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martedì, novembre 18, 2008

Chi è Sergio Zavoli?



RAI: BERLUSCONI, DA ORLANDO NO GARANZIA; STIMA PER ZAVOLI

Leoluca Orlando non avrebbe potuto rappresentare una "garanzia" alla guida della commissione di Vigilanza Rai. Lo dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che esprime invece "una grande stima" per Sergio Zavoli. Rientrando a palazzo Grazioli dopo una passeggiata per il centro di Roma, Berlusconi torna sulla vicenda Vigilanza: "Sono tre mesi - sottolinea - che chiediamo all'opposizione di presentarci una alternativa" al nome di Leoluca Orlando. Se la sinistra "dovesse esprimersi con una persona con la professionalita' di Zavoli noi abbiamo sempre detto che saremmo stati d'accordo". "Il nostro 'no' a Orlando - aggiunge il premier - era dovuto al fatto che per trovare una personalita' di garanzia da eleggere con i nostri voti era necessario un parere tale da parte nostra da determinarci a votare quella personalita'. Abbiamo sempre detto - prosegue - che se ci fosse stato un altro nome come Zavoli, con una sua specifica storia, avremmo detto si' dovendo essere votato da noi". Secondo Berlusconi, alla guida della commissione di Vigilanza Rai serviva "una persona equilibrata e capace di dirigere una commissione di garanzia: non abbiamo nessuna difficolta' a dire che c'e' da parte nostra una grande stima per Zavoli, per la sua storia professionale visto che e' stato anche presidente della Rai e quindi e' adattissimo a ricoprire quel ruolo".
Chi è Sergio Zavoli

- Dalle memorie di Bettino Craxi, all'alluvione del Polesine, dal terrorismo a Tangentopoli: nella sua lunghissima carriera giornalistica, gran parte della quale trascorsa alla Rai di cui è stato presidente dal 1980 al 1986, Sergio Zavoli ha firmato molti tra i più importanti reportage del giornalismo italiano, raccontando più di cinquant'anni della storia, piccola e grande, del nostro Paese.


Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, ostile al regime di Mussolini durante il periodo fascista, lavora come giornalista radiofonico dal 1947 al 1962. Poi passa alla Rai, dove conduce diverse trasmissioni, alcune di notevole di successo.

Tra le prime storiche inchieste realizzate da Zavoli c'è «Nascita di una dittatura» del 1972. Già condirettore del telegiornale, direttore del Gr1, direttore de Il Mattino di Napoli, Zavoli diventa presidente della Rai nel 1980. Nel 1981 pubblica il suo primo libro, Socialista di Dio, che vince il Premio Bancarella.

Ultimato il mandato alla guida della Rai, Zavoli prosegue la sua carriera televisiva con trasmissioni di successo come Viaggio intorno all'uomo (1987), La notte della Repubblica (1989), Viaggio nel Sud (1992).

Tra i suoi reportage più riusciti, che hanno ottenuto premi e riconiscimenti sia in Italia che all'estero, vi sono Nostra padrona televisione (1994), Credere non credere (1995), Viaggio nella giustizia (1996), C'era una volta la prima Repubblica (1998), Viaggio nella scuola (2001). Da tre legislature Zavoli è senatore, eletto sempre con il centrosinistra.

venerdì, aprile 18, 2008

Le morti nere su RaiTre www.unmondoacolori.rai.it


Rai Educational presenta per la serie Un Mondo a Colori: "Le morti nere" , in onda giovedì 17 aprile alle ore 00.40 su Rai Tre.

Il 12% del totale delle vittime sul lavoro è immigrato.
Crescono in Italia i morti sul lavoro e tra loro crescono gli immigrati che perdono la vita a causa del non rispetto delle norme sulla sicurezza o perché impiegati in "nero".

Un mondo a colori, all'indomani della tornata elettorale, si occuperà giovedì sera proprio di questo argomento: il programma di Valeria Coiante ci porta in un nuovo viaggio-inchiesta nei luoghi di lavoro per raccontare le "morti nere", perché avvolte dal buio, dall'illegalità, dall'ignoranza.

A dieci giorni dall'appuntamento elettorale il governo dimissionario è corso ai ripari dopo gli ultimi decessi sul lavoro e ha varato i decreti attuativi del nuovo testo sulla sicurezza. Ora spetta al nuovo governo darne attuazione.

Sono "morti nere", nascoste, quelle che avvengono nelle serre dove si lavora tra i pesticidi senza alcuna protezione, nemmeno semplici mascherine mentre sarebbero necessari dei respiratori. Causando tumori che però non verranno mai registrati tra le malattie professionali riconosciute.

