentemente i nuovi cittadini che arrivano da tradizioni culturali diverse dalla nostra.
La richiesta del rispetto delle leggi è certo imprescindibile, ma essa deve accompagnarsi a proposte ed iniziative credibili per le politiche del lavoro, della scuola, della casa, del welfare municipale, della formazione professionale, della promozione culturale e per la riqualificazione delle periferie.
Per questo riteniamo che, assai più di manifestazioni che rischiano di avere, al di là delle intenzioni dei promotori, un inequivocabile sapore demagogico, serva a Milano la creazione di luoghi stabili di confronto e collaborazione, pensati anche su base metropolitana, che vedano le forze sociali, sindacali, politiche, associative e di volontariato riunite insieme agli attori istituzionali per cercare di costruire insieme proposte concrete e credibili per una pacifica ed integrata convivenza sociale.
I portavoce del Forum del Terzo Settore della provincia di Milano
Gianni Bottalico
Flavio Mongelli
Felice Romeo