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mercoledì, febbraio 11, 2009

Denuncia dei redditi a settembre e altre novità nel decreto milleproroghe.

Dl Milleproroghe, sì Senato alla fiducia
Il Pd attacca: ennesima forzatura
L'opposizione: «Sparite le norme per l'ambiente»

ROMA (11 febbraio) - Il governo incassa la fiducia al Senato sul maxiemedamento al dl Milleproroghe. L'aula di Palazzo Madama si è espressa con 162 sì, 126 no e nessun astenuto. Il provvedimento passa ora
all'esame della Camera.

Un abuso della decretazione d'urgenza. «Il Pd voterà contro il decreto proroga termini. Non tanto per il contenuto specifico ma per questa grave ennesima forzatura». Così il senatore del Pd Stefano Ceccanti spiega il voto contrario del suo gruppo al Milleproroghe. «Il maxiemendamento su cui il governo pone la questione di fiducia riprende in sostanza i lavori della commissione. Ma mi chiedo il perché del ricorso al voto di fiducia. È evidente - spiega Ceccanti - che il governo ha paura, non si fida della maggioranza che lo sostiene, compressa coi decreti e con la finanziaria snella». Il senatore del Pd attacca poi quello che definisce «un abuso della decretazione d'urgenza da parte del governo Berlusconi».

Governo cancella norme ambientali. «Il Governo Berlusconi notte tempo sospende la norma, introdotta nella scorsa legislatura, che prevedeva l'obbligo che le nuove costruzioni fossero alimentate almeno in parte da fonti rinnovabili». La denuncia viene dagli Ecologisti Democratici che hanno trovato il comma «misteriosamente» apparso all'ultimo momento nel maxiemedamento governativo sul decreto Milleproroghe.

«Nella Finanziaria 2008 era stata introdotta - sottolinea una nota dell'associazione Ecodem - una norma che sanciva che dal primo gennaio 2009 per ottenere permessi per le nuove costruzioni doveva essere prevista l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 KW per ogni casa e almeno 5 KW per i fabbricati industriali. Ora Berlusconi e Scajola rinviano di un anno tale obbligo». «Non hanno il coraggio di cancellarlo ma - aggiunge l'associazione - ne vanificano l'utilità con una proroga che impedirà ulteriormente lo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili, quel settore su cui puntano tutti coloro che vorrebbero rilanciare l'economia ce che però evidentemente risulta indigeribile al nostro governo di destra».

Sicurezza sul lavoro. «Con il milleproroghe il governo posticipa di un anno i tempi per adeguarsi alle nuove norme sulla sicurezza, in barba a quello che purtroppo accade ogni giorno in Italia, dove ogni sette ore c'è una vittima del lavoro». È quanto dichiara in una nota Giuliana Carlino (Idv). «Il governo infatti - sottolinea l'esponente dell'Italia dei Valori - proroga, ancora di un anno, il termine per l'adozione dei decreti necessari a consentire il coordinamento della disciplina recata dal Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro con la normativa relativa alle attività lavorative a bordo delle navi, in ambito portuale e per il settore delle navi da pesca, e per l'armonizzazione delle disposizioni tecniche in tema di trasporto ferroviario».

Amianto. «Stupore» per il fatto che nel maxiemendamento al decreto «milleproroghe» non sono stati inseriti gli emendamenti elaborati da parlamentari sia del Pd sia del Pdl per le pensioni ottenute per l'esposizione all'amianto e per quelle dei dipendenti del Consorzio autonomo del porto di Genova è stato espresso dal presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, in una lettera inviata al ministro del lavoro, Maurizio Sacconi ed al sottosegretario Gianni Letta.

Multe per chi guida barche ubriaco. «Finalmente ci saranno controlli e sanzioni per evitare che chi guida una qualunque imbarcazione, da un gommone di pochi metri ad una nave da diporto, lo faccia in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze inebrianti o stupefacenti». Lo afferma il senatore del Pd Raffaele Ranucci, primo firmatario dell'emendamento al dl milleproroghe che introduce le nuove misure. «Un emendamento approvato in commissione e - spiega il senatore del Pd - fortunatamente presente nel maxiemendamento del governo».

