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domenica, aprile 26, 2009

Con L'Aquila, fedeli al futuro

In Abruzzo, anche le Acli sono chiamate alla ricostruzione: quella della vita sociale

(da Aesse 4 2009)

Sentirsi comunità è difficile, lo sappiamo. Eppure è in momenti come questo, di fronte a tragedie come quella che ha colpito L’Aquila e l’Abruzzo, che ci rendiamo tutti conto che abbiamo bisogno l’uno dell’altro, dei beni materiali e insieme dell’affetto, della simpatia o anche solo della presenza di persone amiche.

La perdita di persone care, della propria casa e degli oggetti personali non può essere risanata dagli aiuti che pur copiosi (ma tanto ancora c’è da fare, e va fatto!) stanno giungendo alle popolazioni. Né sono sufficienti le polemiche che già si stanno levando per denunciare le tante, troppe, negligenze o colpe nella gestione della sicurezza delle nostre città. Tanto gli aiuti quanto l’accertamento delle responsabilità sono un dovere di civiltà e una responsabilità nei confronti di chi ha perso la vita sotto le macerie, ma da soli non bastano. C’è bisogno di solidarietà, nel senso più alto e vero del termine: ciascuno di noi è chiamato a farsi vicino agli amici dell’Abruzzo, a garantire aiuto e amicizia non solo nell’emergenza, ma a partire da oggi anche nei mesi e negli anni a venire, fino a che la ferita non sarà risanata.

Le Acli non sono un’associazione di protezione civile, pronta ad attivarsi, come altre hanno fatto con professionalità e abnegazione, per venire incontro alle prime necessità, ma hanno un compito ugualmente importante da assolvere: ricostruire vita sociale, ripristinare la normalità dello stare insieme, dell’affrontare la quotidianità, del fare festa. Non solo le case sono necessarie per riprendere a vivere in modo degno, ma servono anche i circoli, i luoghi di ritrovo, le sedi dei servizi di prossimità cui rivolgersi per le piccole o grandi necessità che nascono con la ripresa del ritmo abituale del lavoro, della famiglia, della vita parrocchiale e comunitaria. Qui le Acli debbono esserci, per mettersi al servizio di chi ha più bisogno e per manifestare concretamente la forza dei valori che le sostengono.

Tanti nostri soci e dirigenti sono stati colpiti nei loro affetti e nei loro beni e ci chiedono di non abbandonarli, di stare loro vicini e di scommettere con loro sulla ripresa di una terra magnifica, per quanto oggi provata. Non possiamo non rispondere al loro appello: attiviamoci tutti, ciascuno secondo le proprie forze, con donazioni, gemellaggi, animazione nei campi e le mille idee che l’associazionismo sa inventare per dare corpo alla solidarietà. L’importante è non stare fermi, non delegare a qualcun altro, non chiuderci nell’egoismo. È questo il momento per testimoniare nel concreto agli amici dell’Aquila e dei tanti paesi terremotati, animati dalla speranza cristiana, la nostra fedeltà al futuro. Da costruire insieme.

domenica, luglio 13, 2008

Società civile latitante? «È l’ora di reagire»

