Visualizzazione post con etichetta truffe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta truffe. Mostra tutti i post

martedì, agosto 25, 2009

Vacanze rovinate? Una "valigia" di consigli. Come far valere i propri diritti in caso di disagi in viaggio



Se ad adombrare le agognate vacanze estive sopraggiungono contrattempi e disguidi legati alle inefficienze dei tour operator, basta tener conto di alcuni consigli per far tornare il sole. I diritti non vanno in vacanza, pertanto in caso di voli annullati, bagaglio smarrito o pacchetti vacanze truffa si può ottenere giustizia ricorrendo alle procedure di rimborso previste per legge.
Ritardi e cancellazioni di voli aerei
In questo caso l'indennizzo può essere compreso tra i 250 e i 600 euro, salvo la richiesta di rimborsi spese documentati (per esempio l'intero prezzo dei biglietti aerei acquistati per voli sostitutivi) e/o risarcimenti ulteriori per danni specifici documentati e provati. Per poter ottenere il rimborso però è necessario conservare copia dei biglietti acquistati, dei reclami, degli scontrini o delle ricevute d'acquisto ed anche ogni possibile prova di occasioni importanti perse (esempio visite mediche o incontri di lavoro) per colpa dei ritardi e delle cancellazioni.
Overbooking aereo o perdita di coincidenza aerea
Pratica sempre più utilizzata dai vettori aerei quella dell'overbooking non è certo esente da rimborsi. La compagnia aerea deve offrire al passeggero la possibilità di scegliere tra il rimborso del prezzo del biglietto entro 7 giorni, in denaro o con buoni di viaggio. Inoltre la compagnia aerea è tenuta a risarcire economicamente i passeggeri con 250 euro per i voli fino a 1.500 km; 400 euro per i voli interni europei oltre 1.500 km e per tutte le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 chilometri; 600 euro per gli altri voli. Durante la "permanenza" in aeroporto inoltre, ai cittadini devono essere garantiti senza costi aggiuntivi, due telefonate o fax, telex o e-mail; pasti o rinfreschi; il pernottamento in albergo. Il reclamo deve essere inviato alla compagnia aerea e nel caso in cui non risponda dopo 6 settimane, sarà possibile:
presentare reclamo all'Enac compilando l'apposito modulo sul sito,
inviare il reclamo a mezzo posta/fax o e-mail direttamente agli Uffici Enac dell'Aeroporto presso il quale si è verificato il disservizio.
Smarrimento dei bagagli
Esistono in questo caso convenzioni internazionali che consentono di avere rimborsi in base al peso e anche ai tempi, occorre verificare se si tratta di smarrimento, di ritardo o di danneggiamento.Nello specifico per le compagnie aeree comunitarie e le altre che aderiscano alla convenzione di Montreal (la maggior parte) la responsabilità della compagnia per il danno derivante da perdita, manomissione, danneggiamento, ritardata consegna del bagaglio è limitata a circa 1.167 euro per ciascun bagaglio registrato e in relazione al danno effettivamente subito;Per le compagnie che non aderiscono alla convenzione di Montreal la responsabilità della compagnia è limitata a 20 dollari (circa 20 euro) per kg di bagaglio trasportato.È sempre possibile aumentare il livello del risarcimento mediante la cosiddetta "dichiarazione di valore", da fare al momento del check-in, che consente di elevare il limite di responsabilità della compagnia, previo pagamento di un'apposita tariffa aggiuntiva da parte del passeggero: tale dichiarazione deve essere presentata sugli appositi moduli da chiedere al check-in.
Vettori (o tour operator) insolventi (o quasi falliti)
In caso di fallimento o comunque di insolvenza dell'agenzia di viaggi o del tour operator, il consumatore potrà chiedere (e ottenere, sia pure in tempi non brevi) il rimborso di quanto versato per il viaggio mai goduto, senza dover sottostare a nessun termine di decadenza. La richiesta di rimborso dovrà essere inoltrata al Fondo di Garanzia per il Turista, istituito presso il Ministero del Turismo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno al seguente indirizzo:

Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento per lo sviluppo e la competitività del TurismoUfficio 2°, servizio IVTutela del TuristaVia della Ferratella in Laterano n. 5100184 ROMA

mercoledì, dicembre 05, 2007

Qualiano, cimitero degli orrori: tre arresti Traffico di lapidi e appropriazioni di ornamenti funerari.

se si arriva a questo non stiamo messi proprio bene....

«Un vero e proprio lucro del defunto ignoto»


inchiesta partita dalla denuncia dei parenti dei morti
Qualiano, cimitero degli orrori: tre arresti
Traffico di lapidi e appropriazioni di ornamenti funerari. Il pm Aldo De Chiara: «Perché non pensare a un garante dei defunti?»