Denuncia dei redditi a settembre, Scip in liquidazione, lavori autostrade: ecco le novità del decreto


ROMA (11 febbraio) - La liquidazione della Scip, la società veicolo per la cartolarizzazione degli immobili pubblici, è la novità dell'ultim'ora più rilevante inserita nel maxiemendamento del governo al decreto legge milleproroghe approvato oggi con la fiducia dal Senato. Un provvedimento che si è notevolmente arricchito nel passaggio al Senato, dapprima con le misure approvate in commissione Affari costituzionali e confluite nel maxiemendamento, come lo stop all'obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali, e poi con ulteriori norme inserite nel testo dal governo, a partire proprio dalla liquidazione della Scip fino alle norme sull'editoria. Ecco le principali misure del provvedimento.

Scip - La società veicolo per la cartolarizzazione degli immobili dello Stato sarà messa in liquidazione, così come i patrimoni separati (nei quali sono conferiti i portafogli immobiliari) relativi alla prima e alla seconda operazione di cartolarizzazione. Gli immobili rimasti invenduti torneranno in capo agli enti originariamente proprietari che potranno metterli in vendita direttamente.

Autostrade - Salta l'obbligo di gara per tutti i lavori da parte delle concessionarie autostradali, ma non solo, che potranno affidare "in house", e quindi senza obbligo di gara, il 60% dei lavori a società controllate. Le concessionarie, che non sono amministrazioni aggiudicatrici, sono invece tenute ad affidare a terzi, tramite una gara, almeno il 40% dei lavori, agendo a tutti gli effetti, solo per questa quota, come commissioni aggiudicatrici.

Arbitrati appalti - Slitta a fine 2009 il divieto di arbitrati sugli appalti pubblici: il termine originario era quello del 30 marzo.

Dichiarazione dei redditi - Nuovi termini per il modello Unico. Slitta al 30 settembre 2009, dal 31 luglio, il termine per le dichiarazioni dei redditi, per persone fisiche, enti commerciali e non, società di persone, società di capitali.

Editoria - La Cassa integrazione guadagni, già prevista per i giornalisti di quotidiani e agenzie, è estesa anche ai giornalisti dei periodici. Per quanto riguarda le crisi aziendali, è stabilito che il sostegno che si accolla lo Stato per i prepensionamenti è pari a 10 milioni di euro per il 2009. Nel caso però gli editori presentino piani di esodo con effetti finanziari superiori ai 20 milioni di euro, dovranno versare all'Inpgi uno specifico contributo per il finanziamento dell'onere eccedente. Modificata anche la norma sulla titolarità delle imprese: le azioni possono essere intestate a società per azioni e la partecipazione di dette società può essere intestata a persone fisiche, ma anche a società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche.
Ai vecchi giornali di partito (quelli che, al 31 dicembre 2005, avevano già maturato il diritto ai contributi) non è più richiesto il requisito della rappresentanza parlamentare, ovvero della presenza di almeno un giornalista per ramo del Parlamento.

Class action - Slitta di altri sei mesi l'entrata in vigore della "class action". L'introduzione dell'azione collettiva risarcitoria per i consumatori, che doveva entrare in vigore dal primo gennaio 2009, sarà operativa dal 30 giugno 2009.

Expo 2015 - Il ministero dell'Economia è autorizzato ad erogare fino a un massimo di 4 milioni di euro nel 2009 a titolo di apporto al capitale sociale di Expo 2015 Spa.

Patto di stabilità - Confermata e precisata la possibilità per gli enti locali di sforare i parametri del patto di stabilità interno a causa di investimenti in infrastrutture. A questi non saranno applicate le sanzioni previste.

Statali - Entro il 31 luglio del 2009 dovranno essere definiti, di concerto con i sindacati, i criteri e i parametri di misurabilità dei risultati dell'azione amministrativa da applicare ai fini dell'erogazione del trattamento economico accessorio al personale delle amministrazioni.

Fabbricati rurali - I fabbricati rurali non sono più soggetti al pagamento dell'Ici, indipendentemente dall'iscrizione in catasto con attribuzione di rendita.

