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giovedì, marzo 31, 2011

Pellegrinaggio 2011: le Acli in Terra santa



betlemme_nativita_sfumataDal 28 aprile al 3 maggio le Acli nazionali saranno in pellegrinaggio a Betlemme eGerusalemme, rinnovando la significativa esperienza dello scorso anno.
In un luogo di rara portata simbolica, gli aclisti sono invitati a ritrovare le radici della storia cristiana e a rinnovare le idealità della propria esperienza associativa.
In questa occasione i pellegrini festeggeranno anche il 1o maggio in stretto collegamento con la
celebrazione che si terrà in piazza S. Pietro per la beatificazione di Giovanni Paolo Il.

Insieme alle Acli, ci sarà la Fondazione Giovanni Paolo Il Onlus, con la quale le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani hanno dato vita a un progetto di solidarietà, intrapreso sul territorio dell'autonomia palestinese. Il progetto nasce con l'intenzione di porre un piccolo segno concreto, in grado di raccogliere quanto il magistero di Giovanni Paolo Il ha lasciato alle Acli: "Il lavoro è
un diritto fondamentale ed è un bene per l'uomo, un bene utile, degno di lui perché adatto appunto ad esprimere e ad accrescere la dignità umana".

In programma, oltre a Betlemme e Gerusalemme, visite a Gerico e nella zona del Mar Morto (Masada).

venerdì, maggio 28, 2010

Le Acli partenopee lanciano i pellegrinaggi del Vesuvio

Napoli, 28 maggio 2010. Stamattina le Acli partenopee hanno presentato presso la sede provinciale in Via del Fiumicello il primo pellegrinaggio del Vesuvio. L’iniziativa, che si terrà domenica 27 giugno, mette insieme una meta di pellegrinaggio tra le più importanti in Italia e un percorso che, attraverso la sentieristica del Parco Nazionale del Vesuvio, consente di vivere un’esperienza di fede a contatto con la natura e con il suo Creatore.

L’iniziativa – unica nel genere dei pellegrinaggi - è promossa dal Centro Turistico Acli di Napoli in collaborazione con due operatori di settore, Archeosannio e Il Portale dei Parchi ed ha ottenuto il patrocinio dell’ufficio di pastorale del turismo della diocesi di Napoli e dell’Arciconfraternita dei Pellegrini.

Il santuario di Pompei, con i suoi quattro milioni di pellegrini l’anno, è nel novero dei cinque santuari più visitati in Italia, assieme a quelli di Padova, Loreto, San Giovanni Rotondo e Assisi.

Per coloro che provengono da più lontano, l’itinerario da due o tre giorni contemplerà la visita alla città di Napoli, le catacombe di San Gennaro e il complesso museale dell’Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, piccola gioia incastonata nel quartiere Montesanto. L’iniziativa è stata promossa principalmente, attraverso un gruppo ed unevento su facebook.

Nel commentare l’iniziativa, il presidente provinciale delle Acli Pasquale Orlando ha sottolineato come «ci si può avvicinare a Dio anche attraverso la bellezza della natura e dell’arte. Papa Benedetto XVI ci ha in proposito insegnato che ‘il Cristianesimo, fin dalle sue origini, ha ben compreso il valore delle arti e ne ha utilizzato sapientemente i multiformi linguaggi per comunicare il suo immutabile messaggio di salvezza’. Questi itinerari – ha concluso Orlando - saranno una bella occasione per avvicinarsi al messaggio di Cristo”.

Per informazioni:

Michele M. Ippolito

Portavoce Acli provinciali di Napoli

Cell. 340.3008340

E.mail: michele.ippolito@fastwebnet.it

giovedì, maggio 27, 2010

Pellegrinaggio a piedi al Santuario della B.M.V di Pompei







Napoli


Associazioni Cristiane
Lavoratori Italiani
Presidenza provinciale di Napoli

Pellegrinaggio a piedi al Santuario della B.M.V. di Pompei ATTRAVERSO IL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO un nuovo itinerario nel Parco Nazionale del Vesuvio studiato per raggiungere il Santuario della B.M.V. di Pompei attraverso uno scenario incomparabile ed incontaminato, viepiù mediante una rete di stradelli, in gran parte chiusi al traffico, adatti a soddisfare i bisogni di meditazione dei pellegrini. Il percorso del pellegrinaggio è quasi esclusivamente in discesa e in pianura (dislivello -1.000 metri). La lunghezza complessiva è di circa 18 km (9 Km su sentiero e strada sterrata + 9 km su viabilità stradale secondaria).
Con il contributo di:
· Ufficio pastorale del turismo della diocesi di Napoli
· Augustissima Arciconfraternita ed ospedali della SS. Trinità dei Pellegrini di Napoli
Supporto tecnico a cura di:
· Cooperativa sociale ONLUS Archeosannio & Il Portale dei Parchi srl
Info e prenotazioni c/o Centro turistico Acli, sede provinciale di Napoli:
· Tel: 081.5634967
· Fax: 081.5634967 (seguire le indicazioni della segreteria telefonica)
· E.mail: pellegrinaggidelvesuvio@gmail.com

