lunedì, marzo 22, 2010

Le Acli di Napoli lanciano l'A.B.C. “Vogliamo bene ai beni culturali, allo sviluppo e l'occupazione


          Al via il progetto “Vogliamo bene ai beni culturali, allo sviluppo e l'occupazione”

Napoli, 20 marzo 2010 - Le Acli di Napoli propongono un nuovo filone di impegno sociale mirato alla tutela, alla salvaguardia e alla valorizzazione dei beni culturali del territorio in un'ottica di sviluppo e lavoro.

Il nostro territorio della Provincia di Napoli, isole comprese, è la più importante Testimonianza del Patrimonio Culturale dell’ Occidente. Viviamo in un campo vulcanico all’interno del quale, negli ultimi 39.00 anni,sono stati attivi numerosi centri eruttivi differenti.La storia geologica dei campi Flegrei è stata dominata da due grandi eruzioni: l’eruzione della Ignimbrite Campana avvenuta (39.000 ani fa) e l’eruzione del Tufo Giallo Napoletano (avvenuta 15.000 anni fa).Tali eruzioni hanno generato una candera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Distretto Vulcanico Flegreo.Quest’ultimo comprende i Campi Flegrei, la città di Napoli,le isole vulcaniche di Procida e Ischia e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli.

Il nome di Phlegràios o “ Campi Ardenti”, fu dato dai primi abitanti greci in ricordo della mitica lotta fra i Titani e gli Dei, proprio la particolare morfologia e lo status geologico del territorio.

La Prima Colonia Greca di gente originaria della città di Calcide della grande Isola di Eubea, fondò tra il 743 a.C. e il 730 a.C. prima Pithecusa ( Ischia), poi Kymai ( Cuma), le prime città della “Megàle Hellas” del Mondo Occidentale.

Furono costoro che permisero di collocare qui la Terra del Mito.

Infatti in prossimità dell’ Averno la Mitologia pose il Cocito, in Greco Cocytos, che può significare Lamento, Pianto ma anche Fiume di Ghiaccio, uno dei cinque fiumi degli Inferi, il sotterraneo regno dei morti dominato dal dio Ade.

E’ per questo motivo che le Acli e Pasquale Orlando hanno voluto chiamare l’Associazione ABC: Acli Beni Cuturali, ma anche alfa, beta, gamma, le prime tre lettere dell’Alfabeto Cumano.

Cuma, oltre ad avere fondato Neapolis, fu la Colonia che diffuse in Italia la Cultura Greca, diffondendo l’Alfabeto Calcidese,che assimilato e fatto proprio dagli Etruschi e dai Latini, divenne l’alfabeto della lingua e della letteratura di Roma e poi di tutta la Cultura Occidentale, un vero sistema operativo di base, per usare le parole della globalizzazione attuale, altro che Bill Gates.

Il paradosso è che un sito così importante viene destinato a collettore fognario, il fondatore di macrosoft e compratore di codici famosi, ne farebbe un parco a tema: alphabet town.

Intimamente legato a Cuma è il mito dela Sibilla Cumana, nel terzo libro dell’Eneide è scritto che Enea, se vorrà finalmente trovare la terra promessa al suo popolo dagli dei, dovrà recarsi ad interrogare l’oracolo di Cuma , insomma anche Roma, mitologicamente, è nata qui.

Sui può tranquillamente dire che la prima operazione di protezione civile al mondo la fece la flotta imperiale romana di Miseno e Miles –Scola, La Classis Sextia Misenensis , comandata da Plinio il Vecchio, durante le operazioni di soccorso perla Eruzione del Vesuvio del 79. a.C., come anche il primo Osservatorio Vulcanico del mondo voluto dal Re Ferdinando I delle Due Sicilie sul Vesuvio, nel 1841

Anche gli “atti degli Apostoli” testimoniano una antica presenza Cristiana, prima del 61 d.C. , quando giunse qui l’Apostolo Paolo, leggiamo: “. . . arrivammo a Pozzuoli. Qui trovammo alcuni fratelli, i quali ci invitarono a restare con loro una settimana” (At 28, 13-14).

Abbiamo parlato solo di alcuni primati, volutamente tralasciando i siti di Pompei Ercolano, Stabiae, Oplonti, Testimonianze uniche al mondo di Grande Civiltà e Cultura

Questo per dire che il nostro territorio ha un primato di eccellenze, assolutamente sottodimensionato e non valorizzato come occorrerebbe.

Per raggiungere tale obiettivo le Acli napoletane hanno lanciato “ABC: Acli Beni Culturali” ed in questi giorni stanno raccogliendo qualificate adesioni da studiosi, giovani ricercatori, operatori del settore e piccole imprese.

Sarà Paolo Pantani a guidare la neonata associazione, che si avvarrà della rete dei servizi e presenze territoriali capillari delle Acli mentre Bruno Esposito coordinerà il comitato tecnico scientifico della importante iniziativa.

Numerose le adesioni già manifestate. Per un mese resterà aperta la fase costituente. Già in programma seminari formativi e l'elaborazione di prodotti nel campo educativo e sociale.

“Il necessario riordino delle politiche relative ai beni culturali strette tra tagli e ritardi necessita di una nuova e forte consapevolezza della società civile organizzata. Non bastano attenzioni di nicchia pur espresse degnamente da una elite culturale né è opportuno affidare il futuro del patrimonio artistico culturale esclusivamente al mercato che, magari, viene attratto dai pezzi migliori ma non si occuperà mai delle centinaia di siti, luoghi e musei sparsi sul territorio. E' necessaria una nuova consapevolezza collettiva in grado di far sentire come propri i beni culturali e capace di orientare questo patrimonio nella direzione dello sviluppo e dell'occupazione.”

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