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lunedì, marzo 07, 2011

Napoli: "Responsabilità sociale e turismo sostenibile nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione"

Seminario "Responsabilità sociale e turismo sostenibile nel rapporto tra imprese e PA


"Responsabilità sociale e turismo sostenibile nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione", questo il tema del seminario di studi promosso dal Ministero per lo Sviluppo Economico - Direzione generale della politica industriale e competitività - e dal PCN Italia (Punto di Contatto Nazionale per la diffusione delle linee guida Ocse) ed organizzato dalla C. Borgomeo & Co, incaricata dal PCN per la realizzazione dei seminari divulgativi nelle regioni meridionali, e gode del patrocinio della Regione Campania – Assessorato al Turismo.
I lavori si sono svolti lunedì, 7 marzo 2011, con inizio alle ore 10 presso il Palazzo Armieri, in via Marina, a Napoli.
Dalle linee guida Ocse per le imprese alle implicazioni per il territorio e per le politiche di sviluppo, è questa la tematica che verrà affrontata nel corso del seminario che si compone di due sessioni, la prima dedicata alle relazioni di esperti ed addetti ai lavori attraverso la proposizione di testimonianze, e la seconda che utilizzerà la modalità della tavola rotonda.
Le Linee Guida Ocse sono raccomandazioni, rivolte dai Governi alle imprese nazionali operanti all'estero o multinazionali, che enunciano principi volontari per il comportamento di responsabilità sociale. In tal senso costituiscono uno strumento per le imprese per rafforzare la fiducia nel contesto territoriale in cui operano e per favorire il loro contributo allo sviluppo economico e sociale ed alla sostenibilità ambientale. E' da questo spunto che prende avvio l'iniziativa promossa dalla C.Borgomeo&Co. Obiettivo del seminario, infatti, è quello di illustrare i principi delle Linee Guida Ocse verificandone l'efficacia nel contesto della realtà produttiva regionale, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese.
Il seminario è propedeutico ad avviare una discussione con i principali stakeholders ed a prefigurare possibili ipotesi di collaborazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Campania sul tema del turismo sostenibile. La Regione Campania, infatti, in quanto territorio a forte vocazione turistica, si sta dotando di uno strumento legislativo attraverso cui promuovere la tutela dell'ambiente inteso come patrimonio naturale, sociale ed artistico-culturale.
Ad aprire i lavori Ilva Pizzorno, Coordinatore AG13 Turismo e Beni Culturali – Regione Campania. Seguirà l'intervento di Giuseppe Avallone, partner di C.Borgomeo & Co, sul tema "La responsabilità sociale di impresa e le implicazioni per la pubblica amministrazione locale".
A seguire le testimonianze di Giuseppe Carannante, Coordinatore AG09 Programmazione, Piani e Programmi – Regione Campania, di Paolo Cefarelli, Nucleo di Valutazione Investimenti pubblici - Regione Campania, di Mario Grassia, Dirigente settore strutture ricettive e infrastrutture turistiche – Regione Campania, di Francescantonio D'Orilia, Fondazione MIdA – Musei Integrati dell'Ambiente, di Fabio Grassi, sindaco del Comune di Tufo (Av), di Stefano Pisani, Vice Sindaco del Comune di Pollica – Acciaroli (Sa).
E' seguito l'intervento di Carlo Borgomeo, Presidente di C.Borgomeo&Co sul tema "La responsabilità sociale d'impresa e il turismo sostenibile: il ruolo della P.A. e delle forze sociali".
A partire dalle ore 12.15 la tavola rotonda sul tema "P.A. e forze sociali a confronto". L'introduzione sarà affidata a Maurizio Maddaloni, Presidente della Camera di Commercio di Napoli. Seguiranno gli interventi di Sabino Aquino, Presidente Parco Regionale del Partenio, di Sabino Basso, Presidente Associazione Industriali Avellino, di Lorenzo Cinque, Presidente Federturismo Campania, di Ettore Cucari, Presidente Fiavet Campania e Basilicata, di Nino Daniele, Presidente Anci Campania, di Agostino Di Lorenzo, Presidente Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, di Costanzo Iaccarino, Presidente Federalberghi Campania e Vice presidente nazionale, di Ermando Mennella, Presidente Federalberghi Ischia, di Pasquale Orlando, Segretario regionale Acli, di Pino Vitale, Presidente nazionale CTA
La chiusura dei lavori è affidata a Giuseppe De Mita, Vice Presidente della Giunta regionale della Campania e Assessore con delega al Turismo e ai Beni Culturali.
I lavori sono stati moderati da Paola Casavola, Esperta in Politiche di Sviluppo e Coesione.

