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lunedì, marzo 14, 2011

"LA FESTA DELL’OLIO… E DELLA TRADIZIONE CONTADINA PESCOLANA"


DOMANI MARTEDI' 15 MARZO, ALLE ORE 10.30, LA CAMERA DI COMMERCIO DI BENEVENTO SARA' SEDE DELLA CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DE "LA FESTA DELL’OLIO… E DELLA TRADIZIONE CONTADINA PESCOLANA".

Domani martedì 15 marzo, alle ore 10.30, è in programma nella sede della Camera di Commercio di Benevento la conferenza stampa di presentazione de "La Festa dell'Olio... e della Tradizione Contadina Pescolana". Questa manifestazione si svolgerà a Pesco Sannita da giovedì 17 a domenica 20 marzo, con la presenza di trenta qualificati espositori del settore. Intanto, interverranno alla conferenza: il presidente dell'ente camerale beneventano, Gennaro Masiello; il presidente del Comitato promotore per l'ottenimento del marchio dop per la produzione olearia della provincia sannita Roberto Costanzo; il sindaco di Pesco Sannita, Antonio Michele; il presidente della Cooperativa Tesea organizzatrice dell'evento Antonio Meola; il dirigente dello Stapa-Cepica regionale di Benevento Francesco Massaro. Dunque, si preannunciano giorni decisivi per il rilancio dell’assalto al marchio dop (a denominazione di origine protetta) oleario, nell’ampio dibattito istituzionale in cui il comune pescolano si inserisce in grande stile. Ed è di estremo interesse e coinvolgimento collettivo l’ampio programma elaborato dal comitato organizzatore, che annovera in prima linea proprio il Comune di Pesco Sannita e la Cooperativa Tesea (Terzo settore) Acli; con partner di assoluto rilievo, fra cui l’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, AcliTerra, la Coldiretti di Benevento e la Pro loco di Pesco Sannita. E’ in evidenza, infatti, la capacità degli enti promotori del’iniziativa di aver saputo intercettare le preziosissime opportunità offerte dai fondi del Programma di Sviluppo Rurale (Psr) 2007/2013, ai sensi della misura 3.1.3 per l’”Incentivazione di attività turistiche”.
“È con immenso piacere che mi pregio di accogliervi per questi quattro giorni di “Festa dell’Olio e della Tradizione Contadina Pescolana” - dichiara il sindaco di Pesco Sannita Antonio Michele -, nella speranza che la nostra incantevole cittadina possa entrarvi nel cuore e come ambita meta di infiniti giorni da trascorrere immersi nella natura delle colline della provincia beneventana, in una cornice architettonica degna dei più bei borghi d’Italia. In questi quattro giorni non solo si potrà visitare il nostro territorio alla scoperta delle sue bellezze naturali; ma si potrà anche conoscerlo più approfonditamente: attraverso i sapori, le tradizioni, l’accoglienza. Questa manifestazione si colloca nel contesto della promozione del nostro incantevole territorio; dunque, saremo onoratissimi di accompagnarvi anche nelle nostre contrade, alla scoperta di luoghi e usanze antiche, con giochi e divertimenti d’altri tempi. Ovviamente, non mancheranno spazi di discussione per provare a fare luce sul futuro dell’agricoltura in generale e della produzione dell’olio in particolare. E’ un programma denso di eventi, degustazioni, convegni e spettacoli; che spero possano rimanere ben impressi nei vostri ricordi”.

domenica, giugno 20, 2010

Campania: Agricoltura, Caldoro nomina Amendolara consigliere all'agricoltura

Con proprio decreto, il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha nominato Vito Amendolara consigliere per i temi attinenti l’agricoltura.

L’incarico è a titolo gratuito. “Giovedì prossimo – sottolinea Amendolara - incontrerò i rappresentanti delle organizzazioni professionali di categoria Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri per un primo scambio utile a rilanciare il Tavolo Verde e a seguire i sindacati per affrontare nello specifico le problematiche legate al piano forestale 2010”.

lunedì, maggio 31, 2010

Acli Terra: oltre i tagli, scelte di rilancio dell’agricoltura italiana


La manovra di contenimento della spesa sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più chiaramente i termini della sua particolare durezza: è pesante quanto serve a contrastare una crisi finanziaria dalle proporzioni impreviste, o comunque non riconosciute fino a qualche mese fa.

La gravità della fase è tale da far temere nel comparto agricolo ed agroindustriale riflessi economici, e perfino sociali, molto negativi, oltre le ragioni della congiuntura.

Per Ac1i Terra il rigore, ancorché necessario, va gestito con equità, evitando ingiustizie e privilegi, mentre è fondamentale, contestualmente, compiere scelte per sostenere lo sviluppo e la competitività delle imprese.

L'agricoltura italiana, e principalmente le imprese familiari, non sopporteranno altri sacrifici, costrette, come sono già da molto tempo, a misurarsi con costi produttivi, contributivi e burocratici eccessivi.

Se mancano, accanto alle scelte di contenimento della spesa, azioni decisamente riformatrici, proiettate allo sviluppo di una economia essenziale come quella agricola, si va verso una prospettiva che deprime le fondamentali capacità di autopromozione dei territori e delle comunità locali e spinge verso esiti di impoverimento e di abbandono generalizzati ed incontrollabili.

L'agricoltura sta pagando costi altissimi ad una crisi economica e finanziaria che falcidia ormai senza limiti redditi e sicurezze sociali, essenziali per pezzi della nostra società meno garantiti.

