A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
domenica, febbraio 14, 2010
Vittorio Bachelet a trent'anni dalla morte. La lettera di Franceschini e una scheda per ricordare oltre la cronaca di oggi
sabato, ottobre 24, 2009
Primarie Pd, guerra sui sondaggi
martedì, ottobre 13, 2009
Segretario PD, la sfida di Napoli leggendo la stampa..
Da Piero De Luca a Etta Pinto, passando per Annamaria Carloni. A Caserta Graziano contro Pina Picierno
NAPOLI — Più che liste per le pri marie (mica per le politiche) sembra un vero e proprio regolamento di conti quello che andrà in scena il 25 ottobre tra i democratici campani. Ie ri alle 20 napoletane (che sono pure le 22) sono stati presentati i nomi dei candidati al parlamentino del Pd che dovrà eleggere il nuovo segretario na zionale con un sistema proporziona le. Tanto per complicarsi ulterior mente la vita. Nella patria dei «basso lini » e degli «antibassolini», però, an che l’elezione per l’amministratore di condominio diventa un referendum pro o contro, tra vecchio e nuovo, do ve però sono più evidenti le contrad dizioni e gli schemi ripetuti che le no vità. Due liste sostengono Pierluigi Bersani, due Dario Franceschini. I candidati maggiori. Il terzo è Ignazio Marino.
Partiamo da un dato, quello dei circoli. In Campania Bersani ha ra cimolato quasi il 60 per cento. Ecco il punto di partenza. Collegio 5, che comprende Chia ia- Posillipo ma anche Secondigliano. Il governatore, Antonio Bassolino, scende in campo direttamente da ca polista (lo segue Graziella Pagano) e si scontrerà con la sua ex asssessora Teresa Armato, seguita da Aldo Cennamo. A memento, il governatore al le primarie veltroniane perse a Ba gnoli contro la sconosciuta Fortuna Caccavale, che però stavolta sta sulla stessa generosa barca. Sempre per Bersani e nello stesso collegio ecco Emilio Montemarano, figlio dell’as sessore silurato da Bassolino, (le vie del Signore sono infinite) mentre per il segretario uscente c’è David Leb bro. Collegio 6, altra bella fetta di Na poli, voilà la sindaca Rosa Russo Ier volino nell’inedita veste di sostenitri ce della sinistra del Pd con il figliuol prodigo Nicola Oddati contro i basso liniani pentiti Tonino Amato e Maria Fortuna Incostante. A Pomigliano, Bersani può contare su Michele Caiaz zo e la segretaria della Uil Anna Rea contro Immacolata Verone, ex vice sindaco di Acerra e il consigliere regionale Pasquale Sommese, che per la segreteria regionale sostiene però il bersaniano Enzo Amendola. Nel collegio che va da Ercolano a Vico Equense la deputata Luisa Bossa e Felice Iossa se la vedranno con i franceschiniani Nicola Corrado e Nicola Donadio. Il collegio 9 è la patria elettorale di Salvatore Piccolo, anima moderata dell compagine di Bersani, con tro di lui Donato Mosella. Ad Afrago la Mimmo Tuccillo e Pasquale Solla se la vedranno con Mimmo De Biase e l’ex verde Tommaso Pellegrino.
A Portici il segretario regionale Cgil Mi chele Gravano e il sindaco da record Enzo Cuomo competono contro il sin daco di San Giorgio Domenico Gior giano. A Pozzuoli ecco Annamaria Carloni e Michele Figliolia per Bersa ni contro Salvatore Perrotta e Proco lo Artiaco per Franceschini. A Salerno vanno in scena i duelli tra figli. Per Bersani Piero De Luca (fi glio del notissimo Enzo) contro Etta Pinto, figlia dell’ex ministro dell’Agri coltura. Si affrontano anche due de putati Pd, il franceschiniano Alfonso Andria e il bersaniano Fulvio Bonavi tacola. A Caserta infine torna l’ex con sigliera regionale e deputata della Margherita Rosa Suppa, ma in quota Bersani, contro Lucia Esposito. Men tre Stefano Graziano sfida la giovane deputata Pina Picierno. Ultima nota zione. L’ex candidato alla Provincia Gino Nicolais, pare per scelta, è can didato ma al settimo posto nella lista di Franceschini nel suo collegio, in lizza anche sua moglie Donatella Va lentino. Potrebbe bastare se non fosse che ieri sia Bersani sia Franceschini han no aperto la campagna per le prima rie proprio a Napoli. Incrociandosi, senza mai beccarsi, per l’intera gior nata. Il segretario uscente arriva, in ritardo, all’hotel Oriente con David Sassoli. Bassolino candidato? «Beh, un grande rinnovamento. Scelgano i cittadini», ironizza il giornalista-eu roparlamentare.
