Visualizzazione post con etichetta sondaggi elettorali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sondaggi elettorali. Mostra tutti i post

lunedì, maggio 23, 2011

corse di cavalli: Galopin du Magistry batte Letterienne



Corsa Clandestina. GP di Napoli/5



di A.Mancia e S.Bressan


C'era grande attesa all'Ippodromo di Frizzy, per la nuova corsa preparatoria in vista dello spareggio per il Grand Prix di Napoli del 29-30 maggio. Dopo l'ultimo, incredibile, arrivo al fotofinish, i due cavalli superstiti si sono dati ancora una volta battaglia. Ma questa volta, anche se la gara è stata molto combattuta, Galopin du Magistry ha trovato - proprio sul rettilineo d'arrivo - lo spunto necessario per arrivare sul traguardo prima di Letterienne. Il cavallo viola ha chiuso in 51" netti, con due lunghezze di vantaggio su quello azzurro, che era partito bene ma che è sembrato un po' in affanno nelle battute finali della corsa. Sugli spalti, insieme ai mille spettatori paganti, si accalcavano gli staff dei cavalli eliminati nel GP del 15-16 maggio. Ma, forse per qualche svista degli organizzatori, i loro posti a sedere erano stati mischiati gli uni con gli altri. E non si è riuscito bene a capire chi tifasse per chi.

ORDINE D'ARRIVO PROVVISORIO Galopin du Magistry 51" Letterienne 49"

domenica, marzo 28, 2010

Silenzio elettorale......


Regionali, affluenza in calo. Alle 12 ha votato solo il 12,9% degli elettori


In Emilia-Romagna sono 4 i punti in meno di affluenza rispetto al dato delle precedenti regionali (16,9%) e quasi 10 punti in meno rispetto alle politiche del 2008 (22,5%). Stesso trend a livello nazionale

BOLOGNA, 28 MAR 2010 - Alle ore 12 in Emilia Romagna ha votato per le regionali il 12,9 per cento degli elettori, in calo di 4 punti rispetto alle precedenti omologhe (16,9% alle regionali 2005; 22,5% alle politiche 2008). A Bologna città ha votato il 12,4% degli aventi diritto (16,9% alle regionali 2005; 22,1% alle politiche 2008).

A livello nazionale, affluenza in calo di 3 punti rispetto alle precedenti consultazioni, con ben otto regioni su 13 in cui, alle 12, la percentuale dei votanti non ha raggiunto il 10% degli aventi diritto. Il dato di sintesi, ufficioso, segnala che complessivamente nelle 13 regioni l'affluenza si è attestata al 9,7%, contro il 12,6% delle regionali 2005. Nella lettura dei numeri, bisogna tener conto del fatto che quest'anno le rilevazioni vengono effettuate dal Viminale solo per 9 delle Regioni chiamate alle urne. Per effetto delle leggi elettorali locali, Toscana, Marche, Calabria e Puglia hanno comunicato autonomamente i dati relativi al proprio territorio. Stamani i seggi si sono aperti alle 8.

La rilevazioni rese note dal ministero, riferite a Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata, indicano che in queste nove regioni nelle prime quattro ore di voto la percentuale dei votanti è stata del 10,19% contro il 13,05% registrato nelle consultazioni omologhe del 2005. Il numero di votanti è stato più alto al Nord che al Sud: tutte le regioni settentrionali, infatti, si mantengono sopra il 10%, con l'Emilia Romagna che registra il tasso più alto pari al 12,9%, ma anche il divario più consistente (4 punti) rispetto alle precedenti regionali. Dalla Toscana in giù i votanti scendono attestandosi generalmente tra il 9 e l'8%, con la Calabria che ha la percentuale più bassa: 6,5%. In calo l'affluenza anche alle comunali (-2,8) alle provinciali (-4 punti) dove spicca il dato dell'Aquila: 8,58% contro il 19,41%.

