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sabato, ottobre 10, 2009

GIORNATA NAZIONALE DELLA PERSONA CON SINDROME DI DOWN

GIORNATA NAZIONALE DELLA PERSONA CON SINDROME DI DOWN -

Un messaggio di cioccolato nelle piazze italiane per promuovere la conoscenza della diversità e favorire l’integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down.


Si rinnova anche quest’anno, domenica 11 ottobre, l’ormai consueto appuntamento con la Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, organizzata dal CoorDown - Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus sotto l’Alto Patronato delPresidente della Repubblica.

Saranno oltre 200 i punti d'incontro in tutta Italia, nelle piazze e in diversi centri commerciali, dove verrà distribuito materiale informativo sulla sindrome di Down e offerta una tavoletta di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale), in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle 80 associazioni che fanno capo al CoorDown. La Giornata Nazionale fa parte di un progetto più ampio che prevede, nei giorni che precedono e seguono l’11 ottobre, un’agenda di appuntamenti che coinvolgerà localmente le associazioni con l’organizzazione di convegni, mostre, eventi sportivi, spettacoli, incontri nelle scuole e nelle università, per promuovere gli obiettivi della giornata, reperire volontari, far conoscere le associazioni che operano sul territorio, raccogliere fondi per sostenere le varie attività a favore delle persone con sindrome di Down tra cui:
- servizi di consulenza per le famiglie
- servizi di supporto all’integrazione scolastica e all’inserimento lavorativo
- corsi di educazione all’autonomia
- eventi e attività di formazione e informazione per operatori socio-sanitari e scolastici
- avvio di comunità alloggio per adulti.

Il CoorDown ha scelto il lavoro come tema degli eventi e delle campagne di sensibilizzazione del 2009. L’obiettivo principale della giornata nazionale è quello di promuovere l’integrazione nel mondo del lavoro delle persone con sindrome di Down.
L’attrice e conduttrice Carla Signoris è la testimonial e protagonista, insieme a Mario, dello spot e della campagna stampa. Questo lo slogan: “Mario è un lavoratore come tutti gli altri, mettiamolo alla prova”. Ad oggi il numero di persone con sindrome di Down che riesce a trovare una giusta occupazione è molto inferiore alle reali potenzialità. Da una recente indagine condotta da CoorDown emerge che, su un campione di 1167 persone maggiorenni con sindrome di Down, solo il 10% lavora con un regolare contratto di lavoro. Inoltre, un altro 8% circa del campione si sta affacciando al mondo del lavoro attraverso tirocini formativi, tirocini finalizzati all’assunzione, borse lavoro. Ma per far sì che anche queste esperienze si traducano in concrete opportunità di lavoro occorrono interventi tecnici e politici utili ad attivare una rete di servizi nei territori che possa coordinare l’intero processo. Una rete di orientamento e formazione per creare reali opportunità di lavoro. Ma è anche un invito alle aziende del settore pubblico e privato, affinché possano vedere nelle persone con sindrome di Down una risorsa in ambito lavorativo. Il CoorDown offre ai datori di lavoro la piena collaborazione delle associazioni a supporto dell’inserimento lavorativo. Questo ha permesso, con l’avvio della campagna di sensibilizzazione 2009, di concretizzare già diverse significative collaborazioni con alcune aziende. Lo slogan della Giornata Nazionale +1 vale uno vuol significare che è un cromosoma in più a determinare la caratteristica genetica delle persone con sindrome di Down e che +1 vale uno è un invito al rispetto e alla conoscenza della diversità, per scoprire e riconoscere il valore di ognuno in quanto persona. Le persone con sindrome di Down sono in grado di avere una propria identità e degli affetti, di praticare lo sport anche in forma agonistica, di portare avanti con soddisfazione lo studio e il lavoro. Meritano di essere messe alla prova e di avere le stesse opportunità di chiunque altro. La Giornata Nazionale vuole sensibilizzare l’opinione pubblica per creare una nuova cultura che superi i pregiudizi e luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. La Giornata Nazionale, con il suo “messaggio di cioccolato”, aderisce a Chocoday, rinnovando anche in quest’occasione il gemellaggio con la Giornata Nazionale del Cacao e del Cioccolato, ideata e promossa da Eurochocolate in collaborazione con Fairtrade Italia, per celebrare e promuovere, in Italia e nel mondo, il cioccolatobuono, cioè prodotto secondo criteri di economia sostenibile e di qualità delle materie prime. Per avere maggiori informazioni sulla Giornata Nazionale del 11 ottobre, sulla sindrome di Down, per conoscere il calendario degli appuntamenti organizzati in tutte le città, per sapere quali sono le associazioni che partecipano, si può visitare il sito internet: www.coordinamentodown.it

