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venerdì, agosto 08, 2008

Un cartoon manda messaggi di pace olimpica.Il piccolo tibetano ferma il carrarmato cinese.

In contemporanea alla cerimonia olimpica il lancio del cartoon.
«Napoli per il Tibet», e si affianca alle altre testimonianze di solidarietà del gruppo napoletano con il popolo tibetano.

In programma anche una manifestazione in piazza del Plebiscito, sempre venerdì 8, dove i fumogeni rossi saranno il simbolo di un popolo che desidera salvaguardare la propria lingua, la propria religione e le proprie tradizioni.


Un cartone animato, per sostenere la causa tibetana e diffondere nei giorni delle Olimpiadi un messaggio di pacifica convivenza. Si chiama «Chances» ed è la storia di un carro armato, un carrista cinese e un piccolo lama tibetano. Il carro armato inalbera la bandiera olimpica e procede minaccioso, quando, all’improvviso, il carrista scorge in lontananza un piccolo lama tibetano. Sferragliando, la macchina bellica arriva a pochi passi dal bambino, finché è costretta a fermarsi. La torretta si apre ed il carrista chiede al piccolo tibetano di togliersi dalla strada, impugnando la fiaccola olimpica.

Il protagonista del cartone animato
Il lama fa un'espressione dolce, ma non obbedisce. Così il carrista si sente spiazzato, riflette per un attimo, poi scende con la fiaccola e offre la bandiera al bambino. Il lama ne fa un aquilone e lo scambia con la fiaccola. Il carrista e il bambino si avviano insieme, uscendo dall’inquadratura, e sullo schermo resta solo il borbottìo del carro armato, che pian piano si spegne.
Il cartoon nasce da un’idea di Luciano Stella, imprenditore cinematografico e presidente della Film Commission regione Campania, e di Nicola Barile, capo esecutivo dello studio di animazione Tilapia, produttore di cartoni originali e innovativi. Dura due minuti e trenta secondi e viaggerà sulla rete, ma anche sui cellulari e nelle sale cinematografiche. Venerdì 08 08 08, giorno di apertura delle Olimpiadi, «Chances» partirà da Napoli e si potrà scaricare sui siti dei promotori e su quello del cinema Modernissimo di Napoli che, per tutta la durata dei Giochi, lo proporrà prima di ogni spettacolo.

Il cartoon è un’azione di protesta pacifica, lanciata dall’associazione «Napoli per il Tibet», e si affianca alle altre testimonianze di solidarietà del gruppo napoletano con il popolo tibetano.
In programma anche una manifestazione in piazza del Plebiscito, sempre venerdì 8, dove i fumogeni rossi saranno il simbolo di un popolo che desidera salvaguardare la propria lingua, la propria religione e le proprie tradizioni.
M. B.dal Corriere del Mezzogiorno

