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venerdì, dicembre 04, 2009

CASA - Sfratti, è mobilitazione generale



Manifestazioni nelle principali città italiane per chiedere il blocco degli sfratti e la realizzazione di piani casa adeguati a rispondere al fabbisogno abitativo. Alla Campania il record per numero di famiglie con case in affitto (30,6%), mentre è l'ultima per numero di famiglie con case di proprietà (69,4%). Nuovo flop per il piano regionale, mentre prende piede il progetto di autocostruzione sociale "Cantieri aperti".

- Roma: gli affitti aumentano del 145% in 10 anni, gli sfratti del 171% in un anno. 25 mila domande di contributo per la locazione, di cui solo 10 mila soddisfatte. 54 mila alloggi di edilizia popolare dell’Ater, 24 mila del comune. Circa 5.000 persone vivono nei 27 residence per l’assistenza temporanea, che al comune costano 26 milioni l’anno.

- Milano: nonostante un'emergenza abitativa con 26 mila famiglie in graduatoria per ottenere un alloggio, gli sfratti continuano ad essere eseguiti. Marco Pitzen (Sicet): “Oltre a quelli per morosità, il 70% del totale, ci sono anche quelli per pignoramento. E nel 2010 l'Aler inizierà a dismettere il patrimonio pubblico”. Presidio davanti alla Prefettura organizzato da sindacati di base e da comitati di inquilini di diversi quartieri

mercoledì, ottobre 21, 2009

Campania: Piano casa, il Consiglio Regionale si riunisce. Presieduto da Ronghi

Il Consiglio Regionale della Campania, presieduto dal Vice presidente Salvatore Ronghi, haripreso l’esame del Piano-casa, dall’emendamento all’art. 2 proposto dal consigliere del Partito Democratico Luigi Anzalone, sub emendamento dal capogruppo del Pd Pietro Ciarlo, finalizzato a stabilire una data certa per la determinazione della volumetria esistente in riferimento agli interventi di incremento volumetrico previsti dalla normativa.

Sul tema è intervenuto nuovamente il consigliere Anzalone per ribadire che “si tratta di una norma di buon senso già adottata da altre regioni per avere certezza normativa per la applicazione della legge” e si è detto contrario a qualunque ipotesi di accantonamento della questione “che – ha sottolineato Anzalone – va sciolta subito per procedere ordinatamente e con buon senso nella approvazione della legge”. Il consigliere del Pd Mario Sena ha sollecitato tutte le forze politiche a procedere con spirito costruttivo per la approvazione del piano-casa, ipotizzando di rinviare la questione alle norme transitorie del testo. Si è detto d’accordo il capogruppo Ciarlo, sottolineando che il testo dell’emendamento è stato riformulato dall’assessore Forlenza riconducendolo alla volumetria già edificata ai sensi delle normative vigenti alla data di entrata in vigore della legge.
Per il consigliere del PdL
Pasquale Marrazzo “è necessario armonizzare questa previsione con le altre norme della legge nella parte in cui esse prevedono che gli interventi di incremento volumetrico possono riguardare anche gli immobili per i quali sono in corso le procedure di condono, che i Comuni devono concludere entro un termine certo”, pertanto, per Marrazzo, sarebbe necessario prevedere una norma transitoria e differenziata per i fabbricati legittimamente autorizzati, per i quali varrebbe la data di entrata in vigore della legge, e per i fabbricati per i quali, invece, le procedure di condono sono ancora in corso. “Nessun comune della Campania, nemmeno il più virtuoso, ha concluso le operazioni di condono edilizio – ha osservato il consigliere del Pd Ugo Carpinelli – ; non si può non tenerne conto soprattutto perché il Piano-casa è una legge speciale caratterizzata dallo snellimento delle procedure. Per cui – ha proseguito Carpinelli – se un cittadino non ha visto concludere la propria pratica di condono, finirà con l’essere escluso dai benefici del Piano-casa”. Per questi motivi, per l’esponente del Pd, “la data andrebbe fissata in avanti per evitare si colpiscano i diritti dei cittadini già penalizzati dai ritardi dei Comuni”.
Il consigliere de La Sinistra
Angelo Giusto ha evidenziato che “tutte le altre regioni hanno fissato una data antecedente alla entrata in vigore della legge facendo riferimento alla data della sottoscrizione dell’accordo Stato-Regioni, ovvero marzo 2009”. Il Presidente della IV Commissione Pasquale Sommese si è detto a favore dell’emendamento- Forlenza approvandolo a maggioranza (con il voto contrario dei consiglieri Cammardella, Ragosta e Chessa). Pertanto la volumetria esistente quale punto di riferimento per gli interventi del Piano-casa è stata fissata alla volumetria lorda già edificata ai sensi della normativa vigente alla data di entrata in vigore della legge

giovedì, maggio 28, 2009

Regione Campania, ecco il piano casa Aumento delle volumetrie fino al 35%


NAPOLI (28 maggio) - Offrire una risposta al disagio abitativo delle fasce più deboli senza occupare nuovo territorio, ma puntando alla riqualificazione delle aree degradate e periferiche e al cambio di destinazione di capannoni industriali dismessi.

La Giunta della Regione Campania ha approvato oggi il ddl Piano Casa, anticipando le decisioni del governo nazionale attese nelle prossime settimane. Il ddl è un mix di edilizia privata, popolare e convenzionata che tende a rimettere in moto il settore edile, creando, in questa fase di crisi, anche nuove opportunità di lavoro.

Tre gli ambiti di intervento previsti dal disegno di legge regionale: ristrutturare abitazioni provate, riqualificazione degli edifici Iacp e costruzione di nuovi alloggi in stabili industriali dismessi.

Quali sono le novità? Sarà possibile aumentare le volumetrie delle abitazioni private, non superiori ai mille metri cubi, villette mono e bifamiliari, fino a un massimo del 20%; mentre per gli edifici abbattuti e ricostruiti seguendo moderni standard urbanistici, l'aumento previsto è del 35%.

I vecchi immobili Iacp, potranno essere interamente abbattuti per poi essere riedificati, mantenendo la volumetria originaria, secondo moderni criteri. Si tratta di interventi rivolti alla fasce deboli della popolazione. Il ddl prevede che le ditte, incaricate, previa aggiudicazione della gara, avranno la possibilità di aumentare le volumetrie fino al 50% per realizzare alloggi da immettere sul mercato e che non rientrano negli alloggi popolari.

Ad ogni incremento di volumetria si accompagnerà un fascicolo dell'edificio, un dossier il quale attesti che l'ampliamento avviene nel segno della sicurezza antisismica.

Tra le novità anche la «moneta urbanistica»: il ddl prevede interventi in aree urbane degradate, ad esempio in zone industriali ormai dismesse, per cambiare la destinazione d'uso dei fabbricati, senza aumenti delle volumetrie, per trasformarli in edilizia abitativa e il 20% del valore dee essere destinato ad housing sociale.