“È tempo – per Michele Zannini, Presidente nazionale di Acli Terra – di assumere scelte strategiche finalizzate a rimettere in moto il nostro complessivo sistema economico per rilanciare decisamente lo sviluppo e l’occupazione e, contestualmente, confermare una visione di società che ponga al centro i valori di solidarietà e di mutualità che qualificano la storia più apprezzabile delle nostre comunità locali”.

giovedì, febbraio 25, 2010

Convegno dell'INU a Matera su Sviluppo rurale e pianificazione territoriale


Martedì 2 marzo 2010, dalle ore 14,30 alle 18, si svolgerà a Matera, presso Palazzo Lanfranchi, Sala delle Arcate, il Convegno sul tema "Sviluppo rurale e pianificazione territoriale".
L'iniziativa è promossa dall'INU nell'ambito della VI Rassegna Urbanistica Nazionale - 1/14 marzo 2010 - ed è finalizzata ad offrire uno sguardo d'insieme alle esperienze di pianificazione territoriale, a livello provinciale e comunale, che assumono come assi strategici l'evoluzione dell'agricoltura multifunzionale e della moderna ruralità e la conseguente diffusione di nuove forme dell'abitare.
Il Convegno sarà introdotto dalle relazioni di Maurizio Di Mario, responsabile Politiche Agricole dell'INU, Alfonso Pascale, presidente della Rete Fattorie Sociali, Francesca Giarè, ricercatrice dell'INEA, Vittorio Lovera, ricercatore dell'ISTISSS, a cui seguirà l'illustrazione di numerose esperienze locali.
Il programma completo dela VI RUN si può scaricare dal sito web http://www.rassegnaurbanisticanazionale.it/6run/

giovedì, dicembre 03, 2009

Campania: Pasquale Orlando eletto Presidente Regionale ACLI Terra




La crisi morde il settore agricolo con enormi problemi all'occupazione e alla produzione di qualità anche nella nostra regione.
Le ACLI investono fortemente in agricoltura garantendo alla tutela del welfare agricolo un importante sostegno dell'associazionismo popolare in grado di incrementare la rappresentanza e la tutela dei lavoratori e dei territori agricoli della Campania.
Per questo al Termine del Consiglio Regionale espresso dal recente congresso campano delle ACLI Terra, Pasquale Orlando, è stato chiamato all'unanimità a rilanciare la presenza dell'Associazione professionale agricola delle ACLI in Campania.
Le Acli Terra in Campania sono capillarmente presenti in tutte le cinque province con numeri importanti dal punto di vista dell'aggregazione e del radicamento territoriale.
"Le ACLI Terra saranno posizionate sul versante dell'innovazione e coesione del mondo agricolo sperimentando luoghi e percorsi di partecipazione e cambiamento- ha dichiarato il Presidente Pasquale Orlando- metteremo al servizio dell'agricoltura campana il potenziale di una grande associazione popolare di massa con servizi territorialmente diffusi e aperti a tutti i lavoratori".
All'elezione ha partecipato il Presidente Nazionale di ACLI Terra Michele Zannini chè si è compiaciuto della significativa scelta campana illustrando i temi e i contenuti del prossimo Congresso Nazionale di ACLI Terra fissato ad Agrigento.

venerdì, settembre 25, 2009

MERCATO DEL CONTADINO DI NAPOLI: 5° appuntamento il gusto campano dal Produttore al Consumatore


Ieri sera, giovedì 24 settembre 2009, in Piazza Dante, ha avuto luogo il quinto appuntamento con l’iniziativa “Mercato del Contadino di Napoli”.
L’evento, promosso dalla II Municipalità (Avvocata, Montecalvario, Mercato Pendino, Porto, S.Giuseppe), presieduta da Alberto Patruno, e dalla V Municipalità (Vomero-Arenella), presieduta da Mario Coppeto, finanziato dall’apposito bando emesso dalla Regione Campania su indicazione dell’Assessore della alle Politiche Agricole, Gianfranco Nappi, patrocinato e co-organizzato dal Comune di Napoli e che si svolgerà periodicamente in due delle più belle piazze di Napoli – Piazza Dante e Piazza Quattro Giornate, sta ottenendo grande successo.
I cittadini napoletani stanno dimostrando di apprezzare l’iniziativa riversandosi numerosi nelle due piazze adibite e giudicando di grande qualità i prodotti proposti .
In merito, l’assessore allo Sviluppo, con delega al Commercio, alle Attività Produttive ed alla Tutela del Consumatore, del Comune di Napoli, Mario Raffa, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

“Le due piazze, Dante e IV Giornate, presentano il vantaggio di essere facilmente raggiungibili, utilizzando i mezzi di trasporto pubblico quali autobus e linee di Metropolitana, evitando l’uso della macchina privata, in maniera tale da contribuire anche ad uno sviluppo ecosostenibile della città. Una delle novità previste in questa kermesse è costituito dall’affidamento della pulizia dell’area interessata agli stessi espositori, estendendo così il modello già utilizzato con successo a Borgo Orefici durante i “Mercatini del Sabato”, che hanno dato l’occasione ai cittadini napoletani, di passare i week-end primaverili tra i gioielli della città bassa, i tessuti di Piazza Mercato e le primizie agricole nostrane.
Ho personalmente preso parte all’evento di ieri sera e diverse persone che ho incontrato mi hanno reso partecipe del loro compiacimento confessandomi di aver gradito molto l’iniziativa sia per la qualità dei prodotti esposti sia per gli assaggi di miele e marmellate, formaggi vari, gustosissimi paté, melanzane e verdure diverse sott’olio, vino, olio accompagnato da pane casareccio, nocciole ecc. che gli ha permesso di ritrovare antichi sapori dell’ infanzia.
E’ poi ovvio che, trattandosi di una iniziativa promozionale e di durata limitata, a regime, si punta ad avere questi prodotti tipici dell’agricoltura campana e forniti direttamente dai produttori, sui banchi degli esercizi di vicinato e negli altri esercizi commerciali tradizionali.
Questo comporterà sia un aiuto all’agricoltura della nostra Regione, sia un potenziamento della catena commerciale tradizionale.”

