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venerdì, agosto 08, 2008

Un cartoon manda messaggi di pace olimpica.Il piccolo tibetano ferma il carrarmato cinese.

In contemporanea alla cerimonia olimpica il lancio del cartoon.
«Napoli per il Tibet», e si affianca alle altre testimonianze di solidarietà del gruppo napoletano con il popolo tibetano.

In programma anche una manifestazione in piazza del Plebiscito, sempre venerdì 8, dove i fumogeni rossi saranno il simbolo di un popolo che desidera salvaguardare la propria lingua, la propria religione e le proprie tradizioni.


Un cartone animato, per sostenere la causa tibetana e diffondere nei giorni delle Olimpiadi un messaggio di pacifica convivenza. Si chiama «Chances» ed è la storia di un carro armato, un carrista cinese e un piccolo lama tibetano. Il carro armato inalbera la bandiera olimpica e procede minaccioso, quando, all’improvviso, il carrista scorge in lontananza un piccolo lama tibetano. Sferragliando, la macchina bellica arriva a pochi passi dal bambino, finché è costretta a fermarsi. La torretta si apre ed il carrista chiede al piccolo tibetano di togliersi dalla strada, impugnando la fiaccola olimpica.

Il protagonista del cartone animato
Il lama fa un'espressione dolce, ma non obbedisce. Così il carrista si sente spiazzato, riflette per un attimo, poi scende con la fiaccola e offre la bandiera al bambino. Il lama ne fa un aquilone e lo scambia con la fiaccola. Il carrista e il bambino si avviano insieme, uscendo dall’inquadratura, e sullo schermo resta solo il borbottìo del carro armato, che pian piano si spegne.
Il cartoon nasce da un’idea di Luciano Stella, imprenditore cinematografico e presidente della Film Commission regione Campania, e di Nicola Barile, capo esecutivo dello studio di animazione Tilapia, produttore di cartoni originali e innovativi. Dura due minuti e trenta secondi e viaggerà sulla rete, ma anche sui cellulari e nelle sale cinematografiche. Venerdì 08 08 08, giorno di apertura delle Olimpiadi, «Chances» partirà da Napoli e si potrà scaricare sui siti dei promotori e su quello del cinema Modernissimo di Napoli che, per tutta la durata dei Giochi, lo proporrà prima di ogni spettacolo.

Il cartoon è un’azione di protesta pacifica, lanciata dall’associazione «Napoli per il Tibet», e si affianca alle altre testimonianze di solidarietà del gruppo napoletano con il popolo tibetano.
In programma anche una manifestazione in piazza del Plebiscito, sempre venerdì 8, dove i fumogeni rossi saranno il simbolo di un popolo che desidera salvaguardare la propria lingua, la propria religione e le proprie tradizioni.
M. B.dal Corriere del Mezzogiorno

venerdì, agosto 01, 2008

Olimpiadi 2008: una bandiera per i diritti umani


L'iniziativa dell'Us Acli e della Tavola della PaceRoma, 1 agosto 2008 – Appendere la bandiera dei diritti umani ai balconi e alle finestre per tutta la durata le Olimpiadi di Pechino e fino al 10 dicembre 2008, 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. E’ l’invito che l’Unione sportiva Acli, insieme alla Tavola della Pace, rivolge ai cittadini, alle associazioni sportive, alle organizzazioni laiche e religiose, agli enti locali, a tutti coloro che vogliono e chiedono un più coerente impegno per la Pace e i Diritti Umani. A partire dall’imminente e discusso appuntamento dei giochi olimpici in Cina.«Le Olimpiadi - afferma Alfredo Cucciniello, presidente nazionale dell’Us Acli e per le Acli responsabile del dipartimento Pace e stili di vita - sono il più grande evento planetario, che riunisce migliaia di atleti di tutto il mondo e catalizza l'attenzione di centinaia di milioni di persone di tutto il mondo. Per alcuni sarà un grande evento sportivo; per altri sarà un grande affare; per l'umanità è un grande momento di unità, una occasione di incontro nello spirito antico della Tregua Olimpica e della Pace. Purtroppo, dopo roboanti dichiarazioni, con grande ipocrisia e cinismo i Governi e le imprese tacciono in nome delle proprie convenienze, e la Cina - tra divieti e violazioni- si appresta a vivere il suo trionfo. Non siamo mai stati tra i sostenitori del boicottaggio, che consideriamo una forma di violenza da non contrapporre alla violenza comunque esercitata, ma un segnale va dato. Per questo, invitiamo tutti a compiere un gesto semplice: appendere ai balconi e alle finestre la bandiera dei diritti umani, lasciandola ben visibile fino al 10 dicembre. Non permettiamo che prevalgano l'ipocrisia, il cinismo e l'indifferenza. Alziamo la voce contro tutte le guerre e le violazioni dei diritti umani. Compiamo un chiaro gesto di solidarietà con tutti i bambini e le bambine, le donne, gli uomini e i popoli che ancora oggi sono privati dei diritti fondamentali. Sosteniamo la lotta nonviolenta del popolo tibetano e di tutti i popoli oppressi. Sosteniamo i difensori dei diritti umani che, in Cina e in tante altre parti del mondo, vengono perseguitati a causa del loro impegno civile».

