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venerdì, aprile 10, 2009

Uovo di Pasqua. nel caos, nel disagio, nel dolore, la tradizione aiuta nella riconquista della normalità.


Anche l'Uovo di Pasqua è utile.
Prendo i testi da Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Due classiche uova pasquali decorate.

L'uovo di Pasqua è un dolce della tradizione pasquale, divenuto nel tempo il simbolo della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme alla colomba. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate o dorate, è correlato alla festa pasquale sin da tempi molto più antichi.

Cenni storici

L'uovo è sempre stata una figura dai marcati tratti simbolici sin dai tempi antecedenti al sorgere della religione cristiana. Le uova, infatti, hanno spesso rivestito il ruolo del simbolo della vita in sé, ma anche della sacralità, anche molti millenni avanti Cristo: secondo alcune credenze di molte religioni pagane e mitologiche del passato, il cielo e il pianeta erano considerati due emisferi che andavano a creare un unico uovo, e le uova costituivano la vittoria della vita. Gli antichi Egizi, inoltre, lo consideravano come il fulcro dei quattro elementi dell'universo (acqua, aria, terra e fuoco).

Uova di gallina decorate a mano.

La tradizione del dono di uova ebbe inizio ben prima della nascita del Cristianesimo: già fra i Persiani, infatti, era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all'avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell'anno, i Greci e i Cinesi. Spesso le uova venivano rudimentalmente decorate a mano.

L'usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò poi anche, nel Medioevo come regalo alla servitù. Nel medesimo periodo l'uovo decorato, da essere essenzialmente il simbolo della rinascita primaverile della natura, andò ad intrecciarsi con il cristianesimo divenendo il simbolo della rinascita dell'Uomo, di Cristo: la diffusione dell'uovo come regalo pasquale sorse probabilmante in Germania, quando fra i tradizionali doni di Pasqua fece la comparsa il regalo di semplici uova.

Un uovo Fabergé.

Sempre nel Medioevo si diffuse anche la tradizione della creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi quali argento, platino od oro, ovviamente destinata agli aristocratici e ad i nobili: Edoardo I d'Inghilterra commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d'oro e donate in occasione della Pasqua. Ma la ricca tradizione dell'uovo decorato è dovuta all'orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dall'attuale zar il compito di preparare un dono speciale per la zarina Maria; l'orafo creò per l'occasione il primo uovo Fabergé, un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d'oro. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono interno all'uovo.

In tempi più recenti l'uovo di Pasqua maggiormente celebre e diffuso è il classico uovo di cioccolato, la cui diffusione è stata probabilmente incentrata nell'ultimo secolo.

L'uovo di Pasqua oggi

Se fino a qualche decennio fa la preparazione delle classiche uova di cioccolato era per lo più affidato per via artigianale a maestri pasticcieri, oggi l'uovo di Pasqua è un prodotto diffuso soprattutto in chiave commerciale. La preparazione delle uova di Pasqua delle più svariate dimensioni trova inizio anche più di un mese prima del giorno della Pasqua, come effettivamente accade anche per l'albero di Natale nel periodo natalizio. La produzione delle uova di cioccolato, in Italia, è affidato per la maggiore alle grandi ditte dolciare come la Bauli, la Lindt e la Kinder: le uova prodotte da quest'ultima ditta sono largamente le più diffuse fra i bambini anche per via della presenza della tradizionale sorpresa. Attualmente, però, sembrano trovare ampi campi di diffusione le uova a tema, cioè uova di Pasqua incentrate su un cartone animato, un film o una squadra di calcio.

Alcuni ovetti di Pasqua in cioccolato.

Ciò nulla toglie alle classiche uova di cioccolato preparate artigianalmente che sono tutt'ora molto diffuse, soprattutto all'estero. In altri paesi, come la Francia, è tradizione istituire in aree verdi delle cacce pasquali al tesoro, in cui le uova, preparate artigianalmente e di dimensioni ridotte, vengono nascoste fra gli alberi e vengono poi ritrovate dai bambini. Tale tradizione sta oggi però affievolendosi per via della diffusione globale dell'uovo pasquale prodotto e distribuito commercialmente.

Nei paesi più poveri, infine, all'uovo di cioccolato viene sovente sostituito l'uovo di gallina solitamente cucinato sodo. Anche nei paesi di religione ortodossa, tuttavia, permane la tradizione delle uova di gallina, in risposta alla diffusione delle uova prodotte commercialmente, giudicate dagli ortodossi una strumentalizzazione consumistica della Pasqua.

In Italia l'uovo sodo come simbolo pasquale è rimasto presente soprattutto accompagnato dalla tradizionale colomba pasquale o durante il pranzo.

domenica, marzo 09, 2008

In piazza le Uova di Pasqua contro leucemie e linfomi. www.ail.it


In piazza le Uova di Pasqua contro leucemie e linfomi
E’ partita la 15ª iniziativa Ail contro le leucemie. Più di 1600 volontari, suddivisi in 3500 piazze italiane, da oggi fino a domenica 9 marzo offriranno un uovo di cioccolato a chi verserà un contributo minimo associativo di 12 euro, diventando così sostenitore dell’Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma (Ail). I fondi raccolti con l’edizione «Uova di Pasqua Ail 2008» saranno destinati a sostenere il Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto (Gimema), a migliorare la qualità delle cure e alla realizzazione di altre «case Ail» (case alloggio dedicate ai pazienti che risiedono lontano dai centri di terapia, servizio attualmente ospitato in 30 città italiane). «L’iniziativa si ripromette di sottolineare gli incoraggianti risultati raggiunti negli anni passati e quanto sia necessario il sostegno di tutti per conseguire l’obiettivo irrinunciabile: rendere leucemie, linfomi e mieloma mali sempre più curabili». Per informazioni: www.ail.it o numero telefonico 06/70386013.

