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martedì, settembre 02, 2008

In 6200 vogliono diventare medici. Ma solo il dieci per cento potrà iscriversi alla facoltà


Numero chiuso
In 6200 vogliono diventare medici. Ma solo il dieci per cento potrà iscriversi alla facoltà
Test di ammissione per gli aspiranti dottori negli atenei di Napoli e Salerno. Hanno pagato una tassa di iscrizione da 40 a 100 euro

NAPOLI - Appuntamento a mercoledì 3 settembre alle 8 per oltre 6.200 aspiranti medici: in contemporanea con le altre università italiane si svolgerà a Napoli e Salerno il test di ammissione al corso di laurea in Medicina e chirurgia. All’Università Federico II hanno presentato istanza di ammissione al test 2.922 neodiplomati, per un totale di 287 posti disponibili. Fischio di inizio alle 8.00 in 46 aule di Monte Sant’Angelo. La tassa di iscrizione al test è stata di 50 euro. Altri 2.200 aspiranti studenti hanno presentato la loro istanza presso la Seconda Università di Napoli e Caserta per contendersi i 288 posti disponibili: il test, costato 100 euro, si svolgerà per la prima volta nella sede unica di Santa Maria Capua Vetere, presso le aule della facoltà di Giurisprudenza e Lettere e Filosofia in via Perla. Test di ingresso anche alla Facoltà di Medicina e chirurgia di Salerno: solo 110 dei 1.128 giovani studenti saranno ammessi ai corsi universitari. L’iscrizione alla prova è costata 40 euro. I test di ammissione si svolgeranno presso le aule di Giurisprudenza e Lettere e Filosofia del campus universitario di Fisciano (Salerno). Per gli studenti stranieri domani è prevista una preselezione per verificare la conoscenza della lingua italiana. Tra le 6.240 istanze di partecipazione avranno accesso ai corsi di Medicina e chirurgia delle tre Università campane soltanto i migliori 680 risultati. I test, composti da 80 domande a risposta multipla su argomenti di cultura generale, logica, biologia, chimica, fisica e matematica, sono preparati dal Ministero dell’Istruzione.
dal corriere del mezzogiorno

mercoledì, agosto 27, 2008

Piccola miscellanea sugli esami di ammissione all'università


Università: al via i test d'accesso per 200mila matricole


Settembre, finite le vacanze, iniziano gli esami. Sono quelli dei test di ammissione delle università. Quasi tutte infatti chiedono il superamento di una prova a quiz prima di accettare la formale iscrizione accademica. E se sono oltre 120 mila i test effettuati dalla fine di luglio negli atenei italiani, ora, dopo la pausa di agosto, le università riaprono le porte ai neo diplomati e aspiranti matricole: saranno 200 mila gli studenti impegnati nelle prove di ammissione ai corsi di laurea, si comincia il 3 settembre con la selezione nazionale per l’accesso a Medicina e chirurgia, per passare poi, il 4, il 5 e l’8, rispettivamente al test di Odontoiatria, Veterinaria e Architettura. Il 9 è il giorno delle prove per le ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie, per finire il 10 settembre con l’esame per l’accesso a Scienze della formazione primaria. Le date del 9 e del 10 possono però variare a seconda dell’Università.

Le prove si basano su programmi definiti dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e nella maggior parte dei casi sono uguali in tutta Italia. Con il decreto ministeriale del 18 giugno 2008 sono infatti state stabilite le modalità e i contenuti delle prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato a livello nazionale.
Ma quali sono le facoltà che richiedono un test di ammissione? Se sono ormai sempre più numerosi i corsi di laurea a numero chiuso in tutte le università statali italiane, come Medicina e chirurgia, Veterinaria, Odontoiatria, i corsi triennali dell’area sanitaria, Architettura e Scienze della formazione primaria, alcuni sono a numero programmato solo in alcune università, soprattutto nell’area Comunicazione, Psicologia, Economia, Scienze giuridiche. Per sapere quali sono è necessario però informarsi presso le singole segreterie universitarie. Così come diversi sono i regolamenti e i test per le università private, Bocconi, Luiss e Cattolica, che stabiliscono ormai da molti anni un numero limitato di posti ai propri corsi.

