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lunedì, settembre 05, 2011

Sepe e San Gennaro: "Non posso dire al santo di spostare il miracolo"



La festa in pericolo per la manovra del governo. Intervento ironico e polemico dell'arcivescovo

"Non posso dire: 'San Genna', il miracolo fallo di domenicà perchè stiamo parlando di un evento che si verifica in quel giorno".Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, commenta così la decisione di accorpare alla domenica le festa patronali che, per Napoli, si celebra il 19 settembre, quando si ripete la liquefazione del sangue di San Gennaro santo patrono della città."Possono pure decidere di spostare San Pasquale - ha detto - ma San Gennaro ha una sua particolarità, non è una data, ma un evento soprannaturale che avviene in quel giorno"."Chiedo rispetto per questa nostra tipicità - ha concluso il presule - loro facciano quello che vogliono, noi quello che vogliamo".

domenica, settembre 19, 2010

Si è ripetuto il miracolo di San Gennaro Sepe: "Non c'è più né pane né speranza"

Alle 9.22 di questa mattina dall'altare della cattedrale l'arcivescovo di Napoli ha dato l'annuncio della liquefazione del sangue del santo. E nell'omelia ha lanciato l'allarme: "Siamo arrivati ad un punto di svolta: niente è scontato". Poi ha ricordato la tragedia di Castel Volturno, l'uccisione del sindaco Vassallo. Infine un pensiero alle vittime degli incidenti sul lavoro



"Napoli ha sempre vissuto di pane e di speranza. Ora sembra che siamo arrivati ad un punto di svolta: niente è scontato, né il pane né la speranza. Come è potuto accadere?", ha detto l'arcivescovo di Napoli nel corso dell'omelia subito dopo aver annunciato che il miracolo si era ripetuto.

Alle 9.22 di questa mattina, il cardinale Crescenzio Sepe, ha dato l'attesa notizia ai fedeli che fin dalle prime ore del mattino si sono ritrovati nel Duomo. La teca, contente il sangue del patrono di Napoli che si è liquefatto, è stata prelevata dalla Cappella del Tesoro e portata in processione fino sull'altare. Il prodigio, che si verifica tre volte l'anno, è stato accolto dai fedeli con un lungo applauso e sventolio di fazzoletti bianchi. Secondo la tradizione l'immediato scioglimento del sangue è di buon auspicio per i napoletani e la città.

Poi l'arcivescovo di Napoli ha richiamato tutti a fare "un serio esame di coscienza collettiva nel quale tutti, per la parte di propria competenza, sono chiamati in causa". Parlando poi del clima di violenza che si registra in Campania, l'arcivescovo ha ricordato la tragedia di Castel Volturno, l'uccisione del sindaco Vassallo e infine un pensiero è andato alle vittime degli incidenti sul lavoro.

sabato, settembre 19, 2009

San Gennaro, si ripete il «miracolo» La liquefazione del sangue alle 9.57


Alle ore 9.57 il tradizionale sventolio del fazzoletto bianco ha annunciato che nella cattedrale di Napoli si è ripetuto il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro.La teca, con le due ampolle contenenti il sangue del patrono di Napoli, è stata mostrata ai fedeli dall'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe.

Lo sventolio del fazzoletto bianco dall'altare è stato accolto da un lungo applauso dai fedeli. Numerosi gli stranieri presenti. La liquefazione del sangue di San Gennaro si ripete abitualmente tre volte l'anno: il 19 settembre, solennità liturgica del patrono di Napoli e della Campania; il sabato precedente la prima domenica di maggio, quando si svolge la processione delle reliquie nel centro storico; e infine il 16 dicembre, anniversario dell'eruzione del Vesuvio del 1631 fermata dopo le preghiere dei napoletani al santo.

Il sangue, ha precisato Sepe, era già sciolto quando le ampolle che lo contengono sono state estratte dalla cassaforte della «cappella del Tesoro», ma l'annuncio dell'avvenuto miracolo è stato dato solo pochi minuti fa dall'altare. La teca contenente le reliquie è stata mostrata anche a una delegazione di fedeli russi della Chiesa ortodossa, presente nell'affollatissimo Duomo partenopeo.

Applauso per i soldati morti a Kabul. Un lungo applauso da parte della folla dei fedeli riunita nel duomo di Napoli mentre attendeva il prodigio di San Gennaro ha salutato le vittime italiane di Kabul. Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo del capoluogo campano, in apertura del solenne rito ha rivolto un «commosso pensiero» ai militari uccisi e ai loro familiari.

