mercoledì, marzo 24, 2010

“Per un Paese Solidale Chiesa italiana e Mezzogiorno”.

Riflessione del Presidente Regionale Acli Sicilia Santino Scirè

Il documento Cei :
“Per un Paese Solidale Chiesa italiana e Mezzogiorno”

Il Documento approvato dalla CEI “Per un Paese Solidale Chiesa italiana e Mezzogiorno” se non sarà letto con molta attenzione rischia una semplificazione miope e fuorviante, come purtroppo è avvenuto in altre circostanze nei confronti delle prese di posizione dei Vescovi italiani.

Il Documento a mio avviso è significativo innanzitutto per il Titolo che reca: la Chiesa italiana ritiene infatti che il Mezzogiorno sia risorsa per tutto il Paese; la mancata risoluzione dei problemi meridionali getterebbe dunque un’ombra sinistra, una seria ipoteca sulla costruzione di un Paese unito e solidale.

Occorre pertanto una svolta che prima che essere economica e politica sia culturale, cioè di valore, di priorità di scelte per la costruzione di un reale “bene comune” che sia per tutto il nostro Paese.

Certamente il Documento dei Vescovi si sofferma opportunamente su quelli che sono alcuni dei mali meridionali da rimuovere con decisione e senza ulteriore remore, ad iniziare dal controllo su interi territori che la criminalità organizzata continua purtroppo ad esercitare.

Questa dura diagnosi non può tuttavia far passare questo importante Documento come una mera presa di posizione antimafia, in quanto molto opportunamente i nostri Vescovi, memori innanzitutto della loro funzione pastorale, sottolineano due dimensioni dell’agire soggettivo e comunitario che sono altrettanto prioritari.

Mi riferisco alla ribadita necessità di far fronte all’emergenza educativa, quale causa prima della crescente anomia sociale, ed inoltre al metodo da parte dei cattolici di mettersi in gioco con esperienze esemplari di aggregazione sociale che aiutino a coltivare la speranza.

Di rilievo mi pare, infine, il fatto che al di la dell’efficacia delle forme organizzative del recente passato, sia stato sottolineato nel Documento la necessità di avviare una nuova stagione di responsabilità sociale e politica per uscire definitivamente nel Mezzogiorno da una mentalità di assistenzialismo e di dipendenza dai centri di erogazione delle risorse pubbliche.

Le ACLI siciliane esprimono profondo consenso rispetto a queste indicazioni della gerarchia della Chiesa Cattolica italiana e trovano ulteriore motivo di speranza e di impegno rispetto a ciò che da tempo l‘Associazione in Sicilia sta tentando di costruire in termini di positiva risposta alla crescente disgregazione sociale ed al depauperamento delle nostre migliori risorse umane , a causa della incessante e drammatica emigrazione dei giovani scolarizzati.

Santino Scirè

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