Come superare il test? Molte università organizzano dei corsi. La Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Verona ad esempio organizza un breve corso di preparazione alla prova per l’ammissione alle lauree triennali delle professioni sanitarie.
Anche su internet ci si può allenare alla prova d’esame e verificare la propria preparazione, o anche solo discutere sui tanti forum sui costi per sostenere i test di ammissione. Tra libri e corsi preparatori, tassa d’iscrizione ed eventuali spostamenti, gli studenti e le loro famiglia dovranno sostenere una spesa che può arrivare fino a 2 mila euro.

Sono numerosi i siti, come ad esempio Hoeplitest, nei quali basta selezionare il test che si vuole fare, e una volta registrati al sito, simulare la prova. Per ogni facoltà è indicato il tempo per lo svolgimento del test e tutti i criteri a cui la Commissione si attiene nella valutazione delle prove. Nell’incertezza è sempre meglio non rispondere alla domanda: per ogni risposta sbagliata sono infatti tolti da 0,25 punti a 0,50, mentre nessun punto viene dato o tolto per una risposta non data.

Sul sito di Alpha Test, una società che opera nel settore dell’editoria, della formazione e dell’orientamento scolastico-professionale è possibile ad esempio non solo trovare tutte le informazioni sui test di ammissione, ma anche sperimentare direttamente, facoltà per facoltà, la natura e la difficoltà delle domande.

Per l’accesso ai corsi universitari a numero programmato, su un punteggio massimo di 105 punti, 80 saranno assegnati sulla base del risultato del test d’ingresso e 25 saranno dati agli studenti che avranno conseguito risultati di eccellenza a scuola. A tal fine contribuiranno: la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell’esame di Stato dal 20% degli studenti con la votazione più alta attribuita dalle singole commissioni, che comunque non deve essere inferiore a 80/100; la lode ottenuta nella valutazione finale dell’esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto.

E se in aumento risultano le iscrizioni ai test di ammissione per architettura, il camice bianco è ancora uno dei più ambiti. A Medicina, per circa 7.300 posti disponibili ci si aspettano, in base ai dati degli ultimi anni, oltre 55.000 candidati. Segue Odontoiatria, dove ci saranno oltre 15.000 pretendenti per i soli 782 posti disponibili in tutta Italia.

Diciottomila studenti sono già ai blocchi di partenza. A settembre per loro si apriranno i giochi per accedere ai corsi di laurea a numero programmato. Lo scorso anno, dopo che la magistratura portò alla luce una vera e propria organizzazione a delinquere che assicurava il superamento dei test ai corsisti privati, l´ateneo si dichiarò disponibile a organizzare direttamente dei brevi corsi di preparazione. Ma, il cambio in corsa del ministero per l´Università, ha fatto si che le regole sui nuovi test d´ingresso (in bilico dopo il caos del 2007) fossero diramate, simili alla precedenti, solo all´ultimo momento.

Impedendo all´università di Bari di organizzarsi per tempo. «L´ipotesi resta in piedi ma non per quest´anno - ha spiegato il prorettore Augusto Garuccio - non c´è stato il tempo necessario per provvedere anche a questo». Del resto i vertici dell´università hanno dovuto lavorare sodo per organizzare misure di sicurezza straordinarie a prova di truffa. Questo impegno, evidentemente, ha rassicurato gli aspiranti universitari che in massa si sono accreditati per i test d´ammissione. Ieri le segreterie decentrate dell´università di Bari sono rimaste eccezionalmente aperte fino alle 18 per accogliere un folto esercito di ritardatari. Gli studenti che, nonostante la possibilità offerta di sbrigare completamente la pratica su Internet, hanno atteso l´ultimo giorno utile per iscriversi ai test d´ingresso sono stati numerosissimi. E hanno contribuito a ritoccare verso l´alto il trend positivo di iscrizioni già registrato ieri: rispetto allo scorso anno ai test d´ingresso per accedere ai corsi di studio a numero programmato parteciperà complessivamente il 20 per cento di studenti in più rispetto allo scorso anno.

