lunedì, ottobre 31, 2005

Un patto per il sud con le comunità locali



Cento fiori del nuovo mezzogiorno
Da Napoli a Locri il filo di una nuova partecipazione


Nel 1989 i Vescovi italiani scrissero che la vera debolezza del Mezzogiorno era la debolezza della sua società civile. Da allora tanti sono stati i passi fatti e possiamo affermare che nel sud c’è stata un’esplosione del civile che ha saputo fare i conti con i problemi veri del lavoro, della legalità, della lotta all’emarginazione e all’esclusione sociale. Non solo denuncia ma costruzione di percorsi educativi, di integrazione ed anche creazione di impresa e lavoro mobilitando associazionismo, volontariato e cooperazione sociale. Sono tornati i giovani, è tornata la partecipazione, torna una politica che va oltre le elezioni. Nel sud ci sono cose nuove. Nel sud stanno nascendo i fiori, i cento fiori della iniziativa territoriale consapevole. Nel Sud c’è una nuova società civile.I giovani di Locri in piazza dopo l’omicidio mafioso, dimostrano che sono finiti glia anni ottanta con il loro rampantismo, l’edonismo,l’egoismo.I giovani di Napoli accogliendo l’invito di Rosetta Iervolino a rinverdire l’unità nazionale nella solidarietà contro la ndrangheta aprono un nuovo corso virtuoso. E’ nata una alleanza forte in questi anni. Società civile organizzata e innanzitutto i sindaci. Due soggetti nuovi, due grandi segni della primavera sociale e politica del Mezzogiorno. Il percorso non è stato sempre facile. La politica ha anche illuso e deluso. E’ sembrata finita una primavera. Molti di noi hanno avuto l’impressione di partecipare in un luogo mentre si decideva in un altro.Ci sono stati però segnali di attenzione, condivisione vera, collaborazione costante, ci sono stati risultati concreti.Vogliamo oggi stringere un patto nuovo per darci obiettivi forti e avanzare sulla strada della partecipazione di una cittadinanza attiva e responsabile .In questo senso la proposta forte del presidente Bassolino di costruire un coordinamento tra i presidenti delle regioni meridionali è importante e strategica. E’ necessario mantenere però il patto tra civile e istituzioni. Un patto del sud tra istituzioni e popolo.Un importante banco di prova è costruire nuovi Statuti delle Regioni che tengano conto del valore fondante del terzo settore, dell’associazionismo e del volontariato. Soprattutto oggi in cui il rapporto tra federalismo e sussidiarietà è scosso da una riforma costituzionale che richiede una risposta popolare da un mezzogiorno che rischia di vedere ancora aumentato il divario economico con il nord e l’europa.Sono in gioco: il tipo di istituzioni che vogliamo e la relazione tra la nazione e le singole comunità territoriali; il ruolo costituzionale delle formazioni sociali e la funzione che possono svolgere nelle comunità locali e in quella nazionale. Ancora più accentuando il divario già pesante tra le diverse parti del paese. Gli Statuti regionali e l’applicazione della legge 328, quella di riforma del sistema di protezione sociale, sono due banchi di prova per capire se si è in grado di uscire dalla situazione di stallo. Negli statuti regionali, oltre a ribadire la centralità della persona e della famiglia, la necessità di valorizzare le autonomie locali, le tradizioni culturali e l’associazionismo, bisognerà dare adeguata espressione al bene comune della nazione, alla dignità e uguaglianza di tutte le persone, con una attenzione particolare ai più deboli anche con la immediata definizione dei livelli minimi di servizi da garantire ai cittadini di tutto il paese C’è un Paese reale che non è fatto solo dai numeri dell’economia, dai soggetti tradizionali del dialogo sociale, che chiede di essere ascoltato e rappresentato. La modernizzazione dell’italia non può procedere senza coesione sociale, solidarietà e qualità ambientale. Ci sono tre valori importanti quanto la crescita del PIL ed essenziali per promuovere il benessere dei cittadini: la crescita del capitale sociale, del capitale culturale, del capitale umano. Le reti di impegno civico, come le associazioni di quartiere, i cori, le cooperative i circoli sportivi, i partiti di massa e altri simili, sono l’espressione di interazioni orizzontali e rappresentano una componente essenziale del capitale sociale. Tanto più ne è ricca una comunità, tanto più è probabile che i cittadini vi collaborino a vantaggio Il Sud ha bisogno di società civile per cui bisogna investire in legalità e fiducia per superare quella massa critica sotto la quale gli investimenti pubblici in capitale economico sono destinati all’insuccesso. Il miglior risultato che si va raggiungendo nel Mezzogiorno con l’obiettivo di sviluppare le economie locali mediante la programmazione negoziata, è di ampliare le reti di fiducia tra gli agenti economici (imprenditori, lavoratori) e tra gli agenti e le istituzioni, cioè di accrescere il cosiddetto capitale sociale inteso come fattore immateriale di sviluppo. Il capitale sociale è fatto appunto di fiducia e quindi di cooperazione tra gli agenti economici e istituzionali. Solo le comunità con un intenso network sociale composto da una forte presenza di associazionismo volontario, quindi di capitale sociale e ’fiducia’, presentano, dati alla mano, una più efficiente amministrazione pubblica e una produzione economica più intensa. Il Sud avrebbe bisogno di una massiccia iniezione di fiducia con la quale rompere il tradizionale equilibrio di disimpegno civile, opportunismo, defezione, e intraprendere la strada dei circoli virtuosi che si alimentano di capitale sociale, relazioni cooperative e di fiducia.Quindi nel patto del sud chiediamo a Bassolino innanzitutto,a Vendola, Del Turco, Loiero e agli altri presidenti delle regioni meridionali di essere con le comunità locali, con il nuovo capitale sociale un modello di governo capace di governare il Paese e l’Europa con una visione planetaria.

