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martedì, settembre 07, 2010

ROM: ITALIA,RICONOSCIMENTO MINORANZA PERMETTEREBBE AIUTI Pasquale Orlando Acli Napoli: ESSENZIALE L'ASSISTENZA SANITARIA E CAMPI PICCOLI


" Il riconoscimento dei rom, dei sinti e dei camminanti come minoranza storico-linguistica permetterebbe il censimento di queste popolazioni, l'elaborazione di un piano nazionale di intervento e fornirebbe gli strumenti legali di cui ha bisogno chi lavora con i rom per operare senza difficolta' di carattere legale e amministrativo."

A sostenerlo è Pasquale Orlando, presidente delle ACLI napoletane citando una ricerca dell'Iref, l'Istituto di ricerche educative e formative delle Acli, , nella giornata in cui sia a Roma che a Parigi si manifesta per difendere i diritti dei rom, contro gli sgomberi e i rimpatri forzati, ma anche per superare la logica dei campi e le dolorose vicende di questi giorni anche a Napoli.

Orlando fa notare come, alla piena attribuzione dei diritti civili e anagrafici, deve fare da contraltare la piena assunzione di doveri, da parte dei rom, nei confronti della societa'. Solo in tal modo si puo' arrivare ad avere una integrazione che non sia unilaterale ma che sia il prodotto di una interazione. In tal senso la ricerca dell'Iref porta l'esempio delle auto-costruzioni di Padova, alloggi che sono stati assegnati alle famiglie sinte dietro pagamento del canone d'affitto e delle utenze domestiche. Questi alloggi sono stati costruiti da imprese edili che hanno avuto tra i propri lavoratori alcuni degli stessi affittuari sinti, con capacita' professionali idonee supportate anche da un corso di formazione professionale precedente. I salari derivanti dal lavoro effettuato dagli operai zingari sono stati assorbiti dalla ditta che li ha scalati dal costo generale dell'appalto a titolo di contributo. L'importo dei salari non percepito e' stato infine defalcato dai canoni d'affitto mensili a titolo di scomputo. Ovviamente, chi non ha partecipato al progetto di auto-costruzione ha pagato per intero il canone.

Altro punto fondamentale per l'integrazione e' l'assistenza sanitaria: l'intervento sanitario non puo' limitarsi ad uno screeening o ad una campagna di vaccinazione ma deve comprendere la promozione del diritto alla salute e l'utilizzo dei servizi sanitari di zona. E questo implica che si deve instaurare un rapporto di fiducia tra i rom e il personale sanitario.

Infine i campi nomadi che devono essere piccoli e distribuiti in vari punti della citta' in modo da attenuare il loro impatto sulla popolazione residente. Infatti inserimenti con pochi nuclei familiari se da un lato rispettano la cultura rom della vita in famiglia allargata, al tempo stesso permettono un inserimento piu' efficace, dato il basso numero delle famiglie rom coinvolte. In questo senso vanno valorizzate le positive esperienze soprattutto di integrazione scolastica svolte a Napoli dal Comune supportato da Napoli Sociale spa in collaborazione ccon diverse qualificate associazioni.

Un altro studio, sempre commissionato dal Dpo Unar - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar) del ministero delle Pari opportunita' - evidenzia come siano due i livelli di intervento: quelli di emergenza, che riguardano il controllo del territorio, la rimozione dei rifiuti, la disinfestazione e la derattizzazione, la vaccinazione dei bambini, lo smantellamento delle baracche e il risanamento delle aree costruendo casette in muratura e allestendo strutture che possano essere usate per il lavoro e il doposcuola; e gli interventi strutturali come l'attribuzione del medico di famiglia ad ogni nucleo rom, l'attivazione di corsi professionali (es. di artigianato o lavorazione del ferro) che rispondano alle specificita' del gruppo rom e infine il favorire forme di auto-imprenditorialita' degli zingari.



