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sabato, ottobre 20, 2007

Il latte di bufala fa sognare i cinesi


(notizie da fine settimana)
di Antonio Corbo da La repubblica
Congresso mondiale nella Reggia di Caserta: "In Cina si cambia l'alimentazione per diventare più alti"
CASERTA - La Cina scommette un po´ del suo futuro in Italia. In Campania. A Caserta. Spera che il latte di bufala possa migliorare la razza. «I cinesi vorrebbero diventare più alti. Cambiano le regole della nutrizione. Tendono ad avvicinarsi agli europei, basta vedere i manifesti delle modelle cinesi, alte e occidentali nei tratti», spiegano a poche ore dall´inizio del congresso sulle specie bufaline, prima sessione oggi alle 8.30. «La Cina è molto attenta, oltre che al centro dei mercati», conferma Luigi Zicarelli, preside di Veterinaria alla Federico II, uno dei massimi esperti di genetica bovina. È la Cina il paese più interessato tra i 43 presenti alla Reggia, centinaia gli studiosi di genetica e di medicina veterinaria per l´ottavo congresso "´International Buffal Association", convocato ogni tre anni. Protagonista la "River", una delle cinque specie bufaline, l´unica da latte. Le altre sono da lavoro, come la "Swamp" in Cina e India, ma anche da caccia. Il Cafro Nano e il Cafro rosso sono braccati nelle selve africane. Il Tamarav è in via d´estizione, solo 300 capi nelle Filippine, sede dell´ultimo congresso.

Mai i 173 milioni di esemplari avevano attirato tanti studiosi. Non è una coincidenza la sede. Interessa proprio la bufala mediterranea, presente in Italia con 355 mila capi, il 72 per cento in provincia di Caserta e Salerno, 28 fra Latina, Foggia, Brescia. La bufala si è moltiplicata, nel dopoguerra non superava i 15 mila capi, aumenta del 30 per cento, diminuisce la mucca. «Come mai? Semplice, con le bufale l´allevatore moderno e intelligente realizza grandi guadagni», spiega Zicarelli. Il modello per tutti il Vannulo a Capaccio, ha persino il robot per le mandrie. C´è ancora molto da fare, però. E lo ammette Zicarelli: «Sono trenta i professionisti ingaggiati da allevamenti e caseifici. I vino è diventato tra i migliori del mondo con gli enologi. Così con il latte. Vi sarebbe spazio per almeno 210 tra veterinari». Sono ventimila intanto gli addetti in Campania: caseifici, allevamenti, mangimifici, distribuzione.

Migliaia gli immigrati (indiani e pakistani) nel governare le bufale. Non tutti regolari. Atroce l´uccisione dei piccoli bufali. Legnate. Per fortuna qualcuno li alleva: «La carne di bufalo ha 60 milligrammi di colesterolo contro i 70 dello struzzo, considerata la migliore». Nasce quindi il consorzio Igp, indicazione geografica protetta. «Rispetto alle carni rosse ha maggiore percentuale di omega 3 e 6».
Ma perché la Cina è così interessata? Il progetto passa sotto silenzio, non tutti dicono tutto. Si tenta una inseminazione per un incrocio tra due specie. Con semi di sperma ed embrioni congelati e spediti. In Cina come in India, i bufali "Swamp" aiutano i contadini nelle distese di riso. Ma c´è meno interesse: in Oriente si sta meccanizzando la campagna. Le femmine del "River", la razza mediterranea presente in Campania, produce invece latte di straordinaria qualità. L´animale che deriva da "Swamp" e "River" consentirà ai cinesi di cambiare l´alimentazione. Amano il cappuccino. Ma al caffè aggiungono latte in polvere importato dalla Nuova Zelanda.