'a fatica. agenda sociale 2006

Venerdì 4 novembre 2005 alle ore 18.00 presso La Feltrinelli libri e musica di Piazza dei Martiri a Napoli si terrà la presentazione dell'agenda 2006 'a fatica che inaugura la collana agendo promossa dal consorzio di cooperative sociali Gesco e dedicata ogni anno ad un'iniziativa di carattere sociale e culturale.agendo 2006 tratta il tema del lavoro - da cui il titolo dell'agenda'a fatica - attraverso le vignette di Riccardo Marassi, le illustrazioni di Oreste Zevola e il contributo umoristico di dodici autori comici: Giobbe Covatta, Francesco Paolantoni, Simone Schettino, Stefano Sarcinelli, Domenico Ciruzzi, Antonella Stefanucci, Riccardo Zinna, Rosaria De Cicco, Gianfranco Marziano, Paolo Caiazzo, Federico Salvatore e il trio Ardone-Peluso-Massa. La grafica e l'impaginazione sono a cura dello Studio Eikon e il progetto editoriale di Guido Piccoli.'a fatica ha anche una finalità sociale poiché il 20% dei proventi derivanti dalla sua vendita saranno destinati ad un progetto di avviamento al lavoro per i giovani di Forcella. Garante dell'iniziativa sarà il parroco della chiesa locale, don Luigi Merola, che lo gestirà attraverso l'associazione da lui fondata e intitolata alla piccola Annalisa Durante.Alla presentazione di venerdì 4 novembre 2005 interverranno, con alcuni degli autori, don Luigi Merola e il presidente di Gesco Sergio D'Angelo. Coordinerà l'incontro Guido Piccoli.

domenica, ottobre 30, 2005

welfare:Bassolino, lavorare a una legislazione sulla dignità sociale


"I temi sociali ed il contrasto alla povertà non sono altra cosa rispetto ai temi dello sviluppo. Sviluppo deve significare più inclusione e più coesione sociale". Così il presidente della giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, intervenendo all'iniziativa organizzata dal patronato Acli dal tema "diritti in piazza", la giornata nazionale di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sui temi del lavoro e della previdenza complementare. "Nel paese, - ha aggiunto Bassolino - si è avuta una crescita delle disuguaglianze, come confermano i dati Istat. Accanto alle vecchie povertà si aggiungono nuove povertà improvvise, perché il lavoro si precarizza. Questa novità è dirompente nel tessuto sociale meridionale. La povertà non è più esterna al mondo del lavoro, si è estesa". Il presidente della giunta regionale della Campania, prendendo parte al dibattito al quale sono intervenuti tra gli altri, il parlamentare dei Democratici di sinistra e coordinatore dei cristiano sociali, Mimmo Lucà, il sottosegretario al lavoro, Grazia Sestini, il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino ed il vice presidente nazionale Acli, Andrea Olivero, ha delineato alcune possibili strategie di indirizzo per il rinnovamento del mercato del lavoro. "Dobbiamo distinguere tra lavoro, formazione e politiche di welfare - ha aggiunto - Bisogna evitare uno sviluppo distorto delle economie, non ci può essere assenza di contrasto alla povertà. In parlamento sulla legge finanziaria bisognerebbe fare uno sforzo su due punti: quello sociale e l'altro che riguarda l'aumento di investimenti per il mezzogiorno. La legge sul reddito di cittadinanza, approvata dal consiglio regionale, doveva essere coperta dal Governo con la stessa cifra stanziata dalla Regione, ma così non è stato". Bassolino ha sottolineato che "ci deve essere un cammino di inclusione, noi lo stiamo avviando, ma bisogna lavorare ad una legislazione sulla dignità sociale. La solidarietà e l'inclusione qualificano lo sviluppo".
8 Ottobre 2005 - 15:34 (Ansa)

