| Presenti sul posto le Forze dell'ordine che si confrontano con i Movimenti e gli abitanti della zona Nostro servizio |
Dopo la decisione di ieri del presidente della Giunta regionale della Campania Stefano Caldoro di disporre il trasferimento di parte dei rifiuti di Napoli anche alla discarica di Sant'Arcangelo Trimonte, la tensione sale in prossimità dell'impianto dove sono già in vista i primi camion colmi di rifiuti del capoluogo partenopeo. Ci risiamo. La scena che sta per presentarsi è quella dello scorso anno quando ci furono anche scontri con le Forze dell'ordine che hanno disposizioni certe e che sono quelle di far scaricare i camion del loro carico per alleggerire la pressione su Napoli una pressione che, la scorrettezza dei suoi abitanti, indocili alle regole ed al rispetto delle leggi, continua ad alimentare un fenomeno, quello del mancato smaltimento dei rifiuti, che in un intero paese appartiene solo ad una parte del suo territorio: Napoli, sempre Napoli che peraltro distrugge anche l'immagine del nostro paese agli occhi del mondo. Occorrerebbe, nei confronti di questo popolo e di questa città che, qui sì, si proponesse una class action per il risarcimento del danno incommensurabile che sta provocando anche ai territori limitrofi quali il Sannio appunto. Altro che solidarietà! Si vedrà ora come si evolverà nelle prossime ore la vicenda di Sant'Arcangelo Trimonte. L'augurio è che non si paghino prezzi troppo alti per una vicenda che in pratica non ci appartiene se non nell'effetto finale. |
A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
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sabato, luglio 09, 2011
Tensione a Sant'Arcangelo Trimonte dove i camion stanno per scaricare i rifiuti di Napoli
domenica, agosto 17, 2008
Vinicio Capossela, lunedì 18 agosto in concerto sull'Altopiano del Formicoso

Lunedì 18 agosto, sull'Altopiano del Formicoso, in Alta Irpinia, Vinicio Capossela parteciperà a una giornata di sensibilizzazione ambientale. Si esibirà con la sua band e molti altri musicisti: Franco Arminio, Banda Musicale Città di Calitri, Pasquale e Paolo Innarella, Caterina Pontrandolfo, Jambassa+Ketamo, Molotov, Simone Carotenuto e Tammurriati del Vesuvio, Folska e tanti altri cantori locali e paesani.
Il movimento 'Irpinia d'Oriente' per l'autonomia, nato l'11 agosto, nel corso dell'assemblea popolare spontanea, svoltasi presso l'anfiteatro di Sant'Angelo dei Lombardi, conferma la sua totale ed incondizionata adesione alla 'Giornata di sensibilizzazione nazionale dell'opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull'Altopiano del Formicoso, nel cuore dell'Alta Irpinia.' organizzata per lunedì, con la partecipazione di Franco Arminio e Vinicio Capossela. “Il nostro movimento, - si legge nella nota - che riceve quotidianamente adesioni da cittadini residenti anche negli altri Comuni, oltre che da irpini emigrati in varie regioni d'Italia ed all'estero, vuole in tale occasione riproporre la necessità di autodeterminazione che porti questa gente, in un percorso democratico che si sviluppi dalla 'base', ad essere finalmente libera di ragionare sul proprio futuro. Il nostro territorio, sul quale la devastazione prodotta dagli 'sciacalli' è stata ancora più totale non può continuare ad essere 'terra di nessuno'. La classe politica irpina e campana non può certo essere capace, proprio per l'inettitudine fin qui palesata, di difendere il nostro territorio e la nostra collettività, di evitare che la discarica al Formicoso sia realizzata. Solo la gente d'Irpinia, finalmente unita al di là di differenze di campanile, ideologia, collocazione partitica o ideologica, potrà evitare questo scempio!”.
Il movimento 'Irpinia d'Oriente' per l'autonomia, nato l'11 agosto, nel corso dell'assemblea popolare spontanea, svoltasi presso l'anfiteatro di Sant'Angelo dei Lombardi, conferma la sua totale ed incondizionata adesione alla 'Giornata di sensibilizzazione nazionale dell'opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull'Altopiano del Formicoso, nel cuore dell'Alta Irpinia.' organizzata per lunedì, con la partecipazione di Franco Arminio e Vinicio Capossela. “Il nostro movimento, - si legge nella nota - che riceve quotidianamente adesioni da cittadini residenti anche negli altri Comuni, oltre che da irpini emigrati in varie regioni d'Italia ed all'estero, vuole in tale occasione riproporre la necessità di autodeterminazione che porti questa gente, in un percorso democratico che si sviluppi dalla 'base', ad essere finalmente libera di ragionare sul proprio futuro. Il nostro territorio, sul quale la devastazione prodotta dagli 'sciacalli' è stata ancora più totale non può continuare ad essere 'terra di nessuno'. La classe politica irpina e campana non può certo essere capace, proprio per l'inettitudine fin qui palesata, di difendere il nostro territorio e la nostra collettività, di evitare che la discarica al Formicoso sia realizzata. Solo la gente d'Irpinia, finalmente unita al di là di differenze di campanile, ideologia, collocazione partitica o ideologica, potrà evitare questo scempio!”.
