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mercoledì, giugno 16, 2010

POMIGLIANO: CAVALLARO (ACLI CAMPANIA), “AVERE COME OBIETTIVO LO SVILUPPO SOLIDALE”

Non piace a Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli della Campania, quello che sta succedendo intorno allo stabilimento della Fiat di Pomigliano d’Arco. È di ieri l’accordo separato, siglato da Fiat e quattro sindacati (Fim, Uilm, Fismic e Ugl), sullo stabilimento di Pomigliano, mentre la Fiom ha confermato il suo no. Intanto oggi Cgil Campania e Napoli hanno invitato i lavoratori Fiat a votare sì all’accordo raggiunto ieri. “È una brutta storia da tutti i punti di vista – secondo Cavallaro – perché conferma l’assoluta mancanza di un quadro di riferimento certo e soprattutto di una strategia ben delineata, chiara, riguardo allo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese. Non è una questione che tocca solo Pomigliano o la Campania, ma l’intero Paese”. È una “storia brutta” anche perché “serve solo per dividere i lavoratori, mette l’un contro l’altro”. Le Acli, ricorda la presidente delle Acli campane, “stanno portando avanti una petizione per chiedere un nuovo Statuto dei lavoratori, che ampli le tutele”.


A giudizio della presidente delle Acli campane, “nel caso di Pomigliano è giusto fare il referendum tra i lavoratori sull’accordo, nella misura in cui siano effettivamente informati di tutte le argomentazioni in gioco”. È previsto, infatti, per martedì 22 giugno un referendum sull’accordo a cui saranno chiamati a votare tutti i lavoratori dello stabilimento. Di qui l’appello da parte di Cavallaro a tutto il mondo sindacale affinché “aiuti i lavoratori a essere edotti su tutti i pro e i contro dell’accordo” e alla Fiat e a tutto il mondo imprenditoriale affinché “tutti insieme possiamo elaborare un vero piano industriale di sviluppo”. Nel nuovo Statuto dei lavoratori chiesto dalle Acli, prosegue la presidente campana, “noi chiediamo nuove forme di democrazia interna alle imprese per rendere i lavoratori partecipi delle sorti aziendali. Non è possibile che all’improvviso si decida la chiusura di uno stabilimento dall’alto”. “Chiediamo anche nella nostra petizione per il nuovo Statuto – ricorda la presidente delle Acli campane - che ci sia anche un vero diritto alla formazione per cui il lavoratore acquisisca delle competenze durante la vita lavorativa, che possa utilizzare anche fuori dall’azienda, se ci fossero momenti di difficoltà”.

Per Cavallaro, inoltre, “non dobbiamo dimenticare che la Fiat per tanti anni ha chiesto e accettato dei contributi statali, in base a piani che la stessa azienda ha presentato. Quindi, se le cose non hanno funzionato, è stata sbagliata la strategia aziendale” ed ora “non è giusto che paghino le conseguenze i lavoratori”. Di certo, denuncia la presidente delle Acli campane, adesso “Pomigliano non può chiudere: lo stabilimento va mantenuto non attraverso il semplice assistenzialismo statale, ma attraverso un piano strategico serio”. Come se non bastasse, “avendo ricevuto la Fiat i contributi statali, l’azienda dovrebbe ragionare anche in termini di una strategia di solidarietà rispetto alla realtà nella quale opera”. Insomma, conclude Cavallaro, “al tavolo della contrattazione per lo stabilimento di Pomigliano d’Arco si devono sedere il Governo, la Regione, i sindacati, l’azienda, avendo come obiettivo lo sviluppo solidale”.

martedì, gennaio 05, 2010

La Chiesa alla Fiat: riassumi gli operai. L'azienda dice no

La Chiesa a Marchionne: riassumi
i 93 operai della Fiat di Pomigliano

Lettera del direttore dell’ufficio di pastorale sociale e lavoro della diocesi di Napoli. Ma l'azienda non molla

NAPOLI - Il direttore dell’ufficio di pastorale sociale e lavoro della diocesi di Napoli, don Aniello Tortora, scrive all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, per chiedergli il «coraggio del cambiamento», e di riassumere gli operai dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, il cui contratto, scaduto il 31 dicembre, non è stato rinnovato dall’azienda, che stanno ancora occupando l’aula consiliare del municipio. In una lunga lettera aperta, don Aniello ricorda a Marchionne che «i soldi non sono tutto». «Nella vita esistono altri valori - sottolinea il parroco - e non dimentichiamo mai che un giorno tutti risponderemo al Signore delle nostre azioni. E allora le chiedo il "coraggio" di mettersi nei panni di tanti papà e mamme che chiedono solo di guardare negli occhi i loro figli, senza sentirsi "uomini inutili", solo perchè stanno perdendo un lavoro, senza nessuna colpa. Le chiedo il coraggio di rinnovare il contratto di lavoro ai 93 operai che stanno vivendo momenti drammatici all’inizio del nuovo anno. Le imploro il "coraggio" di conservare, anzi, di sviluppare il lavoro a Pomigliano. Questo stabilimento, ormai storico nel Sud e in Italia, con le sue migliaia di lavoratori ha dato tanto alla Fiat e ora vuole solo che le sia restituito un lavoro dignitoso per tutti, nessuno escluso».