A questo quinto appuntamento – il primo si è svolto giovedì, 27 agosto, in Piazza Dante, il secondo il 3 settembre in piazza Quattro Giornate (Stadio Collana), il terzo il 10 settembre in Piazza Dante, il quarto il 17 settembre in Piazza Quattro Giornate - faranno seguito, domenica 4 ottobre in Piazza Quattro Giornate (ore 8.30 – 14.00) e nuovamente domenica 11 ottobre in Piazza Dante (ore 8,30 – 14,00).

mercoledì, settembre 02, 2009

Mercato contadino di Napoli


Domani, giovedì 3 settembre 2009, dalle ore 18.00 alle ore 22.00, in piazza Quattro Giornate, è previsto il secondo appuntamento con l’iniziativa “Mercato del Contadino di Napoli”.

L’evento, promosso dalla II Municipalità (Avvocata, Montecalvario, Mercato Pendino, Porto, S.Giuseppe) e V Municipalità (Vomero-Arenella), finanziato dall’apposito bando emesso dall’Assessorato alle Politiche Agricole della Regione Campania e che si svolgerà periodicamente in due delle più belle piazze di Napoli – Piazza Dante e Piazza Quattro Giornate - , è patrocinato e co-organizzato dal Comune di Napoli.

“Lo scopo dell’iniziativa è quello di favorire la filiera corta, dando al consumatore la possibilità di acquistare prodotti ortofrutticoli, vini di pregio, formaggi e olio extravergine di oliva, direttamente dai produttori della Regione Campania.
A questo secondo appuntamento – il primo si è svolto giovedì scorso, 27 agosto in Piazza Dante - faranno seguito, quelli di giovedì 10 settembre (ore 18,00 – 22,00), ospitato in Piazza Dante e di giovedì 17 settembre nuovamente in Piazza Quattro Giornate (nei pressi dello Stadio Collana) (ore 18,00 – 22,00).
Le due piazze, Dante e IV Giornate, presentano il vantaggio di essere facilmente raggiungibili, utilizzando i mezzi di trasporto pubblico quali autobus e linee di Metropolitana, evitando l’uso della macchina privata, in maniera tale da contribuire anche ad uno sviluppo ecosostenibile della città.

Una delle novità previste in questa kermesse è costituito dall’affidamento della pulizia dell’area interessata agli stessi espositori, estendendo così il modello già utilizzato con successo a Borgo Orefici durante i “Mercatini del Sabato”, che hanno dato l’occasione ai cittadini napoletani, di passare i week-end primaverili tra i gioielli della città bassa, i tessuti di Piazza Mercato e le primizie agricole nostrane.

Prevediamo infatti che - come già avvenuto per i mercatini di Borgo Orefici - il “Mercato del Contadino di Napoli” potrà essere veicolo di animazione delle piazze interessate a beneficio anche alle attività commerciali già presenti sul territorio, grazie alla massiccia presenza di cittadini e turisti.
E’ poi ovvio che, trattandosi di una iniziativa promozionale e di durata limitata, a regime, si punta ad avere questi prodotti tipici dell’agricoltura campana e forniti direttamente dai produttori, sui banchi degli esercizi di vicinato e negli altri esercizi commerciali tradizionali.
Questo comporterà sia un aiuto all’agricoltura della nostra Regione, sia un potenziamento della catena commerciale tradizionale.
I vantaggi sono evidenti: sia per i commercianti che potranno vendere più facilmente i prodotti della nostra terra sia per i consumatori che potranno usufruire di prodotti genuini a prezzi convenienti.
Siamo certi che anche questa volta, cittadini e turisti accorreranno numerosi per apprezzare la bontà dei prodotti delle nostre terre.

Iniziative come quelle del “Mercato del Contadino di Napoli” insieme ai suggerimenti che sono venuti nei mesi scorsi dalle Commissioni Consiliari “Attività Produttive” e “Sviluppo, Innovazione e Lavoro”, dai Consiglieri Comunali e dalle Associazioni di Categoria del Commercio, ci consentiranno, nel mese di settembre, sulla base della concertazione con tutte le parti interessate, di avviare il rilancio di quei Centri Commerciali Naturali che daranno nuova linfa allo sviluppo commerciale della città di Napoli.”

venerdì, maggio 08, 2009

L’agricoltura di qualità per il rilancio dell’Abruzzo”


Il Presidente Nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, concluderà, con il suo intervento, il prestigioso convegno, aperto dal Prof Seghetti, agronomo dell’Università di Teramo e promosso dal Copagri , “L’agricoltura di qualità per il rilancio dell’Abruzzo”, che si terrà a Chieti il prossimo 10 Maggio. Il programma dell’evento, incentrato su tematiche specifiche relative alla produzione agricola, alle risorse climatiche, alla sostenibilità e alla promozione del territorio, si articolerà in una serie di comunicazioni e dibattiti, introdotti dal Presidente Provinciale di Copagri, Camillo D’Amico, e moderati dal Presidente Regionale di Acli Terra Abruzzo, Mimmo D’Alessio. Il contributo del Presidente Zannini rappresenta un importante valore aggiunto al dibattito sul rilancio dell’Abruzzo, data la rilevante attenzione rivolta, da parte di Acli Terra, alla centralità delle persone e dei territori, in modo particolare in un contesto come quello dell’Abruzzo, recentemente colpito dal sisma, i cui effetti devastanti si sommano inevitabilmente a quelli della crisi generale che investe tutto il Paese. Ai rischi che comporta questo stato di allerta, relativi al deficit nel comparto economico e alle problematiche sociali legate alla possibilità di rinascita e ricostruzione di un territorio, Acli Terra ritiene possibile porre rimedio grazie alla promozione ed alla valorizzazione delle biodiversità, in virtù di una peculiare attenzione alle tipicità locali, alle energie rinnovabili e ad una sempre più positiva rivalutazione degli aspetti sociali e culturali dell’ambiente rurale.

venerdì, aprile 17, 2009

Acli Terra sul G8 agricolo.

