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domenica, giugno 19, 2011

Napoli: Il dono e la speranza - Amici dei poveri a convegno

-IN ALLEGATO IL PROGRAMMA E L'INTERVENTO DEL CARDINALE SEPE

Amici dei poveri, associazioni, gruppi di volontariato, realtà ecclesiali si incontrano a Napoli il 18 e 19 giugno, per raccogliere gli uni la testimonianza degli altri, dare voce alle inquietudini e ai problemi delle persone, soprattutto dei poveri. Un'iniziativa per dare ragione della ricchezza che oggi rappresenta la carità, vera e propria riserva di umanità, una risorsa ed un aiuto per ciascuno, per la Chiesa e per il nostro Paese. Il professor Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, ha illustrato insieme al Cardinale Crescenzio Sepe gli obiettivi e le finalità di questa importante due giorni e ha spiegato che il titolo "Il Dono e la Speranza" ricalca quello di una Lettera pastorale dell'Arcivescovo: "Il Sangue e la Speranza". Per questo meeting, che rientra pienamente nel percorso del Giubileo per Napoli, sono attesi in città oltre 1500 delegati provenienti da tutto il mondo in rappresentanza di 157 tra associazioni e fondazioni e 40 congregazioni religiose. «L'obiettivo che ci siamo posti è lanciare un messaggio forte - ha sottolineato Riccardi - ed è per questo che, in piena sintonia con la Curia di Napoli, abbiamo deciso di puntare a rendere stabile questo convegno che deve diventare un appuntamento annuale, una sorta di bilancio di quello che si è fatto e di quello che occorre mettere in campo. Perché la crisi è più grave delle statistiche che leggiamo». Il Cardinale, come rappresentante della Chiesa, conosce bene le piaghe che affliggono i poveri di Napoli e ribadisce l'importanza di questo convegno: «Ora bisogna dare risposte concrete. Gettiamo un seme: speriamo possa nascere una pianta». Tra le testimonianze di chi in prima linea opera ogni giorno in nome della solidarietà c'è anche quella di Casa di Tonia. La coordinatrice della casa famiglia, la dottoressa Maria Esposito, parlerà infatti di come vivono i bambini e le loro mamme all'interno di questa struttura, segno tangibile di operosità, accoglienza e carità cristiana.

Nel corso della fiaccolata di sabato sera ci sarà anche un'altra importante testimonianza. Una delle mamme ospiti di Casa di Tonia, parlerà della sua esperienza personale e dell'accoglienza che ha trovato, per lei e per il suo bambino, presso questo Centro di solidarietà.

venerdì, dicembre 17, 2010

UN GIUBILEO PER NAPOLI. l discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo


UN GIUBILEO PER NAPOLI - CRESCENZIO CARDINALE SEPE versione testuale

-in allegato il discorso di apertura e di chiusura dell'Arcivescovo

Cari Amici, spettabili Autorità,
cari cittadini di questa amata terra,
ringrazio di cuore voi tutti, uomini e donne di buona volontà, per essere intervenuti così numerosi a questa convocazione per aprire insieme il Giubileo per Napoli.
La ricorrenza giubilare, nella tradizione biblica, nel ricordare all’uomo la signoria di Dio sul cielo e sulla terra, aveva in sé anche una valenza sociale: restituire all’uomo la giustizia e l’uguaglianza.
Il termine giubileo comunemente richiama alla mente quello a noi più familiare di giubilo, un sentimento di gioia intensa; gioia che é conseguenza di quel condono secondo il quale ognuno riacquistava la libertà e le proprietà perdute. Nell’Antico Testamento, il Giubileo era, dunque, una istituzione che garantiva la protezione dei più deboli e dei più bisognosi. In questa linea si pose anche Gesù quando, nella sinagoga di Nazareth, aprì il primo Giubileo cristiano, leggendo il rotolo di Isaia: “annunciare ai poveri un lieto messaggio, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; rimettere in libertà gli oppressi” (Lc 4,18). E se nell’anno di grazia il Signore ha restituito la vista ai ciechi, ha fatto sentire i sordi e parlare i muti, nessuno può rimanere inerme, cieco, sordo e muto di fronte a una città sofferente.
Ecco, allora, che l’esigenza diffusa di una stagione di rinascita della nostra terra ha ispirato l’ipotesi di un Giubileo, inteso nella sua valenza religiosa, civile e sociale, per ripristinare la giustizia e liberare Napoli, prigioniera di se stessa, dal sopruso, dal degrado, da ogni forma di oppressione e annunciare un messaggio di speranza agli abitanti di questa nostra terra.