sabato, agosto 09, 2008

L'attuale posizione della Chiesa su Medjugorje

L'attua le posizione della Chiesa: Medjugorje riconosciuto santuario. Le indagini sulla soprannaturalità non sono finite. - Eco di Maria
nr.115P.Barnaba Hechich ci trasmette questo articolo, che è stato pubblicato col titolo «Rigurgito di interpretazioni e posizioni superate» sul settimanale cattolico della Curia di Zagabria, Glas Koncila (GK = la voce del Concilio), , proprio nel numero dell’11 Settembre, giorno della visita del Papa nella capitale croata.«In concomitanza con la massiccia ripresa dei pellegrinaggi a Medjugorje, la Curia diocesana di Mostar sta conducendo da qualche mese sul Glas Koncila una insistente campagna di disinformazione e di distorsione dei fatti e delle dichiarazioni ufficiali in merito alle apparizioni di Medjugorje. L’intento è quello di scoraggiare i pellegrinaggi e di spegnere i fatti di Medjugorje ricorrendo anche a pressioni canoniche. Ci si appella all’ultima famosa Dichiarazione di Zara, emanata dalla Conferenza Episcopale il 10 aprile 1991 (GK 5.5.91, p.1.). Essa viene presentata come un pronunciamento negativo e definitivo, per cui il fenomeno di Medjugorje non sarebbe mai esistito, ma sarebbe solo frutto di invenzione, di calcolata e interessata falsità.Riguardo a quella Dichiarazione, le cose stanno così: i Vescovi a Zara avevano posto la loro attenzione su due fatti: le apparizioni e i pellegrinaggi. In merito alle apparizioni avevano dichiarato: «Sulla base delle indagini finora svolte, non si può affermare che si tratta di apparizioni e rivelazioni soprannaturali». Era un giudizio interlocutorio, provvisorio; in altri termini, le indagini non erano ancora esaustive, complete, tali cioè da permettere un giudizio definitivo. Per cui la Dichiarazione continuava: «Tramite i suoi membri, la Commissione [della Conferenza Episcopale], continuerà a seguire e a svolgere indagini sull’evento di Medjugorje nel suo complesso».Sui pellegrinaggi, che sono un fatto importantissimo per la vita spirituale dei fedeli e dei quali quindi la Chiesa non si può disinteressare né procrastinarne la cura a dopo il pronunciamento finale, i Vescovi hanno dichiarato: «Intanto i grandi raduni di fedeli di varie parte del mondo, che si recano a Medjugorje sospinti sia da motivi religiosi che di altro genere [ad esempio per ottenere guarigioni], richiedono l’attenzione e la cura pastorale, in primo luogo del Vescovo diocesano e -con lui- anche degli altri Vescovi, perchè a Medjugorje e, di concerto con essa, si promuova una sana pietà verso la B.V.Maria, secondo l’insegnamento della Chiesa. A tale scopo i Vescovi emaneranno anche speciali e idonee direttive liturgico-pastorali». La direzione del GK aveva subito commentato positivamente la Dichiarazione della Conferenza Episcopale, dicendo: «Per i numerosi devoti di tutto il mondo, la presente Dichiarazione servirà -nell’ambito della loro coscienza- come una autorevole chiarificazione. In altre parole, coloro che d’ora in poi, sospinti da motivi religiosi, si recheranno a Medjugorje, da qui innanzi sapranno che questi loro raduni sono oggetto di una costante e responsabile cura da parte dei successori degli apostoli» (GK 5.5.91). Si capisce quindi che con tale Dichiarazione vengono meno tutte le riserve, che da più parti erano state espresse in merito ai pellegrinaggi non «ufficiali» a Medjugorje. Come un tempo a Lourdes e a Fatima i pellegrini accorrevano numerosi prima del pubblico riconoscimento di quei santuari- ed erano pellegrinaggi non ufficiali, anche se i pellegrini venivano assistiti da sacerdoti- così oggi a Medjugorje i pellegrini accorrono numerosi, in grandi gruppi o alla spicciolata, e sono tutti pellegrinaggi non ufficiali, pur essendo spesso assistiti da sacerdoti. Anzi, d’ora in poi la stessa Gerarchia con la Chiesa locale si impegnano ad organizzare e a fornire adeguata assistenza spirituale ai pellegrini. Tutto questo, perché «al di sopra di ogni altra cosa, la Chiesa rispetta i fatti, valuta le proprie competenze e in ogni cosa si prende principalmente cura del bene spirituale dei fedeli» (GK 5.5.91,p.2). Le risultanze pur così chiare del pronunciamento di Zara non vanno a genio alla Curia di Mostar. Il Vicario generale Don Pavlovic’, nel citare la Dichiarazione dei Vescovi, si guarda bene dal riportare le ultime parole, nelle quali si affermava che la Commissione dei Vescovi «continuerà a seguire e a svolgere indagini sull’evento di Medjugorje nel suo complesso». Nei suoi interventi su GK (10.7 e 7.8.94) cerca inoltre in tutti i modi di fare dimenticare l’espressione «indagini finora svolte». Per lui le indagini, anziché «finora svolte», diventano «le più responsabili», diventano «serie, condotte per più anni, estese a tutti gli aspetti», cioè «definitive! » E il pronunciamento provvisorio dei Vescovi diventa per lui perentorio e risolutivo, in senso naturalmente negativo. E conclude: «Questo pronunciamento negativo dei Vescovi sull’impossibilità di affermare [la soprannaturalità delle apparizioni] ci dà il diritto di dire che la Madonna non è apparsa e non appare ad alcuno a Medjugorje» (GK 7.8.94, p.10). Sulla stessa linea è il Cancelliere d. Luburic’: per lui «le indagini finora svolte» si trasformano in «indagini competenti», si tende anche qui ad escludere la provvisorietà e ad accreditare il carattere ultimativo della Dichiarazione (...). [E’ noto poi che la Chiesa in questi casi non ha mai dato un parere definitivo, finché le apparizioni erano in corso -ndr-]. In merito alla Dichiarazione di Zara, molto più responsabilmente (...) e con la sua autorità di Presidente della Conferenza Episcopale, il Card. Kuharic’ dichiarava: «Noi Vescovi, dopo tre anni di studi condotti dall’apposita Commissione, abbiamo accolto Medjugorje come luogo di preghiera, come santuario... Per quanto invece concerne la soprannaturalità delle apparizioni, abbiamo detto che per adesso non possiamo affermare che vi esista; abbiamo ancora importanti riserve. Perciò questo aspetto lo lasciamo ad ulteriore indagine. La Chiesa non ha fretta» (GK 15-8-93, p.3).Dispiace costatare che mentre milioni di persone, tra cui decine e decine di Vescovi e migliaia di sacerdoti, guardano a Medjugorje con riconoscenza per avervi trovato luce, forza, pace, guarigione, conversione, incitamento ad una vita più santa, e mentre tutta la questione sull’autenticità dei fatti è affidata alla Conferenza Episcopale, che si è riservata di proseguire le indagini, la Curia di Mostar tenti nuovamente di riappropriarsi del problema per gestirlo ad uso e consumo domestico! Si farebbe certamente migliore servizio alla verità, alla pace, alla fede e al bene dei fedeli se si fosse più sereni, più obiettivi, più aperti e meno faziosi».
P. Barnaba Hechich ofm