la presidenza nazionale delle acli terra, presieduta da michele zannini, ha approvato un lungo ed articolato documento quale contributo di valutazione degli impegni auspicati dall'incontro dei ministri dell'agricoltura piu' autorevoli del mondo. "il dibattito sulla qualita' delle produzioni agricole, dei sistemi agroalimentari di riferimento, e dei relativi modelli di organizzazione comunitaria e sociale, che li caratterizzano - affermano le acli terra - acquisisce, nel vivo delle attuali, drammatiche contraddizioni di una globalizzazione senza governance democratica, una nuova straordinaria centralita', un nuovo primato che dovra' riconoscere ed assegnare compiti nuovi al mondo agricolo, convenire, secondo principi di democrazia, di sussidiarieta' e di solidarieta' universali, ad affermare diritti fondamentali al cibo ed alla sicurezza alimentare, significa ridefinire un ruolo strategico per il comparto agricolo nel suo complesso e significa altresi' stare dalla parte di quanti scelgono di mettere in discussione ingiustizie e squilibri che la crisi finanziaria globale ha brutalmente evidenziato. si tratta innanzitutto di riconoscere il ruolo fondamentale del comparto agricolo, che ripropone, in maniera non rinviabile, la questione della governance globale dell'agricoltura e della sovranita' alimentare, mentre risulta del tutto evidente che sono impraticabili soluzioni di neomercantilismo e di neocolonialismo. al centro di una nuova visione di una prospettiva di "neoumanesimo rurale" deve tornare il protagonismo dei territori e delle persone che lavorano in agricoltura e vivono la dimensione rurale, non solo per esigenze immediatamente economiche, ma anche per una scelta esistenziale, per una peculiare concezione anche della qualita' della vita. si tratta di dar campo ad una visione culturale nuova, proiettata a contrastare speculazioni e sfruttamenti che sostengono antiche e nuove dipendenze tra pezzi differenti di societa' e tra aree del mondo, che hanno sempre minacciato la pace e la sicurezza globale. in questa direzione va altresi' affermata la volonta' chiara di riconsiderazione del valore sociale, oltre che economico, di un modello di agricoltura su scala familiare, costituito su persone che conservano e valorizzano le risorse naturali, proteggono pratiche e culture di alimentazioni legate alle specificita' e varieta' dei territori, soddisfano bisogni alimentari fondamentali, tutelano stili di vita e di consumo a misura d'uomo, proteggono gli spazi rurali, ambientali e paesaggistici come beni sociali e comunitari".

venerdì, novembre 28, 2008

Michele Zannini sulla crisi dell'olivicultura.

Al termine della riunione del tavolo olivicolo, convocato presso il Mipaaf, il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, ha commentato l’incontro con il Ministro Zaia rappresentando soddisfazione per l’attenzione manifestata al quadro di sofferenze rappresentato da tutte le Associazioni professionali e di categorie del comparto olivicolo presenti, ma ha altresì rilevato l’estrema cautela del Ministro, che non ha soddisfatto le aspettative di quanti speravano in interventi tesi a contrastare con immediatezza la drammatica emergenza. Per Zannini serve uno sforzo eccezionale per arrestare un processo di declino che viene da lontano e da una irresponsabile sottovalutazione del comparto. Produrre olive buone ed olio di elevata qualità in Italia non è remunerativo. E’ questo il paradosso di un mercato senza regole che penalizza la qualità e premia le sofisticazioni. In alcune zone d’Italia l’olivicoltura è un patrimonio economico insostituibile, la cui erosione produce effetti sociali gravissimi: disoccupazione, soprattutto giovanile, e voglia di abbandono delle campagne. Servono misure urgenti per restituire fiducia e slancio ai produttori ed ai lavoratori, quali sono emerse dal confronto con il Ministro sul fronte della defiscalizzazione degli oneri sociali, di una regolamentazione seria del mercato, imponendo e pretendendo l’etichettatura dei prodotti per una loro immediata tracciabilità. Informazione ed educazione alimentare restano scelte strategiche di rilancio dell’economia olivicola in un contesto organico di controlli e di provvedimenti repressivi di abusi e di sofisticazioni, che diano lustro alla superiore qualità del prodotto, in particolare dell’extravergine, e, di conseguenza, ne riconoscano il valore.

mercoledì, novembre 12, 2008

Giornata del ringraziamento: «Rispettare la terra per il bene di tutti»