venerdì, agosto 01, 2008

Olimpiadi 2008: una bandiera per i diritti umani


L'iniziativa dell'Us Acli e della Tavola della PaceRoma, 1 agosto 2008 – Appendere la bandiera dei diritti umani ai balconi e alle finestre per tutta la durata le Olimpiadi di Pechino e fino al 10 dicembre 2008, 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. E’ l’invito che l’Unione sportiva Acli, insieme alla Tavola della Pace, rivolge ai cittadini, alle associazioni sportive, alle organizzazioni laiche e religiose, agli enti locali, a tutti coloro che vogliono e chiedono un più coerente impegno per la Pace e i Diritti Umani. A partire dall’imminente e discusso appuntamento dei giochi olimpici in Cina.«Le Olimpiadi - afferma Alfredo Cucciniello, presidente nazionale dell’Us Acli e per le Acli responsabile del dipartimento Pace e stili di vita - sono il più grande evento planetario, che riunisce migliaia di atleti di tutto il mondo e catalizza l'attenzione di centinaia di milioni di persone di tutto il mondo. Per alcuni sarà un grande evento sportivo; per altri sarà un grande affare; per l'umanità è un grande momento di unità, una occasione di incontro nello spirito antico della Tregua Olimpica e della Pace. Purtroppo, dopo roboanti dichiarazioni, con grande ipocrisia e cinismo i Governi e le imprese tacciono in nome delle proprie convenienze, e la Cina - tra divieti e violazioni- si appresta a vivere il suo trionfo. Non siamo mai stati tra i sostenitori del boicottaggio, che consideriamo una forma di violenza da non contrapporre alla violenza comunque esercitata, ma un segnale va dato. Per questo, invitiamo tutti a compiere un gesto semplice: appendere ai balconi e alle finestre la bandiera dei diritti umani, lasciandola ben visibile fino al 10 dicembre. Non permettiamo che prevalgano l'ipocrisia, il cinismo e l'indifferenza. Alziamo la voce contro tutte le guerre e le violazioni dei diritti umani. Compiamo un chiaro gesto di solidarietà con tutti i bambini e le bambine, le donne, gli uomini e i popoli che ancora oggi sono privati dei diritti fondamentali. Sosteniamo la lotta nonviolenta del popolo tibetano e di tutti i popoli oppressi. Sosteniamo i difensori dei diritti umani che, in Cina e in tante altre parti del mondo, vengono perseguitati a causa del loro impegno civile».

mercoledì, aprile 02, 2008

Moratoria delle adozioni in Cina. www.genitorisicomplicino.org.

Dopo l'Associazione Nazionale Famiglie Numerose, anche un colosso come le Acli ha aderito alla campagna "Genitori sì, complici no", promossa dal CEA, uno dei coordinamenti che raccoglie gli enti italiani autoirzzati alle adozioni internazionali. Da pochi giorni è on line anche il sito www.genitorisicomplicino.org.
La campagna lanciata a metà marzo chiede la moratoria delle adozioni internazionali in Cina e nasce a seguito della firma dell'accordo fra Italia e Cina (concluso a fine novembre 2007): ma concludere adozioni con la Cina - dicono gli enti promotori - significa essere complici delle politiche demografiche del paese, che con la legge del figlio unico sottrae moltissimi bambini alle loro famiglie. Come essere sicuri che un bambino che arriverebbe in Italia attraverso le adozioni è veramente un bambino abbandonato e non uno tolto con la forza alla propria famiglia? La campagna quindi parte dalla richiesta di moratoria a tempo illimitato da parte dell'Italia delle adozioni internazionali di bambine e bambini cinesi, proprio per non trasformare un atto d'amore in complicità con queste violazioni dittatoriali dei diritti dei bambini stessi e delle loro famiglie.

Ha scritto Stefano Bernardi, presidente di Enzo B., uno degli enti promotori, commentando il nuovo libro di Adriano Sofri, "Contro Giuliano": «Aderisco con piena convinzione alla proposta di Sofri di universalizzare (appunto) la questione posta da Ferrara, individuando nelle demografie forzate alla cinese, nelle leggi del “figlio unico”, nell'abolizione per legge dei fratelli e delle sorelle e nell'indifferenza mondiale al proposito, la radice medesima, ma più profonda ed estesa, dell'«indifferenza allo scandalo dell'aborto».
Aderisco con passione alla proposta di una campagna che mobiliti le coscienza attraverso la denuncia delle violenze («è infatti una vera violenza carnale, sulla scala di popolazioni di miliardi») sulle donne che, invece, non devono essere obbligate per legge o cultura ad avere o non avere un figlio, ad abor-tire o meno. È suggestiva l'idea che la campagna si chiami “Il mondo salvato da una bambina”, una bambina cine-se, indiana o di qualsiasi Paese.
Ma siamo in una stagione nella quale siamo disponibili a mobilitarsi, a condizione che sia gratis, che non se ne debba pagare il prezzo. E in epoca di globalizzazione, di olimpiadi e di grandi affari cinesi disturbare il dragone appare a rischio di solitudine. Noi ci proviamo. A partire da “Genitori sì, complici no”: una campagna che porti l'Italia ad astenersi da realizzare adozioni internazionali di bambini (ma dicasi meglio: bambine) cinesi. Una moratoria contro le adozioni proprio di quelle bambine che ce l'hanno fatta a nascere, ma che alle quali demo-grafia forzata di quella grande potenza mondiale, non riesce (vuole) dare un posto nella loro famiglia o comunità.
Un modo per marcare sulla propria pelle di organizzazioni non governative una distanza, una capacità di guardare in là, in prospettiva, alla salvezza del mondo: che non a caso è femmina».