diritti in piazza


Una grande partecipazione popolare all'iniziativa "diritti in piazza" promossa
dal Patronato ACLI in tanti luoghi della provincia napoletana.
Giovani, famiglie, anziani insieme in una coralità associativa sostenuta da una struttura competente ed attenta all'innovazione legislativa.
Nella scorsa settimana a Nola, Castellammare e Napoli, in questi giorni a Torre Annunziata e Boscoreale. Torneremo in piazza per spiegare che succede al TFR e alla previdenza complementare ancora nelle prossime giornate. Posted by Picasa
Roma - Una nota del Centro Patronati (Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil) relativa al ritardo nella firma del protpocollo tra patronati e InpsCentro patronati: e’ indispensabile firmare protocollo con Inps

Siamo preoccupati per il fatto che il nuovo protocollo tra INPS e Patronati, il cui testo è il risultato di un lungo lavoro, importante e proficuo, fatto di incontri e confronti, non sia stato approvato dal consiglio di amministrazione INPS.
Il documento - che è un atto di riconoscimento reciproco nell’ottica di una maggiore efficienza della pubblica amministrazione e del miglioramento della qualità delle prestazioni nei confronti dei cittadini – è stato infatti rinviato all’esame del Garante della privacy con un’eccessiva preoccupazione sia considerando i tempi che le modalità peraltro già in corso, visto che la possibilità di accesso dei Patronati al casellario delle posizioni assicurative degli attivi - che dovrà essere realizzato nei prossimi anni e rispetto al quale siamo impegnati affinché esso dispieghi al massimo le proprie funzionalità - avverrebbe comunque, come previsto dalla legge 152/2001, solo a seguito dell’autorizzazione del cittadino, rispettosa di tutti i vincoli previsti dalla normativa sulla riservatezza dei dati personali. E’ comunque possibile firmare il protocollo, estrapolando il punto in discussione e rinviandolo ad un accordo da allegare successivamente, in attesa che il Ministro del lavoro decreti le linee guida per apposite convenzioni tra Patronati e Enti che erogano le prestazioni per l’accesso ai dati, come previsto dal decreto legislativo 196/2003 (relativo alla legge sulla privacy).
E’ indispensabile sbloccare questa situazione per attivare una collaborazione tra INPS e Patronati fondamentale per migliorare i servizi al cittadino. L’accordo prevede, infatti, l’impegno dei Patronati a incrementare l’invio - per via telematica - di tutte le prestazioni previdenziali, per consentire all’INPS di liquidarle nel modo più tempestivo e preciso ai cittadini.
Senza la collaborazione dei Patronati l’INPS non potrebbe realizzare l’obiettivo della liquidazione delle prestazioni né tanto meno il "tempo reale". Lo dimostra l’entità di pratiche trattate con questa modalità di lavoro dai Patronati: nel solo 2004 abbiamo inviato per via telematica 368.000 domande di disoccupazione agricola e, al 15 settembre 2005, 207.913 domande di pensione.
Inoltre, il protocollo prevede anche l’impegno dei Patronati nel selezionare con attenzione le situazioni che meritano l’azione giudiziaria nei confronti dell’Istituto e favorire, quindi, il più possibile la composizione in via amministrativa delle controversie, garantendo la liquidazione delle prestazioni dovute da parte dell’INPS e, quindi, la tutela dei pensionati e dei lavoratori. E’ stato inoltre accertato che i Patronati aderenti al CEPA (Centro Patronati: Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil, Ital-Uil) promuovono appena il 6% del contenzioso di cui "è vittima" l’INPS; di questo 6%, nell’80% dei casi viene data ragione ai Patronati, riconoscendo dunque la legittimità delle cause intraprese. Questi dati smentiscono clamorosamente notizie periodicamente diffuse dagli organi di stampa.
Tali impegni inoltre consentono all’Istituto previdenziale di risparmiare somme sia nello svolgimento della attività amministrativa sia sotto il profilo delle spese legali in sede di contenzioso giudiziario.
Il risparmio per l’ente di previdenza è effettivo, poiché i Patronati già realizzano impegni che il Protocollo sancirà definitivamente senza alcun costo per l’INPS rispetto all’attività ordinaria che, ribadiamo ancora, deriva da una aliquota sul contributo previdenziale dei lavoratori.
Fino ad oggi, peraltro, l’INPS non ha calcolato questo risparmio, ma dovrebbe farlo poiché sta elaborando il suo primo bilancio sociale.
E’ evidente, dunque, che questo protocollo che porta alla collaborazione tra INPS e Patronati è indispensabile per un’effettiva efficienza dei servizi forniti ai cittadini.