«Rispettare la terra per il bene di tutti»
Il richiamo alla responsabilità dal cardinale Vallini, nella Messa per la Giornata del ringraziamento e della coincidente festa della dedicazione della chiesa di San Giovanni in Laterano di Emanuela Micucci«Comprendiamo il valore di essere pietre vive di questo tempio che è la Chiesa e costruttori di un mondo degno dell’uomo». La preghiera del cardinale vicario Agostino Vallini risuona in una basilica San Giovanni in Laterano a festa. Si celebrano insieme la dedicazione della chiesa e la Giornata nazionale di ringraziamento per i frutti della terra, nella Messa di domenica 9 novembre.Durante la celebrazione eucaristica, infatti, si ricorda che il pane e il vino sono frutto della terra e del lavoro dell’uomo. I doni della terra diventano, allora, doni da offrire al Signore. «Se oggi siamo riconoscenti a Dio per la terra – spiega il cardinale Vallini – lo dobbiamo essere ancora di più per il dono della fede che tutti ci unisce» come fratelli nella Chiesa, segno anche di «intima unione con Dio». La festa della dedicazione della la basilica Lateranense, «madre di tutte le chiese – ricorda il vicario del Pontefice per la diocesi –, cattedrale del vescovo di Roma, il successore dell’Apostolo Pietro, fondamento dell’unità dei fedeli in Cristo», diventa così occasione per riflettere sull’importanza della chiesa. Da tempio naturale a tempio spirituale. Il cardinale Vallini riprende la visione del profeta Ezechiele del fiume d’«acqua santificante» che scorre dal tempio per ricordare che la Chiesa è «una sorgente da cui Dio fa scaturire la vita». È il luogo di culto «in cui la comunità si riunisce per pregare. Qui è pronunciata la parola di Dio, si celebrano i sacramenti di salvezza, in particolare l’Eucarestia della domenica. Qui lo Spirito Santo illumina, consola, orienta al bene».Ma San Paolo scrive: «Non sapete che voi siete il tempio di Dio?» (1 Cor 3,16). La Chiesa è il tempio nuovo che Gesù è venuto a costruire. «Nel Redentore, pietra angolare, ogni uomo è chiamato a diventare pietra viva di un tempio spirituale», prosegue il porporato. Tempio nuovo di Dio è, dunque, il cuore di chi accoglie la sua parola. È il credente chiamato a «vivere la Chiesa», cioè a cooperare per «costruire dal di dentro un mondo nuovo», ad «avere la responsabilità del bene comune» insieme a tutti gli uomini, «fratelli e sorelle» nella fede e «una cosa sola con Dio».Nella Giornata di ringraziamento per il dono della terra, il primo impegno è «ridurre l’inquinamento e tutto ciò che distrugge la terra che è di Dio, che l’ha donata all’uomo, e che va rispettata per il bene di tutti», conclude il cardinale Vallini. Così la memoria dell’edificazione al Salvatore della basilica del Laterano da parte dell’imperatore Costantino nel IV secolo, rinnova la lode a Dio creatore e datore di ogni bene. A Lui i fedeli che riempiono San Giovanni offrono due cesti di prodotti ortofrutticoli, i frutti delle loro fatiche. E insieme la propria persona. Per contribuire ad elevare il mondo verso Dio. La «via maestra» è la «disponibilità alla condivisione» dei beni, indicata dai vescovi italiani nel messaggio “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” diffuso per questa ricorrenza. «Perché è moralmente inaccettabile» che, per la «crescita incontrollata dei prezzi», resti «insoddisfatto il bisogno primario di accesso al cibo» di centinaia di migliaia di persone che muoiono di fame. Sono 920 milioni, infatti, le persone che nel mondo vivono sotto la soglia di povertà, come è stato ricordato sabato al seminario organizzato dalla Cei all’università Lateranense, in collaborazione con Acli terra (intervenuta con ampia delegazione guidata dal presidente Michele Zannini) , Fai Cisl, Federagri-Mcl, Ugc Cisl e Coldiretti. Ciascuno quindi cambi stile di vita, orientandolo a «sobrietà, armonia, servizio», ha ricordato monsignor Angelo Casile, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei.

venerdì, ottobre 10, 2008

AGRICOLTURA: CONTRIBUTI A RISCHIO PER 500MILA IMPRESE FAMILIARI ITALIANE

La riforma ipotizzata dall'Unione europea


La denuncia di Acliterra in una lettera al ministro delle politiche agricole Luca ZaiaRoma, 10 ottobre 2008 - Se l'Italia aderirà all'ipotesi di riforma della Politica agricola comunitaria (PAC) avanzata dalla Commisione europea dell'Health Check, oltre 500mila imprese agricole italiane a conduzione familiare perderanno il contributo annuo di 250 euro e verranno di fatto tagliate fuori dalla rete agricola comunitaria, con un grave rischio di emarginazione.La denuncia è contenuta in una lettera che Acliterra, l'organizzazione professionale agricola delle Acli, ha indirizzato al ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia, e ai presidenti delle Commisioni agricoltura della Camera e del Senato, Paolo Russo e Paolo Scarpa Bonazza Buora, invitando il Governo e il Parlamento italiano ad agire di conseguenza in sede europea per difendere e valorizzare la peculiarità del comparto agroalimentare italiano.La riforma attualmente ipotizzata della Pac, infatti, non tiene sufficientemente in conto - secondo Acliterra - le specificità territoriali e locali della nostra agricoltura, che compete con le altre per la ricchezza delle sue biodiversità, per la tipicità e la qualità delle sue produzioni. In particolare, la previsione di una soglia minima di aiuti di 250 euro - o di un ettaro di terra lavorato - per l'accesso al regime di pagamento unico per le imprese agricole, avrebbe conseguenze molto gravi per i produttori italiani più piccoli. Moltissime imprese a conduzione familiare - denuncia Acliterra - perderebbero l'aiuto comunitario, «che serve anche a riconoscere il ruolo formidabile di difesa del territorio che esse assicurano da forme, le più disparate, di marginalizzazione, particolarmente in aree svantaggiate, dove la presenza attiva di una famiglia contadina è una risorsa insostituibile, quasi un presidio di territorio, ma anche di cultura, di tradizioni e di legami comunitari».
«L'agricoltura - scrive nella lettera il presidente di Acliterra Michele Zannini - è, più di una occasione economica, una reale possibilità di promozione sociale degli addetti e del contesto di riferimento. Qualsiasi decisione di politica comunitaria tendesse a sottovalutare il valore insostituibile della presenza di lavoratori agricoli nelle zone di collina, di montagna, e comunque in territori marginali, arrecherebbe un danno incalcolabile alla tutela dei territori sul piano ambientale innanzitutto, ma anche sulla loro capacità di continuare a promuovere biodiversità insostituibili».Acliterra chiede di conseguenza al governo e al parlamento l'impegno per il mantenimento del regime attuale di pagamento unico, anche per gli agricoltori più piccoli, come doveroso «riconoscimento pubblico delle azioni che svolgono le piccole imprese familiari in aree residuali».

mercoledì, settembre 24, 2008

Fattorie Sociali: si sperimentano in Campania.

