A partire dall'esperienza associativa vissuta nelle ACLI e da quella amministrativa a Napoli e Castellammare di Stabia utilizzo questo spazio per affrontare i temi del dialogo tra le generazioni, del lavoro, della formazione, del welfare, della partecipazione e della loro necessaria innovazione.
venerdì, aprile 18, 2008
RIFIUTI:CAMPANIA, NUOVO PIANO E DAL 29/4 IN VIGORE NUOVA LEGGE
sabato, febbraio 23, 2008
Cisl e Grillini in piazza a Napoli contro la spazzatura e la politica....
giovedì, gennaio 24, 2008
Napoli e rifiuti: I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi
I pm sospettano che ci fosse un legame tra tifosi e camorristi
Sospetti su un politico, considerato «regista» degli scontri
NAPOLI - I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno aperto un’inchiesta su un gruppo di ultrà violenti che sarebbero stati utilizzati per provocare le proteste delle scorse settimane a Pianura. Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che oltre ai tifosi, che sarebbero stati pagati per provocare gli incidenti, sarebbero stati presenti anche camorristi.
Si inadaga, inoltre, anche su un politico di Napoli che al momento non è ancora indagato dai pm della Direzione distrettuale antimafia. Un esponete della «bassa politica» sospettato di essere il regista e l’istigatore degli scontri avvenuti nelle scorse settimane a Pianura. Il politico, secondo le indagini dei carabinieri, avrebbe utilizzato un gruppo di tifosi violenti per provocare gli scontri. Dall’indagine emerge pure che gli ultrà napoletani sarebbero stati pagati. Il «gruppo di mercenari», come viene indicato dagli investigatori, si è mischiato, come sostengono gli investigatori, con la brava gente che invece voleva manifestare pacificamente.
Nelle scorse settimane a Pianura si sono vissute giornate e notti di vera e propria guerriglia . Sabotaggi ai mezzi meccanici, bus dati alle fiamme, blocchi stradali, autobotti dei vigili del fuoco incendiate. Vere azioni di guerra urbana, che apparivano studiate a tavolino, con giovani incappucciati in sella a motorini, pronti a lancare sassi e molotov contro el forze dell'ordine. Alcune forze politiche avevano, fin dall'inizio, lanciato l'allarme e segmalato l'ombra della camorra, interessata a non far riaprire la discarica.
Dalle indagini della polizia di Stato è emerso che, oltre ai tifosi, sarebbero stati presenti anche alcuni pregiudicati ritenuti vicino a clan camorristi. Alcuni gruppi criminali avrebbero interesse, infatti, a mantenere lo stato d’emergenza in modo da poter favorire le imprese a loro vicine, facendole lavorare direttamente con la pubblica amministrazione. Anche se viene fatto notare negli ambienti investigativi che altri gruppi camorristici sono ormai infastiditi della presenza massiccia sul territorio di forze dell’ordine che non gli consente di portare avanti i loro affari. A Pianura gli scontri erano esplosi dopo l’annuncio che la discarica in contrada Pisani si sarebbe fatta. La polizia aveva caricato i manifestanti che avevano incendiato due autobus, divelto pali della segnaletica stradale, bloccato le strade con detriti per impedire il passaggio dei mezzi e incendiato i cumuli di rifiuti. Bombe molotov e sassi erano stati poi lanciati contro i vigili del fuoco accorsi a spegnere gli incendi. Inoltre, tre operatori di Rai, Sky e Mediacom erano stati picchiati con calci, pugni e derubati. eranoo state rubate anche le cassette delle registrazioni, che contenevano le immagini degli scontri.
martedì, gennaio 08, 2008
Su YouTube e Videcomunicazioni un filmato sulle cariche e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura

e la risposta dei facinorosi al presidio antidiscarica a Pianura
NAPOLI - «Accediteli, ammazzateli!». È la rabbiosa invettiva rivolta ai poliziotti mentre sul drappello in assetto antisommossa delle forze dell'ordine precipita una pioggia di pietre. Un video amatoriale su YouTube, e Videcomunicazioni descrive in presa diretta la furia dei manifestanti. Urla rabbiose e invettive contro la polizia che prova a sgombrare il presidio. «Veracità» drammatica che le immagini in tv, sulla medesima situazione, spesso non sono riuscite a restituire. Già quasi seimila i commenti collezionati dal video in poche ore.
lunedì, gennaio 07, 2008
Bassolino risponde sulla questione rifiuti con un articolo sulla prima pagina di Repubblica.

In merito alla drammatica crisi di questi giorni, oggi La Repubblica ha pubblicato in prima pagina una lettera del Presidente Bassolino al direttore. Il governatore chiarisce le vicende di questi anni e le difficoltà incontrate sulla strada della modernizzazione del ciclo dei rifiuti.
Caro direttore, è giusto e doveroso chiarire il quadro delle responsabilità della drammatica situazione campana. È vitale, infatti, per la nostra democrazia che vengano alla luce scelte errate, inadeguatezze, inefficienze e le collusioni tra politica, imprenditoria e criminalità organizzata.
Sono riuscito a far costruire, tra mille opposizioni e proteste, i 7 impianti per produrre il Cdr (Combustibile derivato dai rifiuti). Per aprire il cantiere di Acerra ho dovuto fare i conti con ostacoli di ogni tipo e violente contestazioni. C’erano comitati civici, ambientalisti fondamentalisti, vescovi che predicavano contro i rifiuti-demonio, disoccupati organizzati, esponenti del centrodestra e del centrosinistra che si mettevano a capo dei cortei a caccia di consenso. Mentre delinquenti comuni e manovalanza della camorra facevano la loro parte, provando in ogni modo a intimidire e tenere in scacco le istituzioni locali ogni volta che si faceva un passo avanti verso quella chiusura del ciclo che avrebbe fatto terra bruciata intorno al business delle ecomafie.
In questi anni, nella nostra regione, sull’opposizione ai termovalorizzatori e alle discariche, si sono costruite carriere politiche e fortune elettorali. Io sono stato sempre al mio posto. A favore della costruzione dei termovalorizzatori. Pronto al dialogo con i cittadini e alle giuste compensazioni per le comunità locali, ma indisponibile ai ricatti. Nei tre anni e mezzo in cui sono stato commissario non sono riuscito a costruire il termovalorizzatore.
Come si vede non esito a riconoscere le mie responsabilità. Anche nel silenzio dei tanti che hanno ricoperto, prima e dopo di me, ruoli importanti in questa partita. La priorità oggi è dare soluzioni durature al problema. Se le mie dimissioni potessero servire a questo, non avrei la minima esitazione. Ma in questo momento sento il dovere di portare avanti con fermezza la battaglia di civiltà condivisa da tutti gli italiani onesti.