Ufficio Stampa Coordinamento Down Federico De Cesare Viola (responsabile) Annalisa Comparato

Segreteria Operativa via Alessandro Volta 19/4 - 16128 Genova t. 010 5705461 fax 010 5956693

mercoledì, ottobre 15, 2008

PENSIONE DI REVERSIBILITA’ E FIGLI CON SINDROME DOWN.


PENSIONE DI REVERSIBILITA’ E FIGLI CON SINDROME DOWN. INTERROGAZIONE DELL'ON. LUIGI BOBBA.

L’On. Luigi BOBBA (PD), Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha presentato un’interrogazione al Ministro del lavoro, salute e politiche sociali (interrogazione firmata anche dall’On. Marco CALGARO) relativamente alla questione della pensione di reversibilità a favore dei figli con sindrome di Down. “Nel passato molti genitori di persone con sindrome di Down, per timore della perdita di una certezza economica, quale la pensione di reversibilità in favore del figlio, hanno rinunciato spesso ad occasioni di lavoro - spiega l’On. Luigi BOBBA - tale scelta, oltre ai danni che può provocare al singolo individuo, determina notevoli costi sociali, trasformando potenziali contribuenti, quali i lavoratori con sindrome di Down, in assistiti permanenti, non solo sul piano pensionistico, ma anche per l’incremento di domanda che suscita rispetto alla fruizione di servizi assistenziali”. L’articolo 46 del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, dispone che il diritto alla pensione ai superstiti disabili viene mantenuto anche in caso di attività lavorativa “svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili” presso cooperative sociali o presso datori di lavoro che assumono tali soggetti con convenzioni di integrazione lavorativa, “con contratti di formazione e lavoro, con contratti di apprendistato o con le agevolazioni previste per le assunzioni di disoccupati di lunga durata”. Aggiunge l’On. Luigi BOBBA: “Si tratta di una norma importante, perché consente a molte famiglie di affrontare con maggiore serenità il futuro dei propri figli, che non si trovano più, come accadeva in precedenza, nella condizione di dover rinunciare alla pensione di reversibilità dei genitori nel caso di svolgimento di attività lavorativa. Nonostante la legge abbia finalmente risolto tale situazione, si evidenziano alcuni dubbi interpretativi a livello amministrativo, che rischiano un’applicazione riduttiva della normativa, riguardanti in particolar modo la finalità terapeutica e le modalità di assunzione”. Infatti restano esclusi tutti coloro che sono stati assunti prima della emanazione della legge, quindi molti di coloro che lavorano da diversi anni e che sono stati assunti ai sensi della precedente normativa, che non disponeva dello strumento delle convenzioni. Inoltre le agevolazioni fruibili dal datore di lavoro che assume con la convenzione non sempre sono convenienti, in quanto vengono erogate a volte con anni di ritardo, o possono non arrivare affatto, vista la natura instabile delle stesse, relative al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili. Conclude l’On. Luigi BOBBA: “E’ importante che il Governo intervenga a eliminare tali criticità, cancellando i dubbi interpretativi. Per questo abbiamo chiesto al Ministro se non intenda opportuno individuare quanto prima un criterio che assimili ai criteri di assunzione esplicitati tutti i rapporti analoghi per caratteristiche di beneficiari e tipologie contrattuali, e se, nel definire i criteri e nell’individuare gli organi competenti al riconoscimento della finalità terapeutica, non ritenga questa implicita per tutti i casi di attività lavorativa svolta da persone affette da disabilità intellettiva”.