lunedì, marzo 31, 2008

Le Olimpiadi della libertà. Senza diritti umani non ci può essere una “Cina Nuova”

Le Olimpiadi della libertà
Senza diritti umani non ci può essere una “Cina Nuova”


Le poche immagini che arrivano da Lhasa, la capitale del Tibet in fiamme, raccontano almeno due storie diverse.

La prima naturalmente è quella di una provincia contesa, il Tibet che per i cinesi è parte integrante della Repubblica popolare cinese e che per gli attivisti tibetani, e i loro amici nel mondo, è territorio occupato militarmente.

La seconda storia è nella mancanza stessa di immagini, nella precarietà di quello che si è visto, nelle fonti (o la televisione cinese che mostra solo quello che vuole il governo di Pechino, o nei siti internet dove qualcuno ha caricato immagini incerte girate con mezzi di fortuna).

La seconda storia, cioè, parla della mancanza di libertà di stampa, del controllo ferreo sull’informazione in Cina. E questo naturalmente è uno degli aspetti più gravi di un problema più generale, la mancanza di diritti umani in questo Paese.

Nel campionario delle violazioni dei diritti in Cina non manca niente. C’è la mancanza assoluta di liberta di stampa, il cui controllo con l’avvicinarsi delle Olimpiadi diventa sempre più stretto; la polizia continua a usare tortura e abusi per estorcere confessioni; il sistema giudiziario è troppo legato ai poteri di tutti i tipi e raramente può essere considerato indipendente; i diritti dei lavoratori vengono regolarmente calpestati e si arriva, come racconta la cronaca, a forme estreme di schiavitù nei posti di lavoro.

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono di boicottare per questo le Olimpiadi, ma il loro sforzo ha subito un duro colpo nelle scorse settimane quando il governo americano ha tolto la Cina dalla lista dei Paesi più repressivi, pur continuando ad accusare Pechino di privare i suoi cittadini dei diritti elementari.

Per ragioni politiche, accusano le organizzazioni internazionali, Washington ha ceduto ai cinesi

E per scoprire quanto sia vera questa accusa andiamo in un complesso residenziale alla periferia di Pechino chiamato senza ironia “città della liberta”. Qui vive, o meglio viveva, Hu Jia, uno dei più famosi attivisti cinesi per i diritti umani. Non facciamo a tempo ad avvicinarsi che siamo circondati da poliziotti cinesi che ci chiedono i documenti, vogliono sapere dove andiamo e perchè. Loro sanno bene che vogliamo incontrare la moglie di Hu Jia che qui è confinata agli arresti domiciliari con il suo bambino di pochi mesi (il più giovane prigioniero politico del mondo!). Non riusciamo a superare la barriera, in questi giorni nessuno può avvicinarsi a questa casa perchè Hu Jia è sotto processo, per tradimento. La sua colpa, aver parlato con i giornalisti stranieri e aver pubblicato su un sito straniero i suoi articoli. L’accusa di tradimento per i dissidenti è molto usata dai tribunali che hanno anche l’abitudine di condannarli per reati come il blocco stradale, la violazione del codice della strada o altri reati simili, quando non riescono a costruire vere accuse.

Per i cinesi le olimpiadi devono essere la grande vetrina della nuova Cina. Per qualcuno rischiano, però, di essere un’altra occasione perduta: senza diritti umani non ci può essere una Cina Nuova ma solo una vecchia Cina rivestita a nuovo.


Paolo Longo

lunedì, febbraio 25, 2008

“La Cina e le sue olimpiadi”


“La Cina e le sue olimpiadi”
26-29 febbraio 2008 - Banca della Campania - Auditorium Centro Direzionale - Avellino

“La Cina e le sue Olimpiadi” è un evento grazie al quale la Banca della Campania intende promuovere e valorizzare i beni economici e culturali del territorio in cui opera attraverso la valorizzazione di personaggi legati al mondo dello sport.

La Cina è storicamente e culturalmente legata alla Campania sin dall’istituzione, nel 1724, del Collegio dei Cinesi, la più antica Scuola di Sinologia e orientalistica del continente europeo. Oggi un importante protocollo d’intesa rafforza la collaborazione Campania - Cina e testimonia, oltre al forte interesse economico che la realtà cinese esprime in Campania con la presenza di più di mille imprese operanti sul territorio, l’intento di sviluppare un polo economico di primaria importanza attraverso un’articolata strutturazione di scambi commerciali e di partnership internazionali.