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foto di Jacopo Fulgione

mercoledì, aprile 21, 2010

Acli Terra per il consumo critico e socialmente responsabile.


Il Presidente Nazionale di Acli Terra, Michele Zannini, parteciperà alla tavola rotonda, “Percorsi locali socialmente responsabili per aziende agricole e consumatori”, prevista dal programma del Seminario, organizzato dall’INEA, sul tema: “Il consumo socialmente responsabile: un volano per lo sviluppo dell’economia civile”, che si terrà a Roma il 22 Aprile 2010 presso la Sala della Biblioteca del CNEL. Oltre a Zannini, durante il dibattito, interverranno, tra gli altri, Sergio Marini, Presidente della Coldiretti, Giuseppe Politi, Presidente della CIA, Federico Vecchioni, Presidente di Confagricoltura ed altri esponenti delle più importanti Associazioni di consumatori e del sistema agroalimentare italiano.

La giornata di studi prevede numerosi momenti di approfondimento specifici sulle tematiche della responsabilità sociale delle Imprese nel settore agricolo, questioni che qualificano, in maniera peculiare, l’impegno di Acli Terra, che ribadisce la centralità delle persone, delle comunità e dei territori in ogni ipotesi di sviluppo dell’agricoltura e dell’economia più in generale.

L’Associazione, promossa dalle Acli, ha sempre fortemente sostenuto il riferimento a requisiti etici irrinunciabili, da porre fondamento perfino degli elementi di qualità dei processi produttivi delle imprese; in una tale prospettiva i territori, le persone, le comunità rappresentano realmente gli assi di una nuova cultura d’impresa, a misura d’uomo, socialmente responsabile, eticamente orientata e professionalmente competente.

Da qui l’idea di consumo critico che Acli Terra intende promuovere, ovvero una pratica di selezione di quei prodotti che rispettino in pieno i requisiti di sostenibilità ambientale del processo produttivo, che vengano distribuiti da imprese che adottano un comportamento socialmente responsabile e che non ledano l'eticità del trattamento accordato ai lavoratori. In tale ottica è necessaria una forte campagna di sensibilizzazione ed informazione sui possibili percorsi socialmente responsabili in agricoltura, come la promozione dell’agricoltura biologica, l’organizzazione dei mercati contadini, di gruppi di acquisto solidali e di farmer markets.

mercoledì, settembre 03, 2008

Gli imprenditori socialmente responsabili esistono o sono un ossimoro?


Leonardo Becchetti - 02/09/2008

L’intervento di Giovanni Bazoli sulla responsabilità sociale delle banche pubblicato dal Sole 24 Ore nei giorni scorsi rappresenta uno degli stimoli più interessanti nel dibattito estivo su politica ed economia. Il successo della “provocazione” è testimoniato dalle numerose reazioni critiche o favorevoli da parte di politici ed intellettuali e dall’avvio di un articolato di battito sui temi dell’economia sociale di mercato.