Lo scandalo dei test di Medicina passati con gli sms, che lo scorso anno portò l´ateneo alla ribalta nazionale, non hanno scoraggiato i neo diplomati. Al contrario. «Noi non ci stupiamo di questo trend positivo - spiega il prorettore, Augusto Garuccio - il modo in cui l´ateneo ha affrontato la difficile situazione dello scorso anno e l´emersione degli inganni perpetrati offre semmai maggiori garanzie agli studenti onesti che si apprestano alle prove d´ingresso». Le misure di sicurezza straordinarie che saranno adottate per garantire un regolare svolgimento dei concorsi dovrebbero limitare al massimo i possibili trucchetti per superare l´esame. E, infatti, tra gli studenti che stanno preparando la prova d´ammissione il clima sembra sereno. «Non sono per nulla preoccupati dei possibili inganni - spiega Luigi D´Abbicco responsabile di Azione universitaria - semmai temono di più l´elevato numero di partecipanti che si sono iscritti alle prove di selezione. Questo riduce per loro le possibilità di accedere ai corsi a numero chiuso».

I precorsi offerti dalla sua associazione universitaria non sono mai stati seguiti come quest´anno. Per partecipare non si paga nulla perché i docenti di Medicina offrono gratuitamente le lezioni di ripetizione e tutto lo sforzo organizzativo è assorbito dal lavoro volontario degli iscritti alle diverse associazioni. Anche Studenti per medicina offre le sue lezioni. «Anche se avremmo preferito che ad occuparsene fosse state direttamente l´università - spiega il senatore accademico, Nicolas Caputo - questa sarebbe stata un ulteriore garanzia di trasparenza per gli iscritti».

Mentre non si placano le polemiche sulla scuola - l'ultima, in ordine di tempo, quella sulla professionalità dei docenti - nella università stanno per partire i test d'accesso alle facoltà a numero chiuso per l'anno accademico 2008/2009. Per le 200mila aspiranti matricole il calendario delle prove si aprirà mercoledì prossimo, 3 settembre, con la prova nazionale per l'ammissione a Medicina e Chirurgia, per continuare il 4 settembre con i test per Odontoiatria e Protesi dentaria, il 5 per Veterinaria e l'8 settembre per Architettura. Il 9 e il 10 settembre, infine, sarà la volta dei test per l'accesso ai corsi di laurea delle Professioni sanitarie e per quelli in Scienze della formazione primaria: in questo caso, le prove saranno stabilite dai singoli atenei e non a livello nazionale, così come accade per l'iscrizione a Scienze della comunicazione, Economia e Psicologia.
Per quanto riguarda i costi, tra iscrizione (mai sotto i 40 euro), libri ed eventuali spostamenti, le spese vanno dai 100 ai 300 euro. Naturalmente esistono società che organizzano corsi specifici, le cui tariffe, per l'area medica, arrivano a 1.700 euro per 70 ore. Più economici i corsi per altre facoltà, ma molti studenti preferiscono preparare da soli le prove, soprattutto quelle di cultura generale. Magari rispolverando i libri delle superiori, prendendo l'abitudine di leggere il giornale tutti i giorni o aiutati da iniziative come quella del nostro sito attraverso test specifici da effettuare online. Da quest'anno, inoltre, il ministero ha messo a punto uno strumento di simulazione (www.accessoprogrammato.miur.it) con il quale esercitarsi, verificare il proprio grado di competenze e anche ottenere informazioni dettagliate sullo svolgimento delle prove, attraverso un video clip che mostra come compilare i test e quali accorgimenti usare al momento della riconsegna della busta contenente i quesiti.
Istruzioni che sono contenute anche nel Dm dello scorso 18 giugno, con il quale il ministro Mariastella Gelmini ha fissato le modalità di partecipazione e i contenuti delle prove, ma anche i criteri per la tutela della privacy e la trasparenza. Più rigore, quindi, dopo lo scandalo sulle truffe nei test per Medicina che lo scorso anno coinvolse, da Nord a Sud, diversi atenei del Paese, con l'annullamento delle prove nelle sedi di Bari e Catanzaro. In quell'occasione, l'ex ministro Mussi intervenne proponendo misure per bandire dagli atenei per cinque anni gli studenti coinvolti nelle frodi, ma anche Gelmini, all'indomani del suo insediamento, ha annunciato una "revisione dei test per migliorarli e renderli più meritocratici".
Una volta superata la prova di ammissione, in molti atenei gli studenti troveranno corsi di laurea riorganizzati e con un numero di esami inferiore agli anni precedenti. Con l'anno accademico 2008/2009, infatti, partiranno le nuove lauree previste dal Dm 270/04: tetto massimo di 20 esami per la triennale e di 12 per la magistrale e almeno il 50% degli insegnamenti di ogni corso affidati a professori o ricercatori di ruolo dell'ateneo. Le nuove regole diventeranno obbligatorie per tutte le università a partire dal 2010.
di Alessia Tripodi Sole 24 ore
Accesso Programmato

