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martedì, giugno 28, 2011

Fap ACLI: Nonni e bamboccioni contro la manovra ineguale.



"Bene i tagli ai costi della politica ma non toccate le pensioni!- così ha affermato Pasquale Orlando, segreterio nazionale della Fap ACLI concludendo i lavori del comitato nazionale dell'organizzazione dei pensionati delle ACLI tenutosi oggi a Roma- Chiediamo al Governo di assumersi la responsabilità di misure che non tocchino i delicati meccanismi sociali messi già a dura prova dalla crisi: una manovra di dimensioni eccezionali come quella che sta per essere varata deve essere sostenuta subito dalla parte ricca del paese con i suoi redditi milionari, le rendite e le transazioni finanziarie non certo da quella più debole".
Si accusano i pensionati di avere le pensioni che sappiamo non arrivano a mille euro e i giovani di essere bamboccioni mentre le rendite sono tassate meno del lavoro e l'evasione impera- ha detto Orlando- rispetto ai sacrifici chiediamo subito almeno una legge quadro per la non autosufficienza creando una rete tra stato e regioni"

giovedì, ottobre 11, 2007

Istat. In Italia 5 milioni e mezzo di ‘bamboccioni'

Stando ai dati diffusi dall'Istat, i "bamboccioni", per definirli alla maniera adottata dal ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa, in Italia sono circa 5,5 milioni. ll riferimento è ai giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni che vivono ancora in casa con i genitori. Essi rappresenterebbero il 69,7% del totale dei giovani della fascia di età presa come riferimento, mentre la quota di quanti riescono ad uscire di casa per crearsi una vita più o meno indipendente ammonterebbero al 30,3%, rappresentando così 2 milioni e 432 mila giovani.


Questi dati, comunicati dal presidente dell'Istat Luigi Biggeri, nel corso di un'audizione sulla Finanziaria in Senato, si riferiscono al 2005.


Il rapporto presentato dall'istituto di statistica non ha mancato di porre l'accento sulle oggettive difficoltà che impediscono ai giovani di affrancarsi dall'aiuto di mamma e papà, difficoltà tra le quali, neanche a dirlo, svetta la mancanza di lavoro, anche se il dato più interessante è che sono in 2 milioni e 900 mila quelli che, pur avendo un impiego, continuano a vivere con i genitori perché non riuscirebbero, dovendo magari pagare un affitto, arrivare all'ultima settimana del mese.


Di questi poco meno di 3 milioni di cittadini, circa 2 milioni percepiscono stipendi che non arrivano a 1000 euro, mentre il restante milione deve accontentarsi di cifre nell'ordine dei 500 euro mensili.

Il problema degli affitti, in realtà, è di più ampio respiro, riguardando il 32,4% delle famiglie con un figlio sotto i 30 anni a carico, contro un valore medio nazionale del 18,4%.


In ogni caso l'incidenza media del costo dell'abitazione incide sul nucleo famigliare per un terzo della spesa mensile, dato particolarmente gravoso nelle aree metropolitane.

sabato, ottobre 06, 2007

Tipologia del bamboccione

Viaggio nel mondo dei giovani-vecchi:Padoa-Schioppa? Ci ha fatto indignare


Dunque, generazione bambocciona. Ma cosa c’è poi dentro? Perché non sono tutti precari, i bamboccioni, è ovvio; ma molti sì. Di certo il bamboccione è (anche) uno che usa Internet, un blog della «Stampa» in una mattinata ha disegnato un’intera fenomenologia del genere. Perché in realtà bamboccione è tutto, in Italia, c’è chi (la maggioranza) si è offeso con Tps e gliene dice di ogni, ma chi rivendica l’epiteto, chi ha un buon motivo e quelli i cui motivi non sono belli da verificare, chi vorrebbe ma non può e chi serenamente non vorrebbe, chi dice vaffa alla sola idea del rischio e chi è stato troppo bastonato per crederci ancora. E forse mai - questo è un merito di Padoa Schioppa - epiteto del teatrino politico ha scaldato così tanto il cuore di un pezzo di società vera.

Bamboccione superprecario
Una figura dominante è lui, quello che non se ne va perché «sono laureato da 10 anni, ho cambiato una decina di lavori, dal 1° ottobre 2005 lavoro da co.co.co. per un Comune». Figura che trova il completamento nel sottopagato e arrabbiato, «raddoppiateci lo stipendio e vedrete che fuori casa ci andiamo subito, io ho 35 anni e guadagno 1300 euro al mese da oltre sette, come si fa quando gli affitti non sono inferiori a 500 euro?». Ma c’è anche altro, poi.