Il miracolo. Davanti al Duomo migliaia di fedeli fin dalle prime ore di questa mattina per accompagnare il prodigio con preghiere e invocazioni. In Cattedrale, accanto al cardinale Crescenzio Sepe, anche monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura e della Pontificia commissione di archeologia sacra. Alla celebrazione eucaristica in onore del Santo Patrono presenti, tra gli altri, il sindaco Rosa Russo Iervolino, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il governatore Antonio Bassolino e le altre autorità istituzionali, i vertici della magistratura e delle forze militari nonché il nunzio apostolico a Mosca, monsignor Antonio Mennini, accompagnato da una delegazione della Chiesa ortodossa russa guidata dal patriarca Zosima, arcivescovo metropolita di Samara.


Sepe: «La camorra vuole strangolare Napoli». «Se la città stenta ancora a riprendere slancio è perché la sua gente è tenuta in ostaggio: il giro di catene più arrogante è quello con cui la criminalità, organizzata o no, costituita in sistema o in vecchie e nuove aggregazioni camorristiche tenta di strangolare ogni sussulto di coraggio e di sporcare di paura anche i giorni della speranza». È quanto ha detto l'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe nel corso dell'omelia. Il presule ha invitato a dire un no alla violenza che «può essere espresso in molti modi; e se le parole servono perchè aiutano a mantenere vigile l'attenzione e a dare coraggio ancora più eloquenti sono le realizzazioni e i fatti concreti, utili a smantellare e a mettere in crisi tutti i muri della prepotenza».

A Napoli una «banca dei poveri». La costituzione di una «banca dei poveri» che consente «di aiutare chi ha idee e progetti ma non ha risorse economiche per realizzarle» è stata annunciata dal cardinale Crescenzio Sepe. L'iniziativa sarà ufficialmente presentata nei prossimi giorni e servirà ad aiutare chi «vuole darsi un'occupazione e procurarsi un reddito».

Anche i precari della scuola in Duomo. Vogliono ricordare a tutti la loro presenza. In maniera silenziosa, con uno striscione posto di fronte all'ingresso del Duomo, che racconta un anno di lotta. Sono i precari della scuola che hanno voluto cogliere l'opportunità dei riflettori accesi oggi su Napoli in occasione della festa di San Gennaro. «Siamo e restiamo docenti, non prendeteci più in giro», si legge sullo striscione del coordinamento precari scuola. «Le istituzioni devono prendere coscienza che la città è in emergenza, e il cardinale lo sa bene, lui conosce la realtà della regione», dice una delle docenti. «La Regione non doveva accettare l'intesa con il ministero dell'Istruzione perché l'intervento dello Stato precarizza ulteriormente la situazione», aggiunge un'altra insegnante.

giovedì, settembre 17, 2009

Festa di San Gennaro 2009


un'immagine di San GennaroFesta di San Gennaro 2009





In occasione della festività di San Gennaro, che ricorre il 19 settembre, nel weekend che va da venerdì 18 a domenica 20 settembre il Comune di Napoli ha organizzato alcune iniziative collaterali alle tradizionali manifestazioni religiose, per lo sviluppo dell'area del Duomo, anche a fini commerciali, turistici e culturali.

La manifestazione rientra nel quadro del programma di animazione e di riqualificazione del centro storico cittadino che l'Amministrazione Comunale sta portando avanti, e che prevede, tra l'altro, il rilancio del cosiddetto "Polo del sacro", un distretto economico e culturale che mette a sistema tutte le realtà produttive, sociali, turistiche, commerciali legate al culto religioso, e che vede in via Duomo uno degli assi nevralgici.

Tali iniziative sono state messe in campo grazie al contributo dell'Ente Provinciale per il Turismo, all'intesa con la Diocesi di Napoli e alla collaborazione della IV Municipalità.