Sicurezza lavoro - Nuovo rinvio per il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Viene stabilito lo slittamento a 24 mesi per l'emanazione dei decreti attuativi del decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Pensioni - Il reddito di riferimento per tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali sarà quello conseguito nell'anno solare precedente al primo luglio e avrà valore per la corresponsione del trattamento fino al 30 giugno dell'anno successivo.

Cabotaggio marittimo - Vengono ripristinati gli sgravi contributivi per il cabotaggio marittimo. La norma, per la quale vengono stanziati 20 milioni di euro, estende anche al 2009 la possibilità per le imprese armatoriali di usufruire di benefici contributivi assistenziali e previdenziali
per il personale.

Taglia-enti - I cosiddetti enti inutili avranno tempo fino al 30 giugno 2009, e non più fino al 31 marzo, per emanare i regolamenti di riordino ed evitare la soppressione prevista dal cosiddetto "taglia-enti".

Marketing telefonico - I dati personali presenti nelle banche dati costituite sulla base di elenchi telefonici formati prima del primo agosto 2005 potranno essere usati per fini promozionali fino al 31 dicembre 2009 dai titolari del trattamento che hanno costituito le stesse banche dati prima del primo agosto 2005.

Aifa - La pianta organica dell'Agenzia italiana del farmaco è fissata dal primo gennaio 2009 in 450 unità.

Piano carceri - Arriva il piano carceri per far fronte al sovrappopolamento degli istituti. Arrivano poteri straordinari per il capo del Dap, Franco Ionta, e iter più veloci per l'edilizia carceraria.

Noleggio con conducente - Giro di vite sull'attività di noleggio con conducente per distinguerla da quella dei taxi.





domenica, febbraio 08, 2009

TITO BOERI: "LE FAMIGLIE SENZA AIUTI". (aiuti all'auto sì e ammortizzatori sociali no!)


