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martedì, agosto 18, 2009

Bassolino ai medici campani «Non denunciate gli immigrati irregolari

Circolare di Bassolino ai medici campani
«Non denunciate gli immigrati irregolari»

NAPOLI (17 luglio) - Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, e l'assessore regionale alla Sanità, Mario Santangelo, hanno inviato oggi ai responsabili delle Asl, delle Aziende Ospedaliere, dei Policlinici Universitari e degli Irccs, una circolare in cui si chiariscono alcuni aspetti relativi all'assistenza sanitaria degli immigrati irregolari in Campania.

In particolare, il presidente Bassolino e l'assessore Santangelo hanno ribadito che in ossequio ai principi espressi dall'art. 32 della Costituzione, il personale sanitario chiamato ad assicurare le prestazioni sanitarie al cittadino straniero non soggiace all'obbligo di denuncia derivante dagli articoli 361 e 362 del codice penale e che tale precisazione vale per tutto il personale (medico, professionale, amministrativo, tecnico) coinvolto nella presa in carico della persona straniera richiedente prestazioni sanitarie, compresi i mediatori culturali.

«Siamo impegnati - ha detto Bassolino - a garantire l'assistenza sanitaria a tutti quelli che ne hanno bisogno, senza operare distinzioni, così come stabilisce la nostra Costituzione. Affermiamo così il diritto alla salute di tutti, dei cittadini e delle famiglie migranti così come di tutta la nostra comunità. Il nostro pensiero va a tanti lavoratori immigrati che vivono in condizioni difficili e, ora in particolare, al piccolo Luca che in queste ore all'ospedale Santobono sta lottando per la vita. Sul terreno del diritto alla salute non intendiamo arretrare in nessun modo. Vogliamo, anzi, - ha concluso il governatore - sostenere sempre di più gli operatori impegnati a portare cure nelle realtà più critiche del nostro territorio, a cominciare da alcune aree del Casertano e da Castelvolturno».

sabato, febbraio 07, 2009

Immigrati: rischio emarginazione sanitaria



Approvato l'emendamento che consente ai medici di denunciare gli stranieri non regolari

Roma, 5 febbraio 2009 - «Un gravissimo passo indietro sul piano dell'integrazione e della stessa sicurezza». Questo il giudizio delle Acli sull'approvazione da parte del Senato dell'emendamento nel disegno di legge sulla Sicurezza che abolisce la norma, prevista dal Testo Unico sull'immigrazione, per cui il medico non deve denunciare lo straniero, qualunque sia il suo status giuridico in Italia, che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche. «Non si favorisce la sicurezza e la legalità - afferma il presidente delle Acli Andrea Olivero - producendo leggi ingiuste e inapplicabili. Non si possono introdurre nell'ordinamento giuridico principi contrari a quelli dichiarati e praticati nella vita professionale di medici e operatori sanitari, che del resto proprio nei giorni scorsi, insieme a tante associazioni, avevano chiesto a gran voce che questo emendamento venisse ritirato per le gravi conseguenze che ne sarebbero derivate».
Le Acli auspicano l'attivazione dell'obiezione di coscienza da parte di tutti gli operatori sanitari, «per il rispetto che si deve a ogni vita umana». Ma temono che la legge possa provocare «un'emarginazione sanitaria degli stranieri irregolari presenti in Italia con un grave rischio per la loro salute ma anche per la sicurezza della popolazione italiana in termini di diffusione delle malattie».
Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani contestano quindi l'approvazione dell'emendamento che impone una tassa ulteriore per il rilascio del permesso di soggiorno tra i 50 e i 200 Euro, e quello che stabilisce la nascita di un Registro dei clochard, «cioè della loro schedatura». «L'incapacità di gestire la questione sicurezza sembra riversarsi con rabbia contro i più poveri» commenta il presidente Olivero. «La sicurezza, fisica e sociale, deve essere un bene per tutti, italiani e stranieri, qualunque sia la condizione economica delle persone. Ma sono l'integrazione e l'inclusione sociale che garantiscono la sicurezza, non il contrario. Continuare su questa strada ci allontana dalla soluzione del problema».

