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venerdì, aprile 18, 2008

RIFIUTI:CAMPANIA, NUOVO PIANO E DAL 29/4 IN VIGORE NUOVA LEGGE

(AGI) - Napoli, 17 apr. - Prima della scadenza della gestione commissariale straordinaria, prevista per il prossimo 10 maggio, la Campania si dota di un nuovo piano rifiuti e vede entrare in vigore le modifiche alla legge regionale approvate dal Consiglio, che sara’ pubblicata sul Bollettino regionale il 28 aprile per entrare in vigore il giorno dopo. Riduzione a monte nella produzione, differenziata, riciclo, correzione di “errori tecnici” nell’impostazione degli impianti gia’ esistenti, nuovi siti di compostaggio e digestione anaerobica (per ospitare i quali si sono candidati gia’ 33 comuni campani), il termovalorizzatore di Salerno e un impianto di gassificazione a Santa Maria La Fossa sono i punti fermi di un progetto concreto tracciato dall’assessore all’Ambiente Walter Ganapini fatto proprio dalla Giunta guidata da Antonio Bassolino e che prevede anche discariche, ma di dimensioni contenute. Ganapini, premettendo che “chiunque si aspetti la bacchetta magica, e’ meglio lo dimentichi”, illustra il suo piano attraverso le cifre, specificando che i fari della sua azione sono state le norme europee e il confronto con i commissari Gianni De Gennaro e Goffredo Sottile da un lato e con le forze sociali ed economiche del territorio. In Campania, secondo i suoi calcoli, si raccolgono 6.500 tonnellate al giorno di rifiuti; a Salerno, Benevento e Avellino i livelli provinciali di differenziata sono tra il 33% e il 34%; poi ci sono 146 comuni virtuosi, cioe’ oltre il 35% di differenziata; e un forte impegno di Asia, l’azienda che cura la raccolta a Napoli, di portare la differenziata al 20% entro questo anno. (AGI)

sabato, febbraio 23, 2008

Cisl e Grillini in piazza a Napoli contro la spazzatura e la politica....

Due manifestazioni contro la spazzatura oggi a Napoli, una voluta dai «grillini», l’altra dalla Cisl. Gli amici di Beppe Grillo hanno organizzato «il giorno del rifiuto», per dare voce alla protesta dei cittadini. «Napoletani, come cittadino italiano, a nome degli italiani, vi chiedo umilmente scusa per il modo in cui siete stati derisi, raggirati. Io al posto vostro dichiarerei Napoli e la Campania terre indipendenti. Con un atto unilaterale, come il Kosovo». Insieme a Grillo la «maratona del rifiuto» che partirà a mezzogiorno vedrà la partecipazione di Franca Rame, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello e tanti altri artisti. Sul palco di piazza Dante - davanti alle telecamere, tra gli altri, della Cnn - ci saranno, con Grillo, anche Alex Zanotelli, fondatore del comitato «Allarme rifiuti tossici», Giuseppe Comella primario di oncologia medica e direttore del dipartimento di terapia medica del Pascale, Alberto Lucarelli, docente della Federico II e Paul Connett, docente di chimica ambientale all'università di New York. Dalle 19 la stazione della linea 1 della metropolitana sarà bloccata. La fermata più vicina sarà quella di Museo. Al «Campania day» voluto dalla Cisl «contro l’inefficienza delle amministrazioni pubbliche e l'illegalità diffusa» prenderanno parte anche il leader nazionale Raffaele Bonanni e numerose associazioni riunite nella Consulta. Il corteo partirà alle 9,30 da piazza Municipio, raggiungerà la sede della Regione in via Santa Lucia. «Da quattordici anni - ha sottolineato il segretario regionale della Cisl, Pietro Cerrito - accompagnata da un ingente sperpero di risorse pubbliche, la Campania non è in grado di risolvere il problema dei rifiuti. A questo si aggiungono la crescente povertà per l'insufficienza dei salari e delle pensioni, le imprese che incontrano progressive difficoltà sul mercato, gli alberghi che perdono turisti, il calo delle vendite nelle attività commerciali e dei nostri prodotti». Domani, invece, scenderanno in campo gli scout con un’iniziativa per la raccolta differenziata. Dalle 10 alle 13, davanti alla parrocchia Sant’Antonio alla Pineta, ai Colli Aminei, un gruppo di volontari accoglierà i cittadini che porteranno i sacchetti con plastica, vetro, umido e così via. Ma, ecco la novità, gli scout assisteranno i napoletani nelle operazioni di diversificazione dell'immondizia, guidandoli e fornendo loro tutti i chiarimenti del caso.