giovedì, dicembre 09, 2010

GIUBILEO PER NAPOLI: Fiaccolata per la città


GIUBILEO PER NAPOLI: Fiaccolata per la città versione testuale

Giovedì 16 Dicembre, ore 19.00 - Stazione Marittima

Non possiamo arrenderci, uniti ce la possiamo fare. I segni vanno oltre le parole; esserci per organizzare la speranza.

Napoli non deve morire!!!

Il 16 Dicembre ore 19:00 dalla Stazione Marittima a Piazza del Plebiscito, ti aspetto alla Fiaccolata per Napoli per accendere una luce di senso sul futuro di Napoli.

Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli

venerdì, ottobre 22, 2010

Napoli: Lunedì 25 ottobre - Convegno "Caritas in veritate" per un Paese solidale

Lunedì 25 ottobre - Convegno Caritas in veritate per un Paese solidale

La Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali ha organizzato per il prossimo 25 ottobre un convegno del quale vi anticipiamo rapidamente motivazioni e obiettivi.
L’idea è quella di sottolineare l’attenzione del laicato associato al magistero della Chiesa che, come tutti sappiamo, è stato segnato in questi anni da alcuni documenti altamente significativi. Tra gli altri, "Caritas in veritate" e, più recente, il documento della Cei"Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno". Dobbiamo, tuttavia, riconoscere che tali documenti non sembra abbiano avuto fin qui particolare approfondimento. Da ciò l’urgenza di rilanciarli con forza vista la perdurante attualità. Il Convegno sarà, quindi, centrato sul seguente ambito di riflessione:
  • qual è il filo che unisce Caritas in veritate e Per un Paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno fino alla Settimana sociale di Reggio Calabria? Quali le idee-forza?
  • cosa questi documenti possono dire ad una realtà specifica e complessa come quella napoletana?
  • quali le possibili indicazioni concrete sul piano operativo?
Da ciò la formulazione del tema: Caritas in veritate per un Paese solidale.
Al convegno saranno relatori due esperti ai livelli più alti: il prof. Stefano Zamagni, che ha collaborato alla stesura della Caritas in veritate, e, per quanto riguarda Napoli, il prof. Pino Acocella, vice presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro.
L’iniziativa è , ovviamente, condivisa e sostenuta da Sua Eminenza il Card. Sepe.
Sono coinvolte tutte le aggregazioni della Consulta per un momento che ci auguriamo possa essere altamente significativo per la Chiesa e la stessa città di Napoli.
In sintesi :
La data: Lunedì 25 ottobre - ore 17
Il luogo: Aula Magna Università Parthenope - Via Acton, 38 - Napoli
Cos’è? : un servizio offerto dalla Consulta diocesana delle aggregazioni laicali in favore di associazioni, movimenti e gruppi dell’apostolato dei laici della Diocesi
Perché? : Sottolineare l’attenzione del laicato associato al magistero della Chiesa che in questi anni è stato segnato da alcuni documenti molto significativi.
Programma :
17,00 Accoglienza
17,20 Apertura dei lavori
Don Carmine Nappo
 Assistente Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali
Saluto di benvenuto
Dr. Mario Di Costanzo
 Direttore Ufficio Laicato Arcidiocesi di Napoli
Le ragioni del Convegno
17,30 Messaggio di saluto
Prof. Gennaro Ferrara
 Rettore Università Parthenope
17,40 Messaggio di saluto
Card. Crescenzio Sepe
 Arcivescovo Metropolita di Napoli
Moderatore
Dott. Alfonfo Ruffo
 Direttore de “Il Danaro”
Relazioni
Prof. Stefano Zamagni
 Ordinario di Economia Politica all’Università di
Bologna e membro del Pontificio Consiglio della
Giustizia e della Pace
Prof. Giuseppe Acocella
 Ordinario di Etica sociale all’Università Federico II
di Napoli e Vice Presidente del Consiglio Nazionale
dell’Economia e del Lavoro
19,30 Conclusioni
Mons. Gennaro Matino
 Moderatore della Curia di Napoli
In allegato l'invito ed il programma dettagliato dell'evento.