Così il fumo «fa impazzire» le cellule del polmone
Il fumo di sigaretta è capace di «fare impazzire» i geni alla base del tumore del polmone. Dopo anni di sospetti, la prova viene ora dallo studio Eagle, nato dalla collaborazione tra il Policlinico di Milano, l’Università degli studi di Milano e lo statunitense National Cancer Institute, i cui primi risultati sono stati pubblicati dalla rivista scientifica «Plos One». Grazie a questa ricerca, sono stati identificati nel Dna 135 geni la cui attività è differente nel tessuto tumorale di soggetti fumatori rispetto al tessuto dei malati che non avevano mai fumato. «Che questi geni fossero importanti per lo sviluppo tumorale era già noto - spiegano gli autori - ma lo studio ha dimostrato che è il fumo di tabacco ad alterarli, che questa alterazione permane per anni e che influenza la sopravvivenza dei pazienti fumatori: si è dimostrato infatti che l’alterazione in particolare di due di questi geni può triplicare la mortalità».


Botulino e filler piacciono sempre di più agli uomini
Ritocchi estetici sempre più diffusi fra gli uomini. Secondo un rapporto del Censis, relativo al 2003, su un totale di 150.000 interventi di chirurgia plastica nel nostro Paese, 12.000 sono stati eseguiti su uomini. I ritocchi più gettonati rinoplastica, blefaroplastica, rimodellamento dei fianchi e dell’addome. In costante aumento l’uso di botulino e filler, a cui gli italiani ricorrono ormai senza più remore di perdere virilità. «Un tempo gli uomini non si curavano molto del proprio aspetto - precisa il chirurgo plastico Alessandro Gennai - oggi sono più attenti e spesso ricorrono al chirurgo per eliminare i segni dell’età. Nel mio studio, 4 iniezioni di botulino e filler su 10 sono fatte su pazienti di sesso maschile, per stendere le rughe che si formano sulla fronte e attorno agli occhi».

venerdì, aprile 06, 2007

Uova di Pasqua: “Occhio alle sorprese”


Uova di Pasqua, Lega Consumatori Acli Campania:
“Occhio alle sorprese”
Napoli, 5 aprile 2007 - Un vademecum per aiutare i genitori ad acquistare uova di cioccolato con sorprese non pericolose. Lo ha predisposto lo sportello Sos Mamma di Lega Consumatori Acli in collaborazione con l’Istituto italiano sicurezza dei giocattoli ed il portale BambinoNaturale. La promozione del vademecum avverrà in tutta la Campania attraverso gli sportelli dell'associazione consumeristica, presieduta da Pasquale Orlando, che afferma: "E' necessario porre la massima attenzione, in questo periodo, a scegliere prodotti che contengano sorprese che non rappresentino potenziali pericoli nei confronti dei più piccoli, per i quali la Pasqua rappresenta un momento di gioia ed attesa di scoprire che cosa c'è nell'uovo. Invitiamo, quindi, a non comprare uova le cui sorprese siano di dubbia provenienza, magari assemblate o realizzate da bambini, che dall'altra parte del mondo, sono vittime di schiavitù."

Ecco i consigli prima dell’acquisto:

- Controllate che l’etichetta dell’uovo di cioccolato - nella parte riferita alla sorpresa - riporti le seguenti indicazioni obbligatorie per legge: - la marcature CE che significa “conformità alle norme europee”;- l’indicazione relative all’età per cui il giocattolo è ritenuto adatto (in assenza di un’età consigliata si presuppone che il giocattolo sia adatto per bambini di tutte le età, da 0 a 14 anni).
- Attenzione: le regole di marcatura CE e l’indicazione relativa all’età valgono solo nel caso di giocattoli. Nel dettaglio “si definisce giocattolo qualsiasi prodotto o materiale disegnato e chiaramente inteso per uso nel gioco da bambini di età inferiore ai 14 anni.” In questo senso, ad esempio, sorprese quali le imitazioni di articoli da bigiotteria, i modellini dettagliati in scala per collezionisti, le bamboline decorative folk o oggetti simili non sono ritenute giocattoli.

I consigli dopo l’acquisto:

- Oltre al marchio CE e alle avvertenze sulle fasce d’età consigliata, controllate che l’imballaggio della sorpresa rechi le seguenti indicazioni obbligatorie per legge: il nome e/o la ragione sociale e/o il marchio, l’indirizzo del fabbricante o importatore o distributore (in modo da poterlo contattare in caso di problemi); le istruzioni d’uso ed eventuali avvertenze aggiuntive in lingua italiana (leggetele e conservatele: vi serviranno per spiegare il corretto funzionamento del gioco al bambino).

- Poiché le indicazioni obbligatorie sono spesso attestate dal produttore mediante un’autocertificazione, verificate che le avvertenze sulle fasce d’età consigliata siano attendibili e che la sorpresa non possa in alcun modo rappresentare un pericolo per vostro figlio. In particolare: l’assenza di piccole parti che possano essere inalate o ingerite; l’assenza di parti appuntite o taglienti, ingranaggi non adeguatamente protetti, chiusure automatiche pericolose; che i materiali impiegati siano robusti, atossici e non facilmente infiammabili.