(la foto cartello l'ho trovata sul profilo Facebook di Andrea de Carlo)

giovedì, febbraio 05, 2009

Il Ddl sicurezza punto per punto

Lo straniero che entra in Italia o vi soggiorna clandestinamente commette reato, ma non rischia il carcere. Per avere o rinnovare il permesso di soggiorno si dovrà pagare una tassa. Le cosiddette 'ronde padanè diventano legali. I medici potranno denunciare i clandestini che si sottoporranno alle loro cure. Sono queste alcune delle misure principali contenute nel ddl Sicurezza approvato dal Senato. (i commenti fateli voi, io li inserisco domani anche se diversi sono già stati pubblicati durante l'iter del decreto.....)

Tassa sul permesso di soggiorno. Per averlo o rinnovarlo si dovrà pagare una tassa che dovrà essere fissata dal governo tra un minimo di 80 ad un massimo di 200 euro. Si istituisce il 'Fondo rimpatrì per far tornare stranieri a paesi di origine. Se lo straniero vuole il permesso di soggiorno dovrà sottoscrivere un Accordo di integrazione che impone crediti e obiettivi da raggiungere.

Registro dei clochard. Tutti i senza fissa dimora dovranno essere iscritti in un apposito registro istituito presso il ministero dell'Interno.

Sì alle ronde, ma non armate. Associazioni di cittadini potranno segnalare alle forze dell'ordine situazioni di grave disagio sociale o di pericolo per la sicurezza pubblica. In base ad un emendamento di Felice Casson (Pd) non potranno però girare armate e cooperare fattivamente con la polizia.

Denuncia degli irregolari dai parte dei medici. Soppressa la norma che vietava ai medici di segnalare la presenza di irregolari. Ora il medico potrà comportarsi secondo coscienza. Il Pd, con Daniele Bosone, avverte «che si creerà una sanità parallela» e che i clandestini non avranno «più controlli sanitari». Ma se la Lega la spunta su questo, trasformerà in ordine del giorno tre suoi emendamenti 'caldì: quello che faceva pagare l'assistenza sanitaria agli stranieri; il 'nò all'uso di burka e chador in luoghi pubblici; lo stop ai flussi migratori.

Carcere fino a tre anni se si oltraggia pubblico ufficiale. Ritorna la norma depenalizzata aumentando la pena. Chi insulta ora un pubblico ufficiale rischia fino a tre anni di carcere.

No carcere per i writers. Il governo l'aveva chiesta, ma la Lega si è opposta e l'ha spuntata. Niente più carcere per chi imbratta i muri, solo multe per un massimo di 2.500 euro. Multa di 1.000 euro per chi vende a minori vernice non biodegradabile.

Inasprito il 41 bis. Detenzione più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri «ad hoc» per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l'esterno.

Niente arresti domiciliari per gli stupratori. Pugno di ferro contro gli stupratori che non godranno più di alcuni benefici, tra cui gli arresti domiciliari. Per loro arresto in flagranza. Mentre per gli assassini e gli stragisti, critica l'opposizione, no.

Sì a spray anti-stupro al peperoncino. Si liberalizza la vendita di spray urticanti non chimici.

Niente tasse su beni confiscati a mafia. In caso di confisca di beni e aziende non ci si dovranno più pagare le tasse sopra.

Giro di vite per baby-gang e pedofili. Si aggiunge un' aggravante: se lesione od omicidio preterintenzionale vengono commessi con armi o sostanze corrosive o in gruppo. Condanne più dure se reati anti-minori avvengono vicino asili e scuole.

Più difficili nozze con badanti. Lo straniero che sposa un cittadino italiano dovrà rimanere in Italia per almeno due anni prima di ottenere la cittadinanza.

Sì a norma anti-moschee e centri sociali. Se c'è il sospetto che associazioni, gruppi od organizzazioni non riconosciute (vi rientrano anche quelle religiose di matrice islamica) svolgano attività con finalità terroristiche, il Viminale può disporne lo scioglimento e ordinarne la confisca dei beni.

No ad apologia o incitamento a delinquere via internet. Il ministero dell'Interno potrà ordinare l'oscuramento dei siti Internet sui quali si commette il reato di apologia o si istiga a delinquere. O potrà chiedere che vi vengano apposti filtri adeguati. I siti «disobbedienti» dovranno pagare una sanzione dai 50mila a 250mila euro.