Per l'occasione è prevista l'installazione di luminarie lungo via Duomo, via Tribunali e largo Donnaregina. Inoltre, sabato 19 settembre, alle ore 21, si terrà, presso il museo Diocesano, un concerto intitolato "La canzone di Napoli", con Peppe Napolitano e i Nuovi cantori di Napoli. I biglietti di ingresso, gratuiti, saranno distribuiti dai commercianti di via Duomo e dall'Associazione "Vivi via Duomo", in via Duomo 123.

concerto

Il Centro Commerciale Duomo che raggruppa più di 120 operatori commerciali della zona, si è impegnato, oltre che nella distribuzione degli inviti al concerto, a promuovere presso i propri associati l'apertura degli esercizi, fino alle 21, in tutto il weekend, compreso il giorno di San Gennaro e domenica, nonché l'applicazione di uno sconto del 20% sugli acquisti.

I negozi aderenti all'iniziativa del Centro commerciale Duomo saranno riconoscibili grazie ad una locandina "San Gennaro Day" affissa alle vetrine. Un ulteriore punto di distribuzione sul territorio dei biglietti per il concerto di sabato 19 è rappresentato dal Comitato "Vivi Via Duomo".

dispositivo di traffico

Il 18 settembre, dalle ore 8 alle 14 sarà vietata la sosta ed il transito agli autoveicoli in via Duomo, nel tratto compreso tra l'incrocio con via S. Giuseppe dei Ruffi e quello con via Tribunali. Saranno esentati dal divieto i residenti, i veicoli delle Forze dell'ordine, quelli dei portatori di handicap e delle emergenze. Questo dispositivo sarà, inoltre, esteso al tratto compreso tra Piazza Nicola Amore e via San Giuseppe dei Ruffi dalle ore 14.00 dello stesso giorno e fino a cessate esigenze.

Per il giorno 19 dalle ore 8 e fino a cessate esigenze, sarà vietata la circolazione in via Duomo nel tratto compreso tra via San Giuseppe dei Ruffi e via dei Tribunali. Nello stesso giorno, dalle 8 alle ore 20 sarà vigente anche il divieto di sosta ai parcheggi autorizzati ed ai taxi in sosta e prevista la rimozione coatta dei veicoli per consentire l'adeguato svolgimento della manifestazione in onore di San Gennaro.



San Gennaro Vescovo e martire

19 settembre - Memoria Facoltativa

Napoli? III sec. – Pozzuoli, 19 settembre 305

Gennaro era nato a Napoli, nella seconda metà del III secolo, e fu eletto vescovo di Benevento, dove svolse il suo apostolato, amato dalla comunità cristiana e rispettato anche dai pagani. Nel contesto delle persecuzioni di Diocleziano si inserisce la storia del suo martirio. Egli conosceva il diacono Sosso (o Sossio) che guidava la comunità cristiana di Miseno e che fu incarcerato dal giudice Dragonio, proconsole della Campania. Gennaro saputo dell'arresto di Sosso, volle recarsi insieme a due compagni, Festo e Desiderio a portargli il suo conforto in carcere. Dragonio informato della sua presenza e intromissione, fece arrestare anche loro tre, provocando le proteste di Procolo, diacono di Pozzuoli e di due fedeli cristiani della stessa città, Eutiche ed Acuzio. Anche questi tre furono arrestati e condannati insieme agli altri a morire nell'anfiteatro, ancora oggi esistente, per essere sbranati dagli orsi. Ma durante i preparativi il proconsole Dragonio, si accorse che il popolo dimostrava simpatia verso i prigionieri e quindi prevedendo disordini durante i cosiddetti giochi, cambiò decisione e il 19 settembre del 305 fece decapitare i prigionieri. (Avvenire)

Patronato: Napoli

Etimologia: Gennaro = nato nel mese di gennaio, dal latino

Emblema: Bastone pastorale, Palma

Martirologio Romano: San Gennaro, vescovo di Benevento e martire, che in tempo di persecuzione contro la fede, a Pozzuoli vicino a Napoli subì il martirio per Cristo.