Nelle ultime tre settimane i grandi quotidiani, soprattutto quelli con partecipazioni rilevanti della Fiat, ci hanno bombardato di articoli sugli aiuti statali all´industria dell´auto. La Stampa ha dedicato nove titoli agli auto-aiuti, otto il Sole24ore, sei il Corriere della Sera e cinque la Repubblica.
Un totale di 28 titoli contro solo 5 destinati agli ammortizzatori sociali, anch´essi nell´agenda del Consiglio dei Ministri di ieri e di ripetuti incontri dell´esecutivo con le Regioni, di fronte all´aggravarsi della crisi occupazionale. Puntuali, ieri, gli incentivi all´auto sono arrivati assieme alla certificazione del fatto che la riforma degli ammortizzatori sociali non ci sarà. Questione di priorità.
Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi si era vantato di avere salvato l´economia mondiale con piani poi ripresi da tutti (stranamente senza mai citarlo), si è ieri affrettato a precisare che questo pacchetto darà un forte impulso al prodotto interno lordo, riducendone la caduta di almeno un punto percentuale. Come dire che un pacchetto di due miliardi di euro fa crescere il Pil di più di 15 miliardi!
È un´elasticità del Pil alla spesa pubblica del tutto inverosimile. Il Centro Studi Promotor, emanazione della società che gestisce il Lingotto e il Motor Show di Bologna, sostiene che le misure si autofinanziano. Ma ignora il fatto che ogni acquisto indotto dalla rottamazione andrà a scapito di consumi futuri e ridurrà l´acquisto di altri beni durevoli. Come mostrato su www.lavoce.info, pur prendendo buona la stima di Promotor di 300.000 nuove autovetture da 15 milioni vendute, non più di un sesto del sussidio potrebbe realisticamente essere finanziato dalle entrate Iva originate da queste vendite. Caleranno, infatti, le entrate per i minori consumi di altri beni, forse ancora più ecologici di quelli che si dice di voler sostenere.
E´ da più di dieci anni che lo Stato concede aiuti all´industria dell´auto. Nel 1997 si chiamavano "incentivi alla rottamazione", dal 1998 al 2002 "contributi statali per l´acquisto di un´auto nuova". Col nuovo millennio si è passati agli "eco-incentivi" e, infine, agli "euro incentivi" del 2006-8. Gli aiuti di ieri passeranno probabilmente alle cronache come bonus per i consumi durevoli, dato che riguardano in minima parte anche mobili ed elettrodomestici (ma ci sono tanti altri beni durevoli più ecologici, a partire dalle biciclette). Questi aiuti di stato sono stati concessi così a lungo senza condizionarli ad alcuna ristrutturazione, mentre dovrebbero essere forniti solo come misure temporanee subordinate a impegni verificabili da parte di chi li riceve a rendersi autosufficiente. Gli aiuti per sempre e incondizionati generano mostri come Alitalia.
Durante una crisi globale, generalizzata a tutti i comparti, come quella che stiamo vivendo, gli aiuti all´auto sottraggono risorse a famiglie e ad altre imprese, ugualmente in cerca di aiuto. Dare un euro a un settore significa togliere un euro a un altro settore. Le recessioni sono anche un´occasione per cambiare specializzazione produttiva, puntando su nuove iniziative imprenditoriali. Per questi motivi bisognerebbe procedere con interventi orizzontali, accessibili anche da chi ha idee nuove e vuole sfruttare la recessione per metterle in pratica. Le scelte di ieri del governo sono, invece, tutte a favore dello status quo. Gli aiuti hanno un nome e cognome come molte leggi dello Stato in questa legislatura. Qualche settimana fa si era scritto della Gheddafi tax definita in modo tale da escludere tutti tranne l´Eni. Oggi abbiamo invece incentivi fiscali targati Fiat multipla bipower. Ed è la Fiat che ha investito di più nelle auto a metano, definita "tecnologia di particolare interesse" dal prospetto governativo. Non a caso ieri i titoli dell´azienda torinese sono cresciuti del 6 per cento, dopo avere conosciuto incrementi a due cifre nei giorni precedenti, nell´attesa dei provvedimenti.
Nella nota di aggiornamento al programma di stabilità che il Ministro Tremonti ha ieri presentato al Governo e che verrà nei prossimi giorni notificata a Bruxelles c´è scritto chiaramente che quella di ieri sarà l´ultima misura anticrisi varata dal Governo. Basta guardare le previsioni sul disavanzo 2009: -3,7 per cento a fronte di una stimata riduzione del prodotto interno lordo del 2 per cento. Ogni punto di Pil in meno significa almeno mezzo punto di disavanzo in più. Oggi il deficit è al 2,8 per cento, quindi secondo il Governo salirà quest´anno meno di un punto. Questo significa che il deficit programmato per il 2009 sconta solo la recessione, mentre esclude la riforma degli ammortizzatori sociali o altre misure che, ad esempio, sblocchino il credito alle imprese, anche a quelle che non hanno santi in paradiso. Il nostro premier apparentemente è stato così impegnato nel "vendere" agli altri paesi i suoi piani da dimenticarsi che gli interventi sul credito in Italia sono in ancora in attesa dei decreti attuativi.

domenica, ottobre 19, 2008

Liberismo italiota:il caso dell'acqua.

Privatizzare l'acqua
Ci si aspetterebbe un serio dibattito politico su questo tema. Ma non ne avvertiamo i segnali.