Bamboccione sentimentale
Si è bamboccioni per sentimento, per esempio, o per necessità di autoingannarsi. «Ho 33 anni, guadagno 2 mila euro al mese e vivo con mammà». Che ignavia, direte. «Le do 300 euro al mese, e le ho prestato 80 mila euro perché acquisisse in modo completo una proprietà di famiglia, che altrimenti si sarebbe preso mio padre, con la seconda moglie rumena e ora una russa. Alla prima aveva comprato una villa, alla seconda paga gli alimenti». Gli olandesi se ne vanno fuori casa, sì, ma non si immolano così per la mamma. Volevate la famiglia, no?

Bamboccione consumatore
Siamo così, bene o male che sia. E a volte il bamboccione tutto sommato serve. «Conosco giovani - dice Ilaria V. - che preferiscono buttare i soldi in serate, cellulari, vestiti, cene, bevute, giovani che preferiscono rimanere nel limbo dell’eterna adolescenza. Sono una categoria coltivata dai pubblicitari, il principale business sono i bamboccioni». Ed è stanca di stare con gente che «deve fare l’amore in auto a 35 anni».

Bamboccione con alibi
E tuttavia i miei alibi e le tue ragioni si mescolano, e un trentottenne con 1200 euro al mese può restare a casa perché, dice, ultimo di sei figli, con due genitori anziani. Oppure una non-bambocciona può invidiare, altro che prendere in giro, il bamboccione. «Sono una ragazza di 36 anni, fuori casa da quando ne ho 22. Non ho fatto l’università, ho iniziato subito a lavorare nell’informatica. Dal 96 ad oggi ho avuto solo contratti co.co.co e adesso co.co.pro di un anno cambiando aziende e città, non ho mai abitato da sola ma sempre condividendo appartamenti. Lo stipendio (a giornata, quindi ad agosto e dicembre prendo poco) non supera i 1200 euro, non ho più la macchina perché non riesco a mantenerla, non ho nessun aiuto dalla mia famiglia». E sapete che suggerisce? «Bamboccioni, restate in famiglia finché potete».

Bamboccione con dilemma
Se emigri puoi esser vincitore come Massimo Troisi, perché non crederci? Però il mondo è fatto anche di Lello Arena. Giudi S. ha studiato un anno in Germania, dove «gli studenti ricevono dei soldi per mantenersi da soli. È facile non essere bamboccioni così. Peccato che in Italia tutto questo sia fantascienza». O a volte si resta bamboccioni come in un deserto dei tartari, aspettando: un marito, un colpo di fortuna, un po’ di coraggio.

Bambocciona cerca famiglia
Ale, per dire, è laureata con il massimo dei voti, «vivo con 700 euro al mese, lavoro in stage da quasi un anno, vorrei solo un po’ di stabilità economica per mettere su famiglia». Ma bisogna anche ascoltare le mamme, o le fidanzate. Madri sfinite per figli «sempre a piagnucolare per le magliette non stirate e non lavate, sempre serviti e riveriti, sesso gratis e a go go... almeno ai miei tempi uno il rapporto umano e anche fisico se lo sospirava un po’», e magari veniva voglia di andarsene. O forse non sono tantissime le ragazze come Stefania, «ho 33 anni, lavoro da quando ne ho 19, mi sono sacrificata quando è stato il momento, i ragazzi non possono pensare di cercare il lavoro fisso per sistemarsi, dov’è l’inventiva, il rischio, l’avventura che dovrebbero esser tipici dei giovani?». Perché c’è stato un giorno in cui bamboccioni siamo stati tutti; almeno, in quel secondo prima di andarcene; e forse è una donna quella che ci ha salvato.
www.lastampa.it/iacoboni

giovedì, ottobre 04, 2007

"Siete bamboccioni" e i giovani non ci stanno .

Il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa li chiama "bamboccioni", ma per il portavoce del Forum nazionale dei Giovani, Cristian Carrara, i ragazzi che restano a casa di mamma e papà oltre i trent'anni sono solo "costretti a farlo".

La Finanziaria prevede detrazioni fiscali sugli affitti per i giovani residenti in una casa diversa dall'abitazione principale dei genitori. Il ministro parla di "una misura interessante e importante", perché "serve a mandare, quelli che io chiamo i bamboccioni, fuori di casa. Un'incentivazione a farli uscire visto che restano a casa fino a età inverosimili, non diventano autonomi, non si sposano mai". Ma la realtà dei fatti, secondo Carrara, è ben diversa: "I problemi sono strutturali di un Paese che non dà posti di lavoro stabili, non permette ai ragazzi di accedere a un mutuo e non li aiuta di più negli affitti".

"Certo - continua Carrara - tutte le misure che vengono prese sono positive, ma non è un bonus di mille euro che risolve il problema. Lo stare in famiglia è spesso una necessità. Ci saranno anche i bamboccioni, come li chiama Padoa-Schioppa, ed è vero anche che i giovani italiani amano poco il rischio, ma a questo punto le questioni sono due: una strutturale, per cui servirebbero misure che aiuterebbero il giovane ad essere imprenditore di se stesso e una che è legata alla responsabilità dei genitori". "Sono i padri e le madri - conclude Carrara - che li fanno rimanere in casa".