Don Aniello, infine, afferma di conservare nel cuore «le lacrime dei lavoratori, dei loro figli, mogli, familiari, durante la Santissima Messa celebrata dal nostro vescovo e pastore Beniamino Depalma, il giorno di Natale e partecipata da un’intera comunità». «A nome del vescovo - conclude - ho partecipato anche all’incontro del 30 dicembre in prefettura a Napoli, e devo dire che mi sono molto arrabbiato per l’assenza di rappresentanti autorevoli della Fiat. È stato un atto di un’arroganza unica, quanto più di disumano e di antidemocratico ci sia al mondo, e noi volevamo solo confrontarci sul futuro dei lavoratori e della fabbrica di Pomigliano. Non ci si comporta così nella vita. Qui si tratta di persone, non di "cose"».

Ma la Fiat non molla e ribadisce che non intende confermare i 38 operai di Pomigliano, il cui contratto è scaduto a dicembre (gli altri "scadono" entro marzo). Lo riferiscono i sindacati che oggi hanno incontrato l’azienda al Lingotto di Torino. «Nessuna risposta chiara invece sul futuro dei 55 lavoratori di Pomigliano che hanno il contratto fino a marzo», spiega Enzo Masini, segretario nazionale della Fiom.


giovedì, dicembre 24, 2009

Fiat di Pomigliano, Natale in municipio con i figli per i 93 operai in "scadenza"

IL VESCOVO A NATALE CELEBRERÀ MESSA NEL COMUNE


I precari si sono già incatenati davanti al Comune e stanno occupando l’aula consiliare ormai da 9 giorni


NAPOLI - Trascorreranno il Natale in municipio, insieme ai figli ed alle mogli, i 93 operai della Fiat di Pomigliano d’Arco, i cui contratti scadranno tra fine dicembre e inizio marzo. I precari, che si sono già incatenati davanti al Comune, stanno occupando l’aula consiliare ormai da 9 giorni, per manifestare contro il mancato rinnovo dei contratti.

GLI AIUTI DELLA GENTE - I cittadini di Pomigliano d’Arco, solidali con i lavoratori, stanno portando loro caffè, bevande e dolci della tradizione partenopea. «Per noi non sarà certo un bel Natale - hanno spiegato - ma lo trascorreremo ugualmente con le nostre famiglie all’interno del municipio. Ci saremo tutti, per condividere questo momento di difficoltà, e ognuno di noi porterà qualcosa per festeggiare e per dare un po' di aria di festa ai nostri bambini che non devono soffrire per questa situazione. La nostra speranza, comunque, è che l’azienda ci rinnovi al più presto il contratto. Sarebbe un bel regalo di Natale».

IL VESCOVO - A Natale, intanto, il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, celebrerà la Santa Messa delle 18 nell’aula consiliare per portare la solidarietà della Chiesa agli operai, ed a lui si uniranno tutti i parroci del paese.


lunedì, dicembre 21, 2009

Fiat Pomigliano: Bassolino, impegno su futuro della produzione



NAPOLI - "Adesso che stiamo cercando di lasciare alle nostre spalle il momento più duro della crisi, lavoreremo e ci impegneremo affinché si possa delineare un futuro produttivo, un programma industriale per il Paese e per la grande realtà di Pomigliano". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, a margine dell´inaugurazione della nuova sede della Acli a Napoli, in merito all´incontro di domani Palazzo Chigi per discutere la situazione della Fiat.
"Un incontro importante che riguarda la Fiat che rappresenta tanta parte dell´industria italiana e per quello che ci riguarda una larga parte della presenza industriale in Campania - ha affermato - da Pomigliano all´indotto ad altre realtà significative. Saremo lì, come è nostro dovere assieme alle organizzazioni sindacali. Ero stato io stesso insieme ad altri presidenti di Regione, a segnalare questa necessità che al tavolo del confronto ci siano la Fiat, le organizzazioni sindacali, il Governo nazionale e quelli regionali delle realtà più interessate".
"I lavoratori hanno saputo accettare la giusta sfida che Marchionne lanciò nello stabilimento Fiat di Pomigliano - ha aggiunto - hanno dimostrato professionalità e voglia di fare. Penso che sia importante per il Paese nel suo insieme, per il Mezzogiorno e per Pomigliano riuscire sempre di più a delineare un futuro produttivo che sappia dare risposta ai lavoratori e a tanti giovani".
"Oltre la Fiat, bisognerà nelle prossime settimane guardare ad altre situazioni di crisi - ha sottolineato Bassolino -sapere che per tanti lavoratori c´é un problema di nuove decisioni per gli ammortizzatori sociali. Nessun nessun lavoratore può essere lasciato a se stesso".
"Noi come Regione abbiamo fatto un grande sforzo attraverso la formazione per integrare il reddito - ha proseguito - e siamo pronti a continuare insieme al Governo nazionale che deve
stanziare risorse importanti".
"Queste due gambe devono camminare insieme - ha concluso -Protezione sociale per i lavoratori e al tempo stesso futuro produttivo perché la produzione sociale può e deve essere momentanea ma il futuro dell´Italia si costruisce con il lavoro e il rilancio della produzione".