Seminario Acli: “Il Reddito di inclusione sociale”
Napoli – «Il “Reddito di inclusione sociale”: povertà, lavoro, cittadinanza». Questo il titolo del seminario che si terrà a Napoli domattina, alle ore 10.00, presso la sala dei Baroni del Maschio Angioino, per iniziativa del Patronato Acli. Il Convegno – che cadrà significatamene a ridosso della discussione, in Parlamento, della Legge finanziaria 2006 – mira a riflettere sull’urgenza di politiche di contrasto della povertà e sugli strumenti, adottati o da adottare, per favorire l’inclusione sociale, come appunto il “Reddito minimo di cittadinanza”, misura introdotta dalla Regione Campania, in via sperimentale, lo scorso anno. Interverranno a discutere di tutto ciò: il presidente della Giunta regionale, Antonio Bassolino; il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino; il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, on. Maria Grazia Sestini; l’on. Mimmo Lucà, deputato dei Democratici di sinistra; il presidente dell’Istituto di Ricerche Sociali di Milano, Emanuele Ranci Ortigosa. I lavori, presieduti dal presidente provinciale delle Acli, Pasquale Orlando, saranno introdotti dalla relazione del vicepresidente nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, Andrea Olivero. Chiuderà il seminario Eleonora Cavallaro, presidente delle Acli regionali.
L’appuntamento di sabato 8 si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla campagna nazionale del Patronato Acli “DIRITTI IN PIAZZA”, volta ad informare e sensibilizzare gli italiani sui temi del lavoro e della nuova previdenza complementare. Lo stesso giorno, infatti, in 500 piazze italiane gli operatori e i volontari del Patronato incontreranno i cittadini per illustrare le novità della previdenza integrativa e fornire un sostegno alle scelte di ciascuno attraverso consulenze gratuite personalizzate. In Campania le piazze interessate all’iniziativa saranno 15. «Vogliamo rimettere i diritti al centro della politica – afferma Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della Direzione Nazionale delle Acli, spiegando il senso della campagna “Diritti in Piazza” – Vogliamo trasformare i diritti dei lavoratori in discorso e dialogo comune, farne oggetto concreto e vitale di ragionamento quotidiano, coinvolgendo sia le istituzioni, con i seminari, che i cittadini, con la presenza nelle piazze. Il nostro “metterci in piazza” vuole dire, simbolicamente e concretamente, metterci a disposizione della gente, con le nostre competenze, la nostra tradizione, il credito di fiducia che ci siamo guadagnati in 60 anni di storia. Il fatto che anche Bassolino e la Jervolino sono dalla nostra parte e saranno presenti alla manifestazione è ampiamente significativo dell’attenzione che le Istituzioni regionali e locali stanno ponendo una seria attenzione ai problemi che la riforma del mercato del lavoro e della previdenza rischiano di portare a milioni di famiglie. »

sabato, ottobre 29, 2005

banca etica nuovo sportello a napoli


Salviato: Una banca per i più deboli, Bassolino: Povertà, Governo avaro di Vincenzo Gambini tratto da "Il denaro"