Franceschini gli fa da spalla: «Ha risposto Sassoli». Esse come Sassoli e Sommese, coppia di li sta inedita. Il consigliere regionale: «Quando arriva il momento di inno vare chiedo a tutti: chi ha messo i ter ritori, i governi e le donne? Pasquale Sommese. Volti nuovi, non i soliti no ti ». Ce l’avrà anche con i suoi? Ecco l’appello agli elettori napoletani e campani di Dario Franceschini: «Vo tate liberamente, senza condiziona menti e pressioni, secondo coscien za ». Quella coscienza ricorda Veltro ni o no? Bersani in mattinata cerca di bypassare il solito argomento, Basso lino. Ammette: «Anche per me il ri cambio generazionale è fondamenta le. La differenza tra me e Franceschi ni è che io però con Bassolino parlo». In serata il governatore è capolista. Insomma, a ragione, possiamo dire che per entrambi valgono le buone intenzioni.
Simona Brandolini
Bassolino alla prova del voto, si candida anche la Iervolino
mercoledì, settembre 02, 2009
Scuola, ancora proteste a Benevento Franceschini sul tetto con i precari
«Da Benevento parte la protesta dei precari del mondo della scuola che si è estesa in tutta in Italia. Come è nella cultura di ogni insegnante è una protesta civile, pacifica, e così resterà sicuramente: è un modo di far accendere i riflettori su una cosa che non si doveva vedere e sapere. Lo Stato sta mettendo in atto il più grande licenziamento di massa della storia italiana». Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, prima di lasciare Benevento dove si è recato per portare solidarietà ai precari che stanno manifestando da giorni sul terrazzo dell'ufficio scolastico provinciale. A suo giudizio «è bene che il Governo accetti quello che noi gli chiediamo da mesi, cioè revochi quelle misure e rinunci al licenziamento e alla espulsione di così tanti insegnanti e personale amministrativo del mondo della scuola». «Siamo contente della visita di Franceschini, contente che la classe politica ci stia vicina». Le sei insegnanti beneventane da sabato scorso sul terrazzo di copertura dell'edificio che ospita l'ufficio scolastico provinciale commentano così la visita del segretario del Partito democratico. «Franceschini è salito sul tetto da solo, accompagnato soltanto dall'onorevole Boffa, suo compagno di partito, nonostante giù ci fosse una ressa pazzesca, tutte persone che volevano salire, compresi molti giornalisti». Il segretario del Pd ha assicurato «sostegno e vicinanza» alle precarie, ha promesso «che sosterrà la causa dei precari di tutta Italia, facendo opposizione al piano del governo», racconta Daniela Basile, una delle insegnanti. La docente beneventana confessa di essere particolarmente stanca dopo cinque giorni vissuti sul tetto, al caldo e senza servizi igienici, ma conferma di essere «determinata ad andare avanti insieme con le colleghe finchè gli attestati di solidarietà, anche se numerosi, non si trasformeranno in atti concreti». Timore di essere strumentalizzate dalla politica? «No, questo no. Ma diciamo che non vogliamo propaganda da chi, qualunque sia la sua appartenenza, dice di essere dalla nostra parte». «Voglio ringraziare Rifondazione comunista - conclude Daniela - l'unica in questo momento che ci aiuta concretamente: i volonatri sono qui sotto da cinque giorni, come noi, e ci forniscono acqua e cibo». |
giovedì, luglio 16, 2009
UN PARTITO FIGLIO DI NESSUNO
mercoledì, marzo 11, 2009
Crisi: sì a tassa su ricchi per sostegno ai poveri
martedì, febbraio 24, 2009
Enrico Letta: e ora dobbiamo mettercela tutta!
