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giovedì, marzo 05, 2009

La sostenibilità del turismo sociale e responsabile nel Mediterraneo


La sostenibilità del turismo sociale e responsabile nel Mediterraneo
e le scelte operative che riguardano investimenti e politica aziendale.

di Pino Vitale

Oggi malgrado cresca la sensibilità verso le problematiche ambientali, continuano
a venir sfornati piani di investimento nei paesi della sponda Sud del Mediterraneo
che ripropongono le logiche della massificazione del turismo, della concentrazione dell'investimento in poche località, della moltiplicazione di infrastrutture dedicate
a servire soltanto le località turistiche, della dubbia valutazione di impatto ambientale.
E' impossibile negare la ricaduta positiva che l'attività turistica ha sull'occupazione e sull'economia dei paesi del Mediterraneo, ma è altrettanto innegabile che se il modello di insediamento turistico non verrà ripensato a favore di una maggiore distribuzione sul territorio e di un rigido controllo di impatto ambientale, tali benefici rischiano di scomparire a medio termine.
Il CTA ( CENTRO TURISTICO ACLI ), associazione di turismo sociale aderente ad AITR (associazione italiana di turismo responsabile), il concetto di sostenibilità e responsabilità turistica è composto da una serie di elementi tra i quali spicca non solo la sostenibilità ambientale, ma anche quella economica, sociale e culturale.
Quando parliamo di occupazione infatti, ci interessa conoscere soprattutto la qualità
dei posti di lavoro creati, non soltanto la quantità, quando pensiamo alla ricaduta economica, ci interessa conoscere l'effettivo contributo allo sviluppo locale, piuttosto che le cifre complessive generate dal settore.
Quando parliamo di valorizzazione dell'ambiente naturale, o del patrimonio storico o della tutela della cultura dei cittadini coinvolti, crediamo che ciò sia possibile soltanto
con la partecipazione attiva dell'associazionismo non governativo, a garanzia degli interessi della popolazione locale.
Quando si parla di turismo nel bacino Mediterraneo si fanno i conti con due soli soggetti: gli stati e i grandi gruppi multinazionali.
E' ovvio quindi che un settore diretto in modo fortemente centralizzato e che deve garantire la redditività degli ingenti capitali investiti sottovaluti gli effetti prodotti sul territorio, anche se in definitiva sarà quello che garantirà il successo o il fallimento dell'investimento.
Se esiste una costante nello sviluppo del turismo nel Mediterraneo questa è la totale estraneità della popolazione locale alle scelte produttive attuate sui propri territori.
Altro punto dolente è l'approssimativa, quando non totalmente inesistente, valutazione di impatto ambientale nelle fasi di fattibilità della costruzione di nuove strutture ricettive.E' tempo di turismo sociale.
E' tempo di ribadire il primato dell'uomo e della promozione civile, della crescita culturale dei giovani e della tutela dell'ambiente.
Il turismo sociale - per sua stessa definizione – nasce dalla volontà di rendere tutti, senza nessuna distinzione, partecipi della gioia di vivere nella fratellanza e nell'armonia.
Un turismo che non guarda solo ad avvicinare l'uomo alle bellezze naturali, ma che riesce anche a vedere la coscienza del singolo, a cercare all'interno di ogni persona un motivo di promozione, personale e collettiva.
Oggi sono tante le facce del turismo sociale. In particolare, una delle più difficili, ma che regala soddisfazioni immense a chi lavora a questi progetti, riguarda il turismo per i disabili.
Nell'aiutare la persona disabile si racchiudono le mille anime del turismo sociale:
il volontariato, la promozione sociale, l'organizzazione di un turismo a misura d'uomo. Ma qui è indispensabile anche un impegno forte da parte delle istituzioni pubbliche, per poter creare questa offerta di servizi: dallo Stato agli enti locali, regioni, province, comunità montane, unione dei comuni, piano di zona e comuni, tutti devono essere inseriti in questo circuito virtuoso

domenica, dicembre 23, 2007

Il Natale di Napoli tra i rifiuti e il mare della pace



Nei giorni di Natale ecco una Napoli a due facce: da un lato la vergogna dei cumuli di rifiuti, simbolo di una crisi irrisolta e sempre più preoccupante, dall’altra lo spettacolo di una Piazza del Plebiscito trasformata in autentica attrazione con la «pedana mediterranea» allestita dall’artista Michelangelo Pistoletto. dalla prima pagina de Il Mattino di oggi

giovedì, maggio 24, 2007

La situazione geo-politica del Mediterraneo e il dialogo tra le culture e le religioni

Venerdì 25 maggio 2007
ore 18 Libreria Paoline
Via Duomo 145

Ultimo appuntamento del ciclo di incontri «Napoli: faro di luce per il Mediterraneo. A vent’anni dallo spirito di Assisi», domani 25 maggio alle ore 18 presso la Libreria Paoline di Via Duomo, in vista dell’Incontro interreligioso di Preghiera per la Pace, in programma a Napoli, per volontà del card. Crescenzio Sepe dal 21 al 23 ottobre.