giovedì, giugno 18, 2009

Fiat: Pomigliano non chiude, ma è giallo sui nuovi modelli

L'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne conferma, per lo stabilimento di Pomigliano d'Arco, la produzione di Alfa 159 berlina e sport wagon (con motori Euro 5) e il proseguimento della produzione oltre il 2010; conferma anche la produzione di Alfa 147 e Gt al 2010.
Dopo il 2010 è prevista l'assegnazione di una nuova piattaforma "per uno o più modelli". Pomigliano e Termini Imerese, saranno gli unici due stabilimenti italiani a cambiare linee di produzione. Marchionne ha parlato nel corso del tavolo con Governo, regioni e sindacati svoltosi oggi a Palazzo Chigi.

giovedì, aprile 30, 2009

Fiat, Marchionne scrive al vescovo «Pomigliano, impegno per difesa lavoro»

POMIGLIANO D'ARCO (30 aprile) - «Stiamo facendo e faremo tutto il possibile per difendere e sostenere i nostri prodotti, i nostri stabilimenti e, sopra ogni cosa, tutte le persone che lavorano con noi»: è quanto sottolineato da Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat in una lettera indirizzata al vescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma. Il vescovo, nelle scorse settimane, aveva scritto a Marchionne per chiedergli un interessamento per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. «Il futuro di Pomigliano d'Arco - aveva sottolineato il presule - non può essere lasciato solo nelle mani del mercato».
«La grave crisi che tutto il mondo sta attraversando in questo momento - ha risposto l'ad della Fiat - è il frutto di una follia finanziaria mai vista prima. Sono d'accordo con lei quando dice che non possono essere i lavoratori a pagarne il prezzo, perchè non è giusto. Credo che la Fiat abbia dimostrato di voler costruire il proprio futuro in maniera trasparente, onesta e responsabile, compiendo le scelte con coscienza e considerando sempre le conseguenze che ne possano derivare». «Quello che le posso garantire - ha concluso Marchionne - è che non restiamo indifferenti di fronti ai disagi che tutto ciò comporta per molti lavoratori e per le loro famiglie».

martedì, marzo 10, 2009

misure anticrisi anche per il Sannio.

La Giunta provinciale di Benevento ha chiesto alla Regione di estendere anche alla Provincia di Benevento le misure anticrisi varate in favore dei lavoratori cassaintegrati delle più importanti aziende campane. Il provvedimento, proposto dal presidente Aniello Cimitile, richiede, si legge in una nota, una risposta immediata a causa della drammatica situazione occupazionale locale, in particolare per quanto concerne la crisi che ha colpito l’area del polo tessile di Airola.

Come si ricorderà, nei giorni scorsi, lo stesso presidente Cimitile, nel ricevere una delegazione di operai dell’insediamento della Valle Caudina che manifestavano per ottenere garanzie sul proprio posto di lavoro e, comunque, il riconoscimento dei cosiddetti “ammortizzatori sociali”, ebbe a dichiarare nella sala Consiliare della Rocca dei Rettori, dove ricevette anche gli amministratori comunali e i sindacalisti, di considerare “innovative ed importanti” le decisioni assunte dalla Regione a favore degli operai della FIAT di Pomigliano d’Arco.

In questi giorni, il presidente della Provincia ha avuto una intensa e diretta interlocuzione con la Regione al fine di delineare e rendere operative tutte le possibili soluzioni per rispondere alla pesantissima crisi abbattutasi sul Sannio, dove è ormai al collasso il più importante insediamento industriale e dove molte aziende, di più piccole dimensioni, spesso anche a carattere esclusivamente familiare, hanno le linee produttive ferme e versano in condizioni insostenibili dal punto di vista economico e finanziario.

