Visualizzazione post con etichetta sindacati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sindacati. Mostra tutti i post

mercoledì, agosto 25, 2010

Acli: restituire umanità alla fabbrica e dignità al lavoro

Per il presidente delle Acli potentine Napodano la vicenda Fiat dimostra che per difendere il lavoro serve una battaglia di civiltà sul terreno educativo e culturale

BAS“La Fiat tenga un comportamento socialmente responsabile e rispetti la dignità dei lavoratori”. È quanto sostiene il presidente provinciale delle Acli di Potenza, Gennaro Napodano, che considera “immotivata e pretestuosa l'intransigenza evidenziata dalla Fiat nella vicenda dei tre lavoratori reintegrati dal giudice del lavoro alla Sata di Melfi. Accettare con senso di responsabilità e fiducia nel diritto la sentenza della magistratura del lavoro, oltre a stemperare il clima di tensione, servirebbe a ripristinare l'agibilità del dialogo sociale con l'obiettivo di trovare sul terreno di una rinnovata etica dell'economia un punto di equilibrio più avanzato tra esigenze della produzione ed esigenze del lavoro. Come cristiani impegnati nel sociale e avamposto del laicato cattolico nella società – prosegue Napodano – non possiamo che guardare con estrema preoccupazione ai reiterati tentativi di indebolire il sistema dei diritti e di mettere in discussione oltre un secolo di conquiste sindacali, un processo di smottamento che rischia di far regredire le relazioni industriali a stagioni che pensavano definitivamente consegnate agli archivi della storia. È tempo che il lavoro torni ad essere un valore e non una variabile dipendente. Si tratta di una battaglia che non può essere condotta solo nel perimetro delle relazioni industriali e della contrattazione, ma che va fatta sul terreno educativo e culturale. Le Acli, nella prospettiva, sempre attuale, della dottrina sociale della chiesa e sulla scorta dei continui moniti del Papa, sono pronte a lavorare con tutte le persone di buona volontà per restituire umanità alla fabbrica e dignità al lavoro”.

martedì, febbraio 26, 2008

Min.Lavoro: il nuovo modello da utilizzare per le Dimissioni Volontarie. da www.lavoro.gov.it

Dal 5 marzo cambia radicalmente la procedura per rilasciare le dimissioni del lavoratore dal rapporto di lavoro subordinato e autonomo. Sulla Gazzetta Ufficiale n.42 del 19 febbraio 2008 è stato infatti pubblicato il decreto 21 gennaio 2008 del Ministero del Lavoro "Adozione del modulo per le dimissioni volontarie dei lavoratori". Modulo che - previsto dalla legge 188/2007 - rispetto alla versione diffusa in bozza ha subito alcune modifiche
A differenza di quanto stabilito dalla legge, il Ministero ha predisposto esclusivamente un modulo telematico accedendo al sito www.lavoro.gov.it. Per come è stata strutturata la procedura informatica, il lavoratore non può compilare il modulo online in autonomia, ma è obbligato a rivolgersi in una delle sedi abilitate a prestare l'assistenza. Pertanto, il lavoratore che deve dimettersi dal rapporto di lavoro in corso, a partire dal 5 marzo dovrà farlo presso gli appositi servizi che gli enti abilitati dovranno predisporre nel poco tempo a disposizione.
Con un nuovo decreto del Ministro del Lavoro dovranno essere definiti i contenuti di specifiche convenzioni con le quali vengono fissate le modalità attraverso le quali è possibile per il lavoratore ricevere assistenza per la compilazione del modulo anche tramite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati (ipotesi in questo momento non ancora operativapeer mancanza del decreto ministeriale).


