sabato, ottobre 04, 2008

«Sky non può imporre il proprio decoder» Il giudice di pace dà ragione a un cliente: risarcimento di 500 euro


Sky Tv non può imporre ai suoi abbonati l’utilizzo di un proprio decoder. Sulla base di questo principio il giudice di pace di Napoli ha condannato l’azienda di Rupert Murdoch per «inadempimento contrattuale e danni contrattuali e personali» nei confronti di un cliente, il signor V.D.P., difeso dal presidente dell’associazione Noiconsumatori, l’avvocato Angelo Pisani. «Dal 2005 - ricorda Pisani - Sky Italia modifica il proprio accesso condizionato, fornendo agli utenti un proprio decoder adatto per la ricezione del nuovo segnale altrimenti irricevibile da tutti gli altri tipi di decoder. Questo decoder Sky, di fatto, non è in grado di ricevere tutti i programmi diffusi da altre emittenti in chiaro e ha, inoltre, ridotte capacità di memorizzazione». Da qui la protesta del cliente, il quale, come sostiene Pisani in una nota, «è in possesso di un ricevitore migliore che ha più canali e ha maggiori funzioni». Inoltre il cliente di Pisani, secondo il legale, «è convinto che l’azione di Sky ponga non solo un problema di inadempimento contrattuale, ma anche un problema di concorrenza, poichè con questa mossa Sky detiene in pratica il monopolio dei decoder». Il giudice di pace ha condannato quindi Sky all’osservanza della normativa vigente e alla normale fornitura del segnale per il telespettatore, più un risarcimento danni quantificato in cinquecento euro. Nel corso dell’udienza l’avvocato Pisani ha sottolineato che già nel 2000 l’Autorità garante per le comunicazioni aveva deliberato che «gli operatori di accesso condizionato (tra cui Sky, ndr) sono tenuti a garantire agli utenti la fruibilità, con lo stesso decodificatore, a qualunque titolo detenuto o posseduto, di tutte le offerte di programmi digitali con accesso condizionato e la ricezione dei programmi televisivi in chiaro». «Questa sentenza - precisa Pisani - è valida solo per chi ha portato in giudizio Sky. È per questo che tutti auspichiamo che il nuovo governo acceleri i tempi per l’emanazione di una legge sulla ”class-action”, nel frattempo i consumatori sanno che gli atteggiamenti di Sky non vanno subiti passivamente ma ci si può sempre rivolgere ad un giudice di pace e chiedere giustizia».
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