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venerdì, aprile 04, 2008

25 aprile: "Catena umana contro la Camorra"

Le associazioni cristiane della Diocesi di Caserta firmatarie di questo comunicato promuovono per Venerdi 25 Aprile, al di fuori di ogni possibile strumentalizzazione elettorale, una catena umana intorno alla sede della redazione casertana 'Il Mattino' quale segno di vicinanza e di solidarietà per le recenti minacce rivolte dalla camorra al Giudice Cantone, allo scrittore Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione.
Le associazioni promotrici, per questo, fanno proprie le parole del loro Vescovo Nogaro nel Suo 'Responsorio della Pace' : 'Signore dammi la grazia dell'indignazione', convinte che quest'ultima rimanga ' la grande leva che innalza le responsabilità e rompe tutte le cortine della malvagità e della indifferenza. E' il grido di sdegno, talmente forte, a confondere tutte le trame dell'infamia'.
Le stesse avvertono l'importanza che la provincia di Caserta, scendendo in campo, si confronti con la realtà della camorra presente nel proprio territorio perchè è un problema che riguarda tutti: il cittadino che va in chiesa, il giovane che va a scuola o all' università, gli apparati produttivi ed economici che vivono la vita economica territoriale, le categorie sindacali dei lavoratori e la società civile tutta.
Forse finora non hanno saputo ben giocare questa partita ed esprimere forte la loro indignazione, percio' avvertono che questa ineludibile partecipazione può costruire un nuovo impegno sociale e civile nonché le condizioni per il cambiamento.
E' tempo, come ci ammonisce il nostro Pastore <>. Cosi come Egli, ieri i ed oggi, ha fatto e fa davanti alle tragedie di Falcone, Borsellino, don Diana e di tant'altre vittime innocenti.
E' tempo, quindi, di riappropriarsi della religione della responsabilità e della solidarietà avvertendo come cattolici forte il senso di una nostra conversione per strappare <>..
Per questo danno questo appuntamento, alle ore 11,30, davanti alla sede redazionale di p.zza Amico, a tutte le persone di buona volontà, in un giorno emblematico della nostra storia per costruire una catena umana a mo' di baluardo della libertà d'informazione e a difesa di coloro che combattono la camorra, auspicando che questo possa rimanere anche un giorno in cui, d'ora in poi, si organizzino tante altre catene nei luoghi e per le persone, maggiormente offese dalla camorra.
Eventuali adesioni all'iniziativa possono pervenire all'indirizzo email cpg@casertagiovani.org, e saranno rese pubbliche nel giorno della manifestazione.
Azione Cattolica Diocesana, ACLI, AIMC, Agesci Zona Caserta, Caritas Diocesana, Casa di Rut, Centro Pastorale Giovanile, Comitato 'Caserta Citta di Pace', Fondazione Antiusura don Peppino Diana, FUCI, La Tenda di Abramo, Pax Christi, Osservatorio sull'Università a Caserta.

sabato, maggio 05, 2007

"IRAQ - non possiamo tacere ! intervengono Pax Christi e Mons. Shlemon Warduni

"IRAQ - non possiamo tacere !

Pax Christi Italia vuole dare voce all’appello che giunge dall’Iraq, in particolare vuole gridare al mondo la tragedia che vive quel popolo e, oggi in particolare, la situazione disperata dei cristiani sempre più vittime di violenze, ricatti, minacce e uccisioni. E questo non solo a Baghdad ma anche a Mosul e in altre città.

Pax Christi è un movimento cattolico che si impegna per la nonviolenza, per il dialogo tra le religioni, per la ‘convivialità delle differenze’, per il rispetto della dignità della persona e dei diritti umani, per la libertà. Pax Christi crede che ogni religione sia portatrice di Pace, perchè Dio non può che mostrarsi con un volto di pace, di giustizia, di misericordia, di perdono, di riconciliazione, di unità.