giovedì, febbraio 07, 2008

Perché un cammino in........ Italia


Porqué un camino en Italia?

Perché un cammino in........ Italia

San Francesco e San Antonio, il Serafico fondatore ed il Dotto Apostolo
(meo episcopus) dell'ordine francescano, sono due
"figure" incommensurabili, che hanno acceso un perpetuo motore di
spiritualità umile e semplice, una fonte inestinguibile per tutti
coloro che soffrono d'arsura esistenziale.

Proprio su questi presupposti nasce l'esigenza di offrire un
Cammino che esaudisca la nuova esigenza spirituale, che
diversamente dal passato è una ricerca di "movimento" dove il
pellegrino vuole esplorale in primis originali contaminazioni pur
di aprirsi alla compassione di quell'Amor "che move il sole e
l'altre stelle". Apparentemente lo scopo del pellegrino è di
camminare verso ad Assisi, ma in verità "avanza dentro se
stesso" per congiungersi al divino celato in Lui.

Il Cammino di Assisi non è un pellegrinaggio architettato come si
potrebbe pensare, ma è la concatenazione di tanti brevi
pellegrinaggi tradizionali che già preesistano nell'ambito locale
(Vedi: Assisi, La Verna, la Casella,Cerbaiolo, Montecasale,
Montepaolo) legati a peculiari devozioni e che rivissuti in
questa dimensione daranno un nuovo slancio alla ricerca interiore
rinverdendo l'essenzialità della dottrina di Francesco; anche
perché non siano soltanto le pietre a testificare al forestiero
il Suo Magistero, ma si rinnovi lungo il cammino e nella stessa
comunità assiate l'originale fraternità francescana.

La città di Assisi sarà elevata a: "Punto di Convergenza
Universale" per gli uomini di buona volontà, trascendendo così
qualunque distinzione di Cultura e Credenza in coerenza ai
Principi Fondanti di ogni Vera Religione.

giordano
of the
www.camminodiassisi.it