» Approfondimenti sul sito del Ministero del Lavoro

domenica, novembre 25, 2007

LAVORO: SINDACATI LANCIANO PIATTOFORMA A SOSTEGNO REDDITI

(ASCA) - Milano, 24 nov - Una piattaforma a sostegno dei radditi. A lanciarla sono stati questa mattina Cigl, Cisl Uil che, in occasione dell'assemblea dei quadri e delegati delle tre sigle sindacali, chiedono al governo di aprire un confronto sulle possibili politiche da attuare lungo questa direttrice. ''Chiediamo al governo - ha detto Guglielmo Epifani nel corso del suo intevento dal palco del Tetro Smeraldo di Milano - l'apertura di un confronto per una nuova politica dei redditi''. Per il segretario della Cigl ''sara' un percorso lungo'' con l'obiettivo finale di ''una crescita reale dei salari dei lavoratori dipendenti e delle pensioni''. Motore di questa nuova politica a sostegno dei redditi, definita da Epifani ''una svolta'' per il destino del Paese, sara' ''lo spostamento di almeno l'1% del Pil a favore di lavoratori dipendenti e pensionati''. Un punto sul quale i sindacati non appaiono disposti a retrocedere: ''Ci vuole - ha insistito il leader della Cgil - una politica fiscale che nel tempo riduca di almeno un punto di pil il prelievo fiscale su lavoro dipendente e pensioni''. Il presupposto e' che ''da troppo tempo c'e' uno scostamento di reddito che ha penalizzato il lavoro dipendente e i pensionati''. Ecco perche' ''insieme a una politica dei contratti piu' attenta al valore delle retribuzioni per i lavoratori, ci vuole una politica fiscale piu' attenta''. Quattro, in particolare, le proposte lanciate da Epifani al governo. Innanzitutto il leader della Cgil ritiene necessario ''aumentare le detrazioni per quanto riguarda le spese di produzione del reddito dei lavoratori dipendenti e portare la no tax area per i pensionati alla stessa cifra dei lavoratori dipendenti''. In secondo luogo bisogna ''fare una politica attraverso la dotazione fiscale per le famiglie, che metta insieme assegni familiari e detrazioni per i figli a carico''. Occorre poi ''ridurre il prelievo fiscale sulle liquidazioni, sul Tfr''. Necessario, infine, ''avere una serie di interventi che vanno dalla casa, ai prezzi dei beni amministrati, alle accise dei prodotti petroliferi, che consenta di tenere sotto controllo l'inflazione''. Dello stesso avviso Raffaele Bonanni: ''vogliamo salari piu' alti e tasse piu' basse'', e' la parola d'ordine del segretario della Cisl, convinto che con il varo della piattaforma si apra ''una grande vertenza nei confronti del governo centrale e degli enti locali, perche' siamo sicuri di pagare troppe tasse su salari troppo bassi''. E la prima occasione per fare un punto della situazione sara' il tavolo che martedi' prossimo vedra' riuniti parti sociali e Confindustria per il rinnovo del sistema contrattuale. All'attenzione dei vertici di Viale dell'Astronomia, ha specificato Bonanni, ''portiamo una parte importante di cio' che discutiamo oggi. Apriremo una discussione sulla vicenda contrattuale. C'e' bisogno di una redefinizione importante per riuscire a sostenere la nostra battaglia e avere piu' salario collegato alla produttivita' e avere piu' salario per effetto di meno tasse''. Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ha invece puntato l'accento sulla necessita' di una politica fiscale volta ''a ridurre le tasse sugli aumenti contrattuali''. A suo dire questa e' ''la prima cosa'' da fare insieme a una rapida risoluzione dei rinnovi contrattuali, visto che ''in questo Paese esiste una questione vera: le persone che lavorano che stanno impoverendo''. Ed e' soprattutto per questo, ha puntualizzato Angeletti, che ''la prima cosa da fare e' ridurre le tasse sugli aumenti contrattuali e rinnovare i contratti. Bisogna ridurre le tasse ai lavoratori normali, che hanno un lavoro e stanno impoverendosi, aumentando le detrazioni per il lavoro dipendente. Si puo' ridurre da subito le tasse sugli aumenti contrattuali. Questa forma - ha concluso il leader della Uil - e' dilazionabile ed e' efficace da subito''. fcz/min

sabato, ottobre 27, 2007

"Salari bassi la vera emergenza".


I sindacati rispondono a Draghi
"Salari bassi la vera emergenza"


ROMA - Le dichiarazioni del governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi (nella Foto), sui salari troppo bassi e sulla necessità di aumentare redditi e consumi puntando sull'istruzione dei giovani che, da parte loro, non devono pagare il prezzo della flessibilità del lavoro, ha scatenato le reazioni del mondo economico e dei sindacati, che proprio oggi erano in piazza con gli statali e che stanno già lavorando alla prossima manifestazione nazionale su fisco e salari.