di Mariano Leone
Diciamocelo e preoccupiamoci. Come per le autostrade costruite con i nostri soldi e dati in gestione a privati ci si appresta a fare la stessa cosa anche con l’acqua.. Si ! L’acqua dei nostri rubinetti sarà privatizzata . Abbiamo costruito gli acquedotti con i nostri soldi (l’acquedotto pugliese ha una storia epica) ed ora rischiamo di darlo in gestione ai privati. Con l ’art. 23 BIS DEL DECRETO LEGGE 112 si prevede l’affidamento diretto a società non pubblica ( quindi a privati) del servizio idrico. Con il titolo: Servizi pubblici locali di rilevanza economica, il decreto prevede che dal 31 Dicembre 2010 l’acqua possa essere privatizzata . La stessa norma priva gli enti locali della loro competenza nella gestione del territorio. Il pacchetto di norme non è un capolavoro di chiarezza. Il rinvio a regolamenti attuativi contribuisce ad incrementare le zone d’ombra, come pure indeterminata appare la regolamentazione della fase transitoria. Le modalità di affidamento legittimo a regime e le deroghe sono inoltre afflitte da una genericità preoccupante . Ma su tutto questo grava come un macigno il metodo. Un problema vitale come l’ipotesi di privatizzazione dell'acqua non può avvenire senza un dibattito parlamentare ed in assenza di dibattito pubblico. Gestire l’acqua significa gestire le falde, gestire il territorio. Sono ambiti che non possono essere affidati a privati. Le esperienze di gestione privata del sistema idrico sono state denunciate più volte come esperimenti negativi risolti comunque con l’incremento delle bollette per i consumatori. Il servizio idrico è quello che ha più resistito al processo di privatizzazione, ora con una norma ( art. 9 bis) “ le concessioni relative al servizio idrico rilasciate con procedure diverse dall’evidenza pubblica cessano comunque entro e non oltre la data del 31 Dicembre 2010 …” Tradotto significa che dal 1 gennaio 2011 ci saranno nuove assegnazioni del servizio idrico. Liberismo italiota . Senza andare allo specifico per non appesantire questa narrativa , qual’è la filosofia politica di fondo? Si cerca di realizzare una concezione liberistica tutta italiana . Da una parte un processo di privatizzazione e dall’altra un rapporto privilegiato con chi già detiene una presenza massiccia sul mercato. Noi riteniamo che il sistema idrico sia dichiarato privo di rilevanza economica e pertanto debba sfuggire a questo processo di privatizzazione. Attendiamo un serio dibattito politico su questo tema. Ma non ne avvertiamo i segnali.
da Barilive.it

giovedì, agosto 14, 2008

"Speriamo non rinasca il fascismo". Famiglia Cristiana di fronte alla politica per la sicurezza del governo Berlusconi.


Famiglia Cristiana rilancia
"Speriamo non rinasca il fascismo"
Il centrodestra insorge: "Di fascista in Italia ci sono solo i loro toni"
Replica del direttore: "Le critiche al governo normali in un paese libero"

ROMA - Il settimanale Famiglia Cristiana torna all'attacco sulla politica del governo in materia di sicurezza, augurandosi che "non sia vero il sospetto" che in Italia stia rinascendo il fascismo "sotto altre forme". La rivista dei Paolini, che lunedì scorso aveva attaccato l'esecutivo per la "finta emergenza sicurezza", replica anche alle dure critiche che gli sono arrivate dopo quell'articolo dagli esponenti della maggioranza: "Non siamo cattocomunisti". Ma il centrodestra insorge: "I toni fascisti sono quelli del settimanale". E il direttore della rivista rilancia: "In un paese normale le critiche sono libere".

La difesa. "Siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili", scrive Beppe Del Colle, che ricorda: "Divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia, abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd". Poi passa in rassegna la storia del settimanale:, e avverte: "Non siamo mai cambiati nel modo di affrontare le realtà del mondo con spirito di cristiani".

Le critiche a Maroni. La rivista cattolica torna anche a parlare della norma sulle impronte ai rom, che definisce "una trovata sciocca e inutile". "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom - si legge - perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità".

Le discriminazioni ai rom. Proprio la questione delle impronte porta Del Colle a ricordare le persecuzioni a danno delle minoranze: "Quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo. Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato". Poi cita la rivista francese Esprit, che ha scritto che "gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari", e dice: "Speriamo che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo".

La risposta a Giovanardi. Famiglia Cristiana risponde poi direttamente alle critiche del sottosegretario Giovanardi, che li aveva definiti "cattocomunisti": "Secondo Giovanardi - scrive - non rappresentiamo la 'vera dottrina della chiesa'. Nessuna autorità religiosa ci ha rimproverato nulla del genere, e lui non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale".

Le reazioni del centrodestra. Ancora Giovanardi: "Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle". Il capogruppo leghista alla Camera, Non sono gli editoriali a cambiare la realtà. Il mondo cattolico condivide le misure sulla sicurezza adottate dal governo e approvate dal Parlamento" . Ignazio La Russa: "Famiglia Cristiana riporti in avanti l'orologio, non esiste nessuna limitazione a dire sciocchezze".