La Regione Campania istituisce il Registro delle Fattorie Sociali
Il Decreto Dirigenziale n. 145, del 28 aprile 2008, che detta le linee attuative del Registro Regionale delle Fattorie sociali, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 21 del 26 maggio 2008.
La Regione Campania, con un provvedimento proposto dall'Assessorato alle Politiche Sociali d'intesa con l'Assessorato all'Agricoltura e alle Attività Produttive, ha istituto il Registro delle Fattorie Sociali.
«Con questo provvedimento – ha dichiarato l'Assessore alle Politiche Sociali Alfonsina De Felice – investiamo, prima Regione in Italia, nella sperimentazione di modelli innovativi nel campo dell'inclusione sociale. Per «fattoria sociale» noi intendiamo l'impresa no profit condotta con etica di responsabilità verso la comunità e verso l'ambiente, che utilizza fattori di produzione locali e svolge attività agricola e zootecnica. Per sostenere questo modello di inclusione sociale abbiamo già investito 400mila euro».
La ‘Fattoria sociale’ collabora con le istituzioni pubbliche e con gli altri organismi del terzo settore in modo integrato, attivando sul territorio reti di relazioni, creando mercati di beni relazionali, aumentando la dotazione di capitale sociale e offrendo risposte a bisogni sociali latenti o che i servizi tradizionali non sono in grado di soddisfare. Quando è possibile, inoltre, riutilizza i beni sottratti alle organizzazioni criminali e quindi promuove quale ulteriore valore aggiunto la cultura della legalità.
Il Decreto Dirigenziale n. 145, del 28 aprile 2008, che detta le linee attuative del Registro Regionale delle Fattorie sociali, è in fase di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

«Con l’istituzione del Registro - ha commentato l'Assessore all'Agricoltura e alle Attività Produttive Andrea Cozzolino - regolamentiamo e potenziamo ulteriormente le attività realizzate dalle Fattorie Sociali. Noi le vogliamo protagoniste di azioni di sistema fortemente innovative e di interesse strategico, come la promozione dell'inclusione sociale nelle aree di intervento del sistema integrato dei servizi sociali della Campania, la diffusione della cultura della legalità e la promozione dello sviluppo sostenibile in agricoltura. L’obiettivo dell’impresa non può e non deve essere solo quello di creare reddito, ma anche e soprattutto quello di dare opportunità ai nostri giovani, di dare loro un lavoro. Un concetto, questo, che è valido a maggior ragione in un territorio come il nostro, in cui lo sviluppo economico deve essere necessariamente accompagnato da una crescita nel livello di coesione sociale».

sabato, settembre 20, 2008

Zannini (Acli Terra): serve un Tavolo verde presso l’Assessorato per l’attuazione del PSR


Il Presidente nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, partecipando al dibattito organizzato, nell’ambito della Festa regionale del Partito Democratico della Campania, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, sul tema “Il valore dell’agricoltura per lo sviluppo sostenibile e la tutela del territorio”, ha sostenuto la necessità di una riconsiderazione politica e, ancor prima, culturale del ruolo dell’agricoltura italiana. Il comparto può dare un contributo formidabile allo sviluppo dell’economia e della società e certamente concorre alla difesa ed alla valorizzazione delle risorse territoriali ed ambientali. La riforma ipotizzata della PAC non sembra tener conto in maniera adeguata delle specificità territoriali e locali della nostra agricoltura che compete con le altre per la ricchezza delle sue biodiversità, per la tipicità e la qualità delle sue produzioni. Se l’Europa dovesse fissare, come previsto dalla Commissione impegnata nell’Health check della PAC, la soglia di 250 euro di contributo, o di un ettaro di terra lavorato, per l’accesso al regime di pagamento unico per le imprese agricole, ne verrebbero conseguenze molto gravi per i produttori italiani più piccoli. Moltissime imprese a conduzione familiare in Italia perderebbero l’aiuto comunitario, che serve anche a riconoscere il ruolo formidabile di difesa del territorio che esse assicurano da forme, le più disparate, di marginalizzazione, particolarmente in aree svantaggiate, dove la presenza attiva di una famiglia contadina è una risorsa insostituibile, quasi un presidio di territorio, ma anche di cultura, di tradizioni e di legami comunitari. Bisogna aumentare la produttività e insistere sulla qualità, procedere in investimenti per azioni organiche di bonifiche ambientali, di captazioni irrigue, di acquisizione agevolata della proprietà fondiaria per i giovani imprenditori, di facilitazioni creditizie. Serve in definitiva, per Zannini, rimettere in campo la centralità di una politica agricola che esalti le sue potenzialità locali e territoriali e, nondimeno aumentare gli spazi di multifunzionalità delle imprese agricole. L’agricoltura è, più di una occasione economica, una reale possibilità di promozione sociale degli addetti e del contesto di riferimento. Per la congiuntura presente, in Campania sarebbe utile e necessario un Tavolo verde presso l’Assessorato Regionale all’Agricoltura per impegnare le Associazioni professionali in una sorta di Osservatorio del percorso di attuazione del PSR.

martedì, giugno 24, 2008

Paolo Cipriani, direttore generale CAA ACLI visita le sedi di Napoli e Benevento

Intensa giornata per Paolo Cipriani, direttore generale del Caa ACLI, che ha visitato le sedi delle ACLI Terra di Napoli e Benevento.
Al centro degli incontri il rilancio associativo di ACLI Terra a Napoli e nel Sannio dopo alcuni anni di investimento e crescita.
Ad accoglierlo a Napoli con il Presidente provinciale Pasquale Orlando, il direttore del patronato Pasquale De Dilectis e il vice presidente provinciale delle ACLI Vincenzo Cirillo. Discusse le linee di sviluppo territoriale e l'apertura di nuovi sportelli nell'area vesuviana. Approfondito il ruolo delle ACLI terra aanche in relazione alla tutela delle produzioni tipiche messe in difficoltà dalla crisi dei rifiuti che ha inciso negativamente sui fatturati aziendali.
Il tour di Cipriani è continuato nel pomeriggio a Benevento doove si è discusso il nuovo ruolo di ACLI Terra e dei servizi di consulenza in agricoltura in una provincia a forte vocazione agricola dove ACLI Terra è pronta ad un decollo sicuro. Numerosi addetti sociali hanno partecipato agli incontri che hanno sancito la fase due dell'associazione pronta alle sfide della programmazione regionale comunitaria.
"Sono lieto della forte domanda associativa che ho riscontrato-ha dichiarato Cipriani- siamo pronti a supportarla con servizi e competenze".
Soddisfatto Pasquale Orlando, commissario delle ACLI Terra Benevento che ha ricordaato l'impegno dell'associazione nella gestione dei beni confiscati alla criminalità orgaanizzata che vede ACLI TERRA Benevento in prima fila nella battaglia per la legalità.

venerdì, febbraio 22, 2008

FREDDO, ALLARME DELLA CIA: "ALLE STELLE I PREZZI DI FRUTTA E VERDURA" ma i consumatori non ci stanno.

Secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, l´attuale ondata di freddo determinerà rincari dal 20 al 45% su frutta e verdura. Adoc parla di “presa in giro,” Coldiretti propone una soluzione a partire dalla distribuzione. E´ in arrivo l´effetto-gelo sui prezzi: secondo la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), l´ondata di freddo che ha investito il paese determinerà rincari dal 20 al 45% su frutta e verdura, già dalla prossima settimana. Secca la risposta dell’Adoc, associazione per la difesa e l´orientamento dei consumatori: “Basta con le prese in giro - ha dichiarato Carlo Pileri, presidente dell´Adoc - non è possibile giustificare simili aumenti dei prezzi al dettaglio solo perché è inverno. In ogni caso il gelo dovrebbe incidere sulla produzione e non sui passaggi intermedi e sulla distribuzione, come invece risulterebbe dalle stime della Cia”. “Dato che le produzioni invernali avvengono quasi tutte in serra - ha spiegato l’Adoc in una nota - aumenti del genere appaiono meramente speculativi”. Adoc calcola che con il rincaro medio del 30% stimato dalla Cia, la spesa mensile delle famiglie aumenterebbe di 22 euro al mese. Secondo Coldiretti, il problema del continuo aumento dei prezzi di frutta e verdura avrebbe già una soluzione, che aspetta solo di essere applicata: l’apertura di mercati di vendita diretta in tutti i centri, anche medio-piccoli. Autorizzare la vendita diretta dei prodotti da parte degli agricoltori locali, senza intermediazioni, combatterebbe la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola e il rischio speculazione. Coldiretti che ha già avviato numerose iniziative in tutta Italia per pubblicizzare il fatto che, con l´entrata in vigore del Decreto n.301 del 29 dicembre 2007, si è aperta la possibilità per tutti i comuni italiani di avviare mercati gestiti dagli agricoltori, anche localizzati in zone centrali e con frequenza giornaliera, settimanale o mensile, a seconda delle esigenze locali. Secondo le stime dell´Osservatorio sulle vendite dirette promosso da Coldiretti, sarebbero ben 400 le città dove potrebbero essere aperti mercati degli agricoltori, con la partecipazione di 8mila aziende agricole. Esperienze di questo tipo, dai risultati estremamente positivi, sono già attive a Taranto, a Bari, a Potenza, a Marliana (Pistoia), a Montevarchi (Arezzo), a Monselice (Padova), a Trento e a Torino dove è funzionante il progetto “Oasi dei prodotti tipici della campagna piemontese,” un mercato di prodotti tipici che si tiene ogni prima domenica del mese in piazza Palazzo di Città.

domenica, luglio 15, 2007

Nasce lo Sportello informatico dedicato allo sviluppo delle iniziative di agricoltura sociale.

ACLITERRA, AIAB, ALPA, CIA di Roma, CNCA Lazio, Rete Fattorie Sociali, con la collaborazione dell’Università degli Studi della Tuscia, hanno deciso di dar vita ad uno Sportello informatico per accompagnare gli agricoltori, gli operatori sociosanitari e gli animatori dello sviluppo locale nella creazione di iniziative di agricoltura sociale.
L’indirizzo web dello Sportello è www.fattoriesociali.com
L’agricoltura sociale comprende tutte le attività agricole o a queste connesse in grado di generare benessere nei confronti di persone deboli, in particolare di minori che vivono in condizione di disagio, donne che hanno subito violenze, portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti ed anziani non autosufficienti. Si tratta di una specifica declinazione della multifunzionalità dell’azienda agricola, che permette di creare reddito aggiuntivo a vantaggio dell’agricoltore e di diffondere servizi alle persone a beneficio del territorio.
Lo Sportello fornisce informazioni e indicazioni operative sull’agricoltura sociale avvalendosi di un gruppo di esperti in diverse discipline.
Particolare cura è riservata alle notizie riguardanti le politiche pubbliche e le normative di riferimento, nonché i partenariati pubblico-privati e le “buone pratiche” di agricoltura sociale.
Una sezione specifica del sito è dedicata al “Come fare per…” ed alle attività formative, che in seguito potranno essere svolte anche a distanza.
Sono inoltre previsti rinvii ad altri siti nazionali e internazionali che si occupano della materia, specie nel campo della ricerca e della sperimentazione.
Sono infine fornite notizie e recapiti delle “fattorie sociali” che aderiscono all’iniziativa e si intende dare conto di tutte le attività di animazione promosse dalle Organizzazioni che danno vita allo Sportello informatico, le quali sono accomunate dall’impegno a:
- riprodurre i valori di solidarietà, reciprocità e mutuo aiuto e il patrimonio storico, architettonico, culturale e creativo che rendono tipica la ruralità;
- favorire nuove forme di welfare territoriale che valorizzino le specificità e le risorse produttive, ambientali, culturali e sociali delle aree rurali;
- ampliare la collaborazione tra imprese agricole, istituzioni pubbliche e soggetti del terzo settore e dell’economia civile per migliorare la qualità della vita e l’integrazione sociale dei soggetti svantaggiati;
- costruire legami forti con il mondo del consumo critico e dei gruppi di acquisto solidale mediante la gestione e la diffusione di marchi etici che valorizzino prodotti e servizi aziendali.
In Italia le esperienze di agricoltura sociale sono quasi 2000 ed è prevedibile che in futuro diventino più numerose. Di esse 470 vedono protagoniste le cooperative sociali, circa 500 sono comunità, fondazioni, associazioni onlus. Le aziende agricole vere e proprie sono oltre un migliaio, condotte da donne e da giovani.
Nella maggior parte dei casi si praticano l’agricoltura biologica e la vendita diretta nelle aziende, nei mercatini o rifornendo i gruppi di acquisto.
Le produzioni più diffuse sono quelle orticole, in serra e a cielo aperto, accanto a vigneti, oliveti e frutteti. Quasi ovunque ci sono piccoli allevamenti di galline, conigli, anatre e alveari. Si va, inoltre, diffondendo la presenza di asinelli, per la particolare attitudine di questi animali a porsi in relazione con persone svantaggiate.
Nelle “fattorie sociali” trovano accoglienza persone per le quali la conduzione dell’attività agricola è occasione di riabilitazione e di inserimento lavorativo, temporaneo o stabile. Una pianta o un animale non discrimina e con essi chiunque è in grado di stabilire una relazione e trovare una ragione per continuare a vivere in modo dignitoso.

