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sabato, dicembre 06, 2008

Mentre si critica il Vaticano che non firma la risoluzione onu sui disabili l'Italia (che ha firmato) li esclude dal lavoro in banca.

E' sembrato politicamente scorretto il vaticano che non ha firmato la risoluzione Onu sui disabili (non ne giustifica l'aborto). L'Italia che invece ha firmato cede alle banche.......... Qual'è il politicamente corretto?


Via libera del ministero del Lavoro a un parere richiesto dall'Abi
collocamento in forse negli istituti che hanno fatto ricorso al "fondo di solidarietà"

Banche esonerate dall'obbligo
di assumere portatori di handicap

di MARCO PASQUA


Banche esonerate dall'obbligo di assumere portatori di handicap

Uno sportello bancario

TROVARE lavoro in una banca potrebbe presto diventare più difficile per le persone disabili. Il tutto per via di un parere ufficiale richiesto dall'Abi, l'Associazione bancaria italiana, al ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, circa la possibilità, per le banche stesse, di essere esonerate dal collocamento obbligatorio dei disabili. Richiesta alla quale il ministero ha risposto con un sostanziale via libera. Una vicenda denunciata dalla Falcri, la Federazione autonoma dei lavoratori del credito e del risparmio, che critica sia l'Abi, per aver anche solo avanzato tale ipotesi, che il dicastero del Welfare, per il suo parere favorevole.

Nei mesi scorsi, l'Abi aveva scritto al ministero, chiedendo di sapere se "la sospensione degli obblighi occupazionali" previsti dalla legge 68/1999 (che tutela appunto il collocamento dei disabili), potesse essere concessa a quelle banche che avevano fatto ricorso al cosiddetto "fondo di solidarietà" del settore, che si attiva negli stati di crisi. Richiesta facilmente spiegabile: l'articolo 3 della legge sul collocamento dei disabili prevede l'esonero da questo obbligo esclusivamente nel caso di aziende che, a fronte di una crisi, ricorrano a procedure di mobilità, a contratti di solidarietà, o alla cassa guadagni strordinaria. Le banche italiane - che, come rileva il ministero, "sono sprovviste di ammortizzatori sociali" - hanno appunto istituito un apposito fondo di solidarietà.

L'Abi, di fatto, chiedeva di sapere se l'adesione a questo fondo, che potrebbe essere assimilato alla cassa guadagni straordinari, potesse esonerare le banche dall'obbligo di assumere disabili. La risposta del ministero, firmata dal direttore generale per l'attività ispettiva, Paolo Pennesi, è positiva: il fondo interviene nel caso di crisi e, dunque, cancella l'assunzione obbligatoria per i portatori di handicap. "Non si ravvede quindi una valida motivazione - conclude il documento del ministero - che possa giustificare la non operatività della sospensione degli obblighi assuntivi, anche per le aziende di credito che hanno fatto ricorso al fondo in questione".

Nelle settimane successive, l'Abi ha così inviato una circolare agli istituti di credito, informandoli di questa valutazione ministeriale. Naturalmente, l'adeguarsi alle indicazioni fornite dal dicastero nella risposta al quesito esclude l'applicazione delle relative sanzioni penali, amministrative e civili. A oggi non è ancora possibile sapere quante e quali banche abbiano deciso di seguire questo parere ministeriale.

Il sindacato dei lavoratori del comparto bancario, parlando di una "brutta figuraccia dell'Abi", promette battaglia: "Crediamo sia inaccettabile che cittadini già duramente colpiti trovino ancora più difficoltà a integrarsi nel mondo del lavoro, perché anche le porte delle ricche banche potrebbero chiudersi a causa di un'interpretazione distorta".

Roberto Ferrari, segretario nazionale della Falcri, fa notare che "le banche non hanno adottato il fondo di solidarietà per effettive crisi aziendali, ma per scelte strategiche che possono portare a una diminuzione del personale in età avanzata. E' impensabile accomunare le aziende in crisi con banche che, negli ultimi anni, hanno registrato utili stratosferici. Il ministero, nel formulare il suo parere, non ha tenuto conto di questa sostanziale differenza". "A oggi - spiega - tutte le banche hanno aderito al fondo in questione e, quindi, il numero degli istituti che potrebbero ritenersi esonerati dall'assunzione dei disabili è altissimo". Il sindacato ha anche scritto una lettera preoccupata al ministero delle Pari Opportunità: "Ma dopo questa missiva, l'Abi ci ha minacciato, per iscritto, di interrompere le relazioni sindacali".

