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giovedì, dicembre 24, 2009

Fiat di Pomigliano, Natale in municipio con i figli per i 93 operai in "scadenza"

IL VESCOVO A NATALE CELEBRERÀ MESSA NEL COMUNE


I precari si sono già incatenati davanti al Comune e stanno occupando l’aula consiliare ormai da 9 giorni


NAPOLI - Trascorreranno il Natale in municipio, insieme ai figli ed alle mogli, i 93 operai della Fiat di Pomigliano d’Arco, i cui contratti scadranno tra fine dicembre e inizio marzo. I precari, che si sono già incatenati davanti al Comune, stanno occupando l’aula consiliare ormai da 9 giorni, per manifestare contro il mancato rinnovo dei contratti.

GLI AIUTI DELLA GENTE - I cittadini di Pomigliano d’Arco, solidali con i lavoratori, stanno portando loro caffè, bevande e dolci della tradizione partenopea. «Per noi non sarà certo un bel Natale - hanno spiegato - ma lo trascorreremo ugualmente con le nostre famiglie all’interno del municipio. Ci saremo tutti, per condividere questo momento di difficoltà, e ognuno di noi porterà qualcosa per festeggiare e per dare un po' di aria di festa ai nostri bambini che non devono soffrire per questa situazione. La nostra speranza, comunque, è che l’azienda ci rinnovi al più presto il contratto. Sarebbe un bel regalo di Natale».

IL VESCOVO - A Natale, intanto, il vescovo di Nola, monsignor Beniamino Depalma, celebrerà la Santa Messa delle 18 nell’aula consiliare per portare la solidarietà della Chiesa agli operai, ed a lui si uniranno tutti i parroci del paese.


giovedì, aprile 30, 2009

Fiat, Marchionne scrive al vescovo «Pomigliano, impegno per difesa lavoro»

POMIGLIANO D'ARCO (30 aprile) - «Stiamo facendo e faremo tutto il possibile per difendere e sostenere i nostri prodotti, i nostri stabilimenti e, sopra ogni cosa, tutte le persone che lavorano con noi»: è quanto sottolineato da Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat in una lettera indirizzata al vescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma. Il vescovo, nelle scorse settimane, aveva scritto a Marchionne per chiedergli un interessamento per lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco. «Il futuro di Pomigliano d'Arco - aveva sottolineato il presule - non può essere lasciato solo nelle mani del mercato».
«La grave crisi che tutto il mondo sta attraversando in questo momento - ha risposto l'ad della Fiat - è il frutto di una follia finanziaria mai vista prima. Sono d'accordo con lei quando dice che non possono essere i lavoratori a pagarne il prezzo, perchè non è giusto. Credo che la Fiat abbia dimostrato di voler costruire il proprio futuro in maniera trasparente, onesta e responsabile, compiendo le scelte con coscienza e considerando sempre le conseguenze che ne possano derivare». «Quello che le posso garantire - ha concluso Marchionne - è che non restiamo indifferenti di fronti ai disagi che tutto ciò comporta per molti lavoratori e per le loro famiglie».