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lunedì, novembre 12, 2007

Luca Pancalli: «Il calcio paga ritardi drammatici»

Luca Pancalli, presidente del comitato Paralimpico italiano ed ex commissario straordinario della Figc, si è espresso così sugli episodi di violenza che ieri hanno portato alla morte di un giovane tifoso Gabriele Sandri e con le tifoserie che si sono statenate ad atti vandalici.

ROMA - Il calcio è un «mondo in crisi rispetto ai valori che dovrebbero garantire la convivenza civile» e paga «ritardi drammatici dal punto di vista degli interventi sugli stadi, terra di nessuno e di impunità manifesta». Luca Pancalli, presidente del comitato Paralimpico italiano ed ex commissario straordinario della Figc, si è espresso così sugli episodi di violenza che ieri hanno macchiato la domenica della Serie A. (nella foto a sinistra Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola)
Secondo Pancalli «il calcio da solo non può farcela, assolutamente», ad uscire dalla crisi. «Non immaginavo che si potessero verificare episodi come quelli di ieri, anche se il clima che si viveva allora non è assolutamente cambiato», ha detto a 'Radio Anch’io lo Sport' l’ex commissario federale, che nello scorso febbraio fermò tutti i campionati in seguito alla morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, deceduto negli scontri seguiti al derby Catania-Palermo.

«Probabilmente io avrei fermato il campionato ma forse sarebbero accaduti gli stessi incidenti e oggi avremmo avuto le polemiche sul fatto che si era sbagliato a fermare tutto» - ha sottolineato Pancalli -«Sono convinto che il canagliume attendeva solo un pretesto per scatenare lo scempio e la bestialità che abbiamo visto».
Quando fu ucciso a Catania l’agente di polizia Raciti Pancalli, allora commissario straordinario della Figc, fece sospendere il campionato: «All’epoca io mi feci trascinare, giusto o sbagliato che sia, dall’istinto dell’uomo di sport e del cittadino, e presi quella decisione in un quarto d’ora perchè lo ritenevo giusto secondo la mia coscienza. Era però una situazione completamente diversa e nessuno di noi può e deve avere l’arroganza di supporre quello che sarebbe potuto succedere ieri con una decisione diversa: nessuno ha la sfera di cristallo. Vi assicuro che stare dall’altra parte e governare momenti drammatici come questi non è assolutamente semplice».

Pancalli è intervenuto anche per dire che «dopo i tragici fatti di Catania, non immaginavo assolutamente che si potessero verificare ancora accadimenti come quelli di ieri. Certo il clima non era cambiato, anzi la posizione nei confronti delle forze dell’ordine si era inasprito».

«Il calcio è un mondo in cui si è in crisi rispetto ai valori che dovrebbero garantire la convivenza civile - ha detto ancora - e paghiamo ritardi drammatici dal punto di vista degli interventi sugli stadi, che sono terra di nessuno e di impunità manifesta». Pancalli ha quindi sostenuto che le risposte non possono venire dal mondo dello sport, perché ci si trova «di fronte ad un problema molto più grave: il calcio da solo non può farcela, assolutamente. Diffido di chi in queste ore ha le ricette in tasca. Bisogna perdere meno tempo nelle polemiche - ha concluso - e avere la serietà e l’umiltà di capire che così non si può più andare avanti».

Assalti alle caserme: crisi di civiltà.

LAZIALE UCCISO: BERTINOTTI, VERITA' SENZA RETICENZE

"Ritardi e reticenze nel dire la verita' sono altamente nocivi. Bisogna appurare la verita'" senza lasciare ombre e sospetti. Lo ha dichiarato il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, durante un'intervista al direttore di Gr Parlamento, Bruno Socillo. "La verita' in Italia fa troppo fatica ad affermarsi. In una societa' violenta le Forze dell'Ordine devono essere un elemento di garanzia assoluta - ha aggiunto Bertinotti - C'e' una parte di popolazione malata di una vocazione criminogena - ha aggiunto Bertinotti - Quei ragazzi che assalgono i commissariati di polizia devono essere considerati portatori sani di questa cosa. Il crimine va perseguito. Quei ragazzi vanno presi e portati nelle carceri. Ci deve essere la certezza della pena e la certezza del giudizio. Questo e' il punto debole della giustizia italiana: giudizi che ci impiegano anni e pene non applicate". "In Italia, oggi, c'e' una serpe che avvelena ogni fatto che viene interpretato come un rapporto amico-nemico. C'e' sempre un capro espiatorio che, una volta colpito, ti fa dimenticare la logica del problema. E' la stessa situazione si e' creata per il calcio ma anche per i romeni. Uno di loro ha sbagliato. In Italia si prova di colpirli tutti. Per i poliziotti e' lo stesso. Dalla pistola di uno e' partito il colpo mortale, per i tifosi sono tutti colpevoli. L'Italia, come l'Europa, purtroppo, e' attraversata da una crisi di civilta'".

domenica, novembre 11, 2007

Lo sport uccide: non ci sono giustificazioni.