mercoledì, settembre 09, 2009

INFLUENZA A: A NAPOLI NESSUN NUOVO CASO, RIUNIONE IN COMUNE

"Non ho avuto comunicazioni di nuovi accessi al pronto soccorso, segno che la paura collettiva sta scemando, grazie anche alle indicazioni ministeriali e all'appello del nostro assessorato regionale a non intasare inutilmente i pronti soccorso dei presidi ospedalieri". Per Cosimo Maiorino, direttore sanitario dell'ospedale "Cotugno" di Napoli, l' allarme per il virus dell'influenza A va rientrando e la situazione e' sotto controllo. Una tesi condivisa anche dai partecipanti alla riunione convocata oggi in Comune dall'assessore alla Sanita' Gennaro Nasti. All'incontro hanno preso parte, tra gli altri, la direttrice del dipartimento di prevenzione dell'Asl Napoli 1 Giuseppina Amispergh e il responsabile del servizio di epidemiologia Andrea Simonetti. Quest'ultimo ha spiegato che le U.O.P.C. (Unita' operative prevenzione collettiva delle Asl) sono tutte allertate per intervenire in caso di necessita' ed e' tutto pronto per il piano di vaccinazione che avra' una copertura del 40% della popolazione dando priorita' al target che va dai 2 ai 27 anni. "Si tratta - spiega Simonetti- dei giovani che non anno avuto precedenti contatti con il virus e dunque sono piu' esposti, oltre che delle categorie piu' esposte al rischio per motivi di lavoro e per gli anziani con patologie in atto". Amispergh ha sottolineato che e' inutile chiedere disinfezioni, perche' per prevenire il rischio di contagio basta areare i locali e seguire le normali regole di igiene personale quali "lavarsi spesso le mani e usare un fazzoletto davanti alla bocca quando si tossisce". Si e' poi soffermata sull'aiuto che i medici di base e i pediatri daranno alle famiglie, indicando il percorso da seguire in caso di sintomi che possano far pensare all'influenza A, e ha voluto tranquillizzare i genitori degli alunni che la settimana prossima ritorneranno a scuola. "Allo stato - dice Amispergh - non c'e' motivo di preoccupazione che possa determinare panico o allarme. I nostri servizi preposti sono gia' allertati e in grado di fronteggiare ogni eventuale evenienza al fine di limitare e contenere il contagio". E alla domanda di un giornalista sul 'bacio proibito' all'urna di San Gennaro, ha risposto che "da persona molto religiosa, consiglio ai fedeli di evitare sempre il bacio, non e' igienico e non solo ora che c'e' la psicosi da virus H1N1".


INFLUENZA A, NIENTE BACI A SAN GENNARO. "LA DECISIONE SPETTERÀ AL CARDINALE SEPE"
08/09/2009 Niente bacio alla teca che contiene le ampolle con il sangue di San Gennaro in occasione della festa del 19 settembre prossimo: la decisione definitiva sarà assunta dall'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe all'inizio della prossima settimana. È quanto fanno sapere fonti della Curia arcivescovile di Napoli. La decisione, a quanto si apprende, sarà assunta sulla base «delle opportune consultazioni e delle valutazioni del mondo scientifico». Qualunque sia la decisione che verrà assunta, sottolineano in Curia ribadendo quanto già espresso ieri da Cracovia dallo stesso cardinale Sepe «non deve alimentare la psicosi e, talvolta, inutili allarmismi».

lunedì, marzo 10, 2008

Pasqua, Napoli low cost per i turisti. Altro che lastminuts

Rifiuti, Napoli low cost per i turisti
di Patrizia Capua . Repubblica Napoli
Sconti su musei, spettacoli e trasporti per fermare la crisi
Pasqua è alle porte e Napoli si veste da città low cost per arrestare il vertiginoso crollo del turismo a causa dell´emergenza rifiuti. Ai turisti sconti per musei, teatri, spettacoli, trasporti, citysightseeing, zoo, Edenlandia, artecard. Alcuni esempi: il biglietto Unico "3 T", valido tre giorni al costo di 6 euro invece di venti, due vaucher da cinque euro per prendere il taxi, utili per gli spettacoli serali a maggio, l´easy card per il Festival del Teatro a giugno. Scende in campo l´Ente provinciale del turismo guidato da Dario Scalabrini, con il progetto "Easy Napoli", dal 15 marzo alla fine di luglio rivolto ad agenzie di viaggio, tour operator, alberghi, fornitori di servizi. Beneficiari i turisti individuali, italiani e stranieri. Non quelli dei viaggi organizzati.