Al voto 41 milioni di italiani

Primi dati, affluenza in calo

Elezioni amministrative per 13 regioni e 460 comuni. Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Occhi puntati in particolare su Piemonte, Lazio, Liguria e Puglia, regioni nelle quali la partita si deciderà sul filo di lana. Alle 12 votanti intorno al 10%: circa tre punti in meno rispetto alla consultazione del 2005

A metà circa delle rilevazioni giunte al Viminale, la percentuale di affluenza alle urne alle ore 12 per le regionali va attestandosi poco sopra il 10%, in calo di circa tre punti rispetto alle regionali del 2005. Gli elettori hanno tempo sino a domani alle 15 per ridisegnare la mappa del governo locale. Centrodestra e centrosinistra si contendono la guida di tredici Regioni, quattro Province, 462 Comuni (di cui nove capoluoghi): oltre 41 milioni di italiani sono chiamati a votare per rinnovare governatori, presidenti, sindaci, giunte e consigli. I seggi saranno aperti dalle ore 8 alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 domani. Lo scenario attuale vede il centrodestra alla guida di due Regioni (Lombardia e Veneto) una Provincia (Imperia) e due Comuni (Lecco e Matera); il centrosinistra al comando in undici Regioni, tre Province e sette Comuni. Gli elettori riceveranno una scheda verde per le Regionali: Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria. Una scheda gialla per le Provinciali: Imperia, Viterbo, L’Aquila e Caserta. Una scheda azzurra per le Comunali: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera, Vibo Valentia più altri 453 Comuni.


http://www.repubblica.it/politica/2010/03/28/news/la_giornata_del_voto-2954974/

Secondo il Viminale alle 12 i votanti sono stati attorno al 10% degli aventi diritto
Alcuni sondaggisti prevedono che a disertare saranno in due milioni

Regionali, alle urne fino alle 22 e domani mattina
I primi dati sull'affluenza: un calo di 3 punti

Un mini-comizio di Silvio Berlusconi al seggio: "Se molliamo ci troviamo Di Pietro"


Regionali, alle urne fino alle 22 e domani mattina I primi dati sull'affluenza: un calo di 3 punti
ROMA - C'è il dato definitivo, riferito alle 12, comunicato dal Viminale che riguarda l'affluenza al voto per le elezioni Regionali. Un dato che conferma il trend negativo messo in evidenza nel corso della mattinata, con una percentuale di circa tre punti sotto quella registrata alle precedenti elezioni: 10,19% rispetto al 13,05% precedente. Superiore, ma anch'essa in calo, l'affluenza alle elezioni comunali, pari al 11,95% rispetto al 14,84% precedente. Dati sensibilmente inferiori, infine, per le elezioni provinciali con il 9,12% rispetto al 13,43% precedente.

La grande incognita. I primi dati confermano che è alta la possibilità di un aumento dell'astensione. Isondaggi, finora, non sono ottimisti: parlano di un milione e - nella più nera delle previsioni - addirittura di due milioni di votanti in meno. Sono gli stessi sondaggi a rilevare, poi, che sarebbe soprattotto il Pdl al Sud ad essere maggiormente penalizzato dall'astensione, mentre - al Nord - sarebbe la Lega a trarre vantaggio dal diffuso malcontento.

Il voto dei candidati. La candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio ha votato poco minuti dopo le undici nella scuola media 'Virgilio', di via Giulia, nel centro di Roma. Emma Bonino, che abita a Trastevere, è arrivata al seggio a piedi, da sola. Indosso la stessa giacca rosa shocking con la quale appare nei manifesti elettorali. La leader Radicale è stata accolta dagli applausi nei corridoi della scuola e molti hanno voluto fotografarsi con lei. Al momento di votare, rivolgendosi ai fotografi, ha detto: "E' la mia trentesima campagna elettorale, ma non vi ho mai visti qui".


Renata Polverini, jeans e camicia bianca, è arrivata a piedi al seggio elettorale a San Saba. "Pensa se ora non c'e' il nome", ha detto scherzando con gli scrutatori del seggio, nella scuola elementare "Franchetti" in piazza Gian Lorenzo Bernini. A chi le faceva gli auguri ha risposto con una battuta: "Di Pasqua?". "Sono emozionata", ha ammesso.

Il voto dei leader:Berlusconi. Un mini-comizio al seggio del presidente del Consiglio, che è arrivato alle 11.45 al seggio elettorale numero 502 per votare nella scuola media Dante Alighieri, via Scrosati, a Milano. Al termine delle operazioni di voto, dopo le foto rituali di un numero cospicuo di fotografi e cameramen di varie televisioni, il capo del Governo ha detto: "Se molliamo ci troviamo Di Pietro. Non bisogna mollare. Il clima è preoccupante ed è quello che è stato creato da una campagna elettorale che tutti sanno come si è sviluppata e quali argomenti siano stati messi in campo", ha detto lasciando il seggioin riferimento agli episodi che hanno caratterizzato le ultime due giornate di campagna elettorale, in particolare il pacco bomba destinato alla Lega.