mercoledì, settembre 22, 2010

Sepe: «senza pane né speranza». Povero uno su quattro

«Senza pane né speranza». L’urlo del cardinale Crescenzio Sepe fa luce su una realtà già fotografata da numeri bui. La storia della crisi made in Naples è raccolta in decine e decine di cifre. Rapporto povertà, disoccupazione, cassa integrazione e lavoro a chiamata: sono tanti gli indici della depressione. E gli analisti non hanno dubbi: nonostante i timidi segnali di ripresa registrati in questi mesi, la crisi economica continuerà a far crescere l’esercito dei senza lavoro. Il confronto tra il tasso di disoccupazione con le previsioni occupazionali degli imprenditori è impietoso: alla fine del 2010 il saldo sarà ampiamente negativo, 5.650 occupati in meno, cifra da aggiungere ai 136.738 disoccupati che nel 2009 hanno fatto segnare un tasso di disoccupazione pari al 14,6%. Così, l’Istat sottolinea un incremento del numero di campani in cerca di lavoro, nel primo trimestre dell’anno, da 250.000 a 284.000. E la Cgil, ad agosto 2010, notifica un aumento del 28,74% delle ore di cassa integrazione autorizzate per un volume pari a 36.398.499. Percentuali a parte, tra gennaio e agosto sono stati 56.873 i lavoratori costretti ai box in Campania, degna chiosa del quinquennio peggiore da quando è stata attivata la cassa integrazione come strumento di intervento tampone sulla crisi nell’industria. E ancora, cresce a dismisura anche il numero di lavoratori assunti a intermittenza con contratti a chiamata: dagli 863 del 2007 ai 1.430 del 2009, segno che il ricorso al job-on-call comincia a riscuotere un certo successo pure tra gli imprenditori della Campania. Così, tra impiegati, operai o consulenti licenziati e giovani in cerca di prima occupazione, dipendenti in cassa integrazione e lavoratori costretti a lavorare tre mesi sì e tre mesi no, crescono sempre di più i nuovi poveri, un esercito invisibile che tale non è più. I numeri non ammettono repliche: nel 2009 – ultimo dato disponibile – l’incidenza della povertà relativa è pari al 25,1%, quasi quindici punti percentuali in più rispetto alla media nazionale, ferma al 10,8%. Se è vero che, tenuto conto dell’errore campionario, la povertà risulta stabile rispetto al 2008, è altrettanto vero che Napoli e la Campania mostrano un aumento del valore dell’intensità della povertà assoluta dovuto al fatto che il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le loro condizioni medie sono peggiorate. Of course, nel Mezzogiorno intero, l’incidenza di povertà assoluta aumenta per le famiglie con persona di riferimento operaia, (dal 5,9% al 6,9%). È l’esercito dei nuovi poveri, figli della crisi economica, nella stragrande maggioranza dei casi sono individui e famiglie che affrontano una condizione nuova e imprevista di disagio e deprivazione materiale, dovuta all’improvvisa decurtazione o al venir meno del reddito da lavoro. Accanto a queste nuove forme di povertà, sopravvivono da un lato le povertà tradizionali, dai rom agli immigrati, e dall’altro un altro tipo di povertà, che non discende dalla crisi ma di cui comunque sopporta il peso: sono uomini e donne tra i 55 e i 65 anni, che hanno alle spalle una carriera di lavoro precario e non accedono o ancora non hanno accesso al sistema previdenziale. A loro sono dedicate le preghiere dell’arcivescovo, sono loro i disperati senza pane né speranze.
(di Alessio Fanuzzi da il Mattino)

giovedì, luglio 08, 2010

Don Tonino Palmese neo direttore della pastorale del lavoro della Chiesa di Napoli


Apprezzamento e fiducia verso don Tonino Palmese nominato dal cardinale Crescenzio Sepe direttore dell'Ufficio per il Lavoro e la pastorale sociale della Chiesa napoletana è stato espresso da Pasquale Orlando, presidente delle ACLI di Napoli a nome suo personale e dei dirigenti e soci della grande associazione dei lavoratori cristiani.

