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venerdì, aprile 06, 2007

Carta di identità a chi attende il permesso. Può iscriversi all'anagrafe anche chi è appena entrato con i flussi.

ROMA - Anche chi sta rinnovando il permesso o lo ha chiesto per la prima volta dopo esser entrato con i flussi può iscriversi all'anagrafe, farsi rilasciare la carta di identità ed esercitare tutti i diritti che questo comporta.
Con due distinte circolari il Viminale dà attuazione anche per quanto riguarda le anagrafi alle direttive emanate finora per tutelare chi è in attesa del permesso di soggiorno. Una scelta importante soprattutto alla luce dei ritardi che si stanno registrando in tutta Italia.

Min. dell' Interno
Carta di identità a chi attende il permesso
Può iscriversi all'anagrafe anche chi è appena entrato con i flussi
Che chi attende il rinnovo può iscriversi all'anagrafe è stato già chiarito a novembre scorso, ma alcuni Comuni si chiedevano se, oltre all'iscrizione, potessero procedere al rilascio del documento di identità. Con la circolare n. 17 del 2 aprile il ministero dell'Interno ha dato il via libera: "Si ritiene possibile il rilascio e il rinnovo della carta di identità, con la sola esclusione della validità per l'espatrio, ai cittadini stranieri iscritti in anagrafe e che abbiano presentato domanda di rinnovo del titolo di soggiorno nelle forme e nei tempi previsti".
Come regolarsi, invece, con chi chiede il permesso per la prima volta?
Una direttiva firmata da Amato a febbraio dà pieni diritti a chi è entrato con i flussi d'ingresso e, dopo aver firmato il contratto di soggiorno, attende il permesso per lavoro subordinato. La circolare n. 16 del 2 aprile spiega quindi che "il principio enunciato nella direttiva deve essere applicato con riferimento al procedimento di iscrizione anagrafica". In questo caso bisognerà esibire il contratto di soggiorno e la ricevuta della domanda del permesso.

news segnalata dallo Sportello Cittadini Stranieri del Circolo Acli "Ora et labora" di Fossato di Vico

lunedì, marzo 05, 2007

Abolita la richiesta del permesso di soggiorno per il minore straniero adottato

Firmata il 21 febbraio scorso dai Ministri dell'Interno Amato e delle Politiche per la Famiglia Bindi una direttiva sull'abolizione della richiesta del permesso di soggiorno per il minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione.La direttiva consta di un unico articolo, nel quale si stabilisce che "ai fini del soggiorno del minore straniero adottato o affidato a scopo di adozione non è richiesto il permesso di soggiorno".Con tale provvedimento è stata abolita la prassi secondo la quale un bambino adottato all'estero da una coppia italiana deve chiedere, al momento del suo arrivo in Italia e nonostante già in possesso di un cognome italiano, il permesso di soggiorno come qualsiasi cittadino straniero."Abolire il permesso di soggiorno per i bambini stranieri adottati - ha dichiarato il Sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi - è perfettamente in linea con il Testo Unico sull´immigrazione che già non prevede un permesso di soggiorno per adozione. Inoltre abbiamo voluto considerare che la richiesta di rilascio di un permesso di soggiorno per il minore è fonte di ulteriori disagi per le famiglie adottive, oltre che di inutili appesantimenti burocratici. Per questo ci siamo adoperati per facilitare un iter che ha preso avvio sulla base di accertamenti e di decisioni che non richiedono nessuna verifica supplementare. La Direttiva è così un contributo per sostenere positivamente il legame affettivo e l´inserimento del minore oltre che nella famiglia anche nella nostra società."