NAPOLI - Le strade del suo quartiere, a Napoli, sono invase dalle bancarelle con i botti proibiti: e mentre scintillano i primi fuochi lo sguardo di don Tonino Palmese s´incupisce. Il sacerdote e´ responsabile campano dell´associazione Libera. Da anni e´ in prima linea nella lotta contro la camorra. E non si rassegna.
´´Gran parte del mercato dei fuochi di artificio e´ gestito dalla criminalita´ organizzata´´, sottolinea. Nel giorno della vigilia di Capodanno, don Tonino lancia un messaggio forte contro il business illegale: ´´Sparare fuochi d´artificio pericolosi e´ peccato´´. ´´Chi acquista i botti illegali - invita a riflettere - finanzia le mafie che hanno come finalita´ il benessere di pochi e la schiavitu´ di tanti. Inoltre chi spara i fuochi d´artificio pericolosi mette a rischio la propria vita e quella degli altri´´.
Non solo: per i credenti c´e´ un preciso divieto morale. Il quinto comandamento, ´´Non uccidere´´, ma anche il Catechismo della Chiesa cattolica che condanna chiunque metta a rischio, anche per imprudenza, la vita propria o quella altrui. Una vita, insiste don Tonino, ´´sacra perche´, fin dal suo inizio, comporta l´azione creatrice di Dio´´. Senso religioso, principi etici, pericoli seri per se´ e per gli altri. Eppure, ´´il mercato della malavita, che e´ alternativo a quello della legalita´, sta diventando sempre piu´ ricco´´.
I fuochi proibiti ne sono un´immagine feroce. ´´Per molte persone - spiega il sacerdote - che acquistano i botti il divertimento sta proprio nell´alto rischio dell´esplosione, gli effetti luminosi e sonori non hanno importanza´´. La conseguenza e´ che le tragedie continuano a ripetersi nella notte di San Silvestro.
´´Purtroppo sono una costante. Ho visto tanti bambini feriti dai petardi - racconta - quando frequentavo l´istituto don Bosco. Ogni 7 gennaio, al momento della riapertura della scuola, gia´ sapevamo che ne avremmo incontrati molti colpiti dai fuochi. Questa e´ l´immagine di quanto male noi facciamo all´innocenza. I bambini si feriscono soprattutto raccogliendo da terra i petardi inesplosi´´.
Don Tonino Palmese si rivolge anche alle forze dell´ordine: ´´I sequestri di botti vanno intensificati proprio in queste ore. La camorra, infatti, ha la grande astuzia di uscire allo scoperto all´ultimo minuto, mettendo in vendita proprio ora i petardi piu´ pericolosi e colpevoli di stragi e disastri´´. Per il responsabile campano di Libera c´e´ poi da sfatare un luogo comune, che sparare i fuochi d´artificio porti fortuna.
"E´ la forza dello stare insieme che puo´ determinare un buon auspicio per l´anno nuovo, non l´esplosione dei botti´´. ´´I petardi non hanno nulla di innocente - ribadisce il sacerdote - provengono spesso dal mercato criminale e hanno come prospettiva soltanto quella di farsi male´´. Palmese conclude ricordando una frase di don Tonino Bello. ´´Lui diceva: ´Mi raccomando, trattati bene´. Un invito non all´egoismo, ma alla consapevolezza che cio´ che abbiamo ci e´ stato consegnato per il bene comune, non per alimentare violenza e morte´´.
´´Gran parte del mercato dei fuochi di artificio e´ gestito dalla criminalita´ organizzata´´, sottolinea. Nel giorno della vigilia di Capodanno, don Tonino lancia un messaggio forte contro il business illegale: ´´Sparare fuochi d´artificio pericolosi e´ peccato´´. ´´Chi acquista i botti illegali - invita a riflettere - finanzia le mafie che hanno come finalita´ il benessere di pochi e la schiavitu´ di tanti. Inoltre chi spara i fuochi d´artificio pericolosi mette a rischio la propria vita e quella degli altri´´.
Non solo: per i credenti c´e´ un preciso divieto morale. Il quinto comandamento, ´´Non uccidere´´, ma anche il Catechismo della Chiesa cattolica che condanna chiunque metta a rischio, anche per imprudenza, la vita propria o quella altrui. Una vita, insiste don Tonino, ´´sacra perche´, fin dal suo inizio, comporta l´azione creatrice di Dio´´. Senso religioso, principi etici, pericoli seri per se´ e per gli altri. Eppure, ´´il mercato della malavita, che e´ alternativo a quello della legalita´, sta diventando sempre piu´ ricco´´.
I fuochi proibiti ne sono un´immagine feroce. ´´Per molte persone - spiega il sacerdote - che acquistano i botti il divertimento sta proprio nell´alto rischio dell´esplosione, gli effetti luminosi e sonori non hanno importanza´´. La conseguenza e´ che le tragedie continuano a ripetersi nella notte di San Silvestro.
´´Purtroppo sono una costante. Ho visto tanti bambini feriti dai petardi - racconta - quando frequentavo l´istituto don Bosco. Ogni 7 gennaio, al momento della riapertura della scuola, gia´ sapevamo che ne avremmo incontrati molti colpiti dai fuochi. Questa e´ l´immagine di quanto male noi facciamo all´innocenza. I bambini si feriscono soprattutto raccogliendo da terra i petardi inesplosi´´.
Don Tonino Palmese si rivolge anche alle forze dell´ordine: ´´I sequestri di botti vanno intensificati proprio in queste ore. La camorra, infatti, ha la grande astuzia di uscire allo scoperto all´ultimo minuto, mettendo in vendita proprio ora i petardi piu´ pericolosi e colpevoli di stragi e disastri´´. Per il responsabile campano di Libera c´e´ poi da sfatare un luogo comune, che sparare i fuochi d´artificio porti fortuna.
"E´ la forza dello stare insieme che puo´ determinare un buon auspicio per l´anno nuovo, non l´esplosione dei botti´´. ´´I petardi non hanno nulla di innocente - ribadisce il sacerdote - provengono spesso dal mercato criminale e hanno come prospettiva soltanto quella di farsi male´´. Palmese conclude ricordando una frase di don Tonino Bello. ´´Lui diceva: ´Mi raccomando, trattati bene´. Un invito non all´egoismo, ma alla consapevolezza che cio´ che abbiamo ci e´ stato consegnato per il bene comune, non per alimentare violenza e morte´´.