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lunedì, giugno 09, 2008

Napoli: Concerto di Salvatore Accardo evento di chiusura Maggio dei Monumenti 2008

interno teatro san carlo

Martedì 10 giugno ore 21,00
Teatro di S. Carlo
Concerto di chiusura del "Maggio dei Monumenti 2008"

solista e direttore
SALVATORE ACCARDO

ORCHESTRA GIOVANILE DEI QUATTRO CONSERVATORI DELLA CAMPANIA

Ludwig van Beethoven: Sinfonia n° 4 in sib magg. Op. 60
Ludwig van Beethoven: Concerto in re maggiore per violino e orchestra opera 61

Si chiude con il concerto evento diretto dal maestro Salvatore Accardo il Maggio dei Monumenti 2008. Il concerto, che avrà luogo al teatro di San Carlo di Napoli, martedì 10 giugno, tiene a battesimo una nuova formazione musicale.

Nasce infatti per questa straordinaria occasione l'Orchestra Giovanile dei Quattro Conservatori della Campania (Avellino, Benevento, Napoli e Salerno), che vuole offrire agli allievi ed ai giovani diplomati più meritevoli un' occasione di crescita artistica e di prospettiva lavorativa.

L'Orchestra, dopo il debutto, resterà sulla scena musicale italiana. Una nuova e già prestigiosa formazione musicale che nasce con il Maggio dei Monumenti; la manifestazione che da 14 anni celebra e valorizza il patrimonio materiale e immateriale di Napoli, in questo modo lascia un segno tangibile e duraturo della grande creatività e della ricchezza delle espressione artistica che esprime la nostra regione.

Il Maggio, aperto dal concerto di Nicola Piovani, viene chiuso da Salvatore Accardo; una simbolica staffetta tra due importanti musicisti italiani, che ha dato ancora più lustro a questa edizione della kermesse.
I biglietti per assistere al concerto sono a disposizione del pubblico a partire da mercoledì 4 giugno, e si possono ritirare al botteghino del teatro.

lunedì, dicembre 31, 2007

Goran Bregovic: «Una canzone dedicata alle nazioni che ricorrono ancora al boia»