“In merito alla lotta alla povertà il governo non ha affatto rispettato gli impegni presi e fa gravare solo sulle nostre spalle tutti gli sforzi”. Lo afferma il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, intervenendo nel corso di un convegno organizzato all’hotel Terminus di Napoli dalla Banca Popolare Etica, che lunedì ha aperto uno sportello a Napoli, il primo nel Sud.
Bassolino critica il Welfare attuale definendolo insufficiente e inadeguato.
“Manca ancora il riparto del fondo nazionale delle politiche sociali del 2005 - dichiara Bassolino - a oggi sono stati assegnati 518 milioni di euro a fronte di un impegno di oltre un miliardo assunto dal governo”. Poi Cita quanto fatto dalla Regione in termini di lotta alla povertà, citando l'esperienza del reddito di cittadinanza. “A questo nostro sforzo - dice - non si accompagna analogo sforzo nazionale. L’impegno era di co-finanziare il 50 per cento delle esperienze regionali nel campo del contrasto alla povertà, ma è stato finora disatteso”. Anche per questo, aggiunge Bassolino, “è evidente la battaglia che dobbiamo portare avanti sulla finanziaria per assicurare investimenti nel sociale e nella cultura. Il welfare costruito in Italia e in Europa - osserva il Governatore è basato su un modello di lavoro stabile, lo stesso per tutta la vita”.
Un modello che nella realtà è sempre più raro. “E’ per questa ragione - spiega Bassolino - che dobbiamo appoggiare iniziative come la Banca Popolare Etica, che proprio qui ha deciso di inaugurare l'unica filiale del Mezzogiorno: la solidarietà non è fuori dallo sviluppo - conclude-: sono anzi due facce della stessa medaglia”.
Dal dibattito, svoltosi durante tutto l’arco della giornata, emergono le linee guida che ispireranno l’azione della Banca Popolare Etica nel Sud: l’obiettivo è promuovere uno sviluppo sostenibile che tenga conto non solo delle esigenze finanziarie ma anche di quelle sociali. Obiettivo condiviso dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, che critica invece la devolution. L’apertura di questo nuovo sportello, secondo la Iervolino, permette alle imprese di avere un ruolo maggiore nel sociale. “Si tratta di un nuovo modo di fare banca - afferma Sergio D’Angelo, presidente de L’Ape e di Legacoop Campania — che tiene conto della vita reale e non esclude gli strati meno familiari al credito come le realtà no profit e quelle più disagiate”.
“L’azione della banca nella raccolta del risparmio - sottolinea il presidente dell’istituto di credito, Fabio Salviato - si rivolgerà a quei settori più deboli della catena sociale che difficilmente riuscirebbero ad avere credito da altre banche”. “Il nuovo sportello napoletano - sottolinea Luigi Bobba, presidente nazionale delle Acli - vuole essere un simbolo di questa scommessa da vincere e come si sa la parola ‘simbolo’ in greco vuol dire ‘unire’ per cui si vince se si è tutti insieme, nessuno escluso”.

turismo sociale un libro per capire




Si dice turismo sociale e si corre il rischio di evocare un mondo di sensazioni e immagini spesso contraddittorie. Per alcuni si tratta di una pratica assistenziale e di bassa qualità; per altri, invece, di un’offerta una alternativa e fuori mercato. Anche per sciogliere questo equivoco, e comunque senza fermarsi a questo obiettivo, Giuseppe Vitale, segretario nazionale del Centro Turistico delle Acli, ha scritto il libro «Turismo sociale» (As comunicazioni, pagg. 90, euro 5), che domani alle 17 sarà presentato nella sala consiliare della Provincia a Santa Maria La Nova. Con lui ci saranno il giornalista Rai Puccio Corona, autore dell’introduzione al testo, gli assessori al turismo rispettivamente di Regione, Provincia e Comune, Marco Di Lello, Giovanna Martano e Luca Esposito, il direttore della Pastorale Cei per tempo libero, sport e turismo, don Carlo Mazza, il presidente provinciale delle Acli, Pasquale Orlando. Il libro di Giuseppe Vitale ripercorre l’esperienza di questi ultimi anni nel settore di cui traccia l'evoluzione individuando le piste per gli sviluppi futuri. È un vademecum accompagnato da analisi e riflessioni, utile strumento e buona base di discussione.