lunedì, giugno 21, 2010

L’arcivescovo e l’abbraccio della città “Porto la croce, ma mi siete vicini”


(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)

«Ogni croce va portata. Ogni passaggio di vita ha la sua sofferenza. Anche questa la porteremo facendo la volontà di Dio. Certo, è una bella croce». Crescenzio Sepe chiude una lunga domenica di passione con parole amare, e uno sguardo appena velato. Al mattino, qualcuno ha fatto volare colombe al suo passaggio, in una chiesa sul corso umbertino. Quando cala il buio sulla sua prima giornata da indagato, il cardinale è ancora dietro un altare. Celebra la messa solenne per i 42 anni della Comunità di Sant´Egidio, poi si consegna alla folla che lo attende dopo l´ultima benedizione e lo abbraccia, gli pronuncia parole di incoraggiamento, lo spinge al sorriso. A circondarlo, autorità e famiglie semplici, giovani e cantori, bambini disabili, qualche nonna in carrozzella, oltre al prefetto di Napoli, i vertici delle forze di polizia, qualche parlamentare.
I dubbi della sua gente, ammesso che affiorino, vengono soffocati sul fondo. Può mai essere lui, il monsignore della corruzione? Una voce, tra le altre, arriva dalle cappelle laterali: «Di tutte le sue aste di beneficenza, il nostro vescovo ha fatto sapere punto per punto dove andavano i soldi. Pure i suoi regali personali ha messo in vendita».
È qui, ora, la Gerusalemme di Sepe. Il luogo del pubblico processo. Il cardinale cita il Vangelo e sembra parlare del calvario che lo attende e dovrà attraversare. «Il clima che ci circonda oggi – sottolinea infatti durante l´omelia – è quello che produce sofferenza per rimanere fedeli a Cristo. Pensateci, la cultura dominante è quella della tracotanza, della criminalità, e poi superbia, invidia, gelosia. Dentro e fuori la Chiesa».
Un pastore che alza la testa di fronte alle accuse, gravi, che rimbalzano da Roma. E su cui la Santa Sede non avrebbe offerto subito la solidarietà e la vicinanza «che si deve ai suoi operai nella vigna». «Non ho niente da nascondere. Collaborerò al più presto con la magistratura», ribadisce Sepe, a margine delle quattro iniziative che ha guidato, nella domenica della “croce”. Già oggi potrebbe convocare una conferenza stampa. E nei prossimi giorni rispondere, sempre da Napoli, alle domande dei pubblici ministeri in trasferta da Perugia.
Ma è a sera, nel superbo chiostro di San Lorenzo Maggiore, che il cardinale tradisce un velo di stanchezza. In cima a quelle pietre che raccontano la stratificazione della città greco-romana e sono il raccordo tra la sua cultura pagana e il culto del sangue dei martiri, Sepe stavolta non si ferma a giocare con gli ospiti, né a onorare il buffet. Non una sfogliatella, neanche un bicchiere, per questa domenica. Si prende invece la stretta calorosa della gente, incassa altri applausi, mentre le religiose conducono i rosari per lui, al riparo dei chiostri. Le mani delle anziane lo accarezzano, soprattutto. È quasi carnale la difesa che Napoli mette in scena per il suo vescovo.
Come se non volesse perdere sorriso e tempra di un altro goleador, un vincente. Un cardinale che «ci ha portato il Papa a Napoli», che va a benedire e «a fare il tifo al San Paolo quando la squadra torna in serie “A”». Che si infila nelle tane del degrado, che passeggia tra i pregiudicati del Parco verde di Caivano, tra i poveri del rione Salicelle ad Afragola, l´hinterland dei nessuno. Anche il sindaco Iervolino fa arrivare a Sepe, «nel pieno rispetto del lavoro della magistratura, l´affettuosa solidarietà» e si dice sicura che il cardinale «chiarirà le circostanze che sono in discussione e proseguirà serenamente la sua missione pastorale tanto cara al popolo di Napoli». Stessa vicinanza dal governatore Stefano Caldoro. Forse, il segreto del legame tra un vescovo e la sua terra è nelle parole che Erri De Luca, scrittore, non credente, pronunciò nell´ottobre di due anni fa a Roma. «Sepe fa a Napoli quello che il vento secco e buono del nord fa con la roccia, migliora le sue aderenze, espugna cittadini inespugnabili». È ancora integra l´immagine? De Luca risponde oggi con slancio. «Penso che questa storia non comprometta il rapporto tra Sepe e Napoli. Davvero lui ha aperto orecchie, occhi, ha esercitato un´aderenza fisica di quelle da polpastrello su roccia, e proprio a Napoli, città scivolosa. Quest´opera è frutto del suo lavoro, di un talento e di una volontà».