lunedì, marzo 31, 2008

Le Olimpiadi della libertà. Senza diritti umani non ci può essere una “Cina Nuova”

Le Olimpiadi della libertà
Senza diritti umani non ci può essere una “Cina Nuova”


Le poche immagini che arrivano da Lhasa, la capitale del Tibet in fiamme, raccontano almeno due storie diverse.

La prima naturalmente è quella di una provincia contesa, il Tibet che per i cinesi è parte integrante della Repubblica popolare cinese e che per gli attivisti tibetani, e i loro amici nel mondo, è territorio occupato militarmente.

La seconda storia è nella mancanza stessa di immagini, nella precarietà di quello che si è visto, nelle fonti (o la televisione cinese che mostra solo quello che vuole il governo di Pechino, o nei siti internet dove qualcuno ha caricato immagini incerte girate con mezzi di fortuna).

La seconda storia, cioè, parla della mancanza di libertà di stampa, del controllo ferreo sull’informazione in Cina. E questo naturalmente è uno degli aspetti più gravi di un problema più generale, la mancanza di diritti umani in questo Paese.

Nel campionario delle violazioni dei diritti in Cina non manca niente. C’è la mancanza assoluta di liberta di stampa, il cui controllo con l’avvicinarsi delle Olimpiadi diventa sempre più stretto; la polizia continua a usare tortura e abusi per estorcere confessioni; il sistema giudiziario è troppo legato ai poteri di tutti i tipi e raramente può essere considerato indipendente; i diritti dei lavoratori vengono regolarmente calpestati e si arriva, come racconta la cronaca, a forme estreme di schiavitù nei posti di lavoro.

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono di boicottare per questo le Olimpiadi, ma il loro sforzo ha subito un duro colpo nelle scorse settimane quando il governo americano ha tolto la Cina dalla lista dei Paesi più repressivi, pur continuando ad accusare Pechino di privare i suoi cittadini dei diritti elementari.

Per ragioni politiche, accusano le organizzazioni internazionali, Washington ha ceduto ai cinesi

E per scoprire quanto sia vera questa accusa andiamo in un complesso residenziale alla periferia di Pechino chiamato senza ironia “città della liberta”. Qui vive, o meglio viveva, Hu Jia, uno dei più famosi attivisti cinesi per i diritti umani. Non facciamo a tempo ad avvicinarsi che siamo circondati da poliziotti cinesi che ci chiedono i documenti, vogliono sapere dove andiamo e perchè. Loro sanno bene che vogliamo incontrare la moglie di Hu Jia che qui è confinata agli arresti domiciliari con il suo bambino di pochi mesi (il più giovane prigioniero politico del mondo!). Non riusciamo a superare la barriera, in questi giorni nessuno può avvicinarsi a questa casa perchè Hu Jia è sotto processo, per tradimento. La sua colpa, aver parlato con i giornalisti stranieri e aver pubblicato su un sito straniero i suoi articoli. L’accusa di tradimento per i dissidenti è molto usata dai tribunali che hanno anche l’abitudine di condannarli per reati come il blocco stradale, la violazione del codice della strada o altri reati simili, quando non riescono a costruire vere accuse.