Prove nazionali di ammissione ai corsi ad accesso programmato Anno Accademico 2008/2009



Documenti ministeriali

È disponibile il Decreto Ministeriale del 18 giugno 2008 e i suoi allegati, con il quale sono state fissate le modalità di partecipazione ed i contenuti delle prove.



È disponibile il video informativo con le istruzioni su come sostenere la prova, per accedere clicca qui a fianco.

Se riscontri dei problemi nella visualizzazione del video, clicca qui per verificare i requisiti del tuo sistema e quelli necessari per la corretta visualizzazione.



Date di svolgimento delle prove

Medicina e Chirurgia

3 Settembre 2008

Odontoiatria e Protesi Dentaria

4 Settembre 2008

Medicina Veterinaria

5 Settembre 2008

Corsi direttamente finalizzati alla formazione di architetto

8 Settembre 2008


mercoledì, settembre 12, 2007

Test medicina: Web scatenato, tra "Mussi santo subito" e appelli per proteste e ricorsi collettivi

C’è chi vorrebbe "Mussi Santo subito" e grida "giustizia è stata fatta!". Chi ha fatto un voto, ha saputo che non dovrà ripetere il test ed ora dovrà andare a fare "un pellegrinaggio a Santiago de Compostela". Chi, invece, non si accontenta della decisione del ministro di far ripetere il test solo a Catanzaro. Tutti, comunque, si incontrano sui blog e sui forum, per chiedere più lealtà nelle università e soprattutto che non si ripeta più quella che ormai nel gergo del web viene definita "testopoli".

Si erano raccolti in un sito (www.test-medicina.135.it) i ragazzi che non volevano l’annullamento a livello nazionale dei test. Hanno organizzato una petizione, chiesto agli studenti di fotografare e mettere online la mole di libri che li hanno accompagnati durante i mesi di studio e oggi festeggiano e ringraziano il ministro. Sta già facendo il giro del web l’immagine del ministro con la scritta "Santo Subito".

Sono soddisfatti anche i ragazzi che popolano il forum di www.futurimedici.com. Quasi tutti d’accordo sulla decisione di far ripetere il test solo a Catanzaro. «Giustizia è stata fatta – si legge - ai non ammessi: in bocca al lupo per l'anno prossimo e non aspettate di vedere le graduatorie per denunciare stranezze durante il test». In pochi protestano e dicono che si tratta di una "pezza" messa da Mussi. «Scusate ma Ancona e Chieti che fine hanno fatto? – si legge ancora - in tutte le altre città nemmeno un controllino?».