La Falcri, però, non chiude al dialogo: "Se l'Abi dovesse dichiarare che non ha alcuna intenzione di dare seguito al parere del ministero, e che continuerà ad assumere regolarmente disabili, noi ne saremmo lieti, e riconosceremmo il valore di questa decisione. Peccato che, ad oggi, non ci siano segnali in tal senso". "Indignazione" viene anche dal Forum Italiano sulla disabilità, l'organismo unitario, fondato lo scorso mese di luglio, che riunisce e rappresenta le organizzazioni italiane impegnate per la tutela dei diritti delle persone con disabilità in ambito di politiche dell'Unione Europea.

mercoledì, marzo 07, 2007

"Non condizioniamo i politici cattolici"

Bertone: sui Dico rispondano alla loro coscienza. Oggi l'addio di Ruini alla Cei
da La Stampa MARIA GRAZIA BRUZZONE

Alla vigilia nel giorno in cui finisce l’era Ruini e comincia l’era Bagnasco, il cardinal Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano interviene a sorpresa a palazzo Giustiniani alla presentazione del libro di Luigi Bobba. E non solo, in margine, conferma ufficialmente l’avvicendamento dell’inflessibile e coriaceo cardinal Camillo Ruini con l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco alla presidenza della Conferenza episcopale italiana, ponendo fine alle indiscrezioni. Ma, a fianco dei ministri Giuliano Amato e Francesco Rutelli, tende una mano ai teodem, di cui l’ex presidente delle Acli Bobba è forse il più autorevole rappresentante. E però lo fa evitando qualsiasi contrapposizione con la Chiesa.
Anzi, lo fa con parole di apertura, sotolinenando il rapporto fra valori e politica e il ruolo dei laici cattolici «che non sono la longa manus della Santa sede e nemmeno della Cei». Con un tono dialogante che forse segnala, se non una rivoluzione, un cambio di toni da parte dei vertici del Vaticano. Il tutto scegliendo una forma di comunicazione piuttosto inedita da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche come la presentazione di un libro. Sia pure significativo come «Il posto dei cattolici», che dei teodem è il manifesto, e il cui autore, Bobba, è amico di vecchia data del cardinal Bertone.
La presenza del Segretario di Stato è un chiaro messaggio dell’attenzione che la Santa sede vuole offrire al ruolo dei cattolici impegnati in politica. Cattolici che, sottolinea subito Bertone, «è giusto che seguano la propria coscienza», soprattutto in riferimento a quei «valori non negoziabili, perché corrispondono a verità obiettive, universali, uguali per tutti». Di qui il richiamo a «un vivo senso dell’etica, dimensione fondamentale e irrinunciabile del cristiano». E il richiamo al «rispetto della persona umana e dei suoi diritti fondamentali», evitando le «strumentalizzazioni che rendono l’uomo miseramente schiavo del più forte»: ideologia, potere economico, sistemi politici disumani, tecnocrazia scientifica, invadenza dei mass media. Un discorso ad ampio raggio, che invoca una «democrazia morale».
Così, di fronte al crescente declino politico-sociale, il Segretario di Stato invoca non solo «una testimonianza personale» ma un’«ampia azione collettiva per la ricostruzione di un costume di vita improntato al rispetto delle leggi» che «promuova la pratica dell’onestà» e «individui e detti regole giuste di convivenza». E qui, il riferimento è alla «tutela della vita, dal concepimento fino alla morte naturale», «alla promozione della struttura naturale della famiglia, come unione fra uomo e donna fondata sul matrimonio», ma anche «alla realizzazione dei valori evangelici della libertà, della giustizia, della pace sociale, dell’attenzione ai più deboli». Quanto al ruolo della Chiesa, «illumina le coscienze nell’ambito del dibattito pubblico» e ciò per il credente «non è un’indebita ingerenza ma un aiuto a sviluppare la coscenza informata, formata e perciò più libera».
Bertone accenna anche al partito democratico. «Ero amico di Donat Cattin ai tempi della terza fase. Non so se il Partito democratico rappresenti la Quarta fase...», tesi sostenuta da Bobba nel suo libro. E sul Pd e sui rapporti fra laici e cattolici finiscono per girare anche gli interventi di Amato (che delinea un Pd in cui accordi sui temi etici non siano affidati solo alla libertà di coscienza, ma una reciproca consapevolezza del limite) e Rutelli (che cita De Gasperi e Togliatti e difende la laicità, come «acquisizione da portare nel Pd»), davanti ai quali, forse non a caso, Bertone ha usato i suoi toni concilianti.
Il libro sarà presentato a Napoli giovedì 15 marzo p.v. per info 081 5634967