Per i cinesi le olimpiadi devono essere la grande vetrina della nuova Cina. Per qualcuno rischiano, però, di essere un’altra occasione perduta: senza diritti umani non ci può essere una Cina Nuova ma solo una vecchia Cina rivestita a nuovo.


Paolo Longo

lunedì, febbraio 25, 2008

“La Cina e le sue olimpiadi”


“La Cina e le sue olimpiadi”
26-29 febbraio 2008 - Banca della Campania - Auditorium Centro Direzionale - Avellino

“La Cina e le sue Olimpiadi” è un evento grazie al quale la Banca della Campania intende promuovere e valorizzare i beni economici e culturali del territorio in cui opera attraverso la valorizzazione di personaggi legati al mondo dello sport.

La Cina è storicamente e culturalmente legata alla Campania sin dall’istituzione, nel 1724, del Collegio dei Cinesi, la più antica Scuola di Sinologia e orientalistica del continente europeo. Oggi un importante protocollo d’intesa rafforza la collaborazione Campania - Cina e testimonia, oltre al forte interesse economico che la realtà cinese esprime in Campania con la presenza di più di mille imprese operanti sul territorio, l’intento di sviluppare un polo economico di primaria importanza attraverso un’articolata strutturazione di scambi commerciali e di partnership internazionali.

Le prossime Olimpiadi di Pechino possono rappresentare una ulteriore occasione di sviluppo delle relazioni sociali, culturali, economiche ed imprenditoriali tra il nostro territorio e la Cina.
L’interesse in tale direzione di Banca della Campania e dell’Ambasciata della Repubblica popolare Cinese in Italia, si coniuga attraverso l’iniziativa di ospitare presso l’Auditorium di Banca della Campania in Avellino in anteprima nazionale la Mostra Multimediale “La Cina e le sue Olimpiadi”.

Per quattro giorni La Cina e le sue Olimpiadi, che sarà inaugurata il 26 febbraio 2008 ad Avellino alla presenza dei più alti rappresentanti nazionali e locali della cultura e dello sport, sperimenta la teoria delle tre S secondo la quale Sport, Salute e Solidarietà sono sinonimo di crescita culturale ed economica delle comunità che sanno integrare questi tre valori.

Con questo obiettivo La Cina e le sue Olimpiadi propone una formula di iniziative progettate per coinvolgere principalmente l'intera città di Avellino e tracciare una mappa degli hot spot dello sport: istituzioni pubbliche e private, luoghi di aggregazione dedicati alla cultura, all'intrattenimento, alla formazione, al recupero.
Un'occasione unica, resa possibile dalla collaborazione di numerosi partner: l’Ambasciata della Repubblica popolare Cinese, la municipalità di Pechino, il Coni, le Acli, il Provveditorato agli Studi di Avellino, le Fiamme Oro, le Fiamme Gialle, etc.

”One World One dream “, lo slogan dei Giochi Olimpici di Pechino, è promosso e rilanciato attraverso l’esposizione di 74 Gigantografie provenienti dalla Cina, di 200 immagini virtuali, di suggestivi video esclusivi, di Clip di “Momenti di gloria”, di cortometraggi interpretati da grandi registi internazionali, nonché costruzioni virtuali ed elaborazioni di post processing.

Gli attori di questa ricca rappresentazione saranno i nostri atleti a Pechino. Massimiliano Rosolino (Nuoto - 1° Giochi Olimpici Sydney 2000) , Antonietta di Martino (Atletica/Salto in alto - 2° Campionati mondiali Osaka 2007), Clemente Russo (Pugilato Cat. 91 Kg - 1° Campionati Mondiali Chicago 2007), Mauro Sarmento (Taekwondo - 2° Coppa del Mondo Bangkok 2006), Domenico Valentino (Pugilato Cat. 60 Kg - 2° Campionati Mondiali Chicago 2007), Ennio Falco (Tiro a Volo 1° Giochi Olimpici Atlanta 1996), Veronica Calabrese (Taekwondo - 3° Campionati europei Bonn 2006) Salvatore Amitrano e Catello Amarante (Canottaggio - 3° Giochi Olimpici Atene 2004), saranno premiati alla presenza dell’Ambasciatore in Italia della Repubblica Popolare Cinese, dal Direttore Generale di Banca della Campania, Francesco Fornaro, accompagnato da un mito dello sport Olimpico Italiano, Pietro Mennea. La presentazione della mattinata sarà affidata alla nota soubrette di Canale 5 Alessia Fabiani.