NAPOLI - Salme profanate e abbandonate per liberare loculi a favore di altri, lapidi di defunti dimenticati rivendute per un prezzo che oscillava dai 600 ai 1000 euro, frode ai danni del Comune, smaltimento illecito dei rifiuti. Le accuse degli inquirenti descrivono un cimitero degli orrori. È quello scoperto a Qualiano , dai carabinieri della compagnia di Giugliano, che su ordine della procura di Napoli hanno eseguito tre arresti nell’ambito di un’operazione che ha messo in luce un macabro business sulle salme. Protagonisti della gestione a dir poco disinvolta del cimitero il custode, Saverio D’Alterio, l’interratore Giuseppe Perfetto e il titolare della ditta Marta, Benedetto Brancaccio che aveva in appalto l’illuminazione del cimitero.
Nell’indagine denominata «Ei fu», condotta dal pm Maria Cristina Ribera, sono indagati anche due dipendenti del Comune di Qualiano, un addetto all’igiene e alla sanità e un geometra dell’ufficio tecnico. I due sarebbero responsabili dei mancati controlli da parte del Comune sulle attività illecite che avevano luogo nel cimitero. Nei confronti dei tre arrestati anche l’accusa di violazione di sepolcro e vilipendio di cadavere. I carabinieri della compagnia di Giugliano, coordinati dal capitano Alessandro Andrei, hanno scoperto che il custode e l’interratore del cimitero lasciavano le bare aperte per accelerare il processo di mineralizzazione delle salme, e quindi ’liberarè spazi da rivendere.
Ma tra le accuse rivolte a Saverio D’Alterio e a Giuseppe Perfetto c’è anche quella di smaltimento illecito dei rifiuti cimiteriali. I due avevano trovato anche un modo per ripulire gratis le bare dai liquidi residui dell’estumulazione accantonandole capovolte in prossimità dei tombini che convogliano le acque piovane. Diverse le fonti di guadagno per gli arrestati. Oltre alle lapidi dalle quali veniva cancellato il vecchio nome e inciso quello nuovo, il titolare della ditta «Marta», Benedetto Biancaccio, non avrebbe versato al Comune le percentuali di incasso sul servizio appaltato di illuminazione (una somma che ammonterebbe a circa 40 mila euro) nè avrebbe eseguito i lavori di ammodernamento e messa a norma dell’impianto elettrico per i quali era prevista una spesa di 180 mila euro. Nelle abitazioni del custode del cimitero e di uno dei dipendenti comunali indagati, sono state inoltre trovate ingenti somme di denaro e assegni postdatati che fanno pensare al coinvolgimento di altre persone nell’affare. «Un vero e proprio lucro del defunto ignoto» definisce l’affare il procuratore aggiunto Aldo De Chiara che si interroga sulla necessità di istituire un garante del defunto. «Esistono i garanti dei consumatori - ha osservato De Chiara - e da poco hanno istituito anche un garante dei detenuti. Perchè non si pensa a istituire anche un organo che assista i parenti dei defunti?».

mercoledì, agosto 22, 2007

Napoli,scatti a 899 da ignari cittadini Maxifrode telefonica:13 arresti

Maxi frode informatica ai danni di numerosi napoletani che hanno telefonato senza saperlo a numeri con prefisso 899 pagando 12,50 euro solo per la risposta alla chiamata. L'ha scoperta, dopo un anno di indagini, la Finanza che ha arrestato 13 persone, tutte originarie dei quartieri napoletani di Pianura e Vasto-Arenaccia. La frode ha avuto proventi stimati in oltre 3 milioni di euro di cui hanno beneficiato due società di Avellino.

I truffatori accedevano al sistema informatico della Telecom utilizzando le linee telefoniche di centinaia di utenti ignari di Napoli e provincia, per effettuare chiamate al numero ad alta tariffazione 899. Le indagini, avviate nel novembre del 2006, dagli specialisti del nucleo di polizia tributaria di Napoli, hanno messo fine all'attività di un'organizzazione che, attraverso l'utilizzo di appositi "badge" di accesso alle centrali Telecom detenuti illecitamente, riusciva ad introdursi abusivamente nel sistema informatico attraverso il quale si eroga il servizio telefonico per la città di Napoli e della sua provincia.

L'attività riguardava principalmente la città di Napoli, ma anche molti comuni della provincia: San Giorgio a Cremano, Pompei, Torre del Greco, Acerra, Ottaviano, Lucrino, Baia quelli maggiormente interessati. Gli investigatori, monitorando il centro di sorveglianza del traffico telefonico della Telecom, hanno individuato l'esistenza di migliaia di telefonate anomale verso utenze 899.

Le telefonate avevano una durata di pochi secondi, in modo da far generare lo scatto alla risposta che ha un costo pari a 12.50 euro. Al momento dell'accesso abusivo sulla linea di un utente, veniva interrotta la fruizione del servizio telefonico ai legittimi intestatari. I finanzieri hanno individuato le centrali telefoniche dalle quali l'organizzazione accedeva alle linee degli ignari utenti e hanno atteso il tentativo di collegamento, sorprendendo le 13 persone arrestate, tutte originarie dei quartieri Pianura e Arenaccia.

A beneficiare dei proventi delle attività illecite sono state due società con sede ad Avellino, titolari del diritto di uso delle numerazioni a tariffazione specifica. L'operazione è tra le più rilevanti nel settore delle frodi telefoniche. Le fiamme gialle hanno sequestrato anche 5.000 azioni ed obbligazioni rinvenute su due conti correnti intestati alle società avellinesi, 155 utenze 899, 27 apparati telefonici modificati, 13 cellulari e 3 badge di ingresso alle centrali telefoniche.