«I cinesi ritengono che bere il latte consente uno sviluppo più armonioso. Hanno osservato anche i rapporti tra l´alimentazione di olandesi e inglesi che bevono molto latte e la loro statura», spiega Zicarelli, che tra i direttori di cattedra in facoltà conta anche Elio Gravino, di Capua, grande esperienza in medicina interna. È stato molto vicino a Zicarelli nel preparare il congresso casertano con gli altri docenti di Veterinaia. È un successo per la Federico II.
«La bufala è l´animale del futuro, si diffonde sempre di più nelle nazioni europee più attrezzate. Se è vero che il clima diventa più caldo, soffrirà sempre di più la mucca, sempre di meno la bufala che nel caldo si ritrova perfettamente, essendo un animale dei Tropici». Zicarelli ha studiato gli effetti di questa adattabilità. «D´estate diventano gravide 50 mucche e 10 mucche su 100».

La mozzarella è una risorsa dell´economia campana. Ogni mattina c´è l´aereo-cargo che la porta a quintali da Fiumicino in America e in Giappone. La brucellosi non fa correre rischi: il batterio è termolabile a 65 gradi, per la mozzarella la temperatura supera i 90, consente così alla molecola di caseina di essere elastica. Ma bufala e mozzarelle vanno protette. Manca un piano regionale, previsto dall´ultima finanziaria, ribadito dalle sentenze del Tar che hanno sospeso la strage dei capi infetti. «Ma mancano anche i centri genetici e i centri-tori. Il più a Sud è a Perugia». Con una conseguenza da nascondere ai 43 paesi che vengono ad esaltare i pregi della bufala e a clonarla. Perugia sostiene lo sviluppo bovino toscano, la razza chianina è già a quota 200 mila capi. La Cina è vicina, ma in Italia chi tutela la Campania?

lunedì, ottobre 01, 2007

DOPO IL COLGATE FALSO, TORNANO I DENTIFRICI CINESI


Scoperte in un container proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese

Napoli, sequestrate al porto oltre 113 mila confezioni di dentifricio

Gli imballi recavano false indicazioni circa l'origine della merce. Il prodotto, una volta immesso sul mecato, avrebbe fruttato 125 mila euro


Napoli, 28 set. (Adnkronos) - Oltre 113 mila convenzioni di dentifricio, marca 'Fresh up Italia' recanti false indicazioni circa l'origine della merce, sono state sequestrate dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Napoli. Le confezioni sono state scoperte in un container proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese. Il rappresentante legale della societa' importatrice, che ha sede a Milano, e' stato denunciato in stato di liberta'. I dentifrici una volta immessi sul mercato avrebbero fruttato la somma di circa 125 mila euro.

sabato, agosto 18, 2007

Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero


Prima causa contro Mattel. Codacons denuncia il Ministero I consumatori chiedono di sequestrare tutti i giocattoli prodotti con sostanze vietate e di accertare se vi siano responsabilità penali della Mattel

Parte la prima causa pilota del Codacons contro la Mattel per risarcire la signora L. S. di 44 anni preoccupata per le possibili conseguenze sulla sua bambina di 5 anni, Sara, che ha giocato fino a ieri con una Barbie.

Il Codacons denuncia per omissione di atti di ufficio gli organismi pubblici preposti a controllare che i prodotti immessi sul mercato siano sicuri, secondo quanto stabilito dall'art. 107 del decreto 206/2005.

I responsabili degli omessi controlli sui giocattoli, infatti, devono essere perseguiti. Si tratta di innumerevoli ministeri, a cominciare da quello dello Sviluppo Economico, ma anche Camere di Commercio, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e gli altri organismi di controllo e certificazione.

"Tutti se la prendono con i cinesi e con l’industria che ha per scopo il profitto ma i veri responsabili sono i funzionari dello Stato che hanno il dovere di controllare che la sicurezza dei consumatori non sia asservita al profitto" ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Esposto del Codacons alla Magistratura, alla quale si chiede di accertare quali siano effettivamente i prodotti commercializzati in Italia con sostanze vietate e pericolose e di procedere conseguentemente al sequestro di tutti i giocattoli proibiti. E' la Magistratura, infatti, che deve fare chiarezza in tal senso.

Si chiede, inoltre, nel caso sia accertata la pericolosità di tali sostanze, di procedere contro la Mattel ex art. 112 del codice del consumo, per aver immesso sul mercato prodotti pericolosi, che secondo la definizione data dall'art. 103 è qualsiasi prodotto che non risponda alla definizione di prodotto sicuro.