Altra notizia di interesse della mattinata sarà la presenza di rappresentanze delle squadre di calcio dell’U.S. Avellino, dell’Air Avellino neo Campione d’Italia di Basket e della Divani & Divani, compagine di pallavolo.
Si tratta di una mattinata dedicata a quanti amano lo sport e i valori in esso contenuti, in primis i ragazzi delle scuole di Avellino e provincia, ai quali sarà dedicata qualche ora di spettacolo oltre che la possibilità di poter ricevere l’autografo dai propri beniamini. Da segnalare la presenza di Natalia Titola e di Samuel Peron, ballerini famosi, protagonisti della trasmissione televisiva del sabato sera “Ballando sotto le stelle”.

Le giornate del 27 e 28 febbraio saranno dedicate alla mostra multimediale e allo sport attraverso la partecipazione di scuole ed associazioni sportive in collaborazione con il CONI di Avellino e le ACLI di Avellino. La presenza di rappresentanti della municipalità di Pechino consentirà la visione e l’interpretazione dettagliata di tutti i momenti della mostra nonché la possibilità per i visitatori di partecipare ad un forum sullo slogan One World One Dream condotto sulla linea del disegno, dell’emozione, del messaggio…

Antonio Pascotto, giornalista di Retequattro, il 29 febbraio, ultima delle 4 giornate di permanenza della mostra ad Avellino, chiuderà la quattro giorni moderando il convegno “Sport e Scuola”, a cui parteciperanno numerosi ospiti con diverse esperienze nel campo dello sport: studiosi, dirigenti di associazioni sportive, atleti professionisti, allenatori, commissari tecnici e rappresentanti delle stampa nazionale. Il tema scelto trae origine dalla consapevolezza che lo sport esalta tutte le dimensioni della persona. A tutti i giornalisti , alle autorità e agli Istituti Scolastici ospiti della mostra la Banca offrirà in omaggio una copia del volume “Il doping e l’Unione Europea” di Pietro Mennea, i cui proventi sono stati devoluti alla Fondazione Pietro Mennea Onlus per la Ricerca e lo Sport.

venerdì, ottobre 26, 2007

blog.sina.com.cn/xujinglei


Il blog della giovane attrice Xu Jinglei è ormai il più cliccato del mondo. Un fenomeno unico per un paese dove Internet è oggetto di severa censura. Il segreto, secondo il Venerdì di Repubblica? Al bando il sesso e la politica.

martedì, luglio 10, 2007

il capro espiatorio: giustiziato in Cina il responsabile dell'OK al dentifricio killer.

Pechino, giustiziato il responsabile
del dentifricio che uccide in America

E’ stato giustiziato con un’iniezione letale Zheng Xiaoyu, 63 anni, direttore dal 1998 al 2005 dell’ufficio cinese per il controllo della qualità dei medicinali e del cibo, condannato nel mese di maggio per aver approvato, in cambio di denaro, la vendita di medicinali e altri prodotti alimentari e di igiene personale tossici, tra cui il dentifricio-killer distribuito anche in Canada e negli Stati Uniti.

Uno degli antibiotici messi in vendita con il consenso di Zheng Xiaoyu ha provocato la morte di almeno 10 persone, ma la condanna a morte ha voluto essere soprattutto un segnale forte da parte del governo cinese: in vista delle prossime Olimpiadi, deve essere garantita la massima sicurezza del cibo e delle bevande distribuite ad atleti, staff e spettatori.