domenica, giugno 20, 2010

Il Cardinale Sepe alla Chiesa di Napoli


Materdomini: Relazione conclusiva del Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe versione testuale

-in allegato la relazione completa

Cari fratelli e sorelle,Il lavoro serio e approfondito che avete svolto in questi giorni mi ha confermato, ancora una volta, del vostro amore, del vostro “sentire cum Ecclesia”, del vostro impegno a vivere e a testimoniare la comunione ecclesiale con sincerità e concretezza.
Siamo partiti dal Piano pastorale diocesano e ci stiamo sforzando di concretizzarlo sia a livello diocesano, sia in quello dacanale e parrocchiale. Ringrazio i due Vescovi Ausiliari che hanno presentato una relazione sulla verifica dell’anno pastorale 2009-2010 (S.E. Di Donna) e sulle prospettive aperte dai decanati anche per il prossimo futuro (S. E. Lemmo). Nelle visite fatte quest’anno ai Decanati e alle parrocchie, mi sono reso conto dell’enorme lavoro che avete svolto, spesso di nascosto, che, tuttavia, richiede ancora ulteriori sforzi e impegno. Siamo coscienti che non si può realizzare tutto e subito; ma conosciamo la meta che vogliamo raggiungere e, soprattutto, abbiamo con noi la forza e la presenza dello Spirito che, come stella polare, ci guida nel nostro cammino ecclesiale. Il nostro agire pastorale, inoltre, è pienamente inserito in quella comunione ecclesiale che fa di noi delle cellule vive, delle realtà dinamiche che hanno come unico scopo quello di trasmettere il messaggio di salvezza dell’unico Redentore e realizzare il Regno di Dio nel tempo e nello spazio nei quali il Signore ci ha posti a vivere. È il Corpo mistico di Cristo, è la Chiesa che ci genera e che ci chiama a compiere la missione affidataci.

venerdì, febbraio 12, 2010

Consacrazione del nuovo Vescovo ausiliare di Napoli Mons. Lucio Lemmo


La Chiesa di Napoli annuncia con gioia l'Ordinazione episcopale del nuovo Vescovo ausiliare Mons. Lucio Lemmo che si è tenuta giovedì 11 febbraio 2010 alle ore 17.00 nella Cattedrale di Napoli. Il Solenne rito è stato presieduto dal Cardinale Crescenzio Sepe. Vescovi conconsacranti Mons. Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Italia, e Mons. Antonio Di Donna,Vescovo Ausiliare di Napoli.


Mons. Lucio Lemmo è nato a Napoli il 23 maggio 1946. Dopo aver conseguito il diploma di computista commerciale, è entrato nel Seminario Maggiore di Napoli ed ha frequentato la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Tommaso. È stato ordinato presbitero il 18 luglio 1973, per l’arcidiocesi di Napoli. Tra i principali incarichi da lui svolti si rilevano quelli di Vicario parrocchiale della parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore, al Vomero (Napoli); Parroco della parrocchia dell’Annunziata ad Arzano; Rettore del Seminario Minore di Napoli; Parroco della parrocchia di S. Antonio Abate a Casoria; Parroco Moderatore della parrocchia della Madonna della Libera, al Vomero (Napoli) e Decano del V Decanato. È Cappellano di Sua Santità dal 28 febbraio 1986.


