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venerdì, settembre 11, 2009

E il sole si fermò. Bel libro di Renato Acanfora già calciatore dell' Inter e oggi professionista e scrittore. La prova della forza del mezzogiorno.


E il sole si fermò è un tuffo nei ricordi che, a partire dai giorni dell'infanzia trascorsi nei vicoli di Scafati, un paese tra Salerno e Napoli, lungo il fiume Sarno, tra i profumi e i colori dell'aranceto, vede Renato Acanfora risalire con la memoria fino a Milano, la città dell'adolescenza, in cui si compie la sua prima importante separazione dalla famiglia e anche la realizzazione di un sogno, quello di diventare un calciatore e giocare a fianco dei miti delle figurine Panini.
In queste pagine scorrono le emozioni e le sensazioni di un bambino, divenuto presto giovane uomo, si susseguono le immagini dei luoghi più amati, degli affetti più cari, dei primi incanti d'amore, della scoperta della sessualità, e delle storie di amicizia, tra improvvisati campi di pallone e banchi di scuola. Il racconto di un mondo che, incastrato tra gli anni Cinquanta e Settanta di un'Italia che con umiltà e tenacia costruisce il suo avvenire, disvela l'incontro con la vita, le sue gioie e i suoi dolori.


per informazioni ecco l'email dell'autore: dott.acanfora@virgilio.it

venerdì, ottobre 26, 2007

“Il pastore della meraviglia” è l’ultimo romanzo di Don Gennaro Matino


“Il pastore della meraviglia” è l’ultimo romanzo di Don Gennaro Matino. Edito da “Edizioni San Paolo”, il volume in libreria da martedì, ha come sottotitolo “Il romanzo del presepe”. Don Gennaro Matino, parroco a Napoli e docente di teologia pastorale nella sua città, affida al genere del romanzo una riflessione che ha il sapore antico di un ricordo da fanciullo. La magia del Natale, i pensieri di un anziano che si rammarica di non poterlo trascorrere in famiglia, e la rievocazione del presepe.

domenica, aprile 01, 2007

"SOTTOSOPRA": VIAGGIO DI DE LUCA E MATINO TRA CIELO E TERRA


Il libro scritto a quattro mani dal romanziere non credente e dal teologo
"Un viaggio con l'ombra alle spalle e il fiato di Dio sul collo". E' "Sottosopra" il nuovo libro di Erri De Luca secondo le parole del suo compagno di viaggio il teologo Gennaro Matino che firma con lui quest'opera. La presentazione al termine di un incontro coordinato da Pasquale Giustiniani, docente di filosofia teoretica, nel convento di San Lorenzo (nella foto).
Erri De Luca è un non credente che si confronta con i temi religiosi; ma non come un critico, bensì come un pioniere dell'antico testamento. Ha studiato anche l'ebraico per poter avere "gli strumenti per camminare e scoprire, senza intermediari, quel mondo dove tutto è rovesciato, dove gli ultimi diventano i primi, dove si proclamano i vinti".
Non a caso durante il dibattito che ha preceduto la presentazione, De Luca così spiega il suo rapporto con la religione: "Non sono credente perchè non do 'del tu' alla vita. Gli ebrei, ad esempio, hanno più intimità con la Sacra Scrittura. Un rapporto a tu per tu con la divinità, invece, è per me inaccessibile".
Il libro è un racconto a due voci che parla di sfide, di conquiste e scalate di montagne insormontabili (non a caso il titolo completo è 'Sottosopra - alture dell'antico e nuovo testamento'). "Ma anche quando si arriva al punto più alto - ricorda Gennaro Matino - c'è sempre il cielo a fare da sbarramento tra noi e la divinità e non ci resta che affrontare la discesa". [Caterina Morlunghi]