venerdì, aprile 11, 2008
Discariche: "La condanna Ue non è contro la Campania, ma riguarda il governo Berlusconi"
una volta tanto.......
di Conchita Sannino Repubblica Napoli
Pia Bucella, alto funzionario alla guida della Direzione generale Ambiente e dirigente della comunicazione e degli affari giuridici della Commissione europea, chiarisce il significato della decisione di Bruxelles: "Un atto d'accusa contro tutte le discariche italiane sorte dal 2001 in poi"
Un atto d'accusa contro tutte le discariche italiane sorte dal 2001 in poi. È la condanna emessa dalla Corte di Giustizia europea sul caso rifiuti contro Roma. Un dispositivo che non riguarda assolutamente il contenzioso in corso sul disastro Campania, né la gestione della crisi del supercommissario Gianni De Gennaro o dei suoi predecessori.
Lo chiarisce a Repubblica, da Bruxelles, Pia Bucella, l'alto funzionario che guida la Direzione generale Ambiente ed è dirigente della comunicazione e degli affari giuridici della Commissione europea. "La vicenda Campania non interferisce con questa sentenza. Il pronunciamento della Commissione europea deriva invece da un contenzioso avviato dalla commissione europea nel 2003 - spiega la dottoressa Bucella - E punta il dito sul modo di intendere e di gestire le discariche in Italia".
In sintesi, il verdetto della Corte di giustizia riguarda il procedimento aperto da Bruxelles nel 2003 contro l'allora governo Berlusconi, messo sotto accusa per non avere ottemperato al dispositivo che già nel 1999 dettava condizioni e regole rigidissime in materia di autorizzazione, allestimento e gestione delle discariche che insistono in tutto il territorio italiano. Il verdetto, per ora, non impone multe. Ma autorizza la commissione europea, che rappresentava la pubblica accusa in tale procedimento, ad esigere che l'Italia applichi rigorosamente il diritto comunitario. Se da Palazzo Chigi si continuasse a non assolvere a tale obbligo, fanno notare fonti della commissione, allora si potrebbe arrivare ad un secondo pronunciamento di condanna da parte dei giudici. In tal caso, il dispositivo comporterebbe anche una serie di penali salatissime.
Spiega la dottoressa Bucella: "La direttiva comunitaria che risale al 199 obbligava i Paese membri e quindi anche l'Italia a recepire le nuove norme in materia di allestimenti di siti per i rifiuti entro il luglio del 2001. Tuttavia il governo italiano non solo rispose con quasi due anni di ritardo, cioè nel 2003. Ma inoltre non recepì quelle regole. Anzi le contestò, obiettando che avrebbe conferito la nuove veste alle discariche solo a partire dal 2009". Ovvero: con otto anni di distanza rispetto a quanto imponeva la norma della commissione europea. Si trattò, sostenne allora la commissione, "di un atto palese di violazione del diritto comunitario".
In concreto, quante sarebbero in Italia le discariche sorte in contrasto con le norme dettate da Bruxelles? "Ah. È una bella domanda. Vorremmo saperlo anche noi. Ma purtroppo lo chiediamo dal 2003 - scuote la testa l'alto funzionario - E non abbiamo mai avuto risposte".
di Conchita Sannino Repubblica Napoli
Pia Bucella, alto funzionario alla guida della Direzione generale Ambiente e dirigente della comunicazione e degli affari giuridici della Commissione europea, chiarisce il significato della decisione di Bruxelles: "Un atto d'accusa contro tutte le discariche italiane sorte dal 2001 in poi"
Un atto d'accusa contro tutte le discariche italiane sorte dal 2001 in poi. È la condanna emessa dalla Corte di Giustizia europea sul caso rifiuti contro Roma. Un dispositivo che non riguarda assolutamente il contenzioso in corso sul disastro Campania, né la gestione della crisi del supercommissario Gianni De Gennaro o dei suoi predecessori.
Lo chiarisce a Repubblica, da Bruxelles, Pia Bucella, l'alto funzionario che guida la Direzione generale Ambiente ed è dirigente della comunicazione e degli affari giuridici della Commissione europea. "La vicenda Campania non interferisce con questa sentenza. Il pronunciamento della Commissione europea deriva invece da un contenzioso avviato dalla commissione europea nel 2003 - spiega la dottoressa Bucella - E punta il dito sul modo di intendere e di gestire le discariche in Italia".
