giovedì, febbraio 07, 2013

In un solo anno 1.600 nuovi poveri: politiche sociali nulle


http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/sociale/2013/7-febbraio-2013/solo-anno-1600-nuovi-poveri-politiche-sociali-nulle-2113888522810.shtml

Dossier Caritas, famiglie più indebitate nel Meridione
Il cardinale Sepe: spese immorali di chi governa


NAPOLI — Campania sempre più povera, politiche sociali sempre più inesistenti. Il dossier regionale sulle povertà della Caritas, presentato ieri mattina presso il salone arcivescovile, con il cardinale Sepe, il vescovo ausiliare Di Donna, delegato regionale per la carità, il sociologo Ciro Grassini, il direttore della Caritas Enzo Cozzolino e il vicedirettore Giancamillo Trani, rivela che gli utenti dei centri diocesani di ascolto della Caritas in quattro anni sono raddoppiati: erano 4.712 nel 2008, sono diventati 8.504 nel 2011, e sono aumentati anche rispetto al 2010, che ne aveva fatti registrare 6.925. UNA SVOLTA EPOCALE - Per la prima volta sono più gli italiani che i migranti: 56,5% rispetto al 43,2% dell'anno precedente. Solo tre anni prima la percentuale degli italiani si attestava al 38,2%. Una svolta epocale, fa notare il dossier, che però non dimostra che la condizione dei migranti sia migliorata nel tempo. Sono piuttosto le presenze autoctone ad essere cresciute fortemente. In questo quadro disperato sono soprattutto le famiglie a soccombere. Ed infatti a rivolgersi ai centri di ascolto sono soprattutto utenti che vivono in famiglia, già alta lo scorso anno con il 65,6%, la percentuale ha raggiunto attualmente il 71,5%. FIGLI A CARICO - Altrettanto significativo è l'incremento dei coniugati, che in due anni è passato dal 45,7% al 50,7% odierno. Sempre dal 2009 al 2011 il numero di coloro che hanno una dimora è andato dall'88,7% al 93,4%. Si è sempre più in presenza di persone sposate, che vivono in famiglia ed hanno una dimora stabile. L'identikit parla di nuclei monoreddito con almeno 2 figli a carico. Alta la presenza di donne: 61,7%. Le classi d'età più a rischio sono quelle centrali: gli utenti dai 35 ai 44 anni sono il 28,1%, tra i 45 e i 54 il 26,4%. Al di là dei dati avverte il cardinale Sepe però ci sono le persone, bisogna dare un'anima ai numeri e ricordare che è dovere delle istituzioni dare dignità agli uomini. E LE POLITICHE SOCIALI? - Perciò attacca duramente le politiche sociali che ormai — fa notare — non esistono più. «È dovere di chi rappresenta la comunità — dice — non utilizzare soldi pubblici per mangiare caviale o per spenderli immoralmente, ma di pensare al bene comune, andando oltre la sua persona e il suo partito». Il cardinale non fa sconti e alza la voce ma d'altro canto i dati sono veramente allarmanti. I problemi principali delle famiglie — emerge dal dossier — sono di natura economica (60,3% per gli italiani, 44,3% per i migranti) e occupazionale (38,6% e 35,8%). Lavoro, beni e servizi materiali, nonché sussidi economici sono le richieste principali. Gli italiani privilegiano i sussidi (35,3%), i migranti il lavoro (41,2%). Gli indicatori socio-economici regionali dimostrano chiaramente le ragioni di quanto sta accadendo. In Campania vi è stata una crescita economica negativa, che ormai si protrae da tempo. Anche nel 2011 la variazione del Pil rispetto all'anno precedente è risultata negativa (-0,6), 16.488 pro capite. È la percentuale più bassa d'Italia, soltanto il 63,4% della media nazionale. CAMPANIA MAGLIA NERA - La Campania è all'ultimo posto anche per tasso di occupazione (39,4%), disoccupazione giovanile (44,4%), tasso di giovani che non lavorano, non studiano o non si formano (38,8%). Tra il 2011 e il 2012 sono stati persi altri 12.000 posti di lavoro, aggiunti ai 200.000 degli anni precedenti. Ogni famiglia napoletana ha visto crescere l'esposizione debitoria del 41,5%; record a Benevento con un «deficit» damilioare cresciuto del 43% (vedi tabella in pagina). Infine, Campania all'ultimo posto anche per l'aspettativa di vita:, 77,7 anni per gli uomini, 83,0 le donne. 
 Elena Scarici
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