A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
mercoledì, giugno 01, 2011
De Magistris proclamato sindaco
martedì, maggio 17, 2011
I voti dei candidati a sindaco di Napoli
Voti Contestati : 0 Voti Nulli : 0 Schede Bianche : 7.634 Schede Nulle : 16.226 Schede contestate: 108 Perc. : 4,87%
lunedì, marzo 14, 2011
Morcone "Grande opportunità per Napoli"




venerdì, marzo 11, 2011
identikit di Mario Morcone
mercoledì, marzo 09, 2011
Napoli: Morcone candidato sindaco
Morcone candidato sindacoMa De Magistris: non mi ritiro
Il prefetto accetta la proposta del Pd e si presenta alle comunali di maggio. Ma resta in piedi, nel centrosinistra, anche la candidatura di Luigi De Magistris: "Non mi ritiro"
domenica, gennaio 23, 2011
martedì, aprile 06, 2010
La lega vuole il Sindaco di napoli... e magari ( il pdl & co) glielo debbono concedere....(almeno il candidato)....o tempora o mores
La Lega Nord marcia su Napoli. Pdl Campania: una provocazione | |
ROMA (6 aprile) - Roberto Maroni tra le altre cose dette al Corriere della Sera ha lanciato un'idea: « Bossi si è già prenotato come sindaco di Milano; e non è detto che non facciamo un pensierino anche su Napoli, almeno cominceremo a far funzionare qualcosa». |
giovedì, gennaio 08, 2009
«Il Riformista» difende la Iervolino: le registrazioni? Non sono uno scandalo
Il vicedirettore del giornale: «Fatico a comprendere quest'ondata di sdegno contro la prima cittadina»
di MASSIMILIANO GALLO *
Caro direttore,
francamente fatico a comprendere quest'ondata di sdegno che si è levata nell'opinione pubblica a proposito della ormai famosa registrazione dell'incontro tra il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, l'ex segretario provinciale del Pd Luigi Nicolais e il segretario regionale Tino Iannuzzi. Registrazione che, a detta del dimissionario Nicolais, sarebbe avvenuta a insaputa sua e del suo collega di partito. In pratica, si sarebbero dati appuntamento a casa del sindaco - «abbascio 'o puorto» come ha sempre detto Rosetta - che nel frattempo, con l'ingegno tecnologico che contraddistingue una signora di oltre settant'anni, avrebbe preparato un sistema spionistico degno del Mossad. La ricostruzione, almeno a me, appare risibile. Poi, ieri mattina, leggendo Repubblica, scopro che nel bel mezzo dell'incontro un funzionario del Comune di Napoli, resosi conto che il primo registratore non stava compiendo il proprio dovere, entra nel salotto di casa Iervolino e appoggia un secondo apparecchio sul tavolino, in modo da non perdere la seconda parte della conversazione. Mi perdoni, direttore, ma com'è possibile che Nicolais non se ne sia accorto? E infatti, l'ex ministro ha poi detto: «In quel momento io e Tino abbiamo capito». Ma va? Perspicaci. Allora lo sapevano, eccome. Il registratore era lì davanti a loro. Ma non è tutto. Passiamo alla vicenda politica. E facciamo un passo indietro. L'incontro a casa della Iervolino era stato fissato per stabilire la composizione della nuova giunta del Comune di Napoli all'indomani degli arresti e del tragico suicidio di Nugnes.
Lei e i vertici regionali del Pd si erano già visti una volta. E, a detta della Iervolino, come abbiamo letto sull'Unità, il primo confronto era terminato con un accordo suggellato dall'abbraccio tra lei e Nicolais e la telefonata a Boccia che accettava l'incarico di assessore al Bilancio. «Poi - spiega Rosetta - mi sono trovata il giorno dopo con una clamorosa smentita». È a questo punto che il sindaco, di fronte alla richiesta di un secondo incontro, pensa al registratore. Ma non con l'intento di tendere una trappola, bensì per tutelarsi. Il distinguo non è da poco. Soprattutto in tempi in cui tanti - e in prima fila ci sono gli editorialisti dei quotidiani - si riempiono la bocca parlando di casta e invocando la trasparenza della politica. Ma torniamo all'incontro.. Secondo la ricostruzione della Iervolino, i tre trovano un nuovo accordo sulla giunta. Con conseguenti strette di mano, anche se stavolta pare che gli abbracci non ci siano stati. Dopodiché ancora una volta Nicolais prende le distanze. E nel giorno della presentazione del nuovo esecutivo - che, detto per inciso, è uno dei migliori che Napoli ricordi dai tempi del primo Bassolino, anche se resta il grosso neo della delega alle Partecipate sottratta all'assessore al Bilancio Realfonzo - fa il diavolo a quattro, dice che l'azzeramento è stato solo parziale e si dimette da segretario provinciale del Pd. È solo a questo punto che Rosetta parla del registratore. Lo fa per dire: i patti io li ho rispettati, carta canta, anzi nastro canta. Insomma, un'operazione trasparenza, degna dei Radicali che da anni registrano e mettono anche in rete le loro riunioni.