Le prossime Olimpiadi di Pechino possono rappresentare una ulteriore occasione di sviluppo delle relazioni sociali, culturali, economiche ed imprenditoriali tra il nostro territorio e la Cina.
L’interesse in tale direzione di Banca della Campania e dell’Ambasciata della Repubblica popolare Cinese in Italia, si coniuga attraverso l’iniziativa di ospitare presso l’Auditorium di Banca della Campania in Avellino in anteprima nazionale la Mostra Multimediale “La Cina e le sue Olimpiadi”.

Per quattro giorni La Cina e le sue Olimpiadi, che sarà inaugurata il 26 febbraio 2008 ad Avellino alla presenza dei più alti rappresentanti nazionali e locali della cultura e dello sport, sperimenta la teoria delle tre S secondo la quale Sport, Salute e Solidarietà sono sinonimo di crescita culturale ed economica delle comunità che sanno integrare questi tre valori.

Con questo obiettivo La Cina e le sue Olimpiadi propone una formula di iniziative progettate per coinvolgere principalmente l'intera città di Avellino e tracciare una mappa degli hot spot dello sport: istituzioni pubbliche e private, luoghi di aggregazione dedicati alla cultura, all'intrattenimento, alla formazione, al recupero.
Un'occasione unica, resa possibile dalla collaborazione di numerosi partner: l’Ambasciata della Repubblica popolare Cinese, la municipalità di Pechino, il Coni, le Acli, il Provveditorato agli Studi di Avellino, le Fiamme Oro, le Fiamme Gialle, etc.

”One World One dream “, lo slogan dei Giochi Olimpici di Pechino, è promosso e rilanciato attraverso l’esposizione di 74 Gigantografie provenienti dalla Cina, di 200 immagini virtuali, di suggestivi video esclusivi, di Clip di “Momenti di gloria”, di cortometraggi interpretati da grandi registi internazionali, nonché costruzioni virtuali ed elaborazioni di post processing.

Gli attori di questa ricca rappresentazione saranno i nostri atleti a Pechino. Massimiliano Rosolino (Nuoto - 1° Giochi Olimpici Sydney 2000) , Antonietta di Martino (Atletica/Salto in alto - 2° Campionati mondiali Osaka 2007), Clemente Russo (Pugilato Cat. 91 Kg - 1° Campionati Mondiali Chicago 2007), Mauro Sarmento (Taekwondo - 2° Coppa del Mondo Bangkok 2006), Domenico Valentino (Pugilato Cat. 60 Kg - 2° Campionati Mondiali Chicago 2007), Ennio Falco (Tiro a Volo 1° Giochi Olimpici Atlanta 1996), Veronica Calabrese (Taekwondo - 3° Campionati europei Bonn 2006) Salvatore Amitrano e Catello Amarante (Canottaggio - 3° Giochi Olimpici Atene 2004), saranno premiati alla presenza dell’Ambasciatore in Italia della Repubblica Popolare Cinese, dal Direttore Generale di Banca della Campania, Francesco Fornaro, accompagnato da un mito dello sport Olimpico Italiano, Pietro Mennea. La presentazione della mattinata sarà affidata alla nota soubrette di Canale 5 Alessia Fabiani.

Altra notizia di interesse della mattinata sarà la presenza di rappresentanze delle squadre di calcio dell’U.S. Avellino, dell’Air Avellino neo Campione d’Italia di Basket e della Divani & Divani, compagine di pallavolo.
Si tratta di una mattinata dedicata a quanti amano lo sport e i valori in esso contenuti, in primis i ragazzi delle scuole di Avellino e provincia, ai quali sarà dedicata qualche ora di spettacolo oltre che la possibilità di poter ricevere l’autografo dai propri beniamini. Da segnalare la presenza di Natalia Titola e di Samuel Peron, ballerini famosi, protagonisti della trasmissione televisiva del sabato sera “Ballando sotto le stelle”.