Hanno partecipato, tra gli altri, al rito di ordinazione il Card. Agostino Vallini, Vicario del Papa per la Dicesi di Roma, il Card. Michele Giordano, Arcivescovo emerito di Napoli, i Vescovi Bruno Forte, Tommaso Caputo, Salvatore Visco, Angelo Spina, Gianfranco De Luca e diversi Vescovi della Campania.

sabato, gennaio 09, 2010

Mons. Lucio Lemmo, nuovo vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Napoli

Il Papa ha nominato Vescovo Ausiliare dell’arcidiocesi di Napoli (Italia) il Rev.do Mons. Lucio Lemmo, del clero della medesima arcidiocesi, finora Parroco della parrocchia "Madonna della Libera" al Vomero e Decano del V Decanato, assegnandogli la sede titolare vescovile di Torri di Ammenia.

lucio-lemmo


E’ monsignor , parroco della chiesa di Santa Maria della Libera, nel quartiere Vomero, il nuovo ausiliare per la diocesi di Napoli. Nominato dal Santo Padre al posto di monsignor Filippo Iannone, trasferito alla diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo, affiancherà il ausiliare in carica, monsignor Antonio Di Donna. Una nomina comunicata alle 12 dal , nei saloni della Curia di Napoli. La consacrazione si svolgerà il giorno 11 febbraio, giorno in cui si celebra la festa della Madonna di Lourdes.

Ma Sepe ha annunciato una sorta di piccola rivoluzione di nomine all’interno dell’Arcidiocesi. La Curia si è anche dotata di una figura nuova, già adottata a Milano ed in altre importanti realtà italiane, ovvero quella del moderatore. Il ruolo sarà ricoperto da monsignor Gennaro Matino.
Una nomina voluta dal Santo Padre per “poter realizzare al meglio - come ha spiegato il
Sepe - in una diocesi grande come quella di Napoli, questa attività pastorale che è bella, ma anche delicata e difficile. I vescovi ausiliari - ha aggiunto l’arcivescovo - sono due occhi in più per vedere meglio, due braccia per accogliere tutti, due piedi per andare più spedito, figure che possono sostenere il nella programmazione del piano pastorale e far sì che tutta la diocesi viva in comunione”.
Una nomina che monsignor Lemmo ha accolto con “stupore e meraviglia per aver ricevuto un dono così grande e al
Sepe - ha aggiunto - assicuro, sin da questo momento, la totale e incondizionata unità di pensiero e di intenti”.


Rev.do Mons. Lucio Lemmo

Mons. Lucio Lemmo è nato a Napoli il 23 maggio 1946. Dopo aver conseguito il diploma di computista commerciale, è entrato nel Seminario Maggiore di Napoli ed ha frequentato la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sezione San Tommaso.
È stato ordinato presbitero il 18 luglio 1973, per l’arcidiocesi di Napoli.
Tra i principali incarichi da lui svolti si rilevano quelli di Vicario parrocchiale della parrocchia di Nostra Signora del Sacro Cuore, al Vomero (Napoli); Parroco della parrocchia dell’Annunziata ad Arzano; Rettore del Seminario Minore di Napoli; Parroco della parrocchia di S. Antonio Abate a Casoria; Parroco Moderatore della parrocchia della Madonna della Libera, al Vomero (Napoli) e Decano del V Decanato.
È Cappellano di Sua Santità dal 28 febbraio 1986.

Al Rev. Mons. Lucio Lemmo i migliori auguri di buon lavoro dai lavoratori cristiani delle ACLI Napoletane. (p.o.)


domenica, dicembre 27, 2009

Tra Natale e Capodanno: Prossimi appuntamenti del Cardinale Crescenzio Sepe


Martedì 29 dicembre 2009, alle ore 13, il Cardinale Sepe accoglierà “a casa sua”, nel Salone di Rappresentanza del Palazzo Arcivescovile, i poveri e i senza fissa dimora della città di Napoli, per l’ormai tradizionale pranzo di Natale.

Mercoledì 30 dicembre alle ore 10.30 l’Arcivescovo celebrerà la Santa Messa nella Cappella del Penitenziario di Poggioreale, per portare il proprio augurio di speranza ai carcerati, alla Polizia penitenziaria e ai Dirigenti della struttura della Casa Circondariale napoletana, visitando anche alcuni padiglioni.

Giovedì 31 dicembre alle ore 17.30, l’Arcivescovo presiederà nella Chiesa Cattedrale, i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio con il canto del tradizionale inno «Te Deum», a conclusione dell’anno civile. La celebrazione verrà trasmessa in diretta sull’emittente televisiva Canale 21 e via streaming sul sito della Diocesi.

