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giovedì, gennaio 26, 2012

Servizio civile, si sbloccano le partenze di 18mila volontari

Per i 18mila giovani in attesa di iniziare il servizio civile, oggi è la giornata della svolta. Asgi e Avvocati per niente, insieme a Syed il 26enne pakistano che ha vinto la causa di discriminazione contro il Governo italiano, presenteranno alla Corte di Appello di Milano la richiesta di sospendere provvisoriamente gli "effetti dell’ordinanza" per la parte che prevede la riapertura del bando del settembre 2011 con la conseguenza sospensione delle partenze di circa 18mila giovani. In un comunicato le due associazioni "prendono anche atto con rammarico che ad oggi il Governo non ha assunto alcuna iniziativa in esecuzione dell’ordinanza se non la sospensione delle partenze, con ciò aggravando la situazione". Il ministero per la Cooperazione aveva nei giorni scorsi presentato ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano del 9 gennaio che aveva stabilito il carattere discriminatorio del bando del settembre 2011 in cui prevedeva come requisito per parteciparvi quello della cittadinanza italiana. "La piena collaborazione offerta dai ricorrenti consentirà così alla Corte di disporre la sospensione immediatamente con la conseguenza che i volontari prossimi alla partenza potranno prendere servizio nei tempi previsti", sostengono Avvocati per niente e Asgi. La sospensione della sentenza non significa che Avvocati per niente e Asgi rinuncino alla loro battaglia per permettere anche agli stranieri di svolgere il servizio civile. "A fronte del fatto che il principio affermato dal Tribunale di Milano è stato largamente condiviso da tutte le componenti del mondo del volontariato e dallo stesso Ufficio Nazionale Antidiscriminazione presso la Presidenza del Consiglio, confidano che la Presidenza del Consiglio, una volta risolto il problema contingente, non insista nella pretesa di modificare una decisione che è opportuna, giusta e rispettosa dei principi fondamentali dell’ordinamento". Le due associazioni chiedono che il Ministero, guidato da Andrea Riccardi, rinunci al ricorso in appello "per la parte relativa all’accertamento della discriminazione operata nei confronti dei giovani stranieri, consentendo così che la pronuncia giudiziale diventi definitiva e possa pienamente esplicare i suoi effetti a partire dal bando 2012, aprendo definitivamente anche agli stranieri la possibilità di partecipare a questa fondamentale esperienza di promozione della solidarietà e di coesione sociale. Auspicano altresì che il Governo – pur prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio civile. Su questi punti le associazioni sono quindi in attesa di una presa di posizione del Ministro competente.

martedì, maggio 11, 2010

Servizio civile: appello per non farlo morire


La Confederazione nazionale degli enti per il Servizio civile, cui aderiscono le Acli, chiede al governo uno 'stanziamento straordinario'.

«E’ necessario uno stanziamento straordinario per non far morire il servizio civile». L’appello è stato rivolto al Governo dalla Confederazione nazionale degli Enti per il Servizio civile (Cnesc), che rilancia l’allarme espresso nella recente lettera inviata alle Istituzioni dalla Consulta nazionale per il Servizio civile.

La Cnesc, cui aderiscono anche le Acli, esprime profonda preoccupazione per la situazione attuale del servizio civile e del suo immediato futuro. Le risorse statali per il 2010, 170 milioni di euro, permetteranno di avviare al servizio solo 18.459 volontari, a fronte dei 27.856 del 2009 e dei 43.416 del 2007. Per il 2011, le esigue risorse previste - 125 milioni di euro – rischiamo di mettere in discussione l’esistenza stessa del servizio civile nazionale.

La Cnesc chiede al Governo ed a tutte le forze politiche e sociali del nostro Paese di «non lasciar soffocare e morire questa esperienza di cittadinanza, di responsabilità dei giovani, di servizio al Paese». Occorre uno stanziamento straordinario per l’anno 2010 – è questa la richiesta – che permetta di riconfermare per l’anno in corso almeno i livelli di avvio al servizio del 2009. Ma è ugualmente necessario che nella programmazione finanziaria dei prossimi anni si stanzino risorse, già a partire dal 2011, che stabilizzino la dimensione minima di questo istituto a 40.000 giovani.

giovedì, ottobre 01, 2009

Servizio civile: le organizzazioni si mobilitano


Raccolta di firme per 'dare un futuro' a questo istituto

'Dare un futuro al servizio civile'. E’ l’appello che le Acli rilanciano da Roma insieme con le organizzazione aderenti alla Cnesc (la confederazione nazionale degli Enti per il Servizio Civile) e al Forum del Terzo Settore. L’occasione, per ribadire la situazione di difficoltà in cui versa quest’isitituto e chiedere una nuova legge che risolva una volta per tutte il conflitto di competenze tra Stato e Regioni, è il convegno nazionale che si è svolto questa mattina a Roma, presente il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi, che ha la delega al Servizio Civile.

L’appello si traduce in una campagna di mobilitazione promossa dalle organizzazioni aderenti al Cnesc per difendere e rilanciare il Servizio civile nazionale. La campagna prevede una raccolta di firme – già avviata – in calce a un manifesto che sottolinea il valore del Servizio Civile come «bene del Paese» e ne disegna il profilo come «esperienza di cittadinanza» volta a «valorizzare i giovani, investendo sulla loro educazione civica e formazione pratica», insegnando loro a «costruire la pace e la giustizia sociale».

Le organizzazioni chiedono una riforma dell’attuale legislazione che stabilisca chiarezza nelle finalità del servizio e nelle sue modalità di attuazione, evitando «confusioni e sovrapposizioni». Quindi la richiesta di una stabilizzazione economica sulla base di un numero minimo di giovani – per la Cnesc 40mila – che ogni anno possano partecipare all’esperienza del Servizio Civile.

Con i tagli alle risorse economiche decise dal Governo Berlusconi – fanno notare le organizzazioni – nel 2009 sono stati finanziati solo 25mila posti su 100mila richieste, il dato più basso dal 2003. In virtù di questo viene chiesto al Governo uno stanziamento per il 2009 di un finanziamento straordinario che permetta l’avvio di altri 10mila giovani.

Le firme per sostenere la campagna si raccolgono presso le sedi delle Acli, e di Ga, oltre che sul sito web: www.firmiamo.it



In allegato il manifesto della campagna



Allegati - [Clicca sul link per il download]:

- Il manifesto (36.5 Kbytes)