Rissa tra tifosi, un morto sull'A1
Arezzo, un giovane colpito da polizia

Si è concluso tragicamente uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo: un 26enne ha perso la vita. L'uomo è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un poliziotto. Il proiettile avrebbe infranto il lunotto posteriore dell'auto su cui viaggiava Gabriele Sandri colpendolo al collo. "Chiunque sia il colpevole sarà preseguito", ha detto il questore di Arezzo.

La vittima è un romano di 26 anni, Gabriele Sandri, noto dj, che stava andando in auto a Milano per la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Questi ultimi sarebbe stati poi condotti alla questura di Arezzo per essere ascoltati come testimoni. A riferirlo sono altri supporter della Lazio che, dopo aver appreso la notizia della morte del tifoso, hanno raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Sempre nell'area della caserma si trova l'auto su cui viaggiava la vittima. La macchina, secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa, avrebbe il finestrino posteriore sinistro infranto.

LA QUESTURA DI AREZZO
Il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe è subito intervenuto: "Stiamo accertando la dinamica di quanto è avvenuto, cosa e come sia successo". Il questore ha espresso rammarico e dolore per la morte del tifoso: "Siamo dispiaciuti", ha affermato. Ha poi spiegato: "Una volta accertate le responsabilità chiunque sia stato sarà perseguito rigorosamente".

"UN TRAGICO ERRORE"
Lo ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe in riferimento alla morte del giovane avvenuta questa mattina nell'area di servizio di Badia al Pino, lungo l'A1,ad Arezzo. "Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero con gravi conseguenze per entrambi. Esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima".

PRIME RICOSTRUZIONI
Secondo le prime ricostruzioni, è stato un poliziotto ad esplodere il colpo di pistola che ha ucciso un tifoso della Lazio in seguito agli scontri avvenuti in un autogrill di Badia Alpino, nei pressi di Arezzo. Quattro tifosi, due laziali e due juventini, arrivati all'autogrill in due automobili diverse, sono venuti a contatto e dato il via ad un alterco. Sarebbe intervenuto a questo punto un poliziotto della stradale. La dinamica dell'intervento non è ancora stata chiarita.

L'AVVOCATO, AMICO DI FAMIGLIA DELLA VITTIMA
Sarebbe stato colpito nella parte posteriore del collo, mentre si trovava in auto, Gabriele Sandri, 26 anni, il tifoso laziale morto stamani nell'area di servizio di Badia al Pino sull'A1. E' quanto ha riferito l'avvocato Luigi Conti, arrivato alla caserma della polizia stradale di Arezzo, e che si è qualificato come un amico della famiglia della vittima. Sempre secondo quanto spiegato, il proiettile sarebbe entrato nella vettura, una Megane, infrangendo il lunotto posteriore sinistro. L'auto, dopo l'accaduto è stata portata alla caserma della polizia stradale di Arezzo, con all'interno la salma. Il corpo di Sandri è stato poi rimosso intorno alle 13.30. "E' un reato perpetrato dalle forze dell'ordine, lo dicono i tifosi, sentite loro. E' stato un tirassegno", ha detto l'avvocato Luigi Conti. Il legale ha raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Ha anche spiegato di aver assistito ai primi rilievi nell'auto su cui viaggiava Gabriele Sandri

AL VAGLIO I FILMATI DELL'AUTOGRILL
La dinamica che ha portato all'uccisione del tifoso della Lazio nell'Autogrill ad Arezzo probabilmente potrà essere ricostruita attraverso le immagini delle telecamere a circuito chiuso di cui è dotato l'impianto. Sono state infatti sequestrate le cassette relative alla registrazione dalle quali si potrebbe capire quali sono state le modalità nelle quali ha perso la vita il tifoso della Lazio Gabriele Sandri.