Venerdì 1 gennaio 2010 alle ore 18.30 il Cardinale Sepe presiederà la celebrazione della Santa Messa nella Chiesa Cattedrale, dopo aver accolto i partecipanti alla Marcia silenziosa per la pace, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, che partirà alle ore 17,30 da piazza del Gesù e si snoderà lungo il centro storico di Napoli, arrivando poi al Duomo.

domenica, dicembre 13, 2009

Napoli: Dall’accoglienza alla vita alla dignità della morte

Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali
Dall’accoglienza alla vita alla dignità della morte

14 dicembre 2009
Salone delle Udienze del Palazzo Arcivescovile
Napoli, Largo Donnaregina n. 23

Programma
17,15 Accoglienza

17,30 Introduzione
P. Carmine Nappo - Assistente CDAL

17,35 Le ragioni dell’incontro
Dr. Mario Di Costanzo – Direttore CDAL

17,45 Interventi programmati
 Dott. Lucio Romano – Quando inizia la vita?
 Dott. Franco Messina – Quando diventa autonoma la vita?
 P. Antonio Puca – Chi dà dignità alla vita?
 Dott. Alfonso Basso – Cosa dà dignità alla vita?
 Avv. Rosaria Elefante – Quando termina la vita?

19,00 Dibattito

19,20 Conclusioni
Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli

19,45 Buffet - auguri natalizi

L’incontro vuole richiamare alla mente la vicenda di Eluana Englaro che, a solo 10 mesi dalla sua scomparsa, sembra essere stata dimenticata per le logiche che condizionano il sistema dell’informazione. Non a caso è stato programmato a dicembre. Infatti, la coincidenza con il periodo di Avvento induce a riflettere sul tema della vita che vince la morte.
Esso, rivolto ai responsabili di associazioni, movimenti e gruppi cattolici operanti in Diocesi, è anche cordialmente aperto a quanti vogliano cogliere un’occasione di serio approfondimento del tema.

mercoledì, novembre 25, 2009

Terza edizione dei "Dialoghi con la città" del Cardinale Sepe

Primo incontro Mercoledi 25 novembre 2009 -in allegato il programma completo

Oggi, alle ore 12, nella Sala conferenze del Palazzo Arcivescovile in Largo Donnaregina, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della terza edizione dei “Dialoghi con la città” del Cardinale Crescenzio Sepe, nei quattro mercoledì di Avvento.
Quest’anno l’appuntamento non sarà più nella Chiesa Cattedrale, ma in quattro luoghi “simboli” della Diocesi dove l’Arcivescovo si confronterà, a partire da un brano biblico e da un fatto del giorno, con quattro esponenti del mondo della cultura sul tema: «Avvento attesa di salvezza: per una città della speranza».
«I Dialoghi con la città – come ebbe a dire il Cardinale Sepe - vogliono dare risalto all'atteggiamento di fondo, proprio dello stile missionario, dell'ascolto e dell'incarnazione nelle realtà in cui viviamo; vogliono diventare un’agorà per offrirci un punto di osservazione efficace sull'oggi e per svelarci il mistero di una città che è mutata. Vogliono aiutarci a capire il cambiamento, elaborare il presente e scrutare il futuro, per leggere, nell’ordinarietà del quotidiano, racconti di speranza».

martedì, settembre 29, 2009

Chiesa di Napoli: Convegno su Napoli: quali priorità per l’emergenza educativa?

Lunedì 12 ottobre alle 17,00 a Napoli

presso l’Università Parthenope in Via Acton n. 38

Convegno su Napoli: quali priorità per l’emergenza educativa?

Relazione del Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli

Interventi di: Titti Amore - Presidente diocesana di Azione cattolica, Paolo Battimiello - Dirigente Scolastico Ist. Virgilio 4 Scampia, Gianluca Guida - Direttore Istituto Rieducazione Minori di Nisida, Maria Pia Mauro - Ufficio Famiglia Arcidiocesi di Napoli, Gioia Rispoli - Assessore all’Educazione Comune di Napoli, Antonio Romano – Responsabile regionale Comunione e Liberazione. Moderatore: Giuseppe Desideri, Vice Presidente nazionale Ass. Italiana Maestri Cattolici

domenica, settembre 27, 2009

OSSERVATORI SULLA CITTA' Parte l'iniziativa della Consulta fortemente voluta da S.E. Cardinale SEPE



L’OSSERVATORIO SULLA CITTÀ

Qualche parola su quell’Osservatorio sulla città che tanto interesse ha suscitato nell’assemblea del 1° luglio. Tutto iniziò il lontano 1° marzo dell’anno scorso, al Convegno su Quale laicato oggi per Napoli? – Idee e proposte di cattolici per le nostre città. Quel giorno, il Card. Sepe, e lo ha ricordato anche a Materdomini, visto il lavoro svolto, chiese di trasformare i laboratori attivati per quell’occasione in osservatori stabili sulla città.

