A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
martedì, gennaio 31, 2012
La Regione Campania taglia le scuole ci saranno 151 istituti in meno
domenica, agosto 30, 2009
Scuola, la rabbia dei precari
Sit-in e prof in catene. A Benevento docenti sul tetto del provveditorato Quasi 18 mila i supplenti che dopo anni d'incarichi resteranno a casa senza stipendio
Scuola, la rabbia dei precari"Licenziamenti da record"
di SALVO INTRAVAIA da Repubblica
I precari sul tetto del provveditorato di Benevento
sabato, aprile 04, 2009
Un taglio enorme su scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado
Sono 9.500 insegnanti di lettere nella scuola secondaria di primo grado a subire il peso maggiore dei tagli - 2.500 quelli di tecnica - 10.000 gli insegnanti della scuola primaria - 11.300 nella scuola superiore
Insegnanti di ruolo
Un numero così alto di insegnanti di ruolo coinvolti nei processi di mobilità – commenta Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola dopo l’emanazione della circolare del Miur sugli organici - rappresenta un processo che necessita di essere governato con efficacia, con idee nuove e innovative. Non può essere mantenuto l’attuale meccanismo che sta mettendo gli insegnanti italiani in una situazione di pesantissimo stress. Su ottocentomila lavoratori circa un terzo non conosce, ad oggi – continua Di Menna – se conserverà o meno la titolarità nella propria scuola.
>>> Ecco cosa sta accadendo in questi giorni nelle scuole:
Nella scuola X ci sono dieci insegnanti: la contrazione di organico prevede che ne vengano ridotti due e che otto restino titolari. Come si decide? In base alle duecento pagine, oltre cinquanta articoli, che regolano la mobilità.
Viene fatta una graduatoria interna alla scuola in base ad un meccanismo complicatissimo basato su una serie di indicatori. Vengono fatte verifiche, riscontri, classifiche, per arrivare ad individuare i due insegnanti ‘perdenti posto’.
A questo punto i due possono fare domanda di trasferimento. Ma - in base alla normativa attuale - se non fanno la domanda vengono trasferiti d’ufficio nell’ambito della provincia.
Nei prossimi giorni ci saranno incontri al ministero nei quali, come Uil , proporremo di fare piazza pulita di tutto ciò (sistema che poteva funzionare fino ad ora con numeri limitati) e di fare un accordo che preveda il mantenimento della titolarità, la possibilità della domanda di trasferimento e la eventuale utilizzazione a settembre.
Tagli indiscriminati e una burocrazia soffocante stanno stressando la scuola. E’ duro il giudizio di Di Menna. Questa circolare, oltre che sugli insegnanti di ruolo, ha conseguenze gravi e dirette su altri tre versanti: la scelta del tempo scuola, gli insegnanti precari, la didattica.
Tempo scuola
In base alle disposizioni contenute nella circolare, non viene data una risposta certa e chiara alla scelta delle famiglie sul tempo scuola. Soprattutto, nella scuola primaria, non è scritta nero su bianco che sarà garantita la scelta delle 30 ore. Ora i Direttori regionali devono dare certezza che tutte le richieste abbiano riscontro positivo.
Precari
Il ministero non ha fatto un monitoraggio preciso e concreto. Questa operazione è invece fondamentale: bisogna passare dai numeri alle persone. Dato l’alto numero di pensionamenti siamo intorno alle diecimila persone.
Abbiamo chiesto al ministro di mantenere al lavoro gli insegnanti che hanno un contratto a tempo determinato e abbiamo acquisito da molti Assessori regionali la loro disponibilità a interventi integrativi.
Occorre utilizzare tutte le risorse per le supplenze, per i vari progetti, per la disoccupazione, quelle regionali, per dotare le scuole di risorse professionali e garantire la continuità ai precari.
Didattica
Deve essere emanata la direttiva, più volte annunciata, che garantisca l’autonomia didattica e organizzativa alle scuole nell’utilizzo degli insegnanti.
La circolare, impostata tutta sulla burocrazia e sui calcoli, introduce delle rigidità che appesantiranno il lavoro delle scuole. E addirittura con la sostanziale eliminazione dell’ "inglese potenziato", tanto sbandierato, la burocrazia mette fine al progetto governativo di aumentare l’insegnamento della lingua inglese perché anche se non si ha una situazione di soprannumerarietà dell’insegnante di seconda lingua, viene delegato all’organico di fatto perpetuando l’incertezza delle famiglie.
Se rimangono le rigidità previste dalla circolare e dai decreti, come ad esempio quello della cattedra di lettere per il tempo prolungato, si appesantiscono le scuole in merito all’esigenza di assicurare copertura per le supplenze, laboratori scolastici, personalizzazione, continuità didattica.
Il Ministro Gelmini ha firmato il Decreto Interministeriale sugli organici 2009-2010 per il personale docente. Confermata l'entità dei tagli pari a 42.102 posti, di cui circa 32.000 subito nell'organico di diritto e oltre 10.000 nel successivo organico di fatto. Confermata quindi l'entità complessiva della riduzione dei posti di lavoro (- 42.102) mentre la distribuzione di questi tagli alle varie regioni in organici di diritto (- 32.100) contenuta nelle varie tabelle che sono circolate e così come dalla FLC Cgil anticipato al termine dell'incontro della scorsa settimana, è stata rivista per la sola scuola secondaria di primo grado che vedrà una riduzione complessiva, sempre nel diritto, di circa 10.452 posti. Smentite le dichiarazioni rilasciate dal Ministro nella scorsa settimana in TV a "Porta a porta" e tendenti ad attenuare la portata della manovra concordata con il Ministro dell'Economia, una manovra pesantissima su gran parte delle regioni del sud, come subito denunciato dalla FLC Cgil a cui si aggiungeranno i 15.000 tagli previsti per il personale ATA.
martedì, marzo 24, 2009
Scuola, salteranno 37 mila cattedre. Il rischio tagli nelle scuole della Campania
mercoledì, gennaio 21, 2009
Il Piano Gelmini in Campania spariscono 26 scuole
Il Piano Gelmini in Campania
spariscono 26 scuole /La circolare
Un provvedimento deliberato dalla Giunta regionale su una proposta formulata dal Comitato di coordinamento Regionale in occasione di un incontro precedente che aveva visto il dissenso, riguardo gli interventi di dimensionamento, da parte del direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Alberto Bottino.
Per quanto riguarda Napoli prevista l'istituzione di un Istituto Comprensivo aggregando la scuola media Schipa con il 9° Circolo didattico di Napoli; l'aggregazione della scuola media Belvedere con la scuola media Martuscelli; l'aggregazione della scuola media Bordiga con la scuola media Bordiga 3; l'aggregazione della scuola media Svevo con la scuola media Pirandello; l'Istituzione di un Istituto Comprensivo aggregando la scuola media Minniti con il 52° Circolo didattico di Napoli. Nella circolare di Bottino tutti i provvedimenti
venerdì, ottobre 24, 2008
Scuola: Da Napoli a Torino, di nuovo tutti in piazza
Nonostante la linea dura del governo, gli studenti non hanno alcuna intenzione di indietreggiare e da Nord a Sud continuano a protestare contro il decreto 133. A Roma venerdì mattina sono riprese la lezioni in piazza: i docenti di scienze politiche e di fisica dell’Università La Sapienza terranno le loro lezioni davanti alla Camera dei Deputati. Nella Capitale molti studenti stanno anche sfilando in corteo per protestare contro l’Adisu, l'agenzia per il diritto allo studio, accusata di aver aumentato le rette delle residenze universitarie. A protestare sono anche gli studenti delle scuole superiori che a Roma si sono ritrovati al Circo Massimo dove hanno dato vita ad un sit-in. Gli studenti provengono da numerose scuole della Capitale. Al termine del sit-in gli studenti si sono mossi in corteo verso Montecitorio: «Sono più di 15.000 mila gli studenti medi che stanno raggiungendo Montecitorio per chiedere il ritiro immediato del decreto 137 e della legge 133», comunica l'Unione degli Studenti.Lezioni universitarie all’aperto anche a Milano: circa 200 studenti stanno prendendo appunti nelle lezioni organizzate in piazza Duomo. Ai piedi della statua di piazza Duomo gli universitari hanno messo un grande striscione-slogan: «La vostra crisi non la pagheremo». Un altro striscione si riferisce al premier: «Polizia negli atenei, mai detto. Lui indietreggia...noi avanziamo!». Tra i ragazzi si discute dell’opportunità di sfilare per le strade del centro paralizzando la viabilità del capoluogo lombardo. A Napoli si susseguono in vari punti della città cortei sia di studenti delle scuole superiori che di universitari. Il corteo più nutrito è quello che dalla centrale piazza del Gesù, si sta dirigendo verso piazza Municipio. Il traffico nel centro del capoluogo partenopeo è già andato in tilt ma il corteo è destinato a diventare sempre più grande: altri studenti stanno arrivando in centro da corso Umberto, da diverse zone della provincia e da Fuorigrotta, quartiere del polo tecnico universitario. Nella città del Vesuvio sono poi molte le scuole in stato di agitazione o occupazione. Venerdì sera, ad esempio, partirà un'iniziativa degli alunni dei licei Pansini e Vittorini del quartiere Vomero che proseguirà per tutta la notte. Appuntamento in piazza IV Giornate.Il fronte della protesta vede uniti studenti e professori. Per il prorettore dell’università di Torino, Sergio Roda, si tratta di «una protesta assolutamente pacifica, forse proprio perché è trasversale. Non c'è contrapposizione tra docenti e studenti, che in passato è stata qualche volta motivo di tensione». Entrando nel merito il prorettore non esita a criticare la riforma, soprattutto il taglio delle risorse per il comparto università: «A Torino abbiamo in programma 500 pensionamenti. Potremo sostituirli solo con 100 docenti. Non solo abbiamo un taglio netto di 400 insegnanti, ma in questo modo viene impedito anche il ringiovanimento dell'università». Infine Roda sottolinea che «la preoccupazione è comune a molti colleghi, anche di schieramenti politici diversi».