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sabato, giugno 13, 2009

REFERENDUM: Bossi ricatta e Berlusconi segue"




All'indomani delle elezioni Berlusconi ritira il sostegno ai quesiti referendari. La risposta del presidente del comitato
"Bossi ricatta e Berlusconi segue". Così il presidente del Comitato promotore del referendum sulla legge elettorale Giovanni Guzzetta, commenta la decisione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di non sostenere il 'si al referendum del 21 giugno. "Sono passate 24 ore dalle elezioni - sottolinea Guzzetta - ed è evidente che Bossi ha già chiesto un posto in più in Rai, due Regioni e la rinuncia al referendum. Queste Europee - aggiunge - al contrario dimostrano che gli italiani vogliono il bipartitismo".

In mattinata, tramite una nota della presidenza del Consiglio, Berlusconi aveva fatto sapere di non ritenere più "opportuno un sostegno diretto al referendum" del 21 giugno. La decisione dopo una riunione avuta ieri sera con il segretario della Lega Nord, Umberto Bossi.

Comitato Promotore

lunedì, maggio 04, 2009

REFERENDUM E LEGGE ELETTORALE, GUZZETTA: L'UNICA DEMOCRAZIA PER BOSSI E' QUELLA IN CUI COMANDA LUI

Continuiamo a pubblicare posizioni politiche sul referendum relativo alla legge elettorale. Oggi è il turno del presidente del comitato promotore del referendum prof. Giovanni Guzzetta.


Il ministro Bossi afferma che la La Lega Nord starebbe lavorando a una proposta di legge elettorale.
Risposta di Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore.
“Messa all'angolo dall'iniziativa referendaria, anche la Lega ha capito che la legge elettorale, la 'porcata' di Calderoli, va cambiata. Meglio tardi che mai. Noi, che non siamo dei fanatici del referendum, abbiamo sempre sperato che il parlamento facesse il suo mestiere. Certo, un'iniziativa in zona Cesarini, per di più proveniente dalla Lega, appare oggi quantomeno sospetta. Un partito di minoranza che ha appena consumato un ricatto nei confronti della maggioranza, con il solo obiettivo di affossare il referendum facendolo fissare in estate, non ha titoli istituzionali per pensare alla riforma elettorale nell'interesse generale. Basti vedere che idea della democrazia ha Bossi quando si scaglia contro il referendum. In realtà l'unica democrazia che la Lega concepisce è quella in cui è il Carroccio a fare il bello e il cattivo tempo. La stragrande maggioranza dei cittadini vuole il bipartitismo, e se non glielo darà il parlamento se lo prenderanno i cittadini con il referendum, facendo direttamente loro la riforma che i costituenti si rammaricavano di non poter fare”.

Giovanni Guzzetta

mercoledì, febbraio 06, 2008

Referendum, il comitato promotore fa ricorso alla Consulta

Il referendum arriva alla Corte Costituzionale. Il comitato promotore del referendum elettorale ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla Consulta per fare in modo che, nonostante lo scioglimento delle Camere, si possano comunque votare i quesiti il prossimo 18 maggio.

Il consiglio dei ministri ha infatti fissato, come «atto dovuto» la consultazione referendaria per il 18 maggio. Ma poiché ad aprile dovremo tornare alle urne, il referendum slitta automaticamente di un anno. I promotori, Giovanni Guzzetta, Mario Segni e Natale D'Amico, però, non ci stanno: «Tutti dicono che la prossima sarà una legislatura costituente – spiega Guzzetta – Noi crediamo che questo percorso sarà ancora più forte se sorretto dal voto popolare». E chiedono alla Corte costituzionale di verificare se sia legittimo lo slittamento di 365 giorni.

I referendari ricordano che ci sono due precedenti nei quali si è votato un referendum subito dopo le elezioni politiche. «È successo nel 1987, quando il parlamento fece un legge ad hoc per tenere il referendum, precedentemente indetto, 4-5 mesi dopo il voto. Il secondo caso è avvenuto nel giugno 2006 quando il referendum di revisione costituzionale si tenne a giugno». Ora la Corte Costituzionale ha un mese di tempo per dare il suo responso.

domenica, luglio 15, 2007

Referendum, verso quota 570 mila firme "La notte bianca è stata un successo"

La raccolta notturna per il cambiamento della legge elettorale ha funzionato: migliaia di sottoscrizioni ai concerti e nelle zone turistiche. I referendari: "Massimo impegno nei prossimi giorni". Entro il 24 la consegna

Il tour de force della scorsa notte ha dato buoni risultati: "La notte bianca referendaria è stata un successo. Abbiamo lanciato l'appello ai cittadini a firmare subito perché il tempo sta per scadere e i cittadini hanno risposto con entusiasmo e partecipazione. Questo referendum è la prova che tra l'immobilismo e l'antipolitica esiste anche l'impegno civile", dice Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore dei referendum elettorali.
Ottimismo, dunque, ma anche un nuovo appello a fare in fretta perché il tempo utile sta per esaurirsi. Superate ad oggi le 460.000 firme (oltre 50.000 a Roma), l'obiettivo sembra sempre più vicino: sono 500.000 le firme necessarie per il quorum, anche se la soglia di sicurezza a cui si punta è di 570.000, e devono arrivare in Cassazione il 24 luglio. Viste le questioni organizzative, però, non tutti i dieci giorni che restano potranno essere utilizzati per la raccolta. L'invito è a sottoscrivere entro mercoledì prossimo.