giovedì, gennaio 24, 2008

Napoli e rifiuti: I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi

Disordini a Pianura: la Procura apre un'inchiesta contro gli ultrà violenti
I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi
Sospetti su un politico, considerato «regista» degli scontri

NAPOLI - I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno aperto un’inchiesta su un gruppo di ultrà violenti che sarebbero stati utilizzati per provocare le proteste delle scorse settimane a Pianura. Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che oltre ai tifosi, che sarebbero stati pagati per provocare gli incidenti, sarebbero stati presenti anche camorristi.
Si inadaga, inoltre, anche su un politico di Napoli che al momento non è ancora indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia. Un esponete della «bassa politica» sospettato di essere il regista e l’istigatore degli scontri avvenuti nelle scorse settimane a Pianura. Il politico, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe utilizzato un gruppo di tifosi violenti per provocare gli scontri. Dall’indagine emerge pure che gli ultrà napoletani sarebbero stati pagati. Il «gruppo di mercenari», come viene indicato dagli investigatori, si è mischiato, come sostengono gli investigatori, con la brava gente che invece voleva manifestare pacificamente.
Nelle scorse settimane a Pianura si sono vissute giornate e notti di vera e propria guerriglia . Sabotaggi ai mezzi meccanici, bus dati alle fiamme, blocchi stradali, autobotti dei vigili del fuoco incendiate. Vere azioni di guerra urbana, che apparivano studiate a tavolino, con giovani incappucciati in sella a motorini, pronti a lancare sassi e molotov contro el forze dell'ordine. Alcune forze politiche avevano, fin dall'inizio, lanciato l'allarme e segmalato l'ombra della camorra, interessata a non far riaprire la discarica.
Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che, oltre ai tifosi, sarebbero stati presenti anche alcuni pregiudicati ritenuti vicino a clan camorristi. Alcuni gruppi criminali avrebbero interesse, infatti, a mantenere lo stato d’emergenza in modo da poter favorire le imprese a loro vicine, facendole lavorare direttamente con la pubblica amministrazione. Anche se viene fatto notare negli ambienti investigativi che altri gruppi camorristici sono ormai infastiditi della presenza massiccia sul territorio di forze dell’ordine che non gli consente di portare avanti i loro affari. A Pianura gli scontri erano esplosi dopo l’annuncio che la discarica in contrada Pisani si sarebbe fatta. La polizia aveva caricato i manifestanti che avevano incendiato due autobus, divelto pali della segnaletica stradale, bloccato le strade con detriti per impedire il passaggio dei mezzi e incendiato i cumuli di rifiuti. Bombe molotov e sassi erano stati poi lanciati contro i vigili del fuoco accorsi a spegnere gli incendi. Inoltre, tre operatori di Rai, Sky e Mediacom erano stati picchiati con calci, pugni e derubati. eranoo state rubate anche le cassette delle registrazioni, che contenevano le immagini degli scontri.

martedì, gennaio 08, 2008

Su YouTube e Videcomunicazioni un filmato sulle cariche e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura


Su YouTube e Videcomunicazioni un filmato sulle cariche
e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura


NAPOLI - «Accediteli, ammazzateli!». È la rabbiosa invettiva rivolta ai poliziotti mentre sul drappello in assetto antisommossa delle forze dell'ordine precipita una pioggia di pietre. Un video amatoriale su YouTube, e Videcomunicazioni descrive in presa diretta la furia dei manifestanti. Urla rabbiose e invettive contro la polizia che prova a sgombrare il presidio. «Veracità» drammatica che le immagini in tv, sulla medesima situazione, spesso non sono riuscite a restituire. Già quasi seimila i commenti collezionati dal video in poche ore.

lunedì, gennaio 07, 2008

Bassolino risponde sulla questione rifiuti con un articolo sulla prima pagina di Repubblica.