«Oriente-Occidente: memorie, contrasti, nuove luci»
è il tema dell’incontro che vedrà protagonista

il prof. PASQUALE COPPOLA
ordinario di Geografia politica
presso l’Istituto Universitario «L’Orientale» di Napoli

intervistato da ANTONELLA TARQUINI
coordinatrice di Ansamed

Il Mediterraneo, come suggerisce il suo stesso nome, è un mare fra terre, un mare che le divide e le collega nello stesso tempo: è un mare diverso dagli altri perché porta dentro di sé il problema del rapporto tra identità diverse, della loro difficile, ma necessaria convivenza. È un pluriverso irriducibile di popoli e di lingue che nessun assetto geopolitico può ridurre ad unum. È a questa ricchezza, a questi legami, a questa complessità che dobbiamo volgere lo sguardo per comprendere le dinamiche in atto per poi individuare possibili azioni comuni nella definizione di politiche culturali, sociali e commerciali di pace. L’incontro intende offrire un contributo all’ampio dibattito in corso sull’assetto geopolitico del Mediterraneo, destinato a diventare crocevia dei destini di buona parte dell’umanità: uomini e donne che attraversando queste acque sognano un futuro migliore, cercano un’occasione di riscatto o, al contrario, tornano nella propria terra per far fruttare talenti e saperi acquisiti altrove.

venerdì, maggio 18, 2007

EuroMediterranean and Black Sea Observatory -Networkshop Networking and partnership

Da giovedì a Procida i rappresentanti di tredici paesi del Mediterraneo e Mar Nero per il summit dell’Osservatorio. Martedì la presentazione con il Sindaco Iervolino

Martedì 22 maggio alle ore 12.00 presso la sala giunta di Palazzo S.Giacomo, il Sindaco di Napoli Rosa Iervolino Russo, il Rettore dell’Università di Napoli “L’Orientale” Pasquale Ciriello, il Presidente della Fondazione IDIS-Città della Scienza Vittorio Silvestrini ed il Presidente dell'Osservatorio EuroMediterraneo e del Mar Nero Raffaele Porta, presenteranno alla stampa il programma dei lavori del primo "EuroMediterranean and Black Sea Observatory -Networkshop Networking and partnership”, il convegno internazionale al quale parteciperanno gli aderenti alla rete dell’Osservatorio in rappresentanza di enti locali, istituzioni culturali ed associazioni non governative di 13 paesi del bacino del Mediterraneo e di quello del Mar Nero. Il summit internazionale si terrà a Procida, presso l’ex Convento delle Orfanelle a Terra Murata, dal 24 al 25 maggio.
Ufficio stampa: Race Communication Roberto Race 3470885233 - 3339064533

Cos'è L’Osservatorio
L’Osservatorio Euro Mediterraneo/Mar Nero è una realtà che opera concretamente per promuovere progetti ed attività di cooperazione decentrata fondata sui valori di pace, sviluppo e solidarietà. L’area del Mar Mediterraneo e del Mar Nero ha acquistato negli ultimi decenni un ruolo di tale importanza per i destini del continente europeo da non poter più essere relegata a categoria di secondo ordine nelle scelte di politica internazionale e di cooperazione dei paesi dell’Europa unita.
Il progetto dell’osservatorio nasce da una collaborazione tra Fondazione Idis-Città della Scienza, Comune di Napoli e l’Universita’ degli studi di Napoli “L’Orientale” ed è stato formalizzato da un protocollo d’intesa tra le parti. Mission è quella di promuovere la pace, lo sviluppo economico e sociale dei paesi e delle regioni dell’area euro-mediterranea e del mar Nero, e di promuovere la solidarietà tra i cittadini napoletani e campani con le popolazioni di questa area. Tutto ciò attraverso la tessitura di una rete di soggetti e obiettivi volte ad individuare valori di condivisione delle linee guida individuate. Pur nella coscienza delle sperequazioni in termini di sapere-potere esistenti nell’area di interesse, il progetto dell’Osservatorio Euro Mediterraneo/Mar Nero si fonda sulla consapevolezza della pari dignità di tutti i soggetti coinvolti, e si indirizza verso la valorizzazione di obiettivi e azioni indifferentemente dalla banale considerazione della centralità o perifericità di chi li formula e svolge.

http://www.mediterraneomarnero.it