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lunedì, settembre 17, 2007

Sostegno, 12 mila insegnanti ancora da trovare e 20 mila studenti non riconosciuti

DISABILITA'/1 - Sostegno, 12 mila insegnanti ancora da trovare
Il ministero della Pubblica istruzione continua a smentire i tagli agli insegnanti di sostegno, ma dalle regioni piovono allarmi dalle famiglie e dalle scuole. Nell’anno scolastico 2006-2007 i docenti erano più di 80 mila per 168.887 ragazzi disabili. Questi ultimi, alla riapertura del 2007-2008 sono diventati 169.345, ma gli insegnanti di sostegno sono, ad oggi, poco più di 68 mila. Come saranno colmati i 12 mila posti mancanti?

- E’ questo il calcolo della Cisl scuola, il cui segretario Francesco Scrima dice: “Anche se è ancora presto per avere i dati definitivi, è scandaloso tagliare sui diritti di questi ragazzi con problemi”. Conferma i dati e l’allarme Nina Daita (Ufficio disabilità della Cgil). “I tagli? E' come tagliare le gambe a chi già fatica a camminare”.


DISABILITA/2 - Sostegno, 20 mila studenti non riconosciuti
Sul "giallo" dei 12 mila insegnanti mancanti interviene Salvatore Nocera (Fish e Aipd). "Due i motivi: la nuova certificazione della disabilità, che non ha riconosciuto quasi 20 mila studenti, per cui si motiverebbe la riduzione del sostegno in organico; il rapporto di un insegnante ogni due alunni stabilito dal ministro dell’Economia”.


- Ecco come i presidi tagliano le ore - I presidi che si vedono ridotte (dalle direttive ministeriali) le ore settimanali per il sostegno hanno due alternative: ridurre le ore a tutti (spalmando i tagli), o concentrare tutto il sostegno solo sugli alunni con disabilità più gravi. Il meccanismo spiegato dalla professoressa Maria Vitale Merlo, insegnante di sostegno in una scuola media di Messina. In molte città del meridione gli alunni down sono passati da 18 ore a 9 ore settimanali.

lunedì, febbraio 05, 2007

Parte la campagna "Smonta il bullo"

Presentata dal Ministro della Pubblica Istruzione la campagna nazionale contro violenza e bullismo. Per sottolineare l'importanza dell'argomento Giuseppe Fioroni invia alle scuole una lunga direttiva. Molte le iniziative: sito WEB, osservatorio nazionale, numero verde.
Nella mattinata del 5 febbraio il Ministro della Pubblica Istruzione ha presentato ufficialmente la campagna nazionale "Smonta il bullo" che servirà a promuovere una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione.
"Bullismo, teppismo, violenza, guerriglia, atti di vera e propria barbarie giovanile: qualsiasi azione di contrasto rischia di rimanere incompiuta se non la affiancheremo con una vera e propria offensiva educativa per i nostri giovani": così si è espresso il Ministro nel corso della conferenza stampa per la presentazione del progetto che si avvarrà di strumenti diversificati.
Per dare maggior rilievo all’iniziativa, Fioroni ha emanato anche una direttiva (la n. 16) indirizzata a tutte le scuole alle quali "spetta ricercare la strategia più idonea ed efficace nell'azione di educazione alla cittadinanza e di prevenzione del disagio, che potrà trovare espressione nel Piano dell'offerta formativa".
In ogni Regione verranno istituiti specifici Osservatori che garantiranno la rilevazione e il monitoraggio costante del fenomeno, il collegamento con le diverse istituzioni che si occupano di educazione alla legalità e la verifica delle attività svolte dai vari soggetti. Essi cureranno e favoriranno anche la promozione e il monitoraggio di percorsi di informazione e aggiornamento destinati alle diverse componenti della comunità scolastica.
Ci sarà anche un numero verde nazionale (800 66 96 96) dotato di 10 postazioni di ascolto seguite da una task force di esperti (psicologi, insegnanti, genitori e personale del ministero): sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19 e ci si potrà rivolgere ad esso per segnalare casi, chiedere informazioni generali sul fenomeno e su come comportarsi in situazioni critiche.
Naturalmente non mancherà un sito Internet, che servirà da punto di raccordo, di raccolta e divulgazione delle informazioni utili provenienti dagli osservatori e dagli operatori del numero verde, nonché da "vetrina" per le azioni e le campagne promosse dalle scuole.
Nella direttiva inviata alle scuole il Ministro non trascura gli aspetti amministrativi e ricorda che - in casi di particolare gravità - le scuole possono e devono ricorrere anche alle sanzioni disciplinari. E quando ci si trova di fronte a veri e propri reati è possibile superare il limite dei 15 giorni di sospensione previsto dallo Statuto degli studenti e delle studentesse.
05/02/2007 di R.P.