venerdì, giugno 29, 2007

Il Vesuvio riscopre i suoi vini

Il Vesuvio riscopre i suoi vini
Il via, domani, a Somma Vesuviana, alla quarta edizione di “Gusti di Vini”, la due giorni organizzata dall’associazione Metanova — con la Camera di commercio di Napoli, il Ministero delle Politiche Agricole, la Regione Campania, la Provincia di Napoli e il Parco Nazionale del Vesuvio — che si propone la promozione, lo sviluppo e la conoscenza dei prodotti tipici del Parco Nazionale del Vesuvio abbinati ai vini doc della provincia partenopea. Protagonista assoluto dell’iniziativa sarà il vino vesuviano: dalla Lacrima Christi alla Catalanesca. L’appuntamento è per domani mattina alle 10 e 30 presso la Sala Santa Caterina in piazza Vittorio Emanuele, a Somma, con un convegno dedicato al potenziale vitienologico locale; poi, a partire dalle 17 - e domenica mattina - sulle suggestive terrazze dell’Associazione Metanova, degustazioni di vini e di prodotti locali.
di Velia De Sanctis

Ieri, presso la Camera di Commercio di Napoli, in piazza Bovio, la presentazione della manifestazione tutta dedicata ai vini vesuviani. “Un patrimonio — sottolinea Antonio Coppola, presidente dell’Associazione Metanova - ricco di tradizione, storia e cultura, con forti peculiarità faunistiche e floristiche”. E nel quale, secondo Coppola, è essenziale puntare a una stretta sinergia tra istituzioni, e mondo della ricerca. Ma anche spingere le aziende ad associarsi e fare consorzio in modo da dare nuovo impulso e rilancio al territorio. Creare le condizioni affinchè le imprese possano fare mercato e competere - a livello non solo nazionale - è il primo passo da cui partire per Vito Amendolara, vice presidente della Camera di commercio di Napoli, e a capo della Coldiretti della provincia partenopea: “Bisogna porre l’area vesuviana — dichiara Amendolara — in una sorta di marketing territoriale, per apportare nuova linfa alle aziende. Attraverso i fondi strutturali — aggiunge — la Regione Campania potrà disporre di importanti risorse per migliorare gli elementi strutturali delle imprese ma anche del territorio”. Amilcare Troiano, presidente del Parco Nazionale Vesuvio, invita a creare una rete tra istituzioni, associazioni e imprenditori, per puntare alla qualità dei prodotti: “E’ essenziale — dice Troiano — invertire lo scenario, ancora esistente in provincia, di un ridottissimo numero di produttori che, al contempo , è anche imprenditore”. Per promuovere i prodotti locali bisogna, secondo Troiano, incoraggiare maggiormente chi fa impresa, creando nuove strutture e infrastrutture. “Il Parco Nazionale Vesuvio — aggiunge - ha investito finora 30 milioni di euro per la promozione commerciale dei prodotti tipici e dell’artigianato e per la creazione di nuove figure professionali”. Per Michele Bianco, dirigente del Se.s.i.r.c.a. della Regione Campania, la strada da cui partire è quella della qualità dei prodotti. Qualità che non può essere disgiunta da quella territoriale: “Le azioni del prossimo Prs — evidenzia Bianco— saranno utili per dare una marcia in più alla nostra agricoltura doc in quest’area”. A tracciare un excursus dei due vini che saranno al centro della due giorni a Somma - il Lacrima Christi e la Catalanesca — è Antonella Monaco, ricercatrice della Facoltà di Agraria di Portici , che pone l’accento sulla forte biodiversità enologica esistente nell’area. Concorda l’enologo Sergio Romano che sottolinea anche la sotto-valorizzazione, sotto il profilo enologico, del territorio vesuviano. Per fronteggiare la sfida della valorizzazione territoriale, Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli, guarda ad un impegno attivo da parte della popolazione locale: “solo cittadini consapevoli e impegnati — commenta - possono rappresentare la base per una sana competizione”. Vincenzo Ambrosio, presidente dell’azienda Vitivinicola “Villa Dora” mette quindi in luce la poca fiducia reciproca esistente tra i produttori dell’area. E invita a una maggiore sinergia tra questi, istituzioni locali ed Ente Parco Vesuvio, come unica via per sviluppare maggiormente le risorse esistenti nell’area vesuviana. “Un’area - puntualizza Michelangelo Riemma, presidente Rotary Club di Nola e Pomigliano — che non va industrializzata ma invece sfruttata in maniera intelligente”. Premesse essenziali di sviluppo, secondo Vincenzo Vitiello, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Campania, sono la maggiore sicurezza e la qualità dei servizi: “Saranno ormai dieci anni — rileva Vitiello — che visitatori e turisti lamentano sempre gli stessi problemi: servizi scarsi e mal funzionanti nell’area”. Luca Lauro - in rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole Paolo Di Castro — assicura l’interesse ministeriale alla promozione e valorizzazione dell’iniziativa promossa dall’Associazione Metanova. E auspica la piena collaborazione, sul territorio, dei “tanti addetti ai lavori” per la presentazione di ulteriori “progetti seri e di valorizzazione locale”. “ E’ importante — conclude De Castro — portare a casa quante più risorse finanziarie possibili e, per ottenere questo, serve finalizzare opere e interventi a livello comunitario”.