Bersani.
Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha invece votato alla 11 a Piacenza. Assieme alla moglie Daniela e alla figlia più grande Elisa, 25 anni (l'altra, Margherita, ha ancora solo 17 anni) ha raggiunto a piedi il seggio della Scuola primaria Pezzani, che dista qualche centinaio di metri da casa sua e dove vota da molti anni. Sorridente e rilassato, ai giornalisti che gli hanno chiesto se ha dormito bene, visto che questa è la sua prima partita "in panchina" da "allenatore del Pd", Bersani ha risposto: "Ho dormito benissimo e ne avevo proprio bisogno, ho la coscienza a posto, abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Poteva essere migliore se, come in tutti i Paesi del mondo, ci fosse stata la possibilità di un confronto diretto tra i contendenti".

Di Pietro. "E' una scelta di campo quella che gli elettori devono fare: tra chi difende tutti i giorni la Costituzione, come l'Italia dei Valori, e chi viola regolarmente le leggi e la democrazia. In questo momento c'è bisogno di contrastare questa deriva antidemocratica rappresentata da Silvio Berlusconi e dalla sua corte". Lo ha detto Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, lasciando il seggio della scuola elementare di Curno, dove stamattina ha votato.


mercoledì, marzo 24, 2010

Sondaggi elettorali segreti....


Alle scorse elezioni politiche italiane un sito inglese (?) si inventò risultati delle corse dei cavalli con nomi riconoscibili per presentare sondaggi elettorali la cui pubblicazione è vietata dalla legge.
Oggi nella quasi vigilia di importanti elezioni regionali come si soddisferà la curiosità degli elettori?
Tra domani e dopodomani lo scopriremo.

domenica, aprile 13, 2008

ELEZIONI: PER PROTESTA MANGIA LA SCHEDA....

Napoli. Sorrento, voleva protestare contro il 'sistema politico'. Dopo aver ricevuto la scheda, ha iniziato a strapparla e a mangiarla a piccoli pezzi. E' stato bloccato nel seggio dai poliziotti. Cosi' gli agenti del commissariato di Sorrento hanno denunciato, in stato di libertà, in base all'articolo 100 della legge elettorale del 1957, un imprenditore, D.E.C. di 41 anni. Agli agenti ha detto di voler sfogare la sua rabbia “contro una politica che fa schifo e avvelena la vita del Paese”.

succede di TuTTo....

sabato, aprile 12, 2008

Scoop Elezioni: I sondaggi ippici di The Right Nation. Goliardia o trucco?



Si sa che la legge elettorale vieta la diffusione dei sondaggi elettorali a due settimane dal voto. Oggi siamo alla vigilia e dovrebbero essere proprio improponibili.
La curiosità ce l'hanno tutti perchè ormai contano più le previsioni che il fatto. Il sabato del villaggio non avrebbe spazio.....
Del resto si capisce tutto lo stesso. L'esponente più importante dello schieramento avverso a Veltroni li cita a suo modo per convincere centristi e destra a votare per lui, causa inutilità altre scelte possibili. Casini denuncia in ciò due reati in un colpo solo: proclamare i sondaggi vietati e proclamarli falsi.
Nel frattempo cìè chi li illustra quotidianamente dal web senza preoccupazioni: si tratta di The right Nation un blog di destra ospitato dal ben noto Ideazione che li presenta come gare di cavalli cambiando solo i nomi dei protagonisti.
Qualche volta però pubblica direttamente le previsioni prendendole dai bookmaker inglesi.
I sondaggi non sono la realtà ma sono vietati perchè possono contribuire in modo improprio alla campagna elettorale. The Right nation dice " me ne frego" e non sarebbe una novità sia per la storia sia perchè ora sono nella casa della libertà dove ognuno fa quel c***o che gli pare ma in fondo sta lavorando e fa bene il servizio assegnato dal principale.


giovedì, marzo 27, 2008

Sondaggio Swg: Campania al Pdl (+8 sul Pd) E De Mita non sarà rieletto in Parlamento