le acli riaprono la discussione sul futuro delle politiche sociali


Napoli – Il Presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando, interviene sulla necessità di rafforzare il ruolo di inclusione e contrasto alla povertà delle politiche sociali a Napoli ed in Campania.“Negli ultimi mesi abbiamo notato una sempre maggior convergenza – afferma Orlando - delle Istituzioni, dei sindacati e del mondo del terzo settori sui temi che ci sono da sempre cari: il rilancio delle politiche sociali e l’applicazione della legge 328/2000. E’ necessario il lancio di una stagione d’innovazione e sperimentazione di politiche sociali pubbliche che vedano virtuosamente coinvolto il terzo settore sia in fase di programmazione e concertazione che nella fase di erogazione servizi di qualità. Ribadiamo la richiesta al Governo Nazionale di sostenere i welfare locali mediante un aumento ragguardevole delle risorse messe a disposizione per il fondo nazionale per le politiche sociali, che consenta di “salvare” la legge 328.” “Il Governatore Bassolino e la presidente della commissione Politiche Sociali del Consiglio Regionale Luisa Bossa – continua Orlando - stanno spingendo per approvare il prima possibile la rivoluzionaria legge organica sulla Dignità della Campania, che riordinerà tutto il sistema del sociale nei nostri territori. In vista di questa approvazione, noi delle Acli chiediamo che la legge assegni un forte ruolo di concertazione al terzo settore e che ponga ordine nella babele di differenti interpretazioni da parte degli enti locali nel settore della spesa sociale, garantendo uniformità di prestazioni per tutti i cittadini campani attraverso l’individuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza su scala regionale.” "Inoltre ci associamo al recente richiamo del Portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore, Edo Patriarca ed anche noi, da Napoli, diciamo NO ad un uso sostitutivo e devastante del volontariato, e ancora NO alla logica delle gare al massimo ribasso che creano il rischio di un terzo settore con retribuzioni e prestazioni professionali inadeguate. Diciamo SI ad un allargamento a tutti i soggetti protagonisti delle politiche di Welfare di quell’alleanza pro welfare - inizialmente voluta dal Forum del Terzo Settore e dai Sindacati Confederali ed oggi estesa a Legautonomie".

sud pro sud. giovani acli di napoli alla marcia di locri



Napoli – I Giovani delle Acli di Napoli raccolgono l’invito di Rosa Russo Jervolino e cominciano ad organizzarsi per garantire una massiccia presenza alla marcia per la legalità prevista a Crotone per il prossimo inizio dicembre. “Accogliamo con entusiasmo l’invito del sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino a partecipare ad una grande marcia contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta a Locri per dimostrare ai giovani calabresi e a tutta la Calabria, che non sono soli. Ci riempie di orgoglio, anzi, che il primo invito a mobilitarsi effettuato dal sindaco, come riportano oggi gli organi di stampa, sia stato rivolto a noi.” “I giovani napoletani, al pari di tutti i cittadini italiani, sono fortemente indignati per il barbaro assassinio di Francesco Fortugno. – afferma il presidente provinciale delle Acli di Napoli Pasquale Orlando - Ora hanno la possibilità di reagire come loro sanno fare meglio, attraverso la nonviolenza, la protesta pacifica ed il coraggio di affermare che loro sono più forti di ogni tipo di intimidazione e minaccia, proprio come quei ragazzi che il giorno del funerale innalzavano un striscione su cui c’era scritto “Ed ora ammazzateci tutti”, in segno di sfida, nobile e gratuita, alla malavita” “Il nostro obiettivo è portare a Locri almeno mille persone, mille ragazzi provenienti da tutta la provincia di Napoli e non solo. – continua Ippolito – In queste ore, infatti, abbiamo già attivato contatti con la nostra segreteria nazionale per far partecipare alla marcia le rappresentanze di quante più province possibile. Quella calabrese è una terra che sentiamo a noi molto vicina, non solo geograficamente, perché anche noi paghiamo un ingente tributo in termini di vivibilità e legalità alla criminalità organizzata. In momenti difficili quali quelli che stiamo vivendo c’è bisogno di restare uniti e far fronte per testimoniare la nostra solidarietà, ma non solo. Gesti come questo servono a tenere viva la coscienza civile del Paese perché non succeda, ancora una volta, che un atto così grave ed efferato, venga dimenticato nel giro di poche settimane.”