Sono "morti nere", invisibili, quelle degli immigrati i cui corpi vengono portati via di nascosto dai cantieri e gettati sul ciglio di una strada. Ma che a volte possono essere raccontate perché il malcapitato sopravvive e denuncia gli imprenditori.
Imputati che però, come si può vedere nel servizio, tentano di far cadere in prescrizione i processi, minacciando fisicamente i testimoni dell'accaduto.

Sono "morti nere" perché cadono nel buio dei controlli. Pochi gli ispettori del lavoro, male equipaggiati e con nessuna voglia di alzarsi alle sei di mattina per andare a verificare dal vivo come avviene il reclutamento dei caporali. Mentre i telefoni degli uffici a cui fare una denuncia squillano a vuoto.
"Morti nere" dell'ignoranza e dell'esternalizzazione, perché se si risparmia sulla formazione, utilizzando ad esempio, degli interinali in una fonderia, il prezzo dell'inesperienza è una morte atroce nella ghisa fusa.

Sono "morti nere" quelle di chi, assunto in nero e quindi invisibile, resta sepolto sotto il crollo dell'edificio a cui lavorava, mentre il datore di lavoro finge di non sapere che è lì sotto, condannandolo a morte.

Un'inchiesta di Emilio Casalini, Federico Russo, Fabio Trappolini

Un mondo a colori va onda ogni giovedì e venerdì alle 9.45 su Raidue e, a partire dal 17 aprile, anche il giovedì alle 24.40 su Raitre.

Un Mondo a Colori è un programma di Rai Educational, condotto da Valeria Coiante, dedicato al fenomeno dell'immigrazione e ai processi di integrazione sociale in Italia: propone reportage sulla realtà multietnica delle nostre città e sulle leggi che regolano l'inserimento degli immigrati.
www.unmondoacolori.rai.it

sabato, marzo 31, 2007

A "GAIA, IL PIANETA CHE VIVE" SI PARLERA' DI RIFIUTI


Torna su Raitre, sabato 31 marzo alle 21.30, “Gaia, il pianeta che vive”, il programma di divulgazione scientifica e ambientale condotto da Mario Tozzi e ideato da Gregorio Paolini. La prima puntata proporra' un viaggio attorno al più grave problema dei nostri giorni: i rifiuti, dove sono un’emergenza e dove sono diventati una risorsa? Tozzi dara' il via al “contatore rifiuti”, che misurera' la spazzatura prodotta in Italia per il tempo della puntata.

I rifiuti delle città sono sempre in aumento: ne saremo sommersi? Nessuno vuole una discarica vicino casa. Esistono soluzioni alternative? Quale il rapporto tra rifiuti e consumismo? In Campania tra montagne di spazzatura. A Roma seguendo un camion per la raccolta differenziata, per vedere se funziona davvero. Al termoutilizzatore di Brescia: come ricavare energia dai rifiuti e riscaldare le case. Si può guadagnare con i rifiuti? Risponderanno l’ingegner Bonomo dell’impianto di Brescia e l’ingegner Galli da Bologna. Ma gli inceneritori moderni sono davvero sicuri? Ne parlera' il professor Federico Valerio. In Perù la storia di una città diventata discarica e di Albina Ruiz che ha coinvolto la popolazione in una piccola impresa di riciclaggio. Infine: le polveri sottili, minaccia invisibile che avvolge le città di tutto il mondo.

venerdì, marzo 09, 2007

Spiaggia di Pollara: serata a mi manda rai tre.



A Mi manda Rai Tre si è discusso della sicurezza della spiaggia di Pollara a Salina. Un sasso caduto dalla roccia a strapiombo ha colpito un turista che chiede risarcimento. Il tema della sicurezza e della tutela del turista e della natura. "se ci sono problemi perchè la pubblicizzate?"


Spiaggia di Pollara - Due sono i sentieri che consentono di raggiungere la bella baia: uno conduce ad una specie di piccolo porticciolo con una riva minuscola di scogli. L'altro, invece, giunge ad una ampia spiaggia sovrastata da una impressionante parete bianca semicircolare, ciò che resta dell'interno di un cratere.
Ritornando a Malfa, una biforcazione consente di imboccare una strada che si addentra e conduce a Valdichiesa, con il Santuario della Madonna del Terzito, mete - di pellegrinaggi, e Rinella di Leni.

domenica, dicembre 17, 2006

ITALIAN BLOGS FOR DARFUR chiedono + informazione corretta

ITALIAN BLOGS FOR DARFUR
Movimento per la promozione dei diritti umani in Darfur
http://itablogs4darfur.blogspot.com
http://www.savetherabbit.net/darfur