sabato, marzo 10, 2007

Bobba: giusto manifestare per la famiglia, ma non sarò leader

Il deputato dl: gli elogi di Bertone al mio libro? Un grande regalo, tra noi c’è amicizia .
ROMA—Nessun cattolico impegnato in politica, Teocon o Teodem che fosse, avrebbe resistito alla tentazione di ostentare ai quattro venti politici una «benedizione» del calibro di quella ricevuta dal cardinal Tarcisio Bertone. Invece Luigi Bobba, 52 anni, senatore della Margherita, ex presidente delle Acli inventore (con Enzo Carra) della sigla «Teodem», ha preferito un profilo bassissimo dopo la presenza del segretario di Stato vaticano alla presentazione del suo libro Il posto dei cattolici, martedì a palazzo Giustiniani: «Un magnifico regalo, una bellissima sorpresa. Ma preferisco non avventurarmi su questo terreno. Ho sempre abitato a Vercelli e Bertone è stato vescovo di quella città per cinque anni. C’è affetto, amicizia».
Ma il gesto del segretario di Stato è apparso esplicito quanto la frase pronunciata quel pomeriggio («I cattolici in politica non sono la ‘longa manus’ della Santa Sede e nemmeno della Cei»). La spiegazione di Bobba è diplomatica: «Da lui è venuto un segnale di valorizzazione delle presenze dei cristiani, ovunque siano collocati, ma che non vogliano tacere la loro identità. Ed ha ricordato che la riproposizione di alcuni valori non negoziabili manifesta l’interesse della Chiesa a difendere quei soggetti più deboli destinati ad essere travolti da un’egemonia culturale». Non altro, giura Bobba.
Una posizione di basso profilo, dunque, nonostante molti avessero interpretato la «benedizione» di Bertone come la nomina a leader del cosiddetto partito del Family day. «Non ho la possibilità, nè il desiderio di mettermi al comando di nessuno schieramento — ribatte Bobba — certo se movimenti ed associazioni assumono iniziative per dar vita a manifestazioni in difesa della famiglia è un segnale che accolgo ben volentieri. Prodi ha fatto bene ad inserire la famiglia tra le priorità del governo, e se arrivano robuste sollecitazioni in tal senso da parte di movimenti è sicuramente una sollecitazione positiva». E la manifestazione di domani? «Non penso che i Dico siano una priorità per il Paese».
Parole pacate però forti nella sostanza: niente toni bellicosi, solo ragionamenti diritti. Come il fulcro del suo libro edito da Einaudi: un attacco sia al «moderatismo», al rischio che un cattolico in politica corre di «diventare marginale nella forza politica o nella coalizione in cui opera», sia al «fondamentalismo», cioè la «difesa dei valori cristiani e dell’Occidente come bandiera politica.., per ridare a un Paese incerto e confuso un’identità venuta meno». Non è un caso se il libro si conclude con una citazione di Tellhard de Chardin, il «gesuita proibito» che trovava «Dio in terra», addirittura nel profondo dell’evoluzionismo.
Nel libro insomma Bobba si pone il problema di «una nuova stagione di impegno civile e politico» quindici anni dopo la fine della Dc e dell’unità politica dei cattolici. Questo ex presidente delle Acli fortemente voluto da Francesco Rutelli nelle liste del Senato sa polemizzare senza insultare. Nel 2005 se la prende con chi organizza pellegrinaggi medjugoriani fissando l’ora del miracolo: «Che cosa assurda, la Madonna non appare a comando come in un palinsesto tv». Quando il governo, nel luglio 2006, ripristina l’Ici per i beni ecclesiastici utilizzati a scopi commerciali quasi esulta: «Decisione giusta, i cattolici non vogliono privilegi». Per questa cifra culturale e politica, per questo stile così poco «politichese» e molto cristiano-sociale (le radici ideologiche di Bobba affondano nella corrente Dc di Forze Nuove) Bertone apprezza l’autore de «Il posto dei cattolici»? Bobba sorride e risponde nel suo modo: «Ma no. Io ho solo riproposto, come altri, il nesso tra valori e politica». Teodem fino in fondo.
Paolo Conti dal Corriere della Sera.
GIOVEDI 15 MARZO ORE 18- SALA DELLA MUNICIPALITA' DI S.GIOVANNI A TEDUCCIO (sala R.D'Angelo via Atripalda) A NAPOLI, SARA' PRESENTATO IL LIBRO "IL POSTO DEI CATTOLICI" di LUIGI BOBBA. PARTECIPANO MASSIMO MILONE, MARIO DI COSTANZO, MARCO ROSSI, DONATO MOSELLA, PASQUALE ORLANDO.

giovedì, marzo 08, 2007

Il posto dei cattolici, presentazione a napoli il 15 marzo a S.Giovanni a Teduccio.

Il posto dei cattolici -
Il giorno 15 marzo nel pomeriggio (18-20) presenteremo a Napoli il libro di
Luigi Bobba (già presidente nazionale delle ACLI e oggi senatore della
repubblica) intitolato: " Il posto dei cattolici".
Lo presenteremo nella municipalità di S.Giovanni a Teduccio per offrire, non solo al centro, un evento culturale di attualità nonchè una riflessione sull'impegno del mov imento cattolico nell'attuale fase sociale.
Si tratta di un evento significativo soprattutto dopo la presentazione romana acui hanno preso parte il Cardinale Bertone, i ministri Amato e Rutelli, lo storico Andrea Riccardi e il presidente delle ACLI Olivero.
Bobba è stato uno dei fondatori di retinopera ed oggi significativa espressione di un rinnovato impegno politico.

Quindici anni dopo la fine della Democrazia cristiana e dell’unità politica dei cattolici, la responsabilità di animare una presenza organizzata dei cristiani nell’Italia bipolare è interamente affidata ai laici credenti.
Spetta a loro assumere pienamente il valore dell’alternanza, scegliere con chiarezza il campo riformatore o quello conservatore, evitare l’illusione sia di poter ricostruire un partito simile alla Dc sia di potersi rifugiare in un moderatismo perdente o in un fondamentalismo falsamente rassicurante.
È solo affrontando appieno le sfide dell’identità, della laicità e dell’etica pubblica che i cattolici italiani potranno contribuire a scrivere un nuovo alfabeto sociale, rinnovando il proprio apporto al bene comune e al futuro della nazione. Serve una nuova stagione di impegno civile e politico, che Luigi Bobba delinea nella sua geografia ideale muovendo da una lunga esperienza maturata nel mondo dell’associazionismo.