Secondo il presidente Cimitile, la Regione Campania può estendere a tutto il Sannio il contenuto del piano anticrisi che l’esecutivo presieduto da Antonio Bassolino ha adottato nelle ultime ore, su proposta dell’assessore Corrado Gabriele.

domenica, marzo 01, 2009

Solidarietà di Benedetto XVI con gli operai della Fiat di Pomigliano D'Arco

Il Papa: i lavoratori e le loro famiglie, innanzitutto

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 1° marzo 2009 (ZENIT.org).- Di fronte alla crisi economica che rischia di travolgere l'Italia con disoccupazione e chiusure di aziende, Benedetto XVI ha lanciato questa domenica un appello a tutelare come priorità i lavoratori e le loro famiglie.

Al termine dell'Angelus in piazza San Pietro, il Papa ha rivolto un saluto particolare a un gruppo di operai e impiegati dello stabilimento Fiat di Pomigliano D'Arco, la cittadina industriale alle porte di Napoli, venuti a manifestare la loro preoccupazione per il futuro della fabbrica e delle migliaia di persone che da essa dipendono.

Accennando poi a situazioni simili che interessanto anche i territori del Sulcis-Iglesiente, in Sardegna, di Prato in Toscana e di altri centri in Italia, il Papa ha detto di unirsi ai Vescovi e alle rispettive Chiese locali nell’esprimere “vicinanza alle famiglie interessate dal problema”.

“Desidero esprimere il mio incoraggiamento alle autorità sia politiche che civili, come anche agli imprenditori, affinché con il concorso di tutti si possa far fronte a questo delicato momento – ha poi aggiunto –. C’è bisogno, infatti, di comune e forte impegno, ricordando che la priorità va data ai lavoratori e alle loro famiglie.

In una intervista al quotidiano “Il Mattino”, mons. Beniamino Depalma, Vescovo di Nola e Pomigliano d'Arco (Na), che il 27 febbraio ha partecipato alla manifestazione degli operai di Pomigliano preoccupati per il rinnovo della cassa integrazione ha detto: "Non facciano pagare agli operai i costi della crisi".

Il lavoro, ha spiegato il Vescovo, “vuol dire dignità. Senza lavoro, per le famiglie non c'è ombra di futuro”. E se lo stabilimento “Gian Battista Vico” dovesse chiudere, “si aprirebbe un capitolo terribile. Nell'area campana. Anzi, in tutto il Sud”.

“Mi reco spesso nelle mense Caritas – ha raccontato il Vescovo di Nola – e da mesi vedo persone che prima non erano mai venute a mangiare da noi. Uomini, donne e giovani. Facce nuove: tristi addolorate. Sto conoscendo i nuovi poveri, le famiglie che per colpa della crisi davvero non arrivano alla terza settimana del mese”.

Intervistato dalla Radio Vaticana, don Peppino Gambardella, parroco di San Felice in Pincis, a Pomigliano d'Arco, ha detto che nello stabilimento “si producono due grosse macchine per le quali non sono previsti incentivi, per cui la macchina non viene acquistata, a causa della crisi generale, e lo stabilimento praticamente è fermo. Sono circa 5.500 operai in cassa integrazione, senza contare l'indotto, composto da altre 9 mila persone”.

Da settembre sono state solo cinque le settimane di lavoro, per questi operai e “si prevede che fino ad aprile non lavoreranno. Ma il problema più serio è che viene messo in gioco il futuro industriale di questa città!”.

“Noi, come comunità parrocchiale, abbiamo fatto nostro questo problema, abbiamo istituito un consiglio pastorale particolare – ha aggiunto il sacerdote – chiamando un sindacalista a spiegarci bene i termini della questione, e poi abbiamo tenuto un'assemblea parrocchiale - molto frequentata - con tutte le sigle sindacali”.

“Sentiamo che come credenti dobbiamo esprimere questo nostro impegno a favore dei lavoratori”, ha sottolineato.

sabato, febbraio 21, 2009

Sanremo: Bonolis saluta gli operai di Pomigliano D'Arco


Paolo Bonolis ha richiamato l'attenzione sulla difficile situazione degli operai dello stabilimento Fiat Auto di Pomigliano d'Arco, da mesi in cassa integrazione e con un salario di 750 euro mensili, una cui delegazione è venuta oggi a Sanremo proprio per chiedere una visibilità sulla loro difficile situazione. "Gli effetti della crisi colpiscono alcuni settori - ha detto Bonolis - e oggi gli operai dello stabilimento di Pomigliano d'Arco sono in una situazione difficile e da mesi in cassa integrazione. Hanno chiesto che il Festival accendesse una luce su di loro. Coraggio ragazzi".