Secondo il ministro della Solidarietà, Paolo Ferrero, la precarietà è la causa principale degli stipendi troppo bassi. Per Ferrero, è "giusta" la notazione di Draghi ma "perché non sia una affermazione propagandistica, si deve coniugare con una drastica riduzione della precarietà che togliendo potere contrattuale a chi lavora rappresenta la causa fondamentale degli stessi bassi salari. Il problema - spiega Ferrero - non è perciò la scoperta della flessibilità creativa, ma dare ai giovani i diritti necessari al fine di difendere i propri legittimi interessi salariali".

"I problemi esposti oggi da Mario Draghi sono condivisibili" ha commentato il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, "ma occorre coerenza, riconoscendo il fallimento delle politiche liberiste e la necessità di aprire una nuova stagione di redistribuzione delle risorse, anche usando la leva fiscale, e di un intervento sui profitti". Secondo Cento "le scelte fatte dal governo e dalla maggioranza negli ultimi mesi sono improntate alla consapevolezza dei problemi esposti da Draghi ma resta ancora incomprensibile la scelta di non intervenire sulla tassazione delle rendite. Inoltre, l'aumento dei consumi non è affatto una ricetta perché i nodi restano quelli della qualità dello sviluppo ecocompatibile".

"Tutti dicono le stesse cose, poi però dicono che i margini non ci sono" ha detto il leader della Cgil Guglielmo Epifani. "Bisogna invece che chi ha responsabilità, oltre a dire come noi che c'è un problema, dia anche delle indicazioni per risolverlo". "Noi chiediamo meno fisco per il lavoro dipendente, equità e rinnovi dei contratti nei tempi giusti. Non si può - ha continuato - non usare il fisco per il lavoro, rimandare i contratti e poi lamentarsi dei salari che sono troppo bassi. Questo - ha concluso - è inammissibile".

"Le considerazioni del governatore della Banca d'Italia devono far riflettere ancora di più il governo Prodi sulla reale condizione dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati italiani" ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, sottolineando che "il governatore Draghi ha colto ancora una volta con estrema lucidità la gravità del problema salariale oggi nel nostro Paese. Abbiamo stipendi bassi e oneri fiscali troppo alti che pesano come un macigno sul lavoro dipendente". Per Bonanni "questa è la vera emergenza sociale, che riguarda tutti: il lavoro pubblico e il lavoro privato,il nord e il sud. Il problema dei salari bassi vale oggi sia per il lavoro flessibile e poco pagato dei giovani, sia per i lavoratori ormai stabili. Per questo la nostra proposta è quella di ridurre la tassazione su tutti i prossimi rinnovi contrattuali, legando questi aumenti ad una maggiore produttività".

Per la questione salariale lamentata dal governatore della Banca d'Italia, sostiene Renato Brunetta, vice coordinatore di Forza Italia, "la colpa è dei sindacati delle imprese e dei sindacati dei lavoratori", che "dagli anni ottanta si sono messi d'accordo per tenere bassi i salari". Per l'esponente di Forza Italia "i sindacati, e soprattutto la Cgil, per ragioni di mero scambio politico, e cioè la partecipazione al governo dell'economia del paese", hanno insistito con la moderazione salariale. Il risultato, osserva Brunetta è che, a differenza del pubblico impiego, "settore protetto per eccellenza" i lavoratori dei settori esposti alla concorrenza sono stati "abbandonati al loro destino". "Buttiamo a mare dunque - è l'auspicio di Brunetta - la contrattazione centralizzata e la relativa moderazione salariale. Leghiamo, invece, le retribuzioni ai guadagni di produttività, spostando il baricentro delle relazioni sindacali in favore di più contrattazione decentrata, con il risultato inevitabile di liberarsi anche dell'intermediazione dei governi".

mercoledì, ottobre 10, 2007

Welfare, si' al 70-80%. Sindacati: alta affluenza, oltre 5 mln al voto. se fosse cos' anche per il PD sarebbe più bello

Sindacati: alta affluenza, oltre 5 mln al voto. se fosse cos' anche per il PD sarebbe più bello.