Ma il controllo totale è ancora lontano dall’essere raggiunto: risale ad appena una settimana fa l’ultimo caso di sequestro di una bevanda contenente coloranti proibiti, destinata al mercato americano.

IL CAPRO ESPIATORIO: IN CINA NON SCHERZANO.....
In senso figurato, un "capro espiatorio" è qualcuno che viene selezionato arbitrariamente per portare la colpa di una calamità. La ricerca del capro espiatorio è l'atto irrazionale di ritenere una persona, un gruppo di persone, o una cosa, responsabile di una moltitudine di problemi.

La ricerca del capro espiatorio è un importante strumento della propaganda: ad esempio, gli Ebrei vennero individuati dalla propaganda nazista come fonte del collasso politico e dei problemi economici della Germania.

La ricerca del capro espiatorio è spesso più devastante quando viene applicata a un gruppo di minoranza, perché questo trova difficile difendersi dalle accuse. Una tattica spesso impiegata è quella di caratterizzare un intero gruppo di individui per la condotta non etica o immorale di un piccolo numero di appartenenti a tale gruppo.

Tra i gruppi usati come capri espiatori nel corso della storia troviamo i negri, gli immigranti, i comunisti, i capitalisti, i "terroni", le "streghe", le donne, i poveri, gli Ebrei, i lebbrosi, gli omosessuali, i tossicodipendenti, i disabili e gli zingari.

Nelle società industrializzate, l'uso dei tradizionali gruppi di minoranza come capri espiatori viene sempre più malvisto. Portato all'estremo, questo può produrre delle regole sociali riguardanti il linguaggio, come nel caso del politically correct.

La ricerca del capro espiatorio si applica anche alle organizzazioni. Ad esempio, grandi imprese o governi vengono visti da alcuni come responsabili di un numero esagerato di problemi sociali. Il politically correct potrebbe essere un fattore determinente nello sviluppo di tali credenze riguardanti le grandi imprese, in particolare dove un senso di tolleranza altamente sviluppato nei confronti delle minoranze tradizionali si scontra con il bisogno continuo (e spesso ingiustificato) di dare la colpa a qualcuno.

Nelle sue opere, l'antropologo francese René Girard ha sviluppato una teoria completa sul meccanismo di capro espiatorio, con implicazioni psicologiche, antropologiche, sociologiche, filosofiche e religiose. (da Wikipedia)

mercoledì, marzo 28, 2007

La tigre cinese e la triade cinese. Le piccole chinatown e i falsi made in China. La febbre gialla e il pericolo giallo.

Conoscere la Cina oltre i timori e i luoghi comuni
27/03/2007 16:13 - E' l'obiettivo delle Giornate dell'Interdipendenza 2007 organizzate a Montepulciano

Al via giovedì 29 marzo a Montepulciano l’iniziativa organizzata da Acli, Comunità di Sant’Egidio, Focsiv, Legambiente, Movimento politico per l’unità (Focolari),
Regione Toscana e Comune di Montepulciano