In estrema sintesi, si tratta di recuperare un mandato che il laicato cattolico ha ricevuto dal Concilio. Si rileggano alcuni passaggi della Gaudium et Spes. Ad esempio: che si “offra a tutti i cittadini, senza alcuna discriminazione, la possibilità effettiva di partecipare liberamente e attivamente sia all’elaborazione dei fondamenti giuridici della comunità civile, sia al governo della cosa pubblica”. Più avanti: “tutti i cristiani devono prendere coscienza della propria speciale vocazione nella comunità civile”. Dal suo canto Papa Giovanni Paolo II ha ribadito l’idea quando osserva che “tutti i cristiani” hanno una “vocazione nella comunità politica” (Christifideles laici n. 42), e chiarisce: “la carità che ama e serve la persona non può mai essere disgiunta dalla giustizia; l’una e l’altra esigono il pieno riconoscimento effettivo dei diritti della persona”. Questo significa la partecipazione dei laici alla “molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale, destinata a promuovere organicamente il bene comune” certamente “con diversità e complementarietà di forme, livelli, compiti e responsabilità”.

Quali le finalità dell’Osservatorio? Ovviamente si tratta di un luogo di riflessione eminentemente ecclesiale per cui l’obiettivo primo non può essere che offrire all’Arcivescovo apporti qualificati sul contesto delle città della Diocesi (“l’occhio e l’orecchio del Cardinale”). Si tratta anche di un arricchimento delle aggregazioni che riceveranno stimoli per ulteriori riflessioni ed una possibilità in più per intervenire sulla città nei modi.

I laboratori (formazione e educazione, giovani, lavoro, ambiente, giustizia, salute e sanità) sono gli stessi del 1° marzo con alcuni possibili aggiustamenti: ad esempio, attivare nell’ambito dell’educazione, un gruppo specifico sulla scuola; distinguere il tema della giustizia da quello della legalità in senso stretto; costituire un laboratorio sulla comunicazione (dalla comunicazione interpersonale ai media in senso lato).

Gli stessi laboratori saranno costituiti da membri delle aggregazioni. Va anche prevista la possibilità di coinvolgere esterni cioè laici non associati che, pur cristianamente formati, per ragioni professionali e di vita sono, a volte, fuori da una dinamica ecclesiale. Essi, però, hanno spesso competenze che sarebbero lieti di condividere. Si potranno così recuperare risorse che, diversamente, rimarrebbero ai margini della comunità cristiana. Nulla vieta, poi, che, se necessario e secondo giuste modalità, l’osservatorio interpelli il mondo dell’università e specifici soggetti (Unione Industriali, Confcommercio, Confartigianato, sindacati) nello stile della corresponsabilità.

Quanto alle modalità di lavoro, la prima fase è quella dell’individuazione dei nodi problematici . La seconda è quella della raccolta dei dati. La terza sarà quella della lettura dei nodi alla luce della dottrina sociale della Chiesa e la quarta quella delle proposte (anche qui alla luce della dottrina sociale della Chiesa).

Tutto ciò non faccia pensare ad uno sbilanciamento della Consulta sul versante esclusivamente civile. L’idea, infatti, è quella di promuovere una laicato a 360°, capace di pregare, pensare e stare dentro le situazioni. Lo confermano alcune iniziative già inserite in calendario per il prossimo anno. Sono, infatti, fin d’ora in cantiere un assemblea “aperta” su Napoli: quali risposte per l’emergenza educativa ed, in Avvento, una successiva su Dall’accoglienza alla vita alla dignità della morte. Seguirà un convegno sul tema Laici solidali nella Chiesa per la città cui seguirà un’ultima assemblea di verifica e programmazione a chiusura dell’anno pastorale.

Mario Di Costanzo (Direttore Consulta Diocesana Aggregazioni Laicali della Diocesi di Napoli)