FEDERICO VACALEBRE da Il Mattino.
L’albergo sul lungomare che lo ospita con tutti i riguardi non gli è nuovo. Un tempo, quando era poco più di un ragazzo, accoglieva un night club, lo Schiribizzo, dove la sua chitarra accompagnava le lascive movenze di professioniste dello spogliarello: «Nei paesi sovietici quei locali non erano solo posti dove guardare le donne nude, avevano un alone culturale, visto che non erano controllati dal partito», ricorda Goran Bregovic, star balcanica della musica per il cinema, felicissimo di essere tra i protagonisti del Capodanno napoletano in piazza del Plebiscito: «So che l’Italia vive uno strano periodo, che si parla tanto di declino. Voglio dirvi che a me si riempie la bocca solo a pronunciare la parola ”Italia”: stanotte faremo casino - io metterò da parte il programma di musica per funerali e matrimoni ed attingerò al repertorio per le grandi feste - ma, nello stesso tempo, lanceremo dei messaggi di convivenza civile. Questo fatto succede a Napoli, in Italia, non crediate che nel resto del mondo le cose vadano così». Il Mediterraneo di Pistoletto alle spalle. E sul palco il Mediterraneo che tiene insieme le voci veraci di Sal Da Vinci, Gigi Finizio e Consiglia Licciardi, il tamburo scugnizzo di Tullio De Piscopo, il sassofono newpolitano di Marco Zurzolo... «E i miei musicisti balcanici, e le mie coriste bulgare, e il leone del Maghreb Khaled, e il fratello napoletano Enzo Avitabile con i suoi Bottari... L’umanità finora ha schiacciato le differenze, eliminato i ”diversi”, ora stiamo imparando che siamo tutti ”diversi”, che ucciderci l’un l’altro non è la soluzione». Ecco, allora, il senso «politico» del concerto. Ma serve davvero che dei musicisti cantino contro la pena di morte? «Una festa rimane una festa, ma se la gente che si abbraccia e brinda avverte che si può fare qualcosa per migliorare il mondo è un bene. Ed è una realtà, non esistono solo le cattive notizie che finiscono nei telegiornali, esistono milioni di persone per bene che ogni giorno rendono il nostro pianeta migliore, più bello, persino più giusto». Enzo Avitabile ha scritto un brano, semplice, diretto, popolare, per celebrare l’impegno italiano sulla moratoria della pena di morte. Si intitola «Mare ’e fuoco», è un pezzo in mi minore sul ritmo antico della «pastellessa». «Dovremmo farlo in tre, Avitabile, Khaled e io, ma lo dobbiamo ancora provare, vediamo come viene, potrebbe essere divertente». «Tricche tracche/ botta a botta/ nun vulimmo ’a pena ’e morte», dice il ritornello. «Non sono proprio le parole delle canzoni da entreneuse che accompagnavo un tempo: lo vede che il mondo migliora? Prima parlavamo della moratoria fortemente voluta dal governo italiano: non so se servirà a qualcosa, se non resterà soltanto l’ennesima dichiarazione di buoni intenti senza nessuna conseguenza pratica. Ma so che quello che non serve è la pena di morte, e non solo perchè eticamente è un abominio, ma perché il crimine, anche il più abietto, dilaga più che mai anche nelle nazioni che ricorrono al boia». Alle spalle dei due palchi, insieme con il Mare Nostrum sagomato da Pistoletto, un unico messaggio, voluto anch’esso dall’artista, «Amiamo le differenze», scolpito nella luce e declinato in tutte le lingue parlate dai popoli che su quelle acque si affacciano. «È il discorso che facevamo prima. Io sono cresciuto in un regime che ci voleva tutti uguali, non importa se è un credo religioso o uno politico a muovere verso la discriminazione di un uomo, di una razza, di un sesso, di una sensibilità. Ma forse ci siamo presi troppo sul serio, meglio riscaldare gli strumenti e preparare le nostre danze migliori: la festa e il ballo non sono un modo per dimenticare i problemi che ci aspettano nel 2008, e so che anche Napoli e i napoletani ne hanno diversi da risolvere, ma per celebrare il fatto che siamo ancora qui, in mezzo agli altri, pronti all’abbraccio con i nostri cari, ma anche con persone appena incontrare, appena conosciute. Buon anno Napoli, Italia, Mediterraneo, Mondo. E mille di queste notti».

Concerto di pace contro la pena di morte
ANNA MARIA ASPRONE Il tredici, si sa, porta fortuna. E di sicuro fortunata sarà piazza del Plebiscito che, per questa tredicesima edizione della notte in piazza, tornerà ad essere il fulcro della festa di San Silvestro. Tutto ruoterà intorno ai due palchi, ai lati del colonnato della basilica di San Francesco di Paola, che formeranno un unico proscenio insieme alla «Love difference» di Michelangelo Pistoletto. E sul palcoscenico, allestito per festeggiare l’arrivo del 2008, saliranno sette artisti che declineranno il tema del Mediterraneo, ispiratore dell’opera di Pistoletto. All’insegna del dialogo e della pace è anche la presenza di Amnesty International, di cui molti artisti sul palco sono ambasciatori. Amnesty ha scelto Napoli per rilanciare la campagna per l’abolizione della pena di morte, alla luce della storica risoluzione delle Nazioni Unite, che ha introdotto una moratoria sulle esecuzioni. Ma tornando alla festa. La serata, condotta dal dj di «radio Marte» Gigio Rosa, si aprirà alle ore 22,30 con l’esibizione di Tullio De Piscopo, a cui seguirà Enzo Avitabile. La mezzanotte scorrerà sulle note di «’O surdato ’nnammurato» intonate da Consiglia Licciardi chiamata sul palco da Avitabile. Dopo i fuochi artificiali di mezzanotte, un rappresentante di Amnesty International spiegherà le ragioni della loro presenza a Napoli e le modalità del loro intervento. Al termine salirà sul palco l’algerino Khaled, che si esibirà prima da solo e poi in una performance con Enzo Avitabile e Goran Bregovic, che poi si esibirà da solista. Concluderanno il concerto Sal da Vinci, Marco Zurzolo e Gigi Finizio. Il Capodanno si concluderà con il simbolico «incendio» del Castel dell’Ovo. Un filo rosso all’insegna della pace consentirà il passaggio di Napoli dal 2007 al 2008. Nello scorso ottobre infatti di pace si parlò nel Meeting organizzato in città alla presenza del Papa. Per il 2008 un’altra simbolica e suggestiva iniziativa. Domani infatti, torna a Napoli il tradizionale appuntamento con la marcia per la pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. La partenza è prevista per le 18 da piazza del Gesù, per poi raggiungere il sagrato della cattedrale dove il cardinale Crescenzio Sepe accoglierà i partecipanti. Una fiaccolata e un corteo silenzioso sfileranno per il centro storico con dei cartelli su cui sono scritti i nomi dei Paesi oggi in guerra.

