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martedì, dicembre 15, 2009

Consulta: ok a legge voto Campania. Censure infondate e in parte cessata materia del contendere


Passa il vaglio della Corte Costituzionale la nuova legge elettorale della Regione Campania, impugnata dal governo. La Consulta, al termine della camera di consiglio di stasera, ha dichiarato in parte cessata la materia del contendere e per altro verso infondate le censure riguardanti diversi punti della legge regionale approvata lo scorso marzo. Passa quindi la possibilita’ per l’elettore di votare due candidati, a patto che uno sia uomo e l’altro donna.

lunedì, giugno 30, 2008

Diritto alla salute e ticket

Stampa e mass media hanno dato poco risalto alla sentenza 13 giugno 2008 n. 203 con la quale la Corte Costituzionale, nel dichiarare non fondate le questioni di legittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge finanziaria 2007 che prevedevano, per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, il pagamento di una quota fissa sia sulle ricette che sulle prestazioni erogate in regime di pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, ha ribadito alcuni rilevanti principi in tema di contenimento della spesa sanitaria. Il giudice delle leggi, premesso che la spesa sanitaria deve essere resa compatibile con la limitatezza delle disponibilità finanziarie che annualmente è possibile destinare, nel quadro di una programmazione generale degli interventi di carattere assistenziale e sociale, al settore sanitario, ha posto in rilievo che l’autonomia legislativa concorrente delle Regioni nel settore della tutela della salute e, in particolare, nell’ambito della gestione del servizio sanitario, incontra limiti alla luce degli obiettivi della finanza pubblica e del contenimento della spesa. Proprio nell’ottica di assicurare l’uniformità delle prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza (LEA), spetta allo Stato determinare la ripartizione dei costi relativi a tali prestazioni tra il Servizio sanitario nazionale e gli assistiti, sia prevedendo specifici casi di esenzione a favore di determinate categorie di soggetti, sia stabilendo soglie di compartecipazione ai costi, uguali in tutto il territorio nazionale. L’esigenza di adottare misure efficaci di contenimento della spesa e la necessità di garantire, nello stesso tempo, a tutti i cittadini, a parità di condizioni, una serie di prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza - si legge nella motivazione della sentenza - rende, pertanto, compatibile con la Costituzione la previsione di un ticket fisso che, originariamente introdotto in funzione di dissuasione del consumo eccessivo di medicinali, successivamente ha assunto, per effetto dell’evoluzione legislativa, la funzione di finanziamento della spesa sanitaria e valenza di strumento per la riduzione della spesa pubblica. La Corte ha, infine, precisato che se la previsione di un ticket fisso non costituisce l’unica forma possibile per realizzare gli obiettivi di contenimento della spesa, essa è, comunque, pienamente legittima sotto il profilo costituzionale. Il ticket, infatti, persegue lo scopo di evitare l’aumento incontrollato della spesa sanitaria derivante dall’inesistenza di ogni forma di compartecipazione ai costi da parte degli assistiti nonché consente di non rendere particolarmente onerose nelle diverse Regioni prestazioni che si collocano nella fascia delle prestazioni minime indispensabili in modo da assicurare a tutti i cittadini il godimento del diritto alla salute.

mercoledì, febbraio 06, 2008

Referendum, il comitato promotore fa ricorso alla Consulta

Il referendum arriva alla Corte Costituzionale. Il comitato promotore del referendum elettorale ha deciso di sollevare un conflitto di attribuzione di fronte alla Consulta per fare in modo che, nonostante lo scioglimento delle Camere, si possano comunque votare i quesiti il prossimo 18 maggio.

Il consiglio dei ministri ha infatti fissato, come «atto dovuto» la consultazione referendaria per il 18 maggio. Ma poiché ad aprile dovremo tornare alle urne, il referendum slitta automaticamente di un anno. I promotori, Giovanni Guzzetta, Mario Segni e Natale D'Amico, però, non ci stanno: «Tutti dicono che la prossima sarà una legislatura costituente – spiega Guzzetta – Noi crediamo che questo percorso sarà ancora più forte se sorretto dal voto popolare». E chiedono alla Corte costituzionale di verificare se sia legittimo lo slittamento di 365 giorni.

I referendari ricordano che ci sono due precedenti nei quali si è votato un referendum subito dopo le elezioni politiche. «È successo nel 1987, quando il parlamento fece un legge ad hoc per tenere il referendum, precedentemente indetto, 4-5 mesi dopo il voto. Il secondo caso è avvenuto nel giugno 2006 quando il referendum di revisione costituzionale si tenne a giugno». Ora la Corte Costituzionale ha un mese di tempo per dare il suo responso.