giovedì, ottobre 20, 2005

tfr: le acli discutono con Bassolino e Iervolino


Napoli – Le Acli di Napoli esprimono profonda preoccupazione per il rinvio alle Camere, da parte del Governo, dell'atteso provvedimento in materia di previdenza complementare.
”Le motivazioni esposte nella conferenza stampa dal ministro Maroni, i toni e i contenuti delle sue reazioni, fanno paventare la possibilità che questa proroga di 30 giorni si trasformi in una vera e propria bocciatura del decreto così come è stato concordato con le parti sociali. – afferma il presidente delle Acli napoletane, Pasquale Orlando - Si tratterebbe di un fatto gravissimo che comprometterebbe l'efficacia di una riforma che già parte con notevole ritardo. Gli interessi di pochi, cui ha fatto esplicito riferimento il ministro, non possono prevalere sul futuro pensionistico dei lavoratori italiani.”
L’argomento, insieme ad altri, verrà trattato dalle Acli questo sabato nel corso del convegno nazionale «Il “Reddito di inclusione sociale”: povertà, lavoro, cittadinanza», che si terrà a Napoli alle ore 10.00, presso la sala dei Baroni del Maschio Angioino, per iniziativa del Patronato Acli.
Interverranno, tra gli altri: ANTONIO BASSOLINO, presidente della Regione Campania; ROSA RUSSO JERVOLINO, sindaco di Napoli; MARIA GRAZIA SESTINI, deputato e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; MIMMO LUCA’, deputato dei Ds; ANDREA OLIVERO, vicepresidente nazionale delle Acli. Presiederà Pasquale Orlando, membro di direzione nazionale delle Acli e concluderà la presidente regionale Eleonora Cavallaro. Il Convegno – che cadrà significatamene a ridosso della discussione, in Parlamento, della Legge finanziaria 2006 – mira a riflettere sull’urgenza di politiche di contrasto della povertà e sugli strumenti, adottati o da adottare, per favorire l’inclusione sociale, come appunto il “Reddito minimo di cittadinanza”, misura introdotta dalla Regione Campania, in via sperimentale, lo scorso anno.
L’appuntamento di sabato 8 si inserisce nell’ambito delle iniziative legate alla campagna nazionale del Patronato Acli “DIRITTI IN PIAZZA”, volta ad informare e sensibilizzare gli italiani sui temi del lavoro e della nuova previdenza complementare. Lo stesso giorno, infatti, in 500 piazze italiane gli operatori e i volontari del Patronato incontreranno i cittadini per illustrare le novità della previdenza integrativa e fornire un sostegno alle scelte di ciascuno attraverso consulenze gratuite personalizzate.
In Campania le piazze interessate all’iniziativa saranno 15, tra cui Napoli, Avellino, Benevento, Salerno, Caserta, Nola, Castellammare di Stabia.

giocare nella continuità a Montella

VI Circolo Didattico partecipa a seminario di Montella

Benevento – Il VI Circolo Didattico di Benevento parteciperà al Seminario di studi 21/22 ottobre 2005 Progetto in Rete Auditorum centro sociale Montella AV Il VI Circolo Didattico di Benevento, dirigente scolastico dott.ssa Virginia Mercurio, è impegnato dallo scorso anno nel Progetto di ricercazione in rete, verticale, interprovinciale “Giocare nella continuità tra scuola dell’infanzia e scuola primaria”. Il progetto sperimentale, coordinato dal dott. Giuseppe Romei, dirigente tecnico del MIUR, coinvolge gli anni ponte dei due ordini di scuola ed è attuato in cooperazione operativa con scuole dell’avellinese. Esso si concretizza in interazione fattiva con Genitori, Famiglie, Esponenti del Territorio. Attraverso percorsi sistematici di RICERCA e di AZIONE, si mira ad esplorare i modi del relazionarsi dei Bambini e con i Bambini ponendo l’accento sul gioco-relazione, liberamente organizzato ed autonomamente gestito, fautore di pluralistiche opportunità, attività naturale e preferita del Bambino. Tra le azioni importanti poste in essere si segnalano: il giocare in sezione/classe, con i Bambini di altri ordini/plessi, con i Genitori. Eventi fondanti dello scorso anno sono stati: -il Convegno di presentazione del progetto (organizzato dal dirigente Virginia Mercurio con la cooperazione dell’insegnante referente Carla De Toma e attuato con la partecipazione del dirigente C.S.A. Mario Pedicini, del sindaco Sandro D’Alessandro, dell’assessore P.I. Costanzo Di Pietro, del dirigente MIUR Giuseppe Romei, del segretario regionale ACLI Pasquale Orlando); -la Manifestazione ludica di fine anno (con genitori, docenti e altri adulti impegnati a giocare con i bambini);-la Mostra didattica itinerante (comprensiva dei pluralistici itinerari svolti, delle ricerche pose in essere, e degli esiti raggiunti).Ad inizio del secondo anno di ricercazione si è organizzato, da parte delle scuole sperimentali, un SEMINARIO DI STUDI mirante a pubblicizzare, in termini più allargati, quanto fatto e quanto si intende attuare.Il Seminario, al quale parteciperanno esperti quali il prof. Roberto Farnè (docente di Didattica Generale e di Pedagogia del Gioco presso l’Università di Bologna), si svolgerà a Montella (AV), sede della scuola polo, presso l’ Auditorium del Centro Sociale, VENERDI 21 OTTOBRE (ore 15,30), e SABATO 22 OTTOBRE (ore 9,30). Il SEMINARIO è rivolto a Docenti, Genitori, e a tutti gli Adulti disposti a… mettersi in gioco, e a rifiutare lo stereotipo di organizzare tutto per l’Infanzia.