La replica del direttore. "Sono sorpreso di queste reazioni perchè ogni cittadino dovrebbe poter valutare l'operato del governo": così il direttore di Famiglia Cristiana Antonio Sciortino. "In un paese normale - aggiunge - questo fa parte di un libero dibattito, di un libero confronto".

lunedì, giugno 23, 2008

FAMIGLIA CRISTIANA: "GOVERNO PENSA PIU' AI GIUDICI CHE AI POVERI"

Per Famiglia Cristiana quella con il Governo Berlusconi da luna di miele e' diventata "luna di fiele" perche' alle famiglie e' destinata soltanto "carita' di Stato", mentre "l'ossessione personale" del Cavaliere "per i magistrati ha il sopravvento sui problemi del Paese" e il pacchetto sicurezza "brucia il capitale di fiducia degli italiani". "Il problema non sono le toghe e i giudici", afferma il settimanale. "La gente - ricorda - fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficolta' di fine mese". E mentre "e' sparito anche il bonus bebe'", con la carta per gli anziani, per Famiglia Cristiana "la carita' diventa legge". "I soldi della 'carta' saranno al massimo 400 euro all'anno (poco piu' di 30 euro al mese): si cambia cosi' la vita dei poveri?", si chiede la rivista che accusa il Governo di fare "demagogia pura" e sentenzia: "allora, valgono molto di piu' i pacchi della Caritas o della San Vincenzo". (AGI) - CdV, 23 giugno -

sabato, giugno 14, 2008

costi e benefICI dal blog di Andrea Sarubbi, inviato in parlamento.


Qualche giorno fa, conti alla mano, ho cercato di spiegare nel blog come i 300 milioni di euro destinati ad Alitalia non siano stati trovati sotto un cavolo, ma tolti alle piccole e medie imprese ed al ministero del Welfare. Avevo chiamato il post “La coperta corta“. Oggi ho sottomano le tabelle delle coperture del nuovo decreto legge, intitolato “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie”: per capirci, la detassazione degli straordinari e l’abolizione dell’Ici. O meglio, del restante 60 per cento, visto che il governo Prodi ne aveva già stabilito l’esenzione per le famiglie meno abbienti. Per una volta, cercherò di non dare giudizi e mi limiterò ad esporre i numeri: chiedo a voi, nei commenti, di esprimere un parere sincero, al di là delle vostre simpatie politiche e delle personali convenienze di portafoglio. Cominciamo dai costi: 1 miliardo e 700 milioni all’anno per l’abolizione dell’Ici, 1 miliardo e 50 milioni fra 2008 e 2009 per la detassazione degli straordinari. Minori entrate significano, naturalmente, minori possibilità di spendere… e la lista dei tagli è così lunga che citerò solo i principali (tra parentesi, la cifra non erogata dallo Stato nei prossimi tre anni). Chi ci rimette di più sono i trasporti: viabilità secondaria in Sicilia e Calabria (1 miliardo di euro tolti alla statale Ionica, alla metropolitana leggera di Palermo, alla ferrovia Circumetnea, alla superstrada Agrigento-Caltanissetta etc…); E78 Grosseto-Fano (3 mln); collegamenti ferroviari Pescara-Roma (168 mln); autostrade del mare (241 mln); fondo per il trasporto pubblico locale (353 mln); sistemi di sicurezza delle ferrovie (35 mln); sicurezza stradale (72,5 mln); porto di Gioia Tauro (1,4 mln). Il sud è penalizzato anche su altri fronti: banda larga (50 mln); ristrutturazione rete idrica (70 mln); riforestazione (150 mln); fondo di solidarietà per gli agricoltori siciliani danneggiati da peronospera (50 mln); fondo sviluppo isole minori (60 mln). Un altro capitolo ridimensionato è quello culturale: i tagli riguardano, fra le altre cose, il credito d’imposta per gli investimenti nel cinema (151,3 mln), gli istituti di alta formazione (27 mln), il personale dei licei linguistici (15 mln), il fondo per le università (48 mln), lo sport di base (95 mln), il comitato paralimpico (4 mln). Infine, la solidarietà: fondo e progetti di inclusione sociale immigrati (144,9 mln); violenza contro le donne (20 mln) e, dulcis in fundo, un milione e mezzo di euro tolti al Telefono azzurro. “Aboliremo l’odioso balzello”, disse Berlusconi in campagna elettorale. Ma non spiegò come.

