lunedì, agosto 20, 2007

LE FAMIGLIE LA SPESA «A Napoli tariffe altissime anche un piccolo ritocco farà saltare i bilanci»


SALVO SAPIO Autunno caldo dei prezzi, con la spesa dei napoletani che costerà di più. E se pure si tratterà di un «mal comune» a tutta la penisola, per Napoli non ci sarà motivo di trovare «mezzo gaudio». La mancanza di siti produttivi locali, i costi di trasporto e il livello dell’inflazione saranno fattori che penalizzeranno maggiormente i consumatori di casa nostra. Esempio: le prime ad accorgersi dell’arrivo dell’autunno saranno le massaie, le colf straniere che vanno a fare la spesa con i «soldi contati», le vecchierelle che leggono a lungo (e sconsolate) i prezzi dei prodotti. Tutte si fermeranno davanti al banco del latte fresco e scopriranno di dover pagare almeno dieci centesimi in più per ogni busta. In Campania non c’è un marchio locale capace di coprire con la distribuzione tutti i punti vendita, in particolare i megastore. Con l’assurdo di trovare latte campano distribuito da marchi nazionali e con prezzo rincarato. L’aumento del latte sarà il primo, evidente, segnale dell’autunno caldo dei rincari, con stangate in particolare sugli alimentari. Sale il prezzo del latte (gli economisti dicono per colpa della Cina che ne chiede sempre di più), aumenta il costo dei derivati (formaggi, burro e prodotti caseari), cresce anche il prezzo del pane per la diminuzione (a livello mondiale) di produttori di grano e mais. Il battito d’ali di farfalla dall’altra parte del mondo che provoca un uragano tra i nostri scaffali. «Rincari - spiega Giuseppe Ursini del Codacons - che si sommeranno ai prezzi già alti che vengono praticati in città. Non servirà arrivare all’autunno per averne percezione. Basta pensare, ad esempio, che le pesche costano attualmente anche 2 euro e mezzo al chilo. Un prezzo altissimo che rischia, la prossima stagione di salire ancora di più. Il fatto che il costo della vita a Napoli sia basso è un luogo comune che la realtà, purtroppo, smentisce. La Nord fare la spesa costa di meno, A Napoli anche un piccolo ritocco con tariffe tanto alte è davvero pesante». E se gli alimentari incideranno per circa 180 euro in più sul bilancio delle famiglie napoletane, il bollettino dei rincari è scandito anche dalla crescita dei costi per i trasporti. Annunciati (ma non ufficializzati) i rincari per gli abbonamenti della Circumvesuviana, i costi per i trasporti locali e nazionali dovrebbero pesare per circa 45 euro in più sulle tasche dei viaggiatori. Per chi si sposta in auto raddoppierà la preoccupazione per le multe: il divieto di sosta potrà arrivare a 143 euro, circolare in moto senza casco costerà fino a 286 euro, andare contromano può costare fino a 594 euro. «Il tutto a fronte di servizi poco soddisfacenti per utenti del trasporto pubblico e per gli automobilisti - commenta Alfredo Capasso dell’Acusp - Non è ammissibile che le tariffe salgano in maniera incontrollata. Ecco perché riproponiamo l’idea di uno sportello dei consumatori che possa monitorare i prezzi con attenzione a quanto accade nei vari quartieri. Sarebbe utile sapere che in alcune zone si spende di meno, sarebbe giusto vigilare sulla qualità dei prodotti offerti nelle varie zone. Attendiamo risposte dall’assessorato al Commercio». Ma non c’è alcun modo per difendersi dagli aumenti? «Inutile ripetere di stare con gli occhi aperti - rilancia Ursini del Codacons - ma bisogna anche avere la pazienza di segnare i prezzi. Se si notano rincari immotivati, se gli aumenti sono troppo frequenti bisogna segnalare e denunciare».

1 commento:

Anonimo ha detto...

controlliamo che in estate si fanno cos'e pazz!