Molte volte noi di Pax Christi siamo stati in Iraq, l’ultima volta nel dicembre 2006, a Kirkuk, e sempre abbiamo avuto modo di incontrare persone miti, pacifiche, che credono nella pace. Purtroppo molti amici e mons Louis Sako arcivescovo caldeo di Kirkuk, impegnato per il dialogo tra le religioni, ci dicono che la situazione è tragica, invivibile per i cristiani a Baghdad, ma ora sempre di più anche in altre zone. Ci raccontano di una tragedia che vede migliaia, milioni di persone alla disperazione. Quanti profughi! Secondo alcune fonti dell’Onu, l’attuale tragedia dei profughi iracheni è la più grande del Medio Oriente, dopo quella del popolo Palestinese nel 1948. Non possiamo più tacere!

“I cristiani, afferma il vescovo, hanno sempre difeso l’integrità del Paese in modo coraggioso insieme ai loro fratelli musulmani. Hanno vissuto con sciiti e sunniti nel rispetto reciproco e hanno condiviso i giorni belli come quelli peggiori, da 14 secoli. Oggi vogliono continuare questa esistenza nell’amore e nel rispetto dei diritti umani.” Chiediamo per gli irakeni il diritto alla libertà di vivere la propria fede.

L’Iraq è la patria di Abramo, nostro padre comune nella fede: ogni religione è per la pace, sia il cristianesimo che l’islam. Ogni manifestazione di violenza, di minaccia verso chi è di un’altra religione calpesta la libertà e la dignità umana e non rende testimonianza autentica alla propria fede. Mai la religione può portare alla violenza! La religione è per la vita, non per la morte, per la pace non per la guerra.

Basta con la violenza, basta con la guerra, basta con le uccisioni, i rapimenti, le minacce, le violenze di ogni genere. Insieme bisogna lavorare per la pace.

Vogliamo non lasciar cadere il grido di dolore e l’appello disperato che ci viene dall’Iraq, in un clima nazionale e internazionale che sembra avvolto da una colpevole indifferenza, dopo aver scatenato una guerra motivata da bugie urlate e da interessi taciuti. Lo vogliamo raccogliere noi per primi. Lo chiediamo alla Chiesa, cattolica, quindi universale! Molti cristiani in Iraq ci hanno detto che si sentono dimenticati! Lo chiediamo a tutti i credenti, alle autorità religiose, in Italia e in Iraq, cristiane e musulmane, ai responsabili della politica, alla comunità internazionale: cessi ogni forma di violenza. Solo il dialogo, l’incontro, l’ascolto, la solidarietà, il rifiuto di ogni forma di odio e vendetta può portare alla pace.

“Non possiamo più tacere” ci dicono dall’Iraq i nostri amici vescovi. E noi vogliamo unirci a loro, dare voce alla loro voce. Non lasciamoli soli.

27 aprile 2007

Pax Christi Italia"



"Vi ringraziamo di tutto il cuore, carissimi amici di "Pax Christi", preghiamo per voi perché il Signore vi aiuti per diffondere la pace e per dire la verità col coraggio. Avete interpretato il nostro volere, e avete espresso i nostri pensieri con fedeltà come vi avevamo detto prima e ci avete difeso, perché non sappiamo da chi andare ed a chi esporre il nostro problema doloroso, complicato ed insopporabile.

Speriamo che tutte le organizzazioni cattoliche e quelle umanitarie vi imitino per difendere i diritti dei deboli. Ciò che dovrebbe essere il nostro motto, noi cristiani in Iraq, è l'identità irachena e non la religione o l'etnia o la confessione. Noi siamo abitanti iracheni da miliaia d'anni, viviamo e moriamo in Iraq, per l'Iraq e per gli iracheni a costo di vita.
Noi abbiamo lavorato vissuto, lavoriamo e viviamo e lavoreremo e vivremo per l'unità dell'Iraq, per il bene degli iracheni, seminando l'amore da per tutto perché "Dio è Amore" e perché il Vangelo ci insegna: "Amate gli altri come voi stessi".
Che il Dio-Pace ci dia la Pace.

+Mons. Shlemon Warduni