domenica, agosto 22, 2010

Il monito del Papa: Accogliere le persone di tutte le nazioni



Benedetto XVI, salutando al termine dell'Angelus i pellegrini di lingua francese, ha sottolineato l'importanza di "saper accogliere le legittime diversità umane", seguendo l'esempio di "Gesù venuto a riunire gli uomini di tutte le nazioni e di tutte le lingue". Il Papa si è rivolto ai genitori invitandoli a "educare i vostri figli alla fraternità universale". In precedenza il Pontefice aveva detto: "Dio abbassa i superbi e i potenti di questo mondo e innalza gli umili" e "la Madonna e' l'esempio perfetto di tale verità evangelica". Il Papa ha poi invocato l'intercessione mariana affinché prevalga "la pace", specialmente "dove più infierisce l'assurda logica della violenza" e ha auspicato che "tutti gli uomini si persuadano che in questo mondo dobbiamo aiutarci gli uni gli altri come fratelli per costruire la civiltà dell'amore". Ieri il ministro degli Interni Roberto Maroni aveva suscitato l'indignazione delle opposizioni e delle gerarchie ecclesiastiche, dicendosi d'accordo con Sarkozy sui rimpatri dei rom e a favore anche delle espulsioni dei cittadini comunitari senza reddito e dimore adeguate.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-08-22/papa-difende-immigrati-accogliere-153526.shtml?uuid=AYT8HxIC

Il Papa difende gli immigrati: accogliere le persone di tutte le nazioni

di Celestina Dominelli

Il messaggio è tutto nel saluto con cui il Pontefice ha concluso la preghiera dell'Angelus a Castel Gandolfo. Parlando ai pellegrini di lingua francese Benedetto XVI ha sottolineato come la chiamata di tutti gli uomini «alla salvezza», di cui parlano i testi liturgici odierni, sia «anche un invito a saper accogliere le legittime diversità umane», al seguito «di Gesù venuto a riunire gli uomini di tute le nazioni e di tutte le lingue». «Cari genitori - ha aggiunto il Papa, sempre in francese -, possiate educare i vostri figli alla fraternità universale».

Aprendo la preghiera di oggi Benedetto XVI aveva ricordato che «Dio abbassa i superbi e i potenti di questo mondo e innalza gli umili» e che «la Madonna è l'esempio perfetto di tale verità evangelica». Il Papa aveva poi invocato l'intercessione mariana affinché prevalga «la pace», specialmente «dove più infierisce l'assurda logica della violenza» e aveva auspicato che «tutti gli uomini si persuadano che in questo mondo dobbiamo aiutarci gli uni gli altri come fratelli per costruire la civiltà dell'amore».

La scelta del Papa di rivolgere un messaggio in lingua francese ha riportato l'attenzione sulle espulsioni dei rom decise dalle autorità transalpine e contro cui si era schierato anche il direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei. Nei giorni scorsi infatti il presidente francese Nicolas Sarkozy aveva annunciato una stretta sul crimine e l'immigrazione, condannata sia dalle associazioni per i diritti umani che dall'opposizione. A luglio Sarkozy aveva ordinato lo smantellamento di 300 insediamenti abusivi di rom e di nomadi, nel quadro di una più ampia stretta contro il crimine dopo le rivolte avvenute in due città francesi, in una delle quali era stato coinvolto anche un gruppo di rom e un commissariato era stato distrutto.


sabato, luglio 05, 2008

Rom: inaccettabili censimenti etnici



Disciminatorio l'obbligo di rilevazione delle impronte digitali

«Non possiamo assistere innocentemente al ritorno della discriminazione su base etnica». E' quanto afferma il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero commentando l'iniziativa del Governo volta a 'censire' la popolazione rom nelle città di Roma, Napoli e Milano attraverso il rilevamento delle impronte digitali, anche dei minori.

«Non vogliamo mettere in dubbio la buona fede del ministro dell'Interno - spiega Olivero - ma i provvedimenti adottati dal governo sono nella forma e nella sostanza discriminatori e per questo preoccupanti e pericolosi. L'obbligo di rilevazione delle impronte digitali non è infatti indirizzato genericamente nei confronti di cittadini extracomunitari, come prevede il regolamento 380 dell'Unione europea, ma individua un'etnia specifica formata tra l'atro da cittadini comunitari e italiani. Ma i censimenti su base etnica sono per la nostra coscienza di cristiani, di italiani e di europei, assolutamente inaccettabili».

«Se si vuole davvero arrivare - conclude - ad un censimento della popolazione zingara in Italia ai fini di una migliore integrazione, si avvii un dialogo con la comunità rom per trovare forme eque e corrette per raggiungere questo obiettivo nel rispetto della dignità delle persone».