Ma c’è l’altra parte del web che è ancora in subbuglio. Il sito dell’Unione degli universitari (www.udu.it) continua a battersi per l’annullamento dei test a livello nazionale. Hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica contro il numero chiuso, rilanciano la campagna per il libero accesso all’università. Convocano una manifestazione davanti al Ministero dell’Università per martedì 18 settembre alle ore 14. Reputano insufficiente la risposta di oggi di Mussi e continuano a promuovere il ricorso collettivo nazionale, «rivolto a tutti i ragazzi che hanno partecipato al test di ammissione nelle varie facoltà di Medicina e Chirurgia». Sul sito si può scaricare il modulo per aderire alla campagna. Anche il sito del Coordinamento per il diritto allo studio, Sindacato studentesco universitario
(www.coordinamento.org) raccoglie l’iniziativa dell’Udu e offre istruzioni su come fare il ricorso collettivo.

Ed è soprattutto sui blog che si raccoglie la rabbia, le lacrime e la protesta di tanti studenti. Su un blog un ragazzo chiede che anche a Messina il test per la facoltà di Medicina e Chirurgia venga ripetuto affermando che «non è stato consentito ad alcuno di assistere alle prove di esame, pare che in alcune aule sia stato consentito di iniziare la prova con ben 30 minuti di anticipo e che si sia proceduto alla composizione delle aule con un sistema computerizzato, dimenticando di inserire alcuni nominativi. Questi successivamente sono stati aggiunti … sul genere della riffa parrocchiale».

Anche Erika è furiosa perché fare il medico era il sogno della sua vita e non è passata, forse per colpa dei raccomandati. In molti si lamentano «e chi ha studiato tutta l'estate ed è rimasto fregato?» (falla-girare.blogspot.com/).

La protesta arriva in tutti gli angoli del web e in tutte le forme. Jacopo, 23 anni, studente di medicina a Firenze fa una semplice domanda: «e tu quanto hai pagato per entrare a medicina?». Mentre Ippocrata (e il nick scelto non è un caso) che si definisce "studentessa di medicina fuori corso e a mezzo servizio" propone ironicamente: «... io mi vendo la mia matricola e libero un posto… poi rifaccio il concorso, entro (io che ho studiato), finisco gli esami e mi laureo. Ecco trovato il modo di capitalizzare la cultura». Qualcuno le avrà risposto?
di Laura Bogliolo su Il Messaggero

domenica, settembre 09, 2007

Fuga di notizie sui test, pm all’università Medicina

Il ministro: errori nei questionari, prove annullabili
Fuga di notizie sui test, pm all’università Medicina, plichi aperti a Catanzaro. Mussi: voti sospetti al Sud