"Easy Napoli" è una scatola di metallo, il logo di Castelnuovo, e all´interno ogni tipo di tessera, sistema di offerta integrata di facilities e tariffe cosiddette "confidenziali" per migliorare il rapporto qualità-prezzo e rendere appetibile il soggiorno in città. «Ad un albergo non conviene mai abbassare i prezzi, adottare il paghi uno vieni in due - spiega Scalabrini - . È un po´ come offrire l´aria condizionata nella Fiat Punto. La crisi ha indotto gli operatori a sperimentare nuove forme di collaborazione, "valore aggiunto" dell´operazione. Il nostro obiettivo è portare a Napoli circa 20 mila visitatori - spiega l´amministratore dell´Ept - , la Regione investe un milione di euro e se funziona lo rifinanzierà. Gli albergatori dovrebbero promuoversi un po´ di più». La comunicazione dell´iniziativa viaggerà in prevalenza sui principali portali di turismo on line che ormai copre il 55 per cento del mercato delle prenotazioni. E ancora informazioni agli operatori del settore, newsletters e pubblicità sui principali quotidiani nazionali e riviste di settore. Le adesioni stanno già piovendo via mail. Ha detto sì anche il Museo del tesoro di San Gennaro che riapre il 14 marzo. I ristoranti, per adesso si sono tenuti fuori.

Il "pacchetto" verrà presentato domani alle 12 all´Ept da Scalabrini e Claudio Velardi che poi incontrerà alla Stazione marittima, nel pomeriggio, albergatori e ristoratori. Il neo assessore ha parlato ai tour operator tedeschi della Borsa del turismo di Berlino che hanno confermato le presenze a Ischia e Sorrento. I grandi limiti di Napoli? I trasporti che si fermano alle 23, riferiscono gli operatori, i negozi che chiudono alle 13,30, mentre ogni giorno ci sono in città 1200 crocieristi. Gli albergatori chiedono di più. Una campagna pubblicitaria aggressiva, con uno o più testimonial che invitano a preferire Napoli. Non piangono soltanto, gli operatori del settore. Sono prossime le aperture di due grandi alberghi: uno nell´ex palazzo del quotidiano "Roma" in via Marina, un quattro stelle di Iannotti Pecci in via San Giovanni a Carbonara mentre nella Mostra d´Oltremare a fine anno inizia a costruire Sergio Maione. Infine, Capodimonte sarà aperto il lunedì in Albis grazie all´Ept che si è impegnata a pagare gli straordinari.

sabato, gennaio 26, 2008

Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti


Straordinaria iniziativa del cardinale Crescenzio Sepe
Il sangue di San Gennaro contro i rifiuti
Ieri le ampolle del santo patrono in processione. L'intento è di invocarne la protezione contro «l'emergenza che dura da troppo»

NAPOLI - Un fatto eccezionale, un evento che non avveniva da centinaia di anni. Ieri sono uscite le ampolle del sangue di San Gennaro, in processione dalla cappella del Tesoro lungo la navata e fino all'altare del Duomo di Napoli . Obiettivo: con questo atto eccezionale - le ampolle vanno in processione solo tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio; il 19 settembre e il 16 dicembre - , la Chiesa di Napoli intende invocare la protezione del santo rispetto a un evento che ritiene «luttuoso»: l'emergenza rifiuti.
In passato era successo qualcosa di analogo solo durante la peste (in quella del Seicento furono portate in giro per la città le reliquie del Santo patrono di Napoli) e in concomitanza con altri eventi catastrofici (carestie e terremoti). La decisione del cardinale Crescenzio Sepe è stata assunta al culmine di una serie di rilevanti interventi del presule e dopo che lo stesso papa, Benedetto XVI, aveva chiesto alle regioni italiane un gesto di solidarietà verso la Campania.
Due giorni fa il cardinale di Napoli era nuovamente intervenuto sulla vicenda-rifiuti, anticipando la clamorosa iniziativa: «E' giunto il momento in cui tutti devono prendersi le proprie responsabilità per risolvere questo problema e iniziare a collaborare, a cominciare dalla Chiesa». «Per questo venerdì (stasera, ndr) ho chiamato tutti in Cattedrale - aveva aggiunto Sepe - per un'ora di preghiera per chiedere al Signore di illuminare coloro che sono i responsabili e tutti i cittadini, a che siano attori di un risveglio. C'è bisogno della buona volontà di tutti. Tutto questo - aveva aggiunto - è durato fin troppo tempo, non si puo' continuare con questa situazione vergognosa, non solo per l'immagine del nostro territorio ma anche per la nostra dignità: un cittadino non può vivere in un immondezzaio. Ma Napoli - aveva consluso il presule - è una città troppo grande per arrendersi e credo che non lo farà neanche oggi».
Elena Scarici dal Corriere del Mezzogiorno