giovedì, maggio 15, 2008

15 MAGGIO: POVERA FAMIGLIA AL TEMPO DEL GOVERNO BERLUSCONI! DAL FAMILY DAY AL FAMILY WAY.

“Oggi 15 maggio, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, il Parlamento Europeo ha organizzato un importante convegno sulle prospettive delle politiche familiari in Europa.
La lettura del programma, che prevede la presenza dei Ministri tedesco e sloveno, non può che suscitare rammarico a noi italiani: siamo costretti a prendere atto che nel nostro Paese la famiglia, tanto celebrata e invocata in campagna elettorale, è stata ridotta a un Sottosegretariato, anzi a una delle tre deleghe di un Sottosegretario.
Tra il servizio civile e l’emergenza delle tossicodipendenze è legittimo dubitare che vi possa essere un adeguato spazio per politiche di profilo europeo di tutela e valorizzazione della famiglia. A distanza di un anno da un grande momento di passione civile quale è stato il Family Day, l’Italia con il nuovo Governo ha declassato la famiglia a una problematica di second’ordine.
Non ci resta che sperare che il milione di firme consegnate dal Forum delle famiglie al Presidente della Repubblica per chiedere un fisco più equo, possa rappresentare il punto di partenza di un rinnovato impegno a favore della famiglia: e dopo il family day individuare una possibile ‘family way’”.
Questo scrive il deputato PD Luigi BOBBA.

lunedì, maggio 12, 2008

I nomi dei 37 sottosegretari

Ecco la squadra dei sottosegretari: 37 in tutto che vanno a formare un team di Governo composto in tutto da 58 persone.
La lista è stata stilata definitivamente, come previsto, oggi pomeriggio dal vertice del Consiglio dei ministri che si è riunito alle 18.20.

La sorpresa: "Non ci saranno vice ministri in questa fase mentre ci saranno 37 sottosegretari", ha precisato il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito.

La prossima riunione dell'esecutivo si terrà il 21 maggio a Napoli. In campagna elettorale Silvio Berlusconi aveva promesso di tenere nel capoluogo campano la prima riunione del governo.

Questi i sottosegretari nominati:
Presidenza del Consiglio
- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)-
Paolo Bonaiuti (Editoria)
Michela Vittoria Brambilla (Turismo)
Aldo Brancher (Federalismo)
Rocco Crimi (Sport)
Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e Servizio civile)
Gianfranco Micciche' (Cipe)

Affari Esteri
- Stefania Gabriella Anastasia Craxi
- Alfredo Mantica
- Enzo Scotti

Interno
- Michelino Davico
- Alfredo Mantovano
- Nitto Francesco Palma

Giustizia.
- Maria Elisabetta Alberti Casellati
- Giacomo Caliendo

Difesa.
- Giuseppe Cossiga
- Guido Crosetto

Economia e Finanze
- Luigi Casero
- Nicola Cosentino
- Alberto Giorgetti
- Daniele Molgora
- Giuseppe Vegas

Sviluppo Economico.
- Ugo Martinat
- Paolo Romani
- Adolfo Urso

Politiche Agricole e Forestali.
- Antonio Buonfiglio

Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare.
- Roberto Menia

Infrastrutture e Trasporti
- Roberto Castelli
- Bartolomeo Giachino
- Mario Mantovani
- Giuseppe Maria Reina

Lavoro, Salute e Politiche Sociali.
- Ferruccio Fazio
- Francesca Martini
- Eugenia Maria Roccella
- Pasquale Viespoli

Istruzione, Università e Ricerca.
- Giuseppe Pizza

Beni e Attività Culturali
- Francesco Maria Giro