venerdì, dicembre 28, 2007

CAPODANNO A PIAZZA DEL PLEBISCITO

CAPODANNO A PIAZZA DEL PLEBISCITO IN DIRETTA SU TELECAPRI

Sarà ancora una volta l’emittente TELECAPRI a trasmettere in diretta il 31 dicembre da Piazza del Plebiscito di Napoli la tredicesima edizione del “Concerto di Capodanno”.

L’appuntamento di fine anno promosso dal Comune di Napoli, ormai entrato a far parte della tradizione del Capodanno a Napoli, prevede la massiccia presenza di napoletani che sceglieranno la piazza simbolo della città per brindare al nuovo anno. Il tutto tra momenti di musica, di spettacolo, di cultura sotto il cielo illuminato dai fuochi d’artificio.

Due palchi, centinaia di musicisti, napoletani e stranieri, immersi in una vasta opera che riproduce i Paesi del Mediterraneo.

Dall’Algeria arriverà Khaled, dai Balcani Goran Bregovic, da Napoli ci saranno Enzo Avitabile, Sal Da Vinci, Tullio De Piscopo, Gigi Finizio, Marco Zurzolo.

E ancora tante, ma tante sorprese.

TELECAPRI seguirà l’evento, in diretta, con una trasmissione che inizierà alle ore 23.00 e che sarà presentata da Teresa Iaccarino e Cinzia Profita. A Saverio Russo, invece, il compito di intervistare i protagonisti della serata e i rappresentanti delle istituzioni.

Nel corso della trasmissione sono previsti anche finestre e collegamenti con alcune piazze campane e alcuni locali dove si festeggia il Capodanno.

“Siamo orgogliosi di trasmettere, per il secondo anno consecutivo, le emozioni del tradizionale appuntamento del Capodanno napoletano - sottolinea Costantino Federico, direttore di TELECAPRI - la nostra emittente non poteva sottrarsi a questo grande evento che vede coinvolta tutta la comunità campana. Il mio augurio è che l’evento di Piazza del Plebiscito il 31 notte rappresenti non solo un momento di gioia e di evasione, ma anche l’avvio di una fase di riscatto della città e della Campania intera”.

giovedì, dicembre 27, 2007

Flegreando: concerto di Capodanno a Pozzuoli

Nell'ambito del progetto di valorizzazione e animazione del territorio flegreo, che si propone di realizzare, Flegreando è lieta di invitare, cittadini e turisti al concerto di Capodanno che si terrà Sabato 29 Dicembre, alle ore 20.00 alla Chiesa della Purificazione a Pozzuoli.(Via Marconi)
Sarà un'occasione per riscoprire insieme il piacere di una musica calda ed imponente, un viaggio musicale che vi farà sognare.
Il concerto, sarà tenuto da 7 maestri provenienti dai Conservatorio di Napoli e Avellino, di cui 3 pianisti, 3 soprani e 1 tenore.
Abbiamo scelto di realizzare questo evento in una suggestiva Chiesa del 1700, uno dei tanti gioielli della nostra città, troppo spesso dimenticati.
Il Concerto è patrocinato dal Comune di Pozzuoli.