ROMA — Test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia, l’Italia corre a due velocità ma c’è il sospetto che al Sud le procedure per le selezioni siano state meno rigorose. A Messina, tanto per fare un esempio, i primi 44 candidati classificati sono risultati essere più bravi del migliore studente in corsa a Siena. Mentre a Bari ci sono sette «eccellenze» che superano il più preparato tra i concorrenti presentatisi alla «Sapienza» di Roma.A Catanzaro, invece, qualcuno ha esagerato aprendo addirittura i plichi inviati dal ministero: tanto da indurre il rettore dell’università «Magna Grecia», Saverio Costanzo, a chiamare il procuratore della Repubblica e il ministro Fabio Mussi che ha subito congelato la correzione degli elaborati svolti nel capoluogo calabrese.
Tutto questo, col carico da novanta degli errori nel questionario nazionale di 80 quiz sottoposto ai 70 mila esaminati lo scorso 4 settembre, ha dunque messo in allarme il ministro Mussi (Università e Ricerca) che, a questo punto, non esclude l’annullamento di alcune prove di esame. Col passare dei giorni, infatti aumentano le anomalie statistiche: «Voglio una relazione chiara per avere rapidamente gli elementi per poter intervenire. Quali garanzie abbiamo delle segretezza di questo quiz? Ho ricevuto un’informativa in cui mi si segnala che con il massimo dei voti a Medicina in Italia sono usciti sette studenti: ebbene quattro di questi sono dell’Università di una città del Sud con poche decine di migliaia di abitanti. Per ottenere una simile statistica bisognerebbe che questa città avesse 60 milioni di abitanti».
Ecco, la provocazione di Mussi che annuncia per la prossima settimana decisioni «giuridicamente ineccepibili e politicamente forti», non smuove di un millimetro i presidi delle facoltà meridionali potenzialmente sotto accusa. Tra quali, anzi, c’è chi si vanta dei risultati ottenuti dai candidati presentatisi nel Mezzogiorno: «Se queste eccellenze fossero tutte nella mia facoltà non mi meraviglierei», commenta il preside Emanuele Altomare della giovanissima facoltà di Medicina di Foggia. A Messina, il preside Emanuele Scribano ci scherza su: «No, non possiamo essere noi perché Messina ha più di 200 mila abitanti. E’ vero, i nostri candidati sono più preparati anche se poi, purtroppo, una volta laureati se ne vanno a lavorare al Nord».
Nando Dalla Chiesa, sottosegretario all’Università, non è così sereno e segnala che oltre a una valanga di richieste di raccomandazione giunte al ministero («Tutte respinte, perché è un reato») qualcosa di strano è successo a Bologna: qui, tra i candidati, c’erano decine di ultra quarantenni (forse genitori) che sono sospettati di aver dato un «aiutino» ai figli. Per questo, spiega Luigi Frati, preside di Medicina alla «Sapienza», «da anni noi sistemiamo i candidati in aula per ordine di data di nascita in modo che i "vecchietti" stiano tutti da una parte».
Ecco, insistono al ministero, ora bisogna verificare se questa disposizione sia stata rispettata in tutta Italia così come quella procedura che prevedeva, per ordine di Mussi, la distribuzione di questionari sfalsati nella numerazione dei quiz per i candidati seduti allo stesso banco. Ora toccherà al ministro tirare le somme sui risultati più che lusinghieri ottenuti nelle Università del Sud rispetto ai voti più contenuti concessi al Centro Nord. Di certo, conclude Mussi, «questo è l’ultimo anno che si procede con questo sistema troppo affidato all’arbitrio e alla manipolazione».
Dino Martirano
09 settembre 2007

sabato, aprile 21, 2007

Avellino: Esperti a confronto su embrioni e bioetica



«La bioetica: un ponte tra due culture, scientifica e umanistica»: è il titolo dell'incontro che si terrà oggi presso il Centro Sociale «Samantha Della Porta», con inizio alle ore 9. Il convegno, organizzato dall'azienda ospedaliera «San Giuseppe Moscati», dalla seconda Università di Napoli, dal liceo scientifico «Mancini» e dal circolo Acli «Centro Storico», rientra nel progetto «Cultura della pace ed educazione alla legalità» avviato dai docenti e dagli studenti del «Mancini». «a conoscenza di argomenti di grande rilievo e attuali quali la bioetica, la riproduzione umana, la procreazione assistita, lo statuto e la difesa dell'embrione - sottolineano gli alunni dell'istituto di via De Concilii - hanno sollecitato in noi domande di senso: il senso della vita, del dolore, della felicità, della morte. Ci siamo pure chiesti quale senso abbia battersi in difesa dell'embrione e curarsi troppo poco di chi già si è schiuso alla vita; quale senso abbia il benessere materiale quando lo stesso non risponde al Ben-Essere dell'uomo e l'esistere, attraverso l'immagine, è senza consistenza». All'incontro parteciperanno il presidente della Provincia Alberta De Simone, il sindaco Giuseppe Galasso, il manager dell'Azienda "Moscati" Giuseppe Rosato, il preside della facoltà di Medicina e Chirurgia della Sun di Napoli Giovanni Delrio, il rettore della Lumuci (Libera Università Multidisciplinare Umanitaria per la Cultura Internazionale) di Roma Dario Andretta, il Direttore Generale dell'Asl Av 2 Roberto Landolfi, il Dirigente del Liceo "Mancini" Giuseppe Gesa. Le relazioni saranno svolte da professori ed esperti e toccheranno gli argomenti filosofici, scientifici e medici. Coordinerà i lavori Matilde Spinello, coordinatore del servizio sociale dell'azione ospedaliera «Moscati» di Avellino.