In occasione del recente aumento del canone RAI, fissato per l’anno 2007, ci sentiamo in obbligo di domandare una migliore qualità dell'informazione e maggiore attenzione a temi quali lo stato dei diritti umani nel mondo e, in particolare, nel Darfur, il cui conflitto dura inosservato da tre anni e spegne ogni giorno la vita di centinaia di civili.
Chiediamo di svegliare le coscienze dal torpore dell’indifferenza, di volgere lo sguardo verso gli uomini e le donne che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, ascoltare il grido che dal basso tenta di raggiungere i vertici dell’informazione televisiva per costringerli con il nostro potere contrattuale, che ci deriva dall’essere i “consumatori” dell’informazione, a promuovere servizi e approfondimenti sulle grandi crisi umanitarie come quelle del Darfur. Alimentando una maggiore coscienza del genocidio in atto nel Darfur, si può infatti sperare che il Governo Italiano si impegni maggiormente a livello internazionale per fermare le ingiustizie e le atrocità che si stanno compiendo nella regione.
Non c’è niente- di lecito – che possa fermare uomini e donne assetati di conoscenza, ma molti – troppi- sono gli interessi in gioco e in tanti premono affinché il consumatore non sia posto nelle condizioni di fare domande. Chi sa e vuole sapere ancora di più è, infatti, il meno controllabile e il meno gestibile dei cittadini.
Abbiamo una grande arma pronta a sparare: il telecomando.
Allora svegliamoci dal sonno della coscienza, rendiamo liberi i produttori dell’informazione dalla schiavitù del mercato e dalla banalità dello share, comprensibile ma non giustificabile dinanzi a temi d’universale portata per i privati ma inconcepibile per una televisione che si dichiara pubblica e al servizio dei cittadini.

martedì, dicembre 12, 2006

Blog e informazione, incontro o scontro?

Fiera della piccola e media editoria – 7/10 dicembre, Palazzo dei Congressi - Roma
Il convegno di PiùBlog si è aperto con un dibattito sulla possibilità di coniugare il conflitto latente tra giornalismo tradizionale e il cosidetto "citizen journalism"
C'è uno scontro tra atomi di inchiostro delle pagine dei quotidiani e bit che circolano liberamente nella Rete? I media tradizionali riescono a vincere le sfide dei nuovi linguaggi creati dall'avvento di Internet?
I new media soppianteranno quelli tradizionali? Questi gli interrogativi alla base del convegno organizzato da PiùBlog durante la manifestazione Più Liberi Più Libri, che si svolge a Roma, dal 7 al 10 novembre 2006.
Il dibattito, moderato dal giornalista di Rai International Roberto Iacopini, è stato a tratti motlo vivace, tanto che uno dei partecipanti è dovuto intervenire come "arbitro" della contesa tra chi sosteneva che i blog non possono fare informazione (al massimo sono fonte di informazione) e chi invece sosteneva che non bisogna generalizzare e che dipende da chi sta dietro al monitor a scrivere il blog e che in molti casi i blogger fanno informazione.
L'arbitro è stato Daniele Tombolini, definito dagli organizzatori dell'evento sportivo massmediatico, che ha sottolineato come dalla sua esperienza personale (il suo blog durante i Mondiali di calcio è stato molto cliccato), l'uso delle nuove tecnologie trasforma l'informazione in dialogo. Si passa - ha spiegato Tombolini - dall'informazione da uno a molti (come avviene con la carta stampata, la radio e la televisione) a un rapporto biunivoco tra il blogger e gli utenti.
L'incontro si è aperto con la presentazione del caso del video di bullismo su un disabile scoperto su Internet. I blogger che hanno trovato il filmato su Google sono Gregorj & Loska erano presenti al dibattito e hanno sottolineato come spesso i media tradizionali non si accorgono di quello che circola sulla Rete e quando lo fanno - come nel caso del video del disabile - lo fanno in ritardo e arrivano a criminalizzare l'uso di Internet.
I due blogger hanno sottolineato - con soddisfazione - come per una volta la blogosfera sia riuscita a imporre un argomento di discussione. Di solito è difficile che dalla blogosfera si riesca a far crescere l'interesse per argomenti anche molto importanti, come ha sostenuto Serena Savelli di "Italian Blogs for Darfur".
Questo movimento on line è nato per la sensibilizzazione sul problema del Darfur, dove da tre anni si combatte una guerra civile che ha prodotto 450 mila morti. Questo blog - ha spiegato Serena Savelli - non crea la notizia, ma ha lo scopo di diffonderla. Purtroppo nonostante che in questa regione del Sudan sia in atto un vero e proprio genocidio i media tradizionali tendono a non parlare di questo problema. link:
  • Blog per il darfur Savetherabbit