Si ringrazia la Curia Diocesana di Pozzuoli e la Confraternita della "Purificazione", per averci concesso l'utilizzo della Chiesa.

Info: 3475450650/3496537921 info@flegreando.org

lunedì, giugno 11, 2007

Bandabardò a Vitulano il prossimo 26 giugno.

Manifesto Politico

La bandabardò ha sposato in pieno la causa dei fricchettoni e del loro leader Fernandez. Siamo per la rivalutazione dei rapporti umani, dei miscugli razziali e culturali. Lottiamo per un mondo a misura di donna e di bambino e per vedere un giorno trionfare allegria e gentilezza.

ripercorriamo, leggendo dal sito ufficiale la storia “antica” del gruppo
8 Marzo 1993

Quel giorno, oltre a festeggiare la donna, nasce la bandabardò. Enrico Erriquez Greppi, un bilingue dal passato franco-lussemburghese, convince A. M. Finaz, rampante chitarrista elettrico, a gettare alle ortiche qualsiasi amplificatore o pedale di sua appartenenza. Questo per la convinzione di Erriquez che sarebbe bello e divertente portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle “cantate tra amici", momenti magici in cui stonati e intonati uniscono le voci in canti senza fine. Altro classico delle suonate tra amici è che spunta sempre un ‘bonghettaro’! Ecco dunque Paolino alle multi-percussioni, soprattutto djembe e bonghetti, veri simboli del mondo fricchettone. Seguono a ruota la terza chitarra acustica (Orla), il contrabbasso stradaiolo e francofono (Don Bachi), una batteria minimale (il giovane Nuto) ad assicurare le danze, e un fonico di fiducia (Cantax)…

8 Marzo 1993: Quel giorno, oltre a nascere, la bandabardò si chiude in sala prove, dove resta per sei mesi! Con l’aiuto di personaggi vari (Olivier Bellerie - fonico F.F.F.; Antonio Aiazzi - Litfiba - solo per citarne alcuni) e complici le influenze di tutto ciò che di bello è stato scritto e suonato in Italia e Francia, i bardò arrangiano i pezzi trovando presto la chiave giusta per rovesciare dai palchi di tutta Italia e di Parigi (2 mini tour in locali e per strada) un’energia e un’allegria estremamente contagiose. I bardò smetteranno di suonare solo per brevi periodi legati a registrazioni (1994: mini-CD promo; 1996: Il Circo Mangione) o a schianti in furgone (Estate 1996).
La storia “recente”

Dal primo CD, “Il Circo Mangione” la Bandabardò ha fatto molta strada e molti, molti concerti, ma è sempre rimasta fedele allo spirito del primo album. Dopo il successo ottenuto ("Il Circo Mangione” vince anche il Premio Ciampi) nel 1998 esce un altro album che conferma il talento del gruppo: “Iniziali B.B.". Nel 1999 i ragazzi registrano il primo live, “Barbaro Tour", che esce in copie limitate. Il terzo cd, “Mojito Football Club” esce all’inizio del 2000 e riscuote il favore della critica, venendo eletto come disco del mese da Rockerilla. L’anno successivo la Bandabardò torna con “Se mi rilasso… collasso", una raccolta di brani live più un brano inedito, “Manifesto” e nel 2002 con “Bondo! Bondo!” il gruppo si propone ancora una volta in tutta la sua ecletticità e versatilità, presentando un lavoro di grande qualità che raggiunge i vertici delle classifiche italiane per alcune settimane.

L’uscita di “Bondo! Bondo!” segna una tappa importante nella storia del gruppo che porta la propria musica in tour in Italia, Spagna, Francia e Svizzera per un anno e mezzo di concerti affollatissimi, facendosi conoscere sempre più anche all’estero. Il 2002 segna inoltre l’uscita di Paolino dal gruppo, sostituito nella tournée invernale da Ughito, percussionista dei Malfunk e vecchia conoscenza dei bardozziani, e poi da aprile 2003 da Ramon ai fiati e alle percussioni.

Ramon è da allora parte integrante del gruppo, e ha contribuito in modo significativo anche all’ultimo album.