La tigre cinese e la triade cinese. Le piccole chinatown e i falsi made in China. La febbre gialla e il pericolo giallo. L’elenco delle visioni parziali e dei pregiudizi a proposito della Cina e dei cinesi è molto lungo. E arricchito ogni giorno da luoghi comuni o vere e proprie leggende metropolitane, spesso infamanti: i cinesi sono tutti magri, i cinesi sono tutti bassi, i cinesi in Italia non muoiono mai.
Per superare i preconcetti e allargare la conoscenza di un Paese e di un popolo dalla tradizione plurimillenaria e dal futuro sempre più intrecciato con l’Occidente, le Acli, la Comunità di Sant’Egidio, la Focsiv, Legambiente, il Movimento politico per l’unità (Focolari), insieme con la Regione Toscana e il Comune di Montepulciano, dedicano quest’anno le Giornate dell’Interdipendenza al tema “Cina-Europa. Una nuova via della seta”. Una tre giorni di seminari e convegni, rivolti in particolare agli operatori dei media e agli opinion leader, in programma a Montepulciano, in provincia di Siena, dal 29 al 31 marzo. «Perché la Cina non è solo economia, né solo diritti civili – dicono gli organizzatori – ma anche arte, cultura, religione, politica e soprattutto società civile». Di fronte a un'interdipendenza solo economica dei mercati e della finanza, che non riesce a evitare il rischio dello scontro tra le civiltà, l'interdipendenza tra i popoli e le nazioni intende, infatti, contribuire alla maturazione di una cultura della pace, del dialogo, della solidarietà e della fraternità universale.
Le Giornate dell’Interdipendenza 2007 sono state presentate questa mattina a Roma da Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente; Lucia Fronza Crepaz, presidente del Movimento politico per l'unità (Focolari); Mario Giro, responsabile delle relazioni internazionali per la Comunità di Sant'Egidio; Sergio Marelli, direttore generale della Focsiv; Andrea Olivero, presidente delle Acli. Tra i presenti anche Zhong Acheng, scrittore; Luo Hongbo, Accademia cinese per le scienze sociali Pechino; Wu Yiye, Università di Nanjing; Wen Tiejun, Renmin University Pechino; Zhu Youke, giornalista Xinjiang; il sindaco di Montepulciano, Massimo Della Giovampaola e Franco Siddi, presidente della Fnsi.
Quali cambiamenti e riforme hanno fatto della Cina una delle maggiori potenze del mondo? Quale ordine sociale sta emergendo? C’è nuovo spazio per la spiritualità? Quale incontro culturale è possibile tra Europa e Cina? Esiste una via cinese alla democrazia? A queste domande cercheranno di dare risposta non solo studiosi e giornalisti europei, tra cui i corrispondenti italiani a Pechino, ma anche e soprattutto esponenti cinesi della società civile, intellettuale e religiosa. Come Wang Hui, (dell’università Tsinghua di Pechino), intellettuale critico che sostiene la necessità d’accompagnare la crescita economica con un sistema d’uguaglianza, di welfare e salvaguardia ambientale; Wen Tiejun (Renmin Univ. Pechino) studioso della Cina rurale e dei nuovi movimenti; lo scrittore Zhong Acheng, autore della Trilogia dei re; Yang Min, giornalista emergente e particolarmente attenta alle questioni sociali, ambientali e alle minoranze etniche; Ren Yanli (dell’Istituto di ricerca delle Religioni mondiali dell’Accademia cinese delle Scienze sociali); Wang Meixiu, studiosa di cristianesimo. Saranno proiettate inoltre video interviste inedite girate in Cina e una speciale attenzione verrà dedicata alla questione dell’emigrazione verso l’Italia e l’Europa, con la testimonianza di giovani cinesi della seconda generazione. Senza sottovalutare gli aspetti economici, la categoria dell’interdipendenza vuole, infatti, far dialogare tra loro tutti i profili che favoriscono l’incontro autentico tra popoli e culture: lo sviluppo degli ordinamenti legislativi, l’arte e le tradizioni culturali, le religioni, i media e le comunicazioni, la società civile.
Le Giornate dell'Interdipendenza prendono spunto da un'idea del sociologo statunitense Benjamin Barber lanciata dopo l'11 settembre 2001: quella della "interdipendenza positiva" come chiave per affrontare la sfida del "saper vivere insieme" posta dalla società post-globale.
Le Giornate dell’Interdipendenza 2007 a Montepulciano sono realizzate con il sostegno della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dell’Usigrai e dell’Università di Bologna.

L’ufficio stampa
Legambiente: 06.86268399; Acli: 06.5840688; Focolari: 06 947989