sabato, ottobre 15, 2005

PROCIDA: PROFITTI, PRODIGI, POTERI


Le tentazioni di Gesù nel deserto come cifra delle nostre inquietudini storiche. Tonino Bello le sintetizzava con tre “p”: profitti (le pietre trasformate in pane: ridurre tutto a economia e arricchimento), prodigi (buttarsi dal pinnacolo del tempio: distorcere la religione al servizio dei nostri interessi e progetti) e poteri (avere in mano i regni del mondo: spadroneggiare sulla dignità della gente). Ecco le coordinate di un convegno promosso a Procida dal 16 al 18 settembre scorso da varie associazioni locali: ACLI Procida, MAIA, Cooperativa Sociale Anthropos, Alfa-Omega e dalla Pro Loco, con la partecipazione del Presidente Provinciale Pasquale Orlando, del decano mons. Michele Ambrosino e con il patrocinio del Comune di Procida Assessorato alla Cultura e al Turismo (a cui i convegnisti hanno chiesto una sempre maggiore collaborazione attiva in occasione di eventi sul territorio).
Il tema del profitto è stato affidato a Simone Morandini, membro del Gruppo sulla responsabilità per il creato presso l’Ufficio CEI per il lavoro e i problemi sociali. La questione ambientale va collegata alla distribuzione delle risorse tra i bene-stanti e i male-stanti della terra (giustizia), ma anche ai conflitti che esse spesso determinano (pace). L’ecologia domanda una nuova sensibilità e trasformazione degli stili di vita, nel segno della sobrietà e della eco-efficienza (con azione a livello locale a partire dai temi dei rifiuti o della mobilità, anche con vere e proprie “feste del creato” parrocchiali). La frase del premier inglese Blair, dopo gli attentati terroristici di Londra (“lo stile di vita britannico non è in discussione”) ci avverte che la globalizzazione rende necessario un nuovo ordine mondiale. Da una visione globale è partita l’analisi del giornalista di origine marocchina Mostafa El Ayoubi, caporedattore della rivista “Confronti”, sul tema del prodigio religioso. La chiave di volta è la nuova coscienza del rapporto tra identità e laicità. Proprio le religioni sono oggi chiamate a fornire alla laicità quei valori etici che le permettono di non trasformarsi in laicismo, ma anche a contaminarsi tra loro. Passando a considerare gli islam di casa nostra l’oratore ha chiesto che la società civile spinga il governo a una politica di integrazione, non di mera dell’espulsione.
Chiara a questo punto la percezione della nostra decadenza educativa con un sostanziale vuoto etico nella trasmissione alle giovani generazioni. Un contributo di Antonio Nanni, capo dell’ufficio studi delle Acli, ha animato gruppi di lavoro sul tema del potere, per liberare gli immaginari della speranza in persone immerse in un “acquario” virtuale. Nella società del meticciamento e delle sottomissione ai media abbiamo insomma bisogno di identità in grado di resistere alla dittatura del relativismo, superando la testimonianza del “distintivo cristiano” per un impegno a tradurre i valori non-negoziabili della fede, con linguaggio ragionevole e pubblicamente accessibile. Alla fine ognuno ha portato a casa quattro parole: Vita (dono e mistero), pane (mercato), pace (straniero) e libertà (identità). Insieme alla lettura delle tentazioni di Gesù di padre Alex Zanotelli: sono i tradimenti del sogno di Dio per l’umanità, come la tentazione di Israele di imitare le vicine forme imperiali, rinnegando la novità di un Dio che si mette dalla parte dei poveri e degli schiavi. Dio sogna una comunità alternativa in cui l’economia è di eguaglianza (non di opulenza), la politica è di giustizia (non di oppressione), la religione è di liberazione (non di alienazione).

Francesco Lubrano Lavadera

sabato, ottobre 08, 2005