Un'installazione d'arte contemporanea, di quelle che tanto piacciono a Bassolino. Un'opera degna di Damien Hirst, quello che piazza gli squali dentro le teche. Lei, Rosetta, nella teca ci ha piazzato lo squalo della politica. L'ha resa visibile a tutti. E neanche col sotterfugio, visto che il funzionario del Comune ha sostituito l'apparecchio davanti ai due rappresentanti del Pd. Invece di difendere Rosetta, questa signora di 73 anni che resiste indomita al suo posto di comando contro tutto e tutti, stavolta l'Italia dei moralisti non ci sta. Ma come? Registra? Una caduta di stile e cose del genere. Persino il procuratore generale di Napoli si sente in dovere di dire la sua e di rammaricarsi da napoletano. E invece Rosetta ha fatto bene, benissimo, a registrare. Altrimenti oggi staremmo ancora a dividerci sulle versioni dei diretti interessati. E a interpretare le strane parole di Nicolais. Come quelle rilasciate l'altro giorno al Mattino. «La Iervolino dice che ero d'accordo con lei? Non è vero, mi limitavo ad annuire quando lei mi spiegava il perché non potesse sostituire un assessore piuttosto che un altro». Ci perdoni, Nicolais, ma secondo lei cosa vuol dire annuire? Se voleva, avrebbe potuto dissentire, bastava poco: invece che un leggero movimento verticale, al suo volto poteva imprimere un altrettanto lieve movimento, ma orizzontale. E tutto questo casino non ci sarebbe stato..
lunedì, dicembre 22, 2008
“Rosetta provaci!”
Le Acli di Napoli al sindaco Jervolino: “Rosetta provaci!”
Napoli, 22 dicembre 2008 – A margine di un incontro per lo scambio degli auguri di buon Natale, il presidente provinciale delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) Pasquale Orlando ha augurato alla città “una nuova fase di lavoro politico-amministrativo teso al bene comune.” Orlando, dopo aver rimarcato l’importante ruolo occupato dal mondo del sociale organizzato per contrastare l’illegalità, la marginalità, l’individualismo che si fanno sempre più strada anche in una città come Napoli ha dichiarato che le Acli “confidano nelle scelte di Rosa Russo Iervolino.”
"La difficile situazione di Napoli non ha facili vie d'uscita. – ha detto Orlando - Serve un lavoro serio fondato su valori forti e programmi condivisi. E’ necessario risalire la china per ricreare un clima di fiducia nella gente e nell’attuale caos sarebbe da pazzi perdere una delle poche personalità al di sopra di ogni sospetto. Provaci Rosetta, decidi di proseguire il cammino intrapreso e compi le tue scelte per il rinnovamento della giunta in totale autonomia. Come avrebbe scritto il Manzoni, adelante con juicio.”
Le Acli nelle scorse ore hanno riunito tutti gli operatori del Patronato per fare il punto sulle scadenza legate alla Social Card e al Bonus Famiglia. Al termine della riunione di lavoro, dipendenti, iscritti e dirigenti delle Acli partenopee (che contano circa trentamila soci di sistema) hanno brindato all’imminente Natale.
domenica, aprile 20, 2008
I ragazzi a Roberto Saviano: «Fai il sindaco di Napoli». «No, resto scrittore»
NAPOLI - Sapete una cosa? I boss del clan Mazzarella, quello che comanda qui a San Giovanni, allevavano squali e piranha nei loro garage». Lo scrittore cita il loro quartiere, e il nome della famiglia malavitosa che lo inquina, e tra gli studenti si diffonde un sonoro mormorio: è una platea sensibile, attenta, quella di una scuola di frontiera che ai ripetuti atti di vandalismo subiti ha risposto a suon di seminari e ore speciali di dibattito sulla legalità. «I camorristi vogliono ostentare il loro potere, impressionare la gente. Capisco che possiate subire il loro fascino anche a me è successo, lo ammetto: oggi però, piuttosto che negare il loro ascendente, preferisco lavorare, e scrivere, per smontarlo».
Quando l'auto della scorta parcheggia e fa scendere Roberto Saviano nel cortile dell'istituto professionale «Livatino », nessuno degli studenti raccolti nell'aula magna sa qual è il nome del relatore invitato a parlare di camorra. L'arrivo dello scrittore è una sorpresa per tutti: per motivi di sicurezza solo il preside Aristide Ricci e il gruppo di insegnanti impegnate nel progetto «I giovani e le periferie» sono al corrente della notizia. Quando gli studenti vedono Saviano, l'applauso scatta fragoroso, lungo e spontaneo: tutti in piedi, la sorpresa sul volto, per salutare quello che, a giudicare dall'entusiamo, per loro è un eroe.
Quasi due ore di intenso dibattito, in cui lo scrittore, sollecitato dalle domande dei ragazzi, descrive le dinamiche della criminalità organizzata, i loro affari, i loro interessi, anche internazionali: «Pensate che un'intercettazione ha rivelato che dopo l'11 settembre un clan di Nola sperava di poter fare affari sfruttando la ricostruzione dei luoghi devastati dall'attentato terroristico». Saviano non si sottrae quando gli studenti parlano di «politica corrotta» e «responsabilità dello Stato»: «Gli ultimi anni sono stati dolorosi.
Chiara Marasca