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - Il protocollo sul welfare supera la prova: secondo i primi dati diffusi da Cgil-Cisl-Uil il si' avrebbe raccolto tra il 70 e l'80%. I risultati sono ancora parziali, emerge pero' una bocciatura del protocollo solo dal Gruppo Fiat e da alcune grandi fabbriche metalmeccaniche mentre dal resto dell'industria e del terziario il si' passa con una larga maggioranza. I sindacati sottolineano l'alta affluenza: hanno votato oltre 5mln di lavoratori, pensionati, precari e disoccupati.

Welfare, troupe di Annozero simula brogli: scoperta da sindacati


Tentativo di dimostrare l'esistenza di brogli nel referendum sul Welfare smascherato dai sindacati a Milano. Cgil, Cisl e Uil denunciano che una persona, seguita da una troupe televisiva, ha votato in due seggi del capoluogo lombardo ma è stata scoperta dai sindacati. Da quanto si è appreso la troupe è di Annozero, il programma di Michele Santoro in onda su Rai2.

"Cgil, Cisl e Uil di Milano e Lombardia - si legge in una nota congiunta - sono costretti a denunciare che evidentemente c'è chi vuole ad ogni costo gettare fango sul referendum indetto dalle organizzazioni sindacali sull'accordo con il governo del 23 luglio".

"Infatti - viene spiegato - nella giornata di oggi una signora, casualmente seguita in entrambi i casi da una troupe televisiva, si è presentata prima al seggio situato in piazza San Carlo a Milano e successivamente al seggio di Sesto Marelli. L'intenzione era chiaramente quella di replicare le accuse di broglio nel voto, lanciate ieri dall'onorevole Rizzo, supportandole con riprese televisive".

"Cgil, Cisl e Uil, che sono in possesso della duplice 'dichiarazione personale di responsabilita' (ovvero la sottoscrizione di non aver già espresso il voto in altro luogo) della signora, si riservano, evidentemente, ulteriori azioni a tutela del sindacato", concludono le organizzazioni sindacali, che sottolineano "la profonda amarezza e la preoccupazione per i comportamenti e le scelte di chi sta deliberatamente tentando di inquinare una straordinaria prova di democrazia sindacale e di attaccare l'autonomia ed il potere contrattuale del sindacato".

venerdì, dicembre 15, 2006

La Campania scende in piazza contro la criminalità.

La Campania scende in piazza contro la criminalità. E’ in programma oggi lo sciopero generale promosso da Cgil, Cisl e Uil; i sindacati chiedono più sicurezza sul territorio, lotta all'evasione scolastica, confisca dei beni, sviluppo economico e della ricerca. L'iniziativa è stata presentata ieri alla stampa dai segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil. Il corteo parte alle 9.30 da piazza Mancini, attraverserà Corso Umberto, via Sanfelice, via Monteoliveto, via Sant’Anna dei Lombardi, via Toledo e raggiungerà piazza Dante, dove sono previsti gli interventi dei leader nazionali delle tre confederazioni, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Lo sciopero durerà fino a otto ore: rimarranno chiusi gli uffici pubblici, gli sportelli postali e bancari, le scuole.
Il corteo sarà aperto dallo striscione unitario di Cgil Cisl Uil dedicato ai temi della legalità e dello sviluppo, poi ci saranno le delegazioni dei lavoratori provenienti dalle altre regioni e i gonfaloni delle istituzioni locali. Il carattere festoso dell'iniziativa sarà assicurato dalla presenza di vari artisti di strada. “Vogliamo dare voce - spiega il segretario generale della Cgil Campania, Michele Gravano - alla società civile che vuole costruire una sfida alla invadenza della criminalità e al suo potere economico, finanziario e militare”.
“La presenza dei clan - secondo il segretario generale della Cisl campana, Pietro Cerrito - provoca un disagio sociale che frantuma le classi.Sono tanti, infatti, i giovani che decidono di lasciare questo territorio”.
“Non possono esserci - precisa Anna Rea, segretaria generale della Uil Campania - zone di impunità. C’è bisogno di una presenza visibile delle forze dell'ordine in tutti i quartieri per garantire sicurezza”.
Tante le adesioni alla manifestazione, dai rettori delle Università campane alle associazioni di categoria, dal mondo dello spettacolo a quello dello sport.
Tra le altre sigle, aderiscono anche Confindustria Campania, il coordinamento regionale delle Pmi, le ACLI, Confservizi e l’associazione “Libera”.

