giovedì, novembre 28, 2013

Legge stabilita': Acli, serve cambio marcia per contrasto a poverta'

''Le Acli chiedono a governo e parlamento di operare un deciso cambio di marcia nella lotta alla poverta' che sia commisurata alla gravissima emergenza che essa costituisce per il Paese''. 
Lo ha detto Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, a proposito dell'emendamento alla legge di stabilita' votato dal Senato, con il quale viene istituito un fondo di contrasto alla poverta' finanziato attraverso un prelievo di solidarieta' sulle pensioni d'oro oltre i 90 mila euro. 
 ''Si deve registrare una macroscopica discrepanza tra le risorse stanziate e le dimensioni della poverta' che dilaga in Italia'', ha aggiunto Bottalico spiegando che ''non solo le risorse contro la poverta' sono a dir poco esigue, appena 40 milioni all'anno contro i 900 che servirebbero per avviare un progetto come il reddito di inclusione sociale (Reis) proposto da Acli e Caritas, ma risultano destinate alla sola estensione su tutto il territorio nazionale della nuova carta acquisti. Una cosa senz'altro opportuna ma che da sola non configura minimamente un intervento pianificato e sistematico di contrasto alla poverta'''. 
 Per finanziare l'avvio di un piano nazionale contro la poverta' le Acli - che insieme a un cartello di forze sociali, sindacali istituzionali hanno promosso la costituzione dell' 'Alleanza contro la poverta' in Italia' - ritengono indispensabile la definizione di un quadro certo ed adeguato di investimenti senza il quale risulterebbe poco realistico immaginare la costruzione di un sistema locale di servizi adeguato alla lotta contro l'esclusione sociale. 
 Questa costruzione richiede investimenti, sviluppo di competenze e programmazione: gli enti locali, il terzo settore e le Organizzazioni sociali impegnati nel territorio potranno realizzarla solo se riceveranno un'adeguata stima economica e previsionale.
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