MARIAGIOVANNA CAPONE Un incontro bipartisan per evidenziare i mali della città ma anche per delineare le possibili strategie per uscire fuori dall’appiattimento politico e sociale. A organizzarlo è l’associazione Zenith capeggiata dall’avvocato Antonio Palma, che all’Istituto Studi Filosofici a Palazzo Serra di Cassano chiama a raccolta imprenditori, professionisti e docenti accorsi numerosi per il convegno «La società civile a Napoli e in Campania: per un rinnovato impegno», moderato dal vicedirettore del Mattino, Virman Cusenza. Sul banco degli imputati quanto emerso da dibattiti, confronti ed editoriali, che negli ultimi mesi hanno letteralmente vivisezionato la classe politica e dirigenziale della Campania. Il tema del convegno, infatti, è «suggerito da una serie di provocazioni degli intellettuali napoletani che si appellano al solito luogo comune - spiega Palma - e cioè che la società civile è latitante, inesistente. Le analisi da fare, invece, secondo me sarebbero altre: quali sono gli spazi in cui l’associazionismo può dare il suo contributo». La solita affermazione «Napoli ce la farà», dovrebbe servire da pungolo per capire «Napoli cosa farà», insomma. A rispondere, ognuno con il proprio campo d’azione e idee politiche, i principali protagonisti della scena campana, come gli imprenditori Antonio D’Amato e Costanzo Iannotti Pecci, il segretario provinciale del Pd Luigi Nicolais, il coordinatore regionale di An Mario Landolfi, il rettore della Federico II Guido Trombetti, il segretario regionale Cisl Pietro Cerrito, e numerosi esponenti del mondo dell’associazionismo locale come Ferdinando Flagiello, Francesco Caia, Oreste Ciampa e Gianluigi Gaetani d’Aragona. A introdurre il convegno, un messaggio del cardinale Sepe - letto dal segretario dell’associazione Gianni Cacace - che rileva la maturazione della coscienza civica per «fronteggiare insieme disagi e problemi». Cusenza lancia la provocazione sulla Napoli che oggi si caratterizza per «uno sviluppo mancato e parziale» dovuto anche al ruolo della borghesia, esacerbato da «una mancanza di raccordo tra classe sociale e classe politica, che di conseguenza entra in crisi». Per D’Amato il tema centrale è proprio la borghesia, che deve rimettersi in gioco totalmente: «Ciascuno di noi si impegni per lo sviluppo reale, economico e sociale, di Napoli, città ancora con delle straordinarie potenzialità», diventando protagonisti del rinnovamento perché «occorrono riforme radicali» per cambiare. «Un percorso lunghissimo - aggiunge - necessario per creare le basi e riformare la dirigenza politica» e trova subito il consenso dell’onorevole Landolfi che parla di «una borghesia che ha accettato gli schemi di una certo potere politico, ma che ora deve rimettersi in campo» e poi rilancia l’imprenditore napoletano definendo una sua possibile scesa in campo come «la marcia dei 40mila. Rappresenterebbe la rivoluzione borghese di cui ha davvero bisogno questa città». Luigi Nicolais punta invece l’accento tra il divario incolmabile tra cittadini e politica, mettendo il ballo anche le pubbliche amministrazioni: «Ci sono molte cose inadeguate. La politica andrebbe resa più elastica e trasparente» e accoglie con piacere i richiami del ministro Brunetta. Se è vero che «nessuno si chiede più come sarà il futuro» perché manca una progettualità, è anche vero che per farlo la «politica dovrebbe avvicinarsi alla gente e l’amministrazione rinnovarsi». Opinioni condivise dal rettore della Federico II che sottolinea l’esigenza «di smettere di cercare colpevoli e responsabilità» e iniziare a impegnarci individualmente.

giovedì, luglio 03, 2008

LA SOCIETA’ CIVILE A NAPOLI E IN CAMPANIA: PER UN RINNOVATO IMPEGNO

L’ASSOCIAZIONE ZENITH, IN COLLABORAZIONE CON L’ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI E CON IL PATROCINIO DE ”ILMATTINO”, HA PROMOSSO PER :

LUNEDI 7 LUGLIO 2008

ORE 17,30, VIA MONTE DI DIO,14 – PALAZZO SERRA DI CASSANO - NAPOLI

UN CONVEGNO SU:

LA SOCIETA’ CIVILE A NAPOLI E IN CAMPANIA:

PER UN RINNOVATO IMPEGNO

INTRODUCE

Prof Avv.. Antonio Palma

Presidente Associazione Zenith

INTERVENGONO:

Cav.dr. Antonio D’Amato Presidente SEDA INTERNATIONAL SPA

Cav.dr Costanzo Jannotti Pecci Presidente CARACCIOLO SPA

Prof. Guido Trombetti Rettore Magnifico UNIVERSITA’ NAPOLI FEDERICO II

On. Prof. Luigi Nicolais Coordinatore Deputati PD CAMPANIA

On dr. Mario Landolfi Coordinatore Regionale AN/PDL

Dr Pietro Cerrito Segretario Regionale CISL CAMPANIA

MODERA

Dr. Virman Cusenza

V.Direttore DE “ IL MATTINO “

PER L’ASSOCIAZIONISMO DIBATTONO:

Dr.Gianluigi Gaetani d’Aragona Cancelliere Ordine di Malta-Gran Priorato di Napoli e Sicilia

Avv.. Francesco Caia Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli

Dr Ferdinando Flagiello Presidente Regionale Confcooperative Campania

Dr. Oreste Ciampa Presidente dei Giuristi Cattolici di Napoli

sabato, agosto 18, 2007

“Basta ai litigi sul segretario del Pd della Campania: il vero obiettivo deve essere eleggere cento volti nuovi nelle assemblee del Pd campano

Il presidente delle Acli di Napoli lancia una grande assemblea della società civile organizzata per fine agosto

Napoli, 14 agosto 2007 – “Basta ai litigi estivi sul nome del primo segretario del Partito Democratico campano: Margherita e Ds si pongano invece l’obiettivo, insieme alla società civile organizzata, di far eleggere almeno cento nomi nuovi il prossimo 14 ottobre come delegati alle assemblee nazionale e regionale. Si creerebbe così un importante tratto di discontinuità con l’attuale situazione politica della Campania e si darebbe alla gente un motivo valido per scegliere di darsi da fare all’interno del nuovo soggetto.”

Ad affermarlo è Pasquale Orlando, presidente delle Acli di Napoli e membro della direzione nazionale dell’associazione, che nelle scorse settimane ha annunciato il suo appoggio alla candidatura di Enrico Letta alla segreteria nazionale.

“La gente – afferma Orlando – si è già stufata di ascoltare questa ridda di nomi che riguarda una pletora di candidati, e spesso si tratta dei soliti noti, che corrono per una sola poltrona in un partito che dovrebbe invece essere caratterizzato dalla più ampia partecipazione nei propri organismi democratici. Piuttosto, è giunto il momento di coinvolgere la società civile organizzata, il mondo della cultura, delle professioni, dei saperi, e upportarle affinché da esse provengano numerosi candidati alle assemblee del 14 ottobre prossimo. Cento nomi nuovi, quindi, per un volto nuovo della politica, per un Partito Democratico che sia vera espressione del territorio e non solo degli apparati partitici.”

Orlando annuncia, inoltre, che “entro fine agosto si svolgerà una grande assemblea del civile organizzato che vuole impegnarsi per una politica diversa. Siamo anche noi pronti per dare un contributo che non sia marginale e dire con chiarezza quale Pd vogliamo per il rilancio del sistema Campania.”


