giovedì, gennaio 30, 2020

marcia legalità a Rione Libertà.



http://www.gazzettabenevento.it/Sito2009/dettagliocomunicato2.php?Id=128765
Benevento, 29-01-2020 21:27 ____ Insieme contro la sfacciataggine e l'arroganza di chi ha occupato spazi nati per l'aggregazione e finiti per essere luoghi dove consumare reati Il corteo promosso da Libera, dall'Azione Cattolica e dall'Agesci, si e' mosso nelle strade del Rione Liberta'. Denunciata l'insufficienza dell'Amministrazione comunale che non ha approvato il Regolamento No slot o affidato il campetto a Capodimonte Nostro servizio Successo per la mobilitazione promossa dal Coordinamento di "Libera Benevento", insieme all’Azione Cattolica e all’Agesci, contro la sfacciataggine e l’arroganza di chi ha occupato spazi nati per l’aggregazione e finiti per essere luoghi, invece, dove consumare reati come quelli emersi in seguito alle operazioni delle Forze dell'ordine dei giorni scorsi. Diverse centinaia di persone (la stima delle forze dell'ordine è stata di circa 300 persone), tra cui moltissimi ragazzi, hanno marciato per le strade del Rione Libertà lanciando, però, un messaggio a tutta la città: Nessuno si deve sentire immune dalla bruttezza dell’illegalità e dell’irresponsabilità e tutti, anche i rappresentanti politici, devono adottare modalità nuove per interfacciarsi con i cittadini, abdicando alla sfacciataggine delle clientele e delle scorciatoie elettorali. Questi alcuni degli elementi emersi a cui si aggiunge il fatto che, escluse Annamaria Mollica e Marianna Farese, del Movimento 5 Stelle, non ha preso parte alla mobilitazione alcun rappresentante delle Istituzioni. Un segnale in contrasto con la natura della manifestazione, nata sotto la bandiera di Libera, ma che intendeva aprirsi e coinvolgere tutte le forze che ne condividevano lo spirito. In tal senso va registrata la presenza di diversi esponenti politici, delle associazioni, delle forze civiche della città. Non c'è dubbio che il corteo dovesse essere aperto dalla fascia tricolore, indossata dal sindaco o da un suo delegato, che avrebbe rappresentato la partecipazione di una intera città. Così non è stato. La marcia è partita da piazzale Ernesto Gramazio, nel quadrato degli uffici regionali e dell’Ufficio Scolastico Provinciale, dove sono intervenuti, in rappresentanza dell'Agesci, Martina Viola, Maria Mongillo e Andrea Pepe del gruppo Benevento 2 e Svyatoslav Mazuryk e Marco Meoli del Benevento 3. “Lo scoutismo, hanno detto, ci insegna a ad osservare che è ben diverso dal guardare: significa esaminare, notare, scrutare, capire qual è il problema. Qui di problemi ce ne sono: Illecita detenzione e spaccio continuato di stupefacenti, proprio qui, nel cuore della città, fino a qualche settimana fa. Noi scout non sappiamo restare in silenzio. Abbiamo voglia di lasciare il mondo migliore di come l'abbiamo trovato, così come ha sempre detto il fondatore lord Baden Powell. Con l'intervento di oggi vogliamo esprimere un pensiero sugli eventi che sono accaduti, praticando l'azione più giusta che ci conduca verso una società riconciliata e propensa all'impegno, che rispetti la dignità di ogni uomo e non lasci parte della popolazione morire. La vita è fatta di scelte. Anche lo scoutismo è fatto di scelte. Noi cerchiamo, nel nostro piccolo, di essere testimoni dei valori in cui crediamo: una settimana dopo i blitz e gli arresti siamo venuti qui, svolgendo la nostra riunione in questo luogo e consegnando qui i fazzolettoni a dei nuovi ragazzi, simboleggiando la scelta di essere appartenenti a questa comunità. Siamo ragazzi, hanno concluso, e molti di noi vengono considerati lontani da queste cose. Noi non vogliamo esserlo. Vogliamo essere protagonisti con la capacità di comprendere ciò che sta succedendo, per osservare, per giudicare, per agire ma sapendo scegliere da che parte stare, solo così potremmo essere buoni cittadini". Una volta terminato l'intervento, ha avuto inizio la marcia che ha attraversato le strade del Rione Libertà per giungere in piazzale "Aldo Iermano" davanti la chiesa della Santissima Addolorata dove sono intervenuti i ragazzi dell’Azione Cattolica parrocchiale, presieduta da Mariacristina Nocera, che hanno detto: "Siamo presenti sul territorio da sempre, accanto a ragazzi giovani e adulti attraverso le nostre attività educative e pastorali. Dentro queste attività educative cerchiamo di sviluppare gli obiettivi che ci prefissiamo, e uno di quelli che più ci sta a cuore è la promozione del bene comune. Si tratta di una tensione, un orizzonte, a cui ogni società guarda. Essere promotori di questa marcia, per noi significa innanzitutto condividere la storia di un territorio