Sondaggio Swg: Campania al Pdl (+8 sul Pd)
E De Mita non sarà rieletto in Parlamento
«Un errore quello di De Mita di candidarsi nell'Udc. Mentre il governatore Bassolino avrebbe dovuto lasciare»: così gli intervistati
dal Corriere del Mezzogiorno
NAPOLI — Ciriaco De Mita ha sbagliato a candidarsi nell'Udc (e non verrà eletto visto che il suo partito non supererà lo sbarramento dell'8 per cento al Senato) non tanto perché «è da troppi anni in politica ed è ora che si ritiri», ma, soprattutto, perché «non si passa da un partito all'altro solo perché non si viene candidati». Questo pensa la maggioranza dei cittadini campani intervistati dalla Swg per conto del Corriere del Mezzogiorno. Il sondaggio (guarda tutte le schede) effettuato con i metodi Cati e Cawi dal 20 al 25 marzo scorsi su un campione di 800 persone maggiorenni residenti nelle cinque province della regione, fotografa gli umori e le intenzioni della platea elettorale a circa venti giorni dall'appuntamento elettorale del 13 e 14 aprile.
Otto punti - Il test principale ha riguardato naturalmente le intenzioni di voto. Secondo la società di sondaggi, alla Camera (il dato accorpa le due circoscrizioni di Campania 1 e Campania 2) si registra il vantaggio di 8 punti percentuali (45,5 a 37,5) del Pdl (con il Movimento per l'autonomia di Lombardo) sul Pd (con l'Italia dei Valori di Di Pietro). La sinistra l'Arcobaleno arriverebbe al 7 per cento, mentre l'Udc al 5,5. La Destra di Storace si fermerebbe al 2,5 per cento. Meno netto il divario al Senato tra i due contendenti principali. Nella corsa per Palazzo Madama il Pdl (sempre con il Mpa) sarebbe avanti al Pd (con l'Idv) di 6,5 punti. Secondo le intenzioni di voto raccolte dai sondaggisti in Campania non supererebbero lo sbarramento né la Sinistra l'Arcobaleno (6,5 per cento), né, come già ricordato a proposito di De Mita, l'Udc (5,5 per cento). Per raffrontare i «pronostici» della Swg con i dati delle politiche del 2006, si devono tenere presenti alcuni distinguo. Due anni fa, innanzitutto, non esistevano nè il Partito democratico, nè il Popolo delle libertà. Alla Camera l'Ulivo, creato attraverso la convergenza in un'unica lista di Margherita e Ds, prese nella circoscrizione napoletana il 29,35 per cento dei consensi. A questa percentuale va aggiunta quella dell'Idv (2,96) per un totale del 32,31 per cento. Un dato, comunque inferiore allo score medio attribuito dal sondaggio alla coalizione Pd-Idv guidata da Walter Veltroni. In realtà, per rendere i dati ancora più omogenei andrebbe anche considerata l'attuale presenza nelle liste del Pd di esponenti del Partito radicale che nel 2006 era invece alleato dello Sdi nel progetto della Rosa nel pugno. Passando all'altro versante, anche in questo caso il Pdl nato dalla fusione dei di Foza Italia e di Alleanza nazionale raccoglierebbe più voti di quanti ne conquistarono separatamente nel 2006 i due azionisti principali. Sempre alla Camera il cartello Pdl-Mpa è accreditato del 45 per cento, mentre nel 2006 a Napoli e provincia FI ottenne il 27,23 dei voti, An il 12,32. Anche sommando a queste percentuali anche quelle del Nuovo Psi (1,48 per cento) e della lista di Alessandra Mussolini (0,49) si arriva ad un dato complessivo del 41,52 per cento. Difficile, invece, calcolare l'attuale apporto dei candidati diniani, passati dal centrosinistra al Pdl. Da sottolineare anche l'alto numero di indecisi (la percentuale media è intorno al 25 per cento) che i sondaggisti interpretano sia come indecisione vera e propria sia come effetto della disinformazione. Molto alta anche la quota di astensionismo «ad oggi dichiaratamente superiore al 30 per cento. Secondo gli esperti sarà proprio l'entità del non voto ad influire in maniera determinante sull'esito della competizione in Campania.
Le capoliste - Tra gli altri quesiti posti agli intervistati, quello sulle capolista di Campania 2, cioè Pina Picierno per il Pd e Mara Carfagna per il Pdl. Ebbene, entrambe vengono percepite da una significativa maggioranza degli intervistati come il frutto di «una scelta demagogica» e, comunque, non vengono percepite come «novità». E i voti dell'Udeur, che tanto per rendere l'idea, due anni fa al Senato prese il 5,2 per cento? Il sondaggio evidenzia che si disperderanno «fra i vari partiti». Come era prevedibile, molti cittadini interpellati sono convinti che la crisi dei rifiuti finirà inevitabilemte per danneggiare il centrosinistra. Forse è proprio per questo che il 57 per cento degli interpellati ha considerato la scelta di Bassolino di non dimettersi prima delle elezioni «sbagliata perché il governatore avrebbe dovuto assumersi la responsabilità dell'emergenza rifiuti».
Gimmo Cuomo

Guarda il sondaggio