In un punto saliente del suo intervento, sperando di non travisarlo, Bazoli sottolinea come alcuni istituti bancari siano andati oltre nella ricerca di profitti a breve abbandonando la tradizionale attività di intermediazione creditizia e generando negli anni scorsi guadagni illusori, poi divenuti ingenti perdite a seguito della crisi dei subprime. L’osservazione di questo fenomeno lo induce a considerare come le banche dovrebbero recuperare la consapevolezza del ruolo sociale che implicitamente svolgono. A questo proposito Bazoli sottolinea prevalentemente due ambiti: la tutela del risparmio e il sostegno ai processi di sviluppo locale.
In una delle repliche più significative Ostellino, pur ammettendo che a produrre beni pubblici possano essere anche privati e non solo lo stato, non condivide la contrapposizione tra economia americana, unicamente orientata al profitto, ed economia sociale di mercato europea con l’obiettivo di uno sviluppo sostenibile. Nel seguito del suo intervento Ostellino afferma che “assegnare allo Stato una finalità etica accresce solo il potere della classe politica”, che all’interesse generale deve provvedere la Politica con le regole e che “l’economia di mercato non può essere piegata a un obiettivo esterno ai processi che ne presiedono la produzione di ricchezza. Che è neutrale.” Per questo non è realistico auspicare un economia di imprenditori “benevoli”. Per fortuna esiste una mano invisibile che fa si che gli individui, nel perseguire i propri interessi, producano inconsapevolmente benefici pubblici.
Alcune considerazioni di fondo. La produzione di ricchezza non è mai neutrale eticamente. 100.000 euro di valore aggiunto prodotte da un narcotrafficante o da una banca che fa microcredito sono sempre 100.000 euro (possiamo parlare eventualmente di indifferenza di valore) ma non sono certo neutrali in termini di impatto sociale. Ogni atto compiuto da agenti economici ha conseguenze etiche più o meno rilevanti e il problema non è solo semplicisticamente in termini di buono o cattivo ma di maggiore o minore positività di benefici collettivi.
Nella difesa dei meccanismi di mercato spesso emerge una concezione erronea e semplicistica. Basta che gli individui facciano il proprio interesse (eticamente neutrale). Ci penserà la mano invisibile a trasformare gli animal spirits in interesse generale e beni pubblici per la collettività. Purtroppo non è sempre così in quanto gli individui producono inconsapevolmente non solo benefici ma anche “mali” (inquinamento, congestione stradale, ecc.) pubblici. A questo punto interviene per alcuni il deus ex machina: la Politica, le Regole. Anche qui bisogna sgombrare il campo da una pia illusione. Non esistono regole perfette (né, figuriamoci, Politica perfetta) che possano esimere gli individui da esercitare comportamenti morali. Nessuna regola funziona senza le buone pratiche degli attori coinvolti, perché ogni regola crea innumerevoli nuovi conflitti d’interesse ed occasioni per aggirarla. Perché spesso la complessità informativa è tale che i regolatori sono indietro nella comprensione dei fenomeni (è proprio il caso dei derivati). Perché chi fa le regole non è quasi mai estraneo agli interessi da esse regolati (con una felice espressione Tremonti a proposito della crisi dei subprime diceva che non possiamo affidare ai topi la guardia del formaggio).
Detto questo sarebbe il caso di approfondire il dibattito alla luce di alcuni nuovi fenomeni del sistema socioeconomico. Per superare definitivamente quella sterile contrapposizione tra liberismo e statalismo e prevenire il riflesso pavloviano dei difensori del libero mercato che subito agitano il pericolo dello statalismo quando sentono accostare i termini “sociale” ed “economico”.
Dai tempi di Don Camillo e di Peppone molte cose sono cambiate. Partendo proprio dall’esempio della storia degli istituti di credito, superata la fase delle banche pubbliche e dei problemi di corruzione ed ingerenza della politica, siamo passati ad una situazione, ben illustrata da Bazoli, secondo la quale coesistono banche, tutte private che affidano il proprio successo al consenso degli azionisti e dei clienti, con una molteplicità di obiettivi.
Da una parte l’approccio aggressivo di molte banche d’affari, additate a modello di innovazione, che hanno privilegiato il trading e la costruzione di strumenti derivati e che oggi sono in grave difficoltà per essersi fidati troppo dei loro giovani Phd in Fisica e Finanza e non aver compreso le conseguenze in termini di rischio delle attività che stavano intraprendendo.
Dall’altra l’approccio più prudente degli istituti di credito italiani, prima considerati il fanalino di coda rispetto alla brillante frontiera dei comportamenti d’oltreoceano e poi, recentemente, lodati dal Financial Times per la loro solidità.
Ma c’è ancora dell’altro. Un fenomeno per certi versi di nicchia ma in forte crescita. La storia del microcredito, la tradizione dei crediti cooperativi e la novità delle banche etiche (assieme a quella di tutto il terzo settore in ambito non bancario) ci insegna che quello “sconsiderato” atto di fiducia nel futuro necessario per creare una nuova impresa non nasce necessariamente solo dagli animal spirits ma anche dai “solidal spirits”. Junus, premio nobel per la pace, decide qualche decennio fa di creare una banca che si pone come obiettivo primario l’accesso al credito dei non bancabili e a questo sacrifica gli utili di un lungo periodo di avviamento della propria attività. Un’idea strana e nuova che produce frutti inattesi se oggi il Microbanking Bullettin segnala l’esistenza di più di 3.000 istituti di microcreedito nel mondo che servono complessivamente circa 100 milioni di clienti vicini alla soglia di povertà.
Allo stesso modo in Italia, una Banca Popolare Etica nata per scommessa una decina di anni fa con l’obiettivo di dare priorità all’impatto sociale ed ambientale dei progetti finanziati ha raggiunto in poco tempo una raccolta di circa 600 milioni di euro ed è diventata la capofila di un gruppo di banche simili presenti in quasi tutti i paesi europei.
Chi ci dice che i solidal spirits sono altrettanto importanti quanto gli animal spirits ? Quello stesso Smith il cui fertile pensiero trasmesso nei due grandi contributi della Ricchezza delle Nazioni e della Teoria dei Sentimenti Morali è stato decapitato trascurando quasi del tutto il secondo filone.
Smith sottolinea nella Teoria dei Sentimenti Morali l’importanza della qualità delle relazioni e del fellow feeling nella determinazione della felicità individuale, affermando poi che la nostra felicità dipende dalla constatazione che diventiamo felici rendendo felici altre persone. In un celebre passo del libro Smith ci da la chiave per capire i solidal spirits. Lavorare per chi è più in difficoltà, senza per questo calpestare i propri interessi, può essere una delle maggiori fonti di felicità personale visto che è proprio in chi ha più bisogno che creeremo maggior felicità per il miglioramento delle proprie condizioni.
Solo un giusto mix di politica e regole migliori (nella consapevolezza della loro necessaria imperfezione) e di presenza di anticorpi sociali forti (nati dalla società civile, indipendenti dal pubblico e sottoposti al mercato) può orientare l’azione dei privati verso quei benefici pubblici di cui il sistema ha bisogno per essere socialmente ed ambientalmente sostenibile. Nessuna azione è neutrale e non esistono regole o politici perfetti che ci esentano dalle nostre responsabilità. E nessuna ideologia o errore del passato può impedirci di cercare una felicità maggiore.