In sintesi, il verdetto della Corte di giustizia riguarda il procedimento aperto da Bruxelles nel 2003 contro l'allora governo Berlusconi, messo sotto accusa per non avere ottemperato al dispositivo che già nel 1999 dettava condizioni e regole rigidissime in materia di autorizzazione, allestimento e gestione delle discariche che insistono in tutto il territorio italiano. Il verdetto, per ora, non impone multe. Ma autorizza la commissione europea, che rappresentava la pubblica accusa in tale procedimento, ad esigere che l'Italia applichi rigorosamente il diritto comunitario. Se da Palazzo Chigi si continuasse a non assolvere a tale obbligo, fanno notare fonti della commissione, allora si potrebbe arrivare ad un secondo pronunciamento di condanna da parte dei giudici. In tal caso, il dispositivo comporterebbe anche una serie di penali salatissime.
Spiega la dottoressa Bucella: "La direttiva comunitaria che risale al 199 obbligava i Paese membri e quindi anche l'Italia a recepire le nuove norme in materia di allestimenti di siti per i rifiuti entro il luglio del 2001. Tuttavia il governo italiano non solo rispose con quasi due anni di ritardo, cioè nel 2003. Ma inoltre non recepì quelle regole. Anzi le contestò, obiettando che avrebbe conferito la nuove veste alle discariche solo a partire dal 2009". Ovvero: con otto anni di distanza rispetto a quanto imponeva la norma della commissione europea. Si trattò, sostenne allora la commissione, "di un atto palese di violazione del diritto comunitario".
In concreto, quante sarebbero in Italia le discariche sorte in contrasto con le norme dettate da Bruxelles? "Ah. È una bella domanda. Vorremmo saperlo anche noi. Ma purtroppo lo chiediamo dal 2003 - scuote la testa l'alto funzionario - E non abbiamo mai avuto risposte".
venerdì, gennaio 25, 2008
"Dottò, Fuorigrotta sembra nu salotto". De Gennaro : piano non cambia di una virgola
"Dottò, Fuorigrotta sembra nu salotto". Qualche risultato, Gianni De Gennaro, comincia ad ottenerlo. Ma dal suo ufficio al secondo piano del comando logistico sud che affaccia su piazza Plebiscito, sa benissimo che la partita rifiuti è ancora tutta da giocare e da vincere. E infatti: "oggi il piano è un castello di carta, se lo tocco cade tutto - dice in un colloquio con l'ANSA -. Ma se riesco ad aprire una discarica diventa un castello di sabbia. E se poi allestisco anche un sito di stoccaggio allora il castello diventa di tufo. E così via, fino a quando il cemento armato avrà preso il posto della carta. E' evidente dunque che il piano non cambierà di una virgola". Il giorno dopo la caduta di Prodi, il commissario di governo del governo che non c'é più è al suo posto e della situazione politica a dir poco incerta sembra non interessarsi. "Io non conosco nessuno, vado avanti nel compito che mi hanno assegnato", dice. Domani sarà a Benevento, dove le proteste cominciano a montare per la riapertura imminente della discarica di Montesarchio. "Non sono ottimista ma fiducioso - spiega riferendosi non soltanto alla situazione nel beneventano -, sono convinto che riuscirò a far capire ai cittadini che la soluzione indicata è quella giusta e, soprattutto, che sono qui per restituire loro la fiducia nelle istituzioni". Perché, e De Gennaro lo sa bene, uno dei problemi principali è proprio la sfiducia della gente, che per anni si è vista fare promesse poi mai mantenute. E paradossalmente il suo compito è più facile degli altri commissari che lo hanno preceduto, che avevano un mandato più lungo e l'obbligo di predisporre anche un piano per l'intero ciclo dei rifiuti. "Io devo risolvere l'emergenza - conferma - e non è né la prima né l'ultima che ne affronto una. Poi è evidente che se c'é qualcuno che ha un piano per avviare in futuro un ciclo dei rifiuti virtuoso conviene innanzitutto a me assecondarlo, perché mi consente di raggiungere i risultati con meno difficoltà".
Dunque si prosegue sulla strada indicata: apriranno prima le discariche di Difesa Grande e Montesarchio e poi si comincerà ad allestire i siti di Marigliano, Ferrandelle, Pianura e Manifattura Tabacchi, contestualmente alla discarica di Villaricca. Perché è chiaro che i problemi maggiori sono quelli che riguardano Napoli e la provincia e quindi è necessario prima avviare il ciclo così come stabilito e poi affrontare i nodi più spinosi. "La situazione mi ricorda l'inizio degli anni novanta, quando mi diedero un pezzo di carta e mi dissero 'fai la Dia' - racconta -. Non avevo nulla, lo staff era composto praticamente soltanto da me. Con l'autista ci fermavamo in una traversa di via Barberini e in macchina scrivevo le relazioni. La differenza è che qui ho anche dovuto studiare, perché di mafia qualcosa sapevo, di rifiuti no".