In merito alla drammatica crisi di questi giorni, oggi La Repubblica ha pubblicato in prima pagina una lettera del Presidente Bassolino al direttore. Il governatore chiarisce le vicende di questi anni e le difficoltà incontrate sulla strada della modernizzazione del ciclo dei rifiuti.

di Antonio Bassolino

Caro direttore, è giusto e doveroso chiarire il quadro delle responsabilità della drammatica situazione campana. È vitale, infatti, per la nostra democrazia che vengano alla luce scelte errate, inadeguatezze, inefficienze e le collusioni tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata.

Tale assoluta chiarezza è nell’interesse di tutti i cittadini e di tutti gli uomini impegnati nelle istituzioni. Voglio quindi dare il mio contributo a chiarire le vicende di questi anni. Nell’articolo di ieri, Eugenio Scalfari, scrive che in Campania “solo adesso, con dieci anni di ritardo, si è deciso di costruire un termovalorizzatore”. In realtà, il piano rifiuti per la nostra regione, definito alla fine degli anni ‘90 dall’allora presidente della Regione e commissario governativo Antonio Rastrelli con il ministro Ronchi, prevedeva un ciclo industriale di trattamento dei rifiuti con 7 impianti per il trattamento e la trasformazione in combustibile (Cdr) e due termovalorizzatori. La decisione di costruire i termovalorizzatori risale quindi a 9 anni fa. Quando diventai presidente e commissario a mia volta, nel 2000, la gara d’appalto per la gestione dei rifiuti era stata già definita e aggiudicata all’Impregilo, che, in base al contratto, aveva la facoltà di decidere la localizzazione degli impianti. Nei tre anni e mezzo in cui ho fatto il commissario (fino al febbraio 2004, ben quattro anni fa) ho firmato per l’avvio dei lavori e ho fatto tutto quanto potevo per dotare la mia regione di un moderno ciclo di trattamento dei rifiuti, dalla raccolta differenziata ai termovalorizzatori. In una corsa contro il tempo innescata dalla chiusura di tutte le discariche disposta dal prefetto e da una legge dello Stato.

Sono riuscito a far costruire, tra mille opposizioni e proteste, i 7 impianti per produrre il Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti). Per aprire il cantiere di Acerra ho dovuto fare i conti con ostacoli di ogni tipo e violente contestazioni. C’erano comitati civici, ambientalisti fondamentalisti, vescovi che predicavano contro i rifiuti-demonio, disoccupati organizzati, esponenti del centrodestra e del centrosinistra che si mettevano a capo dei cortei a caccia di consenso. Mentre delinquenti comuni e manovalanza della camorra facevano la loro parte, provando in ogni modo a intimidire e tenere in scacco le istituzioni locali ogni volta che si faceva un passo avanti verso quella chiusura del ciclo che avrebbe fatto terra bruciata intorno al business delle ecomafie.

In questi anni, nella nostra regione, sull’opposizione ai termovalorizzatori e alle discariche, si sono costruite carriere politiche e fortune elettorali. Io sono stato sempre al mio posto. A favore della costruzione dei termovalorizzatori. Pronto al dialogo con i cittadini e alle giuste compensazioni per le comunità locali, ma indisponibile ai ricatti. Nei tre anni e mezzo in cui sono stato commissario non sono riuscito a costruire il termovalorizzatore.

Dopo di me non ci sono riusciti gli altri tre commissari del governo: il prefetto Catenacci, il capo della protezione civile Bertolaso, il prefetto Pansa. Tutti con poteri ben superiori ai miei. Da presidente della Regione - non più commissario - ho garantito a loro la massima collaborazione, sostenendone l’impegno con tutte le risorse e l’appoggio istituzionale possibile.

Come si vede non esito a riconoscere le mie responsabilità. Anche nel silenzio dei tanti che hanno ricoperto, prima e dopo di me, ruoli importanti in questa partita. La priorità oggi è dare soluzioni durature al problema. Se le mie dimissioni potessero servire a questo, non avrei la minima esitazione. Ma in questo momento sento il dovere di portare avanti con fermezza la battaglia di civiltà condivisa da tutti gli italiani onesti.