martedì, luglio 03, 2007

partito democratico: Pronto il Comitato: un terzo sono esterni


Comitato “14 ottobre” alla stretta finale: ieri l’ultimo vertice, quello definitivo, tra i segretari regionali e provinciali di Quercia e Fiorellino, per completare l’elenco dei circa 60 componenti che si occuperanno delle iniziative per il Pd a livello territoriale. Rispettate le proporzioni della vigilia: un terzo ciascuno per Margherita, Ds ed esterni, per lo più docenti e esponenti di associazioni attive in Campania. Tra i nomi, i docenti Ernesto Paolozzi, Mario Rusciano, Paola De Vivo, lo storico Piero Craveri, il chirurgo Mario Condorelli, il presidente dell’Apd Osvaldo Cammarota. Intanto, potrebbe essere ufficializzato già oggi, nel corso della conferenza stampa indetta all’Hotel Oriente per le 12, il gruppo unico Ds-Dl alla Provincia di Napoli: una forza che conterà 15 consiglieri e 8 assessori in tutto.
di Antonella Autero
Un comitato da sessanta componenti circa, divisi in parti uguali tra gli “azionisti” del nascente partito democratico: un terzo alla Margherita, un terzo ai Ds, un terzo alla società civile. Senza dimenticare i nuovi compagni di viaggio di Alleanza riformista, gli ex Sdi che guadagnano una discreta rappresentanza nel primo organismo territoriale del soggetto unitario: siederanno nel Comitato Felice Laudadio, Andrea America, Roberto De Masi, Felice Iossa. “Hanno fatto una scelta coraggiosa ed è giusto che partecipino a questa fase costituente — spiega Salvatore Piccolo, segretario provinciale dei Dl all’uscita dal vertice con i segretari regionali Enzo Amendola e Ciriaco De Mita e con gli altri nella sede di Santa Brigida -. Ma ancora più importante è l’apertura alla società civile, ampiamente rappresentata con esponenti del mondo accademico e rappresentanti delle associazioni”. I nomi sono di quelli che pesano, anche se per molti non è la prima volta in politica. Nell’elenco Raimondo Pasquino, rettore dell’Università di Salerno e i docenti Eugenio Mazzarella, Ernesto Paolozzi, Mario Rusciano, Paola De Vivo, lo storico Piero Craveri, il chirurgo Mario Condorelli. E ancora Osvaldo Cammarota, presidente dell’Associazione per il partito democratico, Raffaele Cananzi, già presidente nazionale dell’Azione cattolica, Pasquale Orlando, numero uno delle Acli napoletane e Anna Savarese di Legambiente. Intanto, potrebbe essere ufficializzato già oggi, nel corso della conferenza stampa indetta all’Hotel Oriente per le 12, il gruppo unico Ds-Dl alla Provincia di Napoli: una forza che conterà 15 consiglieri e 8 assessori in tutto.
Esperienza già andata in porto nel Comune di Frattamaggiore e che è in via di definizione a San Giorgio a Cremano e a Torre del Greco. “E l’obiettivo è che sia di esempio anche per altre realtà territoriali”, dice Piccolo. Pare che, nella riunione di ieri, siano stati già stabiliti anche i capigruppo ai tre livelli istitiuazionali: in Provincia Lello Topo, al Comune di Napoli Antonio Borriello e alla Regione Mario Sena.
Sulla selezione dei gruppi dirigenti del nascente Pd è intervenuto ieri il consigliere regionale Ds Giuseppe Russo, secondo il quale è necessaria “una competizione vera ed aperta allo scopo di contrastare qualsiasi tentativo di autoconservazione e meschini calcoli di ceto politico. Che tutto questo accada non è cosa scontata se non si argina il diffuso conformismo che permea il dibattito in corso e le conseguenze di un sistema di consenso costruito intorno alla gestione della spesa pubblica”. Posizioni, queste di Russo, che saranno al centro di una manifestazione sul Pd che si terrà sabato, 7 luglio, al teatro Augusteo. Vi prenderanno parte, tra gli altri, i deputati Umberto Ranieri e Donato Mosella, e il consigliere regionale Roberto Conte. Una quota è riservata anche agli ex Sdi di Alleanza riformista
Margherita:
Salvatore Piccolo
Antonio Polito
Nino Bocchetti
Maurizio Nunziante
Nicola Tremante
Lello Topo
Giovanni Palladino
Vincenzo Cuomo
Gennaro D’Angelo
Ezio Di Salvatore
Assunta Tartaglione (vicedelegato donne provincia di Napoli)
Emilia Selva (per i givoani)
Tecla Magliacano
Emilio Montamarano
Rosanna Romano
Alfonso Ascione
Ds:
Massimo Paolucci
Antonio Borriello,
Ciro Cacciola,
Nino Daniele
Leonardo Impegno
Amedeo Cortese
GiosuèStarita
Giovanna Martano
Giovanni Venditto
Carlo De Michele
Luigi Carnovale

Alleanza riformista
Felice Laudadio
Andrea America
Roberto De Masi
Felice Iossa
Sindacati
Anna Rea (Uil)
Giuseppe Gargiulo (Cisl)
Giuseppe Errico (Cgil)

Società civile
Pasquale Orlando (Acli),
Anna Savarese (Legambiente),
Raimondo Pasquino (rettore)
Eugenio Mazzarella (docente)
Ernesto Paolozzi (docente),
Mario Rusciano (docente)
Paola De Vivo (docente),
Piero Craveri (storico)
Mario Condorelli (chirurgo),
Osvaldo Cammarota (Apd)
Raffaele Cananzi (già presidente az. cattolica)

I posti nel Comitato sono divisi in parti uguali tra gli “azionisti” del nascente partito democratico: un terzo alla Margherita, un terzo ai Ds, un terzo alla società civile. Rappresentata anche Alleanza riformista