venerdì, dicembre 01, 2006

LEGALITA', NAPOLITANO INCONTRA I SINDACATI -

Un Protocollo per prevenire e contrastare il fenomeno della dispersione scolastica e promuovere iniziative ed interventi per assicurare la più ampia inclusione e partecipazione, nonché la diffusione di una cultura consapevole della legalità e dei valori della cittadinanza attiva. E’ quello firmato ieri in Prefettura dal ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, alla presenza del capo dello Stato, dei rappresentanti delle istituzioni locali, Cgil, Cisl e Uil confederali regionali, Unione degli Industriali di Napoli, Camera di commercio, Confapi. Un progetto che prevede l’apertura di 70 scuole anche di pomeriggio e uno stanziamento di 4milioni di euro da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, che si aggiungeranno ai fondi regionali. “Confido che la Napoli della scuola, della ricerca, del lavoro, della legalità e dei valori morali vinca e riesca a prevalere su tutto quello che ci ha angosciato negli ultimi tempi da napoletani e da italiani” ha affermato Napolitano. “Ora tocca a Regione e Provincia fare la propria parte affinché si concretizzi quanto firmato oggi”- ha sostenuto Pietro Cerrito, segretario generale della Cisl Campania, presente all’incontro, il quale ha sottolineato l’importanza di modificare la legge sulla dispersione scolastica, “perché è da qui che bisogna cominciare per educare i giovani alla legalità”. E proprio una rappresentanza di alunni delle scuole napoletane ha sottoscritto la “carta della legalità” presentata a Palermo nel maggio scorso e che farà il giro d'Italia prima di ritornare nel capoluogo siciliano nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci del 23 maggio. Intanto dopo lo stanziamento di 31 milioni di euro per la costruzione dell'Università a Scampia, che ospiterà la Facoltà di Medicina della Federico II, in giornata la giunta comunale di Napoli ne ha approvato il progetto esecutivo. Nella tarda mattinata Napolitano, sempre in Prefettura, ha poi incontrato i segretari generali provinciali di Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto un ulteriore impegno sul lavoro e una maggiore attenzione per la politica industriale. “Per creare un nuovo modello di vita, alternativo a quello della camorra, il ruolo del mondo del lavoro è fondamentale”. E’ stato questo il loro messaggio, dando continuità a quel percorso avviato nel precedente incontro del luglio scorso a Villa Rosbery, in particolare su giovani, sviluppo e occupazione. Dopo aver apprezzato l’impegno e l’attenzione particolare che il Capo dello Stato ha assunto per la sua città, hanno ricordato a Napolitano le vicende più urgenti da affrontare in questa fase sul piano sociale: dalla vertenza Avio al destino di Alenia, dalla bonifica di Bagnoli al futuro degli Lsu. In particolare hanno sollecitato Napolitano a intercedere presso il Governo per sbloccare la vertenza degli Lsu, in Campania sono circa 8500, di cui solo 6mila a Napoli e provincia. “Chiediamo che il Governo si assuma le proprie responsabilità, stabilizzando gli LSU attualmente privi di qualsiasi tutela, senza alcuna copertura previdenziale e tutele normative” ha affermato Giuseppe Gargiulo, segretario generale della Cisl provinciale, il quale ha annunciato un incontro il prossimo 6 dicembre al Ministero del Lavoro. E ancora politica industriale: i sindacati hanno chiesto un ulteriore sforzo che consenta di invertire il trend negativo in corso in molte aziende napoletane, a cominciare dalla vertenza in atto all’Alfa Avio, dove per la mancata commessa della revisione dei motori civili della flotta Md80 di Alitalia, 250 addetti rischiano la cassa integrazione. Sulla questione mercoledì 29 è previsto un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico. I vertici provinciali di Cgil Cisl Uil hanno quindi annunciato a Napolitano la mobilitazione promossa dalle tre confederazioni a Napoli sui temi della legalità, che coinvolgerà il prossimo 30 novembre anche il mondo accademico, per culminare con lo sciopero generale regionale del 15 dicembre.