di cui siamo pienamente parte, senza guardarla dal di fuori. Riappropriarci non solo degli spazi, ma delle persone che vivono questa realtà, è diventata per noi una vera e propria urgenza. Uno dei grandi problemi che oggi riscontriamo qui è la mancanza delle scuole, chiuse per inagibilità. Non creare un'alternativa adeguata a ciò, per una buona fetta del rione significa non dare la possibilità alle generazioni future di sentirsi appartenenti ad un luogo che per loro è casa. Significa anche negare loro la possibilità di vivere e di radicarsi a qualcosa di importante che ha una storia e che vive le sue tradizioni. Riappropriarci delle persone significa questo: Generare dedizioni, disponibilità, responsabilità, scelte individuali ma anche dare vita a segni concreti che parlino di accoglienza, compagnia, denuncia, giustizia. Il Torneo "Friends", giunto ormai alla sua XV edizione o l'impegno che abbiamo messo per dare nuova vita alla nostra festa padronale, rappresentano impegni concreti di chi ha a cuore questo territorio e di chi sogna una "Chiesa tra le case" ovvero una parrocchia con uno spirito di ecclesialità senza confini, né di spazio né di tempo. Una parrocchia che sappia creare spazi di bellezza, legalità e aggregazione". L'ultima tappa della marcia, c'è stata nei pressi della Mediateca della Spina Verde, luogo inaugurato ma mai utilizzato, finito per essere spazio di vandalizzazione e di degrado. Davanti la grande struttura abbandonata è intervenuto Michele Martino, referente provinciale di "Libera", che ha aperto il suo intervento citando il documento di don Peppe Diana "Per Amore del mio popolo", poi ha aggiunto: "Stasera abbiamo pronunciato tante parole di vita come bellezza, accoglienza, tolleranza, amore, amore per il nostro popolo. Ma salire sui tetti, come diceva don Peppe Diana, vuol dire anche avere il coraggio di una prospettiva, provando a guardare oltre, guardando al domani. Quando si crede di guardare lontano, bisogna guardare ancora più lontano, senza venir meno al ruolo profetico della denuncia che assume ancora più valore davanti a quest’opera che doveva essere una mediateca e che invece è il simbolo di una voragine istituzionale, senza il coraggio di avere una prospettiva. Abbiamo nostalgia dei politici di altri tempi, non dei tempi andati. Abbiamo nostalgia di quella prospettiva. "Abbiamo perso grandi occasioni in questa città - ha denunciato Martino - non si è stati in grado di approvare un regolamento No slot, è una vergogna. Non si è stati in grado di affidare il campetto di Capodimonte, è una vergogna. Non si è stati in grado di approvare un regolamento sui beni comuni, è una vergona. Ma la vergogna della vergogna è sul riutilizzo sociale dei beni confiscati: l'ex cementifico "Ciotta" sta ancora lì e nessuna istituzione ha avuto il coraggio di fare un passo. Tutti coloro che si sono riuniti stasera, ha aggiunto Martino, assumono impegni concreti, perché in questo quartiere c’è una bellezza meravigliosa fatta di partecipazione. Ci proiettiamo verso il 21 marzo come il primo giorno di primavera dove si inizia a sentire un profumo nuovo contro il puzzo del malaffare. La primavera inizia pensando di non pretendere che gli altri facciano la loro parte se noi non facciamo prima la nostra. Benevento non è un’isola tranquilla, bisogna prenderne atto". "Qui si rischia di diventare schiavi del tatticismo fine a sé stesso che non permette alla città di fare scelte lungimiranti. Il clientelismo è sempre una fetenzia. Libera non siamo noi, siete voi. Libera è la bandiera del noi contro lo spregiudicato io che prende il sopravvento. Essere gelosi delle proprie idee è sintomo di un io spregiudicato ed è giunto il momento di riacquistare la sensazione che gli altri sono un patrimonio. Riappropriarci degli spazi fisici e culturali affinché diventano davvero un bene di tutti noi". Il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia di Benevento, con il segretario generale provinciale Giuseppe Orlacchio, ha partecipato anch'esso alla marcia per dire basta, ha scritto in una nota, alla criminalità organizzata e per riappropriarsi del Rione Libertà e di tutte le altri parti della città oggetto di prevaricazioni ed abusi. Abbiamo marciato uniti per dire basta ai soprusi, alle angherie, alle minacce; per ricordare ai cittadini perbene di non esitare ad opporsi alle vessazioni perché nel nostro Paese la democrazia è forte, lo Stato è forte, la società civile è forte e con la nostra presenza siamo qui a testimoniarlo e a ricordare a chiunque con vigore che siamo con voi, con tutti voi, conclude il Sindacato di Polizia.

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