Dunque si prosegue sulla strada indicata: apriranno prima le discariche di Difesa Grande e Montesarchio e poi si comincerà ad allestire i siti di Marigliano, Ferrandelle, Pianura e Manifattura Tabacchi, contestualmente alla discarica di Villaricca. Perché è chiaro che i problemi maggiori sono quelli che riguardano Napoli e la provincia e quindi è necessario prima avviare il ciclo così come stabilito e poi affrontare i nodi più spinosi. "La situazione mi ricorda l'inizio degli anni novanta, quando mi diedero un pezzo di carta e mi dissero 'fai la Dia' - racconta -. Non avevo nulla, lo staff era composto praticamente soltanto da me. Con l'autista ci fermavamo in una traversa di via Barberini e in macchina scrivevo le relazioni. La differenza è che qui ho anche dovuto studiare, perché di mafia qualcosa sapevo, di rifiuti no".
giovedì, gennaio 10, 2008
«Ricchezza dalla spazzatura ecco le nuove soluzioni»
Massimo esperto mondiale, il professor Brunner sarà a Napoli «Le discariche sono ancora necessarie ma la sicurezza va garantita»
Le parole centrali sono tre: riciclaggio, sicurezza e potenzialità. Paul Hans Brunner è uno dei massimi esperti mondiali nel settore della gestione dei rifiuti. Docente all’università di Vienna, per le sue ricerche ha ricevuto riconoscimenti internazionali, quali quello del Waste to Energy Technology Council degli Stati Uniti. Il 15 il professor Brunner sarà a Napoli, ospite della Federico II, per spiegare come trasformare l’emergenza in opportunità. Partendo, appunto, da tre principi: ricliclare i materiali, mettere in sicurezza le discariche, utilizzare al massimo le potenzialità dei rifiuti per produrre energia. In primo luogo il riciclaggio. «Nel secolo scorso la quantità di materiale che è stato possibile riciclare in tutti i settori (residenziale, commerciale, industriale, commerciale ed agricolo) è aumentato enormemente e non vi sono ancora segni che questa tendenza cambierà nel prossimo futuro». Ma le discariche sono ancora necessarie a fronte di un alto tasso di riciclaggio? «Il riciclaggio può deviare un’importante frazione del totale del flusso di rifiuti e risultare utile per beni di consumo. Tuttavia, a causa di motivi economici e energetici, il totale riciclaggio dei rifiuti non è fattibile. Così è necessario collocare grandi quantità di rifiuti in un luogo sicuro». In tutte le zone dove si ipotizza la collocazione di una discarica scoppiano proteste della popolazione. «Gli obiettivi della gestione dei rifiuti comprendono la protezione delle persone e dell’ambiente, la conservazione delle risorse come l’energia, i materiali e la terra. Fondamentale è la messa in sicurezza delle discariche per principio di precauzione. Dal momento che i rifiuti sono contemporaneamente vettori di pericolo e preziosi materiali, la gestione dei rifiuti gioca un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente e la conservazione delle risorse». Ci sono sistemi per azzerare i rischi? «In economie in cui i servizi hanno un ruolo predominante, i rifiuti non pericolosi sono vettori di sostanze pericolose più ancora dei rifiuti pericolosi. Questo per il minor livello di precauzioni preso. Pertanto, se i rischi derivanti da sostanze pericolose devono essere ridotti al minimo, la sicurezza ambientale di gestione di rifiuti non pericolosi, in particolare di rifiuti solidi urbani, è di fondamentale importanza». Quindi? «Il trattamento termico è una strada praticabile per molti processi di rifiuti pericolosi e non. Ci sono diversi processi termici disponibili per il trattamento di materiali di scarto; ognuno ha i suoi vantaggi e svantaggi specifici». E il rischio di emissioni? «Studi sull’andamento dei moderni processi termici mostrano che le emissioni degli inceneritori possono essere molto inferiori a quelli più avanzati standard. Se l’attuale tecnologia di controllo sull’inquinamento atmosferico è applicata, i flussi di metalli pesanti e sostanze organiche da inceneritori sono insignificanti in confronto ad altre fonti di emissione». Una soluzione che esaurisce il problema? «Il problema successivo è che cosa fare con il risultato di incenerimento e di filtro dei residui. Risultati di analisi del flusso di materiale mettono in risalto il grande potenziale per il futuro riutilizzo. Da indagini a lungo termine sui diversi scenari sembra possibile che alcuni materiali, come i metalli volatili, possono essere riciclati in modo efficiente da processi termici. È necessario sviluppare nuove strategie di gestione dei rifiuti come il recupero di energia unito al recupero di materiali».
SALVO SAPIO da Il Mattino.
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