martedì, gennaio 09, 2007

CASERTA, CCIAA: INAIL, VANTAGGI PER IMPRESE SOCIALMENTE RESPONSABILI

Confermati i vantaggi per le imprese Socialmente Responsabili. Per il
terzo anno consecutivo, l'INAIL prevede per le Imprese Socialmente
Responsabili l'opportunità di ottenere la riduzione del tasso medio di
tariffa dopo il primo biennio di attività. Iniziativa che si inserisce
nell'ambito degli interventi che puntano a sollecitare le imprese in
una maggiore attenzione verso la sicurezza nei cantieri di lavoro. Le
cifre degli infortuni sono allarmanti e il numero delle morti bianche
continua a rappresentare un elemento drammatico del sistema
produttivo, da qui alcune azioni positive di ordine amministrativo che
possano stimolare le imprese. La riduzione del tasso medio, pari al
10% per le aziende fino a 500 lavoratori-anno ed al 5% oltre 500
lavoratori-anno, riguarda gli interventi attuati nel corso dell'anno
precedente quello di presentazione della domanda, ha effetto per
l'anno in corso alla data di presentazione della domanda ed è
applicata in sede di regolazione del premio assicurativo dovuto per lo
stesso anno. In riferimento a tale iniziativa, lo Sportello istituito
dalla CCIAA di Caserta fornisce assistenza alle aziende nella
compilazione delle domande per quanto riguarda gli aspetti di
responsabilità sociale. In particolare, con riferimento alla
responsabilità sociale d'impresa, l'azienda che dichiara di aver
"adottato o di mantenere un comportamento socialmente responsabile
secondo i principi della CSR" dà evidenza delle dichiarazioni tramite
la compilazione di un apposito questionario allegato alla guida. Una
guida in cui viene evidenziata la sicurezza nel suo complesso a
partire delle tematiche di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro,
nonché di quelle ambientali e sociali. Pertanto è necessario che
l'azienda in modo chiaro e indicativo, rappresenti il proprio impegno
sociale rispondendo a tutte le domande riportate. Le imprese che
intendono aderire alla richiesta devono presentare domanda di
riduzione deve essere presentata o spedita alla sede INAIL competente
territorialmente entro il 31 gennaio dell'anno per il quale la
riduzione è richiesta. La modulistica è disponibile sul sito Internet:

inail nuove tariffe