Le giornate del 27 e 28 febbraio saranno dedicate alla mostra multimediale e allo sport attraverso la partecipazione di scuole ed associazioni sportive in collaborazione con il CONI di Avellino e le ACLI di Avellino. La presenza di rappresentanti della municipalità di Pechino consentirà la visione e l’interpretazione dettagliata di tutti i momenti della mostra nonché la possibilità per i visitatori di partecipare ad un forum sullo slogan One World One Dream condotto sulla linea del disegno, dell’emozione, del messaggio…

Antonio Pascotto, giornalista di Retequattro, il 29 febbraio, ultima delle 4 giornate di permanenza della mostra ad Avellino, chiuderà la quattro giorni moderando il convegno “Sport e Scuola”, a cui parteciperanno numerosi ospiti con diverse esperienze nel campo dello sport: studiosi, dirigenti di associazioni sportive, atleti professionisti, allenatori, commissari tecnici e rappresentanti delle stampa nazionale. Il tema scelto trae origine dalla consapevolezza che lo sport esalta tutte le dimensioni della persona. A tutti i giornalisti , alle autorità e agli Istituti Scolastici ospiti della mostra la Banca offrirà in omaggio una copia del volume “Il doping e l’Unione Europea” di Pietro Mennea, i cui proventi sono stati devoluti alla Fondazione Pietro Mennea Onlus per la Ricerca e lo Sport.

giovedì, giugno 07, 2007

Olimpiadi Londra 2012: a molti il logo non piace (anche in Italia) Change The London 2012




Quattro numeri stilizzati a comporre l'anno 2012. È il logo ufficiale delle Olimpiadi di Londra 2012 svelato oggi nella capitale inglese. L'emblema è formato da 4 cifre, rosa con bordi gialli: all'interno del 2 è inserita la parola "London", mentre lo 0 contiene i cinque cerchi olimpici. Il logo sará utilizzato anche per i Giochi Paralimpici. «Non vogliamo che Londra 2012 sia solo il successo dello sport d'elite», ha dichiarato il premier britannico Tony Blair. «Quando la gente vedrá il logo, vogliamo che sia spinta a cambiare in meglio la propria vita. Le Olimpiadi permetteranno alla Gran Bretagna di mostrarsi al mondo».

Non la pensano tutti così:
Sono bastate poche ore ai cittadini britannici (soprattutto londinesi) per fugare i dubbi: il logo per le Olimpiadi di Londra 2012 è orribile. Una petizione online ne chiede l'immediata sostituzione e ha già raccolto oltre 17mila firme. Il simbolo scelto per i Giochi olimpici londinesi rappresenta “nel peggior modo possibile” la Gran Bretagna. Ma non solo.Non rappresenta Londra, città che ospiterà l’edizione estiva dei Giochi riportando la fiamma olimpica in Europa dopo Atene. Oltre alla petizione online sono arrivate 3mila mail di protesta alla BBC, la tv pubblica britannica.Davanti a una così fitta protesta il portavoce del comitato organizzatore ha precisato che il logo evolverà (nella forma e nei colori) nei prossimi 5 anni. “Ci prepariamo a ospitare i Giochi in un’era differente, quella del 2012, che sarà crossmediale per raggiungere il pubblico giovane”.Forse è per questo motivo che la scelta è caduta su un logo dai colori accesi e dalla grafica complessa e un po’ tribale, che richiama un evento mondano più che sportivo. “Non deve per forza piacere subito a tutti – dice Lord Sebastian Coe, presidente del comitato organizzatore di Londra 2012 – ma crediamo che piacerà al pubblico più giovane”.Nel frattempo la BBC ha aperto un’iniziativa per far emergere nuovi loghi, che si possono mandare al sito della tv britannica.Lo scarabocchio olimpico dovrà portare nelle casse dell’organizzazione circa 2 miliardi di sterline in 5 anni (3 miliardi di euro). Se ce la farà – c’è da scommetterci – allora sarà bellissimo…

La Petizione "Change The London 2012".
London 2012 team defend new logo
By Simon Austin
Organisers of the 2012 London Olympics have defended their new logo following widespread public criticism.
The jagged emblem, based on the date 2012, was unveiled on Monday and has sparked a huge response.
An online petition calling for it to be scrapped has more than 25,000 signatures and over 3,200 messages have been posted on the BBC Sport website.
But a London 2012 spokesman told BBC Sport: "The emblem is flexible and will evolve over the next five years."
She added: "Our emblem needs to be modern, bold, flexible and as relevant today as in five years' time.
SPORT EDITORS' BLOG
I don't like it at all - but then I didn't like flares. But here's why we should give it a chance..
Interactive Olympics editor Claire Stocks
"We want our Games to be different. We are hosting them in a different era, in 2012.
"The emblem needs to work across new platforms that reach young people."
The new logo was unveiled by Seb Coe, chairman of the London 2012 organising committee, at London's Roundhouse on Monday.
It was designed by the Wolff Olins agency and cost £400,000.
Lord Coe believes the logo, which will be used for both the Olympic and Paralympic Games, will convey the right message for the Games.
"It won't be to be everybody's taste immediately, but it's a brand that we genuinely believe can be hard working... and reach out and engage young people, which is our challenge is over the next five years," he told BBC Sport.
"It's not a logo, it's a brand that will take us forward for the next five years."
Organisers hope the brand will boost the marketing push to raise £2bn to stage the Games and convey the message that London 2012 will be "Everyone's Games".