A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
sabato, dicembre 17, 2011
MANOVRA: SI POTEVA FARE DI PIÙ
La manovra economica "sicuramente è un poco più equa, mettiamola in questi termini. Ci sono elementi - la rivalutazione delle pensioni fino al triplo della minima e l`Ici con un`attenzione alle famiglie con figli - che ci dicono che qualcosa è stato fatto... però è ancora poco rispetto all`attesa di chi voleva vedere totalmente esentati dai nuovi sacrifici coloro che già troppo stanno pagando la crisi economica". E' l'opinione del presidente delle Acli Andrea Olivero, intervistato da Radio Vaticana.
"Bisognava ripartire in maniera diversa il peso, andando a far sì che fossero quanti hanno più risorse economiche patrimoniali a contribuire al risanamento del Paese. In un momento di emergenza è necessario che siano soprattutto i ricchi, quanti hanno più risorse, a dare il loro contributo; così non è stato fatto ancora in maniera sufficiente. In questa maniera si poteva, probabilmente, andare ad escludere fino in fondo i ceti popolari dal pagare ulteriormente ... ceti popolari fortemente impoveriti negli ultimi anni".
Quanto ai costi della politica, aggiunge Olivero ai microfoni di Radio vaticana: "Osserviamo ancora una volta che il mondo politico da solo non arriva ad autoriformarsi e che non coglie l`urgenza del momento. Forse sottovalutano quell`astio, quel malcontento sordo che sta crescendo all`interno del nostro Paese e che è pessimo da ogni punto di vista: porta sfiducia e porta anche a un disimpegno. Noi siamo convinti che sia necessario anche partire da gesti simbolici. La riduzione degli stipendi e delle pensioni dei parlamentari non è decisiva per i conti dello Stato però è decisiva per far sì che tutti si sentano corresponsabili e non soltanto tartassati".
mercoledì, dicembre 07, 2011
MANOVRA: ACLI LANCIANO NUOVA ICI IN BASE A REDDITO E NUMERO DI FIGLI
domenica, dicembre 04, 2011
FAP Acli: “In pensione dopo 43 anni? Un obolo dei poveri alle casse pubbliche”
Il segretario nazionale Pasquale Orlando: “Netta contrarietà alle ipotesi di riforma del Governo,
sì ad un confronto autentico con le parti sociali”
Roma, 3 dicembre 2011 - “Le anticipazioni relative alla nuova riforma delle pensioni che il governo si accinge ad approvare fanno pensare ad un approccio ai temi della previdenza basato sulla volontà di fare esclusivamente cassa con le pensioni. Così facendo è evidente che il tema del sostegno ai giovani viene usato solo strumentalmente e non per dare risposte effettive”. Lo afferma Pasquale Orlando segretario nazionale della Fap – Federazione anziani e pensionati Acli, che chiede “un confronto autentico” tra esecutivo e parti sociali.
“Esprimiamo – continua il segretario nazionale della Fap Acli - netta contrarietà anche all' ipotesi di portare a 43 gli anni di contribuzione necessari per accedere alla pensione di anzianità. I lavoratori - protesta pasquale Orlando- non avrebbero nessun aumento alla pensione, in pratica lavorerebbero gratis. E' un obolo, una donazione alle casse pubbliche da parte dei più poveri. Vorremo invece sapere qual è il conto che debbono pagare i ricchi.”