E ora dobbiamo mettercela tutta. Abbiamo davanti cento giorni in cui possiamo realmente raggiungere gli obiettivi che hanno animato il dibattito dell'Assemblea costituente di sabato. Obiettivi che sono comuni a tutti quelli che vi hanno preso parte, qualunque decisione abbiano assunto. Obiettivi che sono sintetizzabili nel rilancio e nel successo del progetto del PD, come era emerso alle primarie del 14 ottobre del 2007.
Tante sono le priorità e i desideri per questi cento giorni. Due mi sembrano irrinunciabili.
Il primo riguarda la scommessa che abbiamo fatto di pensare che nella politica italiana del Duemila possa esistere ancora un grande partito politico, partecipato e democratico al suo interno, attraente ed interessante per il mondo esterno. Di tutte le scommesse che stavano dietro al 14 ottobre, questa è probabilmente la più difficile. Nella politica italiana, infatti, ci si è ormai abituati ad una democrazia senza partiti, perché tali non possono definirsi i movimenti e i soggetti politici che per buona parte la compongono. Plebiscitarismo, assenza di democrazia interna, leaderismi sfrenati: sono i tratti ai quali siamo assuefatti. Sembra quasi di vivere in un mondo in cui siano state portate a estrema conseguenza le idee che Simone Weil aveva espresso nel suo Manifesto per la soppressione dei partiti politici: ? I partiti sono un meraviglioso meccanismo in virtù del quale nessuno spirito dedica la sua attenzione allo sforzo di discernere negli affari pubblici il bene, la giustizia, la verità (?) Entrare in un partito equivale a non pensare?. Non possiamo arrenderci a questo esito. La politica tramite i partiti migliora il naturale egoismo dei singoli e contribuisce a rendere il sistema più giusto. Col PD abbiamo scommesso che lavorare per un partito moderno e utile alla società è possibile. Per questo i cento giorni che abbiamo davanti dovranno chiudere rapidamente la fase iniziale della vita organizzativa del partito e rendere possibile quello che tutti sabato hanno chiesto: un congresso vero con primarie partecipate. E' quello che faremo subito dopo le elezioni, è quello che è stato reso difficile finora anche dall'incompleto radicamento del partito, dei circoli e del tesseramento sul territorio. Quindi, l'organizzazione innanzitutto, e il riequilibrio tra Roma e i territori a favore di questi ultimi.
In secondo luogo, dobbiamo riuscire a definire un profilo di partito che colpisca gli elettori per la sua capacità di farsi carico della grande crisi economica e sociale del paese. Se c'era qualcuno che aveva ancora dubbi, credo che ormai essi possano essere definitivamente fugati. La crisi non passerà da sola. L'ulteriore carico di preoccupazione che quest'ultima settimana ha portato, sia sul versante bancario e finanziario, sia su quello economico e sociale, lascia intuire un allungamento e un approfondimento delle caratteristiche della crisi. E' netta la percezione, ormai, che nulla sarà come prima. Cambieranno molte dinamiche di relazioni economiche e di reazioni sociali. Ma cambierà molto anche nel sistema politico e nel rapporto tra i partiti e la società. Sbaglia Berlusconi a ostentare tranquillità. Sbaglia il governo a non mettere in campo risposte all'altezza delle crescenti difficoltà. Per il PD le risposte alla crisi devono diventare un'ossessione, deve essere il tema sul quale costruiamo il profilo di un moderno movimento popolare capace di farsi carico dei problemi dei lavoratori, delle famiglie, delle imprese. E in grado, attraverso questa quotidiana condivisione delle fatiche della crisi, elaborare e mettere in pratica, là dove governiamo, risposte efficaci e durature. Questo vuol dire superare quella dicotomia tra interessi di partito e interesse generale che per Simone Weil era centrale nella sua critica ai partiti.
In concreto, vuol dire viaggiare per l'Italia della fatica, ascoltare e condividere i segnali della difficoltà, mettersi a studiare soluzioni originali e straordinarie. Questo oggi gli italiani si aspettano da noi. Vogliono vedere se dopo la paura di questi giorni abbiamo imparato la lezione e se effettivamente sappiamo tutti mettere da parte qualunque altra considerazione rispetto a questo irrinunciabile obiettivo.
Su queste linee credo debba